{"id":203428,"date":"2026-09-03T09:40:44","date_gmt":"2026-09-03T07:40:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=203428"},"modified":"2026-09-03T09:40:44","modified_gmt":"2026-09-03T07:40:44","slug":"italia-ed-egitto-una-storia-millenaria-una-responsabilita-comune-per-il-futuro-del-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2026\/09\/italia-ed-egitto-una-storia-millenaria-una-responsabilita-comune-per-il-futuro-del-mediterraneo\/","title":{"rendered":"\u201cItalia ed Egitto: una storia millenaria, una responsabilit\u00e0 comune per il futuro del Mediterraneo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Editoriale del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, On. Antonio Tajani<\/em><\/p>\n<p>Sono oggi al Cairo per la mia sesta missione in Egitto da Ministro degli Esteri. Sei visite che raccontano, meglio di molti numeri, l\u2019importanza che l\u2019Italia attribuisce al rapporto con questo Paese. Un rapporto che ha radici ben pi\u00f9 profonde della politica: Italia ed Egitto sono due grandi civilt\u00e0 mediterranee, legate da millenni di storia, incontri e scambi. Il Mediterraneo ha contribuito a plasmare le nostre culture e continua ancora oggi a unirci, rendendo naturalmente vicini i nostri popoli e sempre pi\u00f9 convergenti i nostri interessi. \u00c8 da questa storia condivisa che nasce anche una responsabilit\u00e0 comune per il presente e il futuro della nostra regione.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni questa vicinanza si \u00e8 tradotta in un dialogo politico sempre pi\u00f9 intenso, proprio mentre il Mediterraneo e il Medio Oriente attraversavano una delle fasi pi\u00f9 complesse della loro storia recente. Roma e Il Cairo hanno mantenuto un confronto costante sulle crisi, ma soprattutto sulle possibili soluzioni.<\/p>\n<p>La missione di oggi vuole compiere un altro passo in questa direzione. Incontrer\u00f2 il Presidente Abdel Fattah al-Sisi, con il quale ho avuto numerosi colloqui in questi anni, e il Ministro degli Esteri Badr Abdelatty, insieme al quale presiederemo la Commissione Congiunta italo-egiziana. Alla missione partecipano anche i Ministri dell\u2019Ambiente e dell\u2019Energia, Gilberto Pichetto Fratin, e del Lavoro e della Mobilit\u00e0 sociale, Marina Calderone, mentre oltre cento aziende italiane saranno protagoniste del Business Forum Italia-Egitto. Politica, sicurezza, energia, lavoro, imprese: abbiamo voluto dare a questa visita una dimensione ampia perch\u00e9 ampio \u00e8 ormai il nostro partenariato.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una parola che lega molti degli interessi che condividiamo: stabilit\u00e0. Per Italia ed Egitto non \u00e8 un concetto astratto di politica estera. Significa un Medio Oriente nel quale prevalgano dialogo e diplomazia, una Libia stabile, un Corno d\u2019Africa pi\u00f9 sicuro, rotte commerciali aperte e protette. Significa creare le condizioni perch\u00e9 le imprese possano investire, le economie crescere e i giovani guardare al futuro con fiducia. Ed \u00e8 questo il filo che unisce molte delle grandi questioni sulle quali Italia ed Egitto possono lavorare insieme.<\/p>\n<p>Il banco di prova pi\u00f9 urgente \u00e8 Gaza. La priorit\u00e0 resta la tutela della popolazione civile palestinese e la riduzione della violenza. Ma dobbiamo contemporaneamente guardare al futuro. Il lavoro \u00e8 ancora lungo e il disarmo di Hamas rappresenta un passaggio fondamentale per costruire condizioni durature di sicurezza e restituire una prospettiva politica alla regione. In questo sforzo l\u2019Egitto svolge un ruolo di mediazione essenziale, che l\u2019Italia riconosce e sostiene, confermando il proprio ruolo di pilastro di stabilit\u00e0 in mezzo a molte crisi.<\/p>\n<p>Quella prospettiva per noi rimane la soluzione a due Stati: Israele e Palestina, fianco a fianco, in pace e sicurezza. A Roma abbiamo riunito l\u2019Alleanza Globale per la Soluzione a Due Stati e organizzato un seminario sul Dialogo Interreligioso, perch\u00e9 sono convinto che alla diplomazia debba accompagnarsi il dialogo tra religioni e culture. Al-Azhar, per la sua storia e la sua straordinaria autorevolezza nel mondo islamico, pu\u00f2 dare un contributo fondamentale alla costruzione di una cultura della convivenza e della pace.<\/p>\n<p>E mentre lavoriamo alla politica, non possiamo dimenticare chi soffre. L\u2019Egitto sta sostenendo uno sforzo enorme a favore della popolazione palestinese. Anche l\u2019Italia sta facendo la propria parte. Con \u201cFood for Gaza\u201d abbiamo mobilitato assistenza umanitaria e siamo il primo Paese occidentale per evacuazioni mediche dalla Striscia: abbiamo accolto 260 piccoli pazienti palestinesi e oltre 700 accompagnatori, anche grazie all\u2019assistenza fondamentale dell\u2019Egitto. Diplomazia e solidariet\u00e0 devono procedere insieme.<\/p>\n<p>Ma la sfida che abbiamo davanti non si esaurisce a Gaza. La sicurezza dell\u2019intera regione dipende dalla capacit\u00e0 di ridurre le tensioni anche sugli altri fronti. La stabilit\u00e0 del Libano \u00e8 essenziale per gli equilibri del Medio Oriente. Roma vuole essere una capitale di pace e ha ospitato round di negoziati tra Israele e Libano, dimostrando che anche nei momenti pi\u00f9 difficili esiste uno spazio per il dialogo.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per la sicurezza delle grandi rotte marittime. Hormuz e Bab el-Mandeb sono due arterie vitali del commercio mondiale: ci\u00f2 che accade in quegli stretti arriva rapidamente nei nostri porti, nelle nostre imprese e nelle nostre economie. La libert\u00e0 di navigazione deve essere sempre garantita. Nel Mar Rosso l\u2019Italia contribuisce concretamente a questo obiettivo attraverso la partecipazione alla missione europea ASPIDES.<\/p>\n<p>Questo stesso interesse comune ci porta a guardare alla Libia, al Sudan e al Corno d\u2019Africa. Una Libia stabile, unita e sovrana \u00e8 essenziale per la sicurezza dell\u2019intero Mediterraneo. Il protrarsi della guerra in Sudan e dell\u2019instabilit\u00e0 nel Corno d\u2019Africa produce conseguenze che vanno ben oltre i confini della regione, anche tramite il Mar Rosso: dobbiamo lavorare per fermare le violenze, contrastare le violazioni dei diritti umani e riaffermare il rispetto del diritto internazionale, guardando alla de-escalation tra tutti i principali attori.<\/p>\n<p>In questo quadro, Italia ed Egitto condividono anche una forte responsabilit\u00e0 nel contrasto alle minacce che attraversano i confini, dal terrorismo ai trafficanti di esseri umani, e nella gestione dei fenomeni migratori. Riconosciamo gli importanti risultati ottenuti dall\u2019Egitto nel ridurre le partenze irregolari dal proprio territorio e il grande sforzo compiuto nell\u2019accoglienza di migranti e rifugiati. Vogliamo rafforzare ulteriormente una cooperazione gi\u00e0 eccellente nel contrasto all\u2019immigrazione irregolare e alle organizzazioni criminali, favorendo al tempo stesso percorsi di mobilit\u00e0 legale che possano rispondere alle esigenze delle nostre economie. Anche attraverso il Piano Mattei vogliamo investire nella formazione e nello sviluppo delle competenze, favorendo percorsi di migrazione regolare che possano assicurare all\u2019Italia lavoratori qualificati e offrire nuove opportunit\u00e0 di lavoro ai giovani egiziani, nell\u2019interesse di entrambi i Paesi.<\/p>\n<p>La stabilit\u00e0 deve per\u00f2 tradursi anche in sviluppo, lavoro e opportunit\u00e0. \u00c8 anche per questo che l\u2019Italia sostiene con convinzione il rafforzamento delle relazioni tra Unione Europea ed Egitto. Abbiamo bisogno di avvicinare ancora di pi\u00f9 le nostre economie: pi\u00f9 commercio, pi\u00f9 investimenti, pi\u00f9 collegamenti, pi\u00f9 imprese che lavorano insieme.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che tocchiamo il cuore economico della mia missione. L\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 il primo partner commerciale europeo dell\u2019Egitto. Nel 2025 il nostro interscambio ha raggiunto 5,9 miliardi di euro, crescendo dell\u201911,7%, e nei primi cinque mesi del 2026 ha registrato un ulteriore aumento del 7,5%. Sono numeri importanti. Ma sono convinto che non riflettano ancora tutto il potenziale della nostra relazione.<\/p>\n<p>Per questo il Business Forum Italia-Egitto \u00e8 uno degli appuntamenti centrali della visita. Oltre cento aziende italiane e quasi 600 partecipanti si incontreranno al Cairo. Grazie al lavoro dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia e di ICE, durante la giornata si terranno incontri diretti tra le imprese per creare nuove opportunit\u00e0 di collaborazione e investimento. Energia e transizione verde, infrastrutture, tecnologie industriali avanzate, digitalizzazione e agritech sono settori nei quali possiamo fare molto di pi\u00f9. L\u2019ambizione \u00e8 andare oltre il semplice aumento degli scambi: vogliamo investire, produrre e crescere insieme.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 basi solide sulle quali costruire. L\u2019energia \u00e8 uno dei pilastri della nostra collaborazione. Eni opera da decenni in Egitto e le grandi scoperte realizzate nel Paese, a partire dal giacimento di Zohr, sono diventate il simbolo di una collaborazione industriale strategica. Oggi vogliamo allargare questa esperienza alle energie rinnovabili, all\u2019idrogeno e alle tecnologie della transizione verde. Anche il collegamento marittimo settimanale tra Trieste e Damietta dimostra concretamente quanto possiamo fare per avvicinare i nostri sistemi produttivi e rendere ancora pi\u00f9 intenso il commercio mediterraneo.<\/p>\n<p>\u00c8 questa anche la filosofia del Piano Mattei. L\u2019Egitto \u00e8 un Paese focus del Piano e un partner prioritario della Cooperazione italiana. Vogliamo costruire un partenariato tra pari, fondato su investimenti, formazione, innovazione e crescita condivisa. Per dimensioni, posizione geografica e ruolo politico, l\u2019Egitto pu\u00f2 essere uno dei grandi protagonisti di una relazione sempre pi\u00f9 stretta tra Europa, Mediterraneo e Africa.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 qualcosa che i dati commerciali non riescono a raccontare: la grande voglia d\u2019Italia che si percepisce in Egitto. La vediamo nell\u2019interesse per la nostra lingua e la nostra cultura, nei giovani che guardano alle universit\u00e0 italiane, nei rapporti tra ricercatori, artisti e istituzioni culturali, nella straordinaria tradizione delle missioni archeologiche italiane. E sappiamo quanto forte sia, in Italia, la fascinazione per l\u2019Egitto, la sua storia e la sua civilt\u00e0. \u00c8 un legame tra popoli prima ancora che tra Governi, che dobbiamo continuare a coltivare.<\/p>\n<p>\u00c8 questa profondit\u00e0 a rendere speciale il rapporto tra Italia ed Egitto. La storia ci ha resi vicini; gli interessi comuni e le sfide del presente ci chiedono oggi di trasformare questa vicinanza in un partenariato ancora pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Il messaggio che porto al Cairo \u00e8 semplice: l\u2019Egitto pu\u00f2 contare sull\u2019Italia. Abbiamo alle spalle millenni di storia e davanti a noi sfide che nessuno pu\u00f2 affrontare da solo. Stabilit\u00e0 e crescita, sicurezza e sviluppo, diplomazia e dialogo tra i popoli sono parti dello stesso progetto.<\/p>\n<p>\u00c8 su questa base che vogliamo costruire il prossimo capitolo delle relazioni tra Italia ed Egitto e lavorare insieme per un Mediterraneo sempre pi\u00f9 stabile, sicuro e prospero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Editoriale del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, On. Antonio Tajani Sono oggi al Cairo per la mia sesta missione in Egitto da Ministro degli Esteri. Sei visite che raccontano, meglio di molti numeri, l\u2019importanza che l\u2019Italia attribuisce al rapporto con questo Paese. 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