{"id":207388,"date":"2026-10-12T13:04:17","date_gmt":"2026-10-12T11:04:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=207388"},"modified":"2026-10-12T13:04:17","modified_gmt":"2026-10-12T11:04:17","slug":"accordo-ue-mercosur-cosa-cambia-per-le-imprese-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2026\/10\/accordo-ue-mercosur-cosa-cambia-per-le-imprese-italiane\/","title":{"rendered":"Accordo UE-Mercosur: cosa cambia per le imprese italiane"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;accordo di partenariato UE-Mercosur che riguarda Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay (la Bolivia, pur essendo compresa nel Mercosur, non rientra attualmente nell\u2019ambito di applicazione dell\u2019accordo) permette di beneficiare &#8211; a determinate condizioni &#8211; del trattamento tariffario convenzionale.<\/p>\n<p>L\u2019accordo commerciale, entrato provvisoriamente in vigore lo scorso 1\u00b0 maggio, permetter\u00e0 di intensificare le relazioni commerciali tra l\u2019Unione e il Mercosur grazie a un tariffario preferenziale &#8211; la cui attivazione non \u00e8 automatica &#8211; che prevede un abbattimento progressivo, fino all\u2019azzeramento, dei dazi.<\/p>\n<p>L\u2019opportunit\u00e0 commerciale che si apre agli operatori del nostro Paese richiede tuttavia di fare le opportune valutazioni anche in riferimento al prezzo, origine, supporto documentale e go-to-market nei quattro mercati del Mercosur. A questo fine occorrer\u00e0 verificare i codici doganali, la misura del dazio base, la categoria e l\u2019anno di riduzione, predisponendo la documentazione relativa all\u2019origine preferenziale con un impegno rilevante anche in ambito contrattuale e di compliance. Il vantaggio tariffario potr\u00e0 essere utilizzato per incrementare i margini, ridurre i prezzi, aumentare la distribuzione o la quota di mercato, attraverso una prioritizzazione dei paesi, prodotti e canali target nell\u2019ottica di crescita e sviluppo aziendale.<\/p>\n<h1><strong>Non pi\u00f9 \u201cse conviene\u201d, ma \u201cdove conviene\u201d<\/strong><\/h1>\n<p>Fino a oggi l&#8217;accordo \u00e8 stato letto soprattutto come un tema politico-istituzionale in termini di benefici stimati, iter negoziale, impulso macroeconomico ma deve diventare anche una leva operativa per gli operatori chiamati ad individuare &#8211; per ogni singolo prodotto &#8211; la preferenza tariffaria, le regole d&#8217;origine e il prezzo finale. Le domande cui le imprese devono rispondere diventano quindi quali prodotti commercializzare e in quali mercati, con quale aliquota preferenziale, da quale anno e con quale impatto su margini e prezzi.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica occorre tener presente tre punti essenziali: i) il beneficio non \u00e8 automatico ma va calcolato voce per voce; ii) la tempistica \u00e8 importante in quanto alcune riduzioni sono immediate mentre altre sono ripartite su pi\u00f9 anni; iii) il vantaggio tariffario non pu\u00f2 costituire &#8211; da solo &#8211; una strategia ma deve essere trasformato in azioni di sviluppo commerciale.<\/p>\n<h1><strong>I numeri dell&#8217;interscambio Italia-Mercosur<\/strong><\/h1>\n<p>Nel 2025 l&#8217;interscambio commerciale tra l&#8217;Italia e i Paesi Mercosur (inclusa la Bolivia) ha raggiunto il valore record di 14,7 miliardi di euro, in aumento del 7,3% rispetto al 2024. Le esportazioni italiane verso l&#8217;area hanno raggiunto 7,6 miliardi di euro (+0,9%), trainate da macchinari (33,4%, 2,5 miliardi di euro), mezzi di trasporto (13,8%, 1,1 miliardi di euro) e da articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (9,9%, 747 milioni di euro). Le importazioni sono salite a 7,1 miliardi di euro (+15%) e si concentrano nei prodotti alimentari, bevande e tabacco (20,2%, 1,5 miliardi di euro) e nel legno e derivati (16,2%, 1,1 miliardi di euro). Il Brasile assorbe il 76,6% dell&#8217;export italiano verso il Mercosur (5,8 miliardi di euro), l&#8217;Argentina il 16,1% (1,2 miliardi di euro), l\u2019Uruguay il 5,2% (393 milioni di euro), il Paraguay l\u20191,4% (104 milioni di euro) e la Bolivia lo 0,7% (54 milioni di euro). Tra il 2019 e il 2025 l&#8217;interscambio italiano verso il Mercosur \u00e8 cresciuto del 51%. Nei primi sette mesi del 2026 l&#8217;interscambio complessivo ha raggiunto gli 8,8 miliardi di euro, di cui 4,5 miliardi di export e 4,9 miliardi di import.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia si posiziona come 9\u00b0 fornitore e 15\u00b0 cliente dei Paesi dell&#8217;area Mercosur, con una quota di mercato del nostro export pari all&#8217;1,7%, evidenziando un margine di crescita che l&#8217;accordo pu\u00f2 contribuire a colmare.<\/p>\n<p>Le proiezioni al 2036 elaborate dal Centro Rossi-Doria stimano per l&#8217;Italia un incremento del PIL di circa 3 miliardi di dollari e un aumento dell&#8217;export di circa 3,5 miliardi (pari al 14% dell&#8217;incremento complessivo UE), a fronte di importazioni in crescita di circa 3 miliardi (+0,8%). I settori con l&#8217;incremento export atteso pi\u00f9 marcato sono i metalli (+3,5%), macchinari e apparecchiature (+3,3%), autoveicoli (+1,1%) e siderurgia (+1%). Sul piano tariffario, l&#8217;accordo elimina i dazi sul 90% delle linee industriali e sul 93% dei prodotti agricoli, generando per gli esportatori UE un risparmio complessivo stimato in 4 miliardi di euro l&#8217;anno; a tutela del made in Italy, l&#8217;intesa protegge circa 350 indicazioni geografiche, di cui 57 italiane. Sul fronte degli investimenti diretti, lo stock italiano in Argentina vale 2.526 milioni di euro (+90% dal 2019) e in Brasile 13.255 milioni (+13% dal 2019).<\/p>\n<p>Per le imprese del nostro Paese l\u2019occasione \u00e8 rilevante e, la rilevante presenza di nostri connazionali (nella sola Argentina risiedono quasi un milione di cittadini italiani) potr\u00e0 costituire un ulteriore volano di crescita. Da un punto di vista fiscale gli operatori possono beneficiare della copertura convenzionale con Argentina e Brasile e, pi\u00f9 recentemente con l\u2019Uruguay, mentre non \u00e8 presente un accordo contro le doppie imposizioni con il Paraguay.<\/p>\n<p><em>Fonti: Agenzia ICE, \u201cL&#8217;Accordo di Partenariato Economico UE-Mercosur: contenuti e potenziali effetti\u201d; Il Sole 24 Ore su dati doganali gennaio-ottobre 2025.<\/em><\/p>\n<h1><strong>Dal testo dell&#8217;accordo al prodotto: il percorso operativo<\/strong><\/h1>\n<p>Trasformare l&#8217;accordo in decisione commerciale richiede un percorso a sei tappe:<\/p>\n<ol>\n<li>Codice HS\/CN \u2014 classificare correttamente il prodotto.<\/li>\n<li>Paese di destinazione &#8211; Brasile, Argentina, Uruguay o Paraguay.<\/li>\n<li>Dazio base &#8211; l&#8217;aliquota di partenza prima della riduzione.<\/li>\n<li>Categoria &#8211; calendario di riduzione o azzeramento del dazio.<\/li>\n<li>Origine \u2014requisito per ottenere la preferenza tariffaria.<\/li>\n<li>Prezzo \u2014 impatto sul margine e sul canale distributivo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>L&#8217;output atteso \u00e8 una matrice prodotto\/paese con aliquota preferenziale per anno, condizioni d&#8217;origine, documenti necessari e azione commerciale da intraprendere.<\/p>\n<h1><strong>Le categorie tariffarie sono una curva di vantaggio<\/strong><\/h1>\n<p>Il numero della categoria indica il percorso temporale di eliminazione del dazio, non un settore merceologico:<\/p>\n<table width=\"633\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"107\"><strong>Categoria<\/strong><\/td>\n<td width=\"173\"><strong>Lettura aziendale<\/strong><\/td>\n<td width=\"353\"><strong>Implicazione<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"107\"><strong>0<\/strong><\/td>\n<td width=\"173\">Beneficio immediato<\/td>\n<td width=\"353\">Dazio eliminato dall&#8217;entrata in applicazione dell&#8217;accordo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"107\"><strong>4 \/ 7<\/strong><\/td>\n<td width=\"173\">Beneficio rapido<\/td>\n<td width=\"353\">Riduzione progressiva concentrata in pochi anni<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"107\"><strong>10<\/strong><\/td>\n<td width=\"173\">Beneficio graduale<\/td>\n<td width=\"353\">Utile per pianificare pricing e ingresso sul mercato<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"107\"><strong>15<\/strong><\/td>\n<td width=\"173\">Beneficio lungo<\/td>\n<td width=\"353\">Effetto pieno solo nel medio-lungo periodo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"107\"><strong>TRQ \/ sigle<\/strong><\/td>\n<td width=\"173\">Caso speciale<\/td>\n<td width=\"353\">Quote, eccezioni o regole dedicate<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Non tutti i prodotti beneficeranno della riduzione contemporanea dei dazi: le imprese dovranno quindi individuare le priorit\u00e0 di esportazione basandosi anche sulla curva tariffaria.<\/p>\n<h1><strong>Pricing: chi cattura il beneficio del dazio?<\/strong><\/h1>\n<p>La riduzione tariffaria \u00e8 una leva negoziale: sarebbe riduttivo vederla come semplice incremento di margini e, quindi, utili. La tariffazione preferenziale pu\u00f2 infatti riflettersi anche in maggiori sconti, investimenti commerciali e vantaggi competitivi.\u00a0 In sintesi le imprese possono valutare se:<\/p>\n<ul>\n<li>Aumentare il margine \u2014 mantenere il prezzo e trasformare il minor dazio in maggior utile.<\/li>\n<li>Ridurre il prezzo \u2014 accrescere la competitivit\u00e0 verso clienti finali o distributori per aumentare la quota di mercato.<\/li>\n<li>Finanziare l&#8217;ingresso \u2014 allocare il vantaggio a marketing, fiere, agenti, assistenza.<\/li>\n<li>Rinegoziare il canale \u2014 ripartire il beneficio insieme all\u2019importatore e al distributore incentivando indirettamente l\u2019espansione nel Paese.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Non c\u2019\u00e8 una ricetta univoca: la scelta dovr\u00e0 dipendere dall\u2019elasticit\u00e0 della domanda, dalla forza del brand, dalla concorrenza locale nonch\u00e9 da vincoli contrattuali gi\u00e0 in essere con il canale di vendita.<\/p>\n<h1><strong>Dove guardare prima: settori e domande operative<\/strong><\/h1>\n<p>Nella ridefinizione della penetrazione commerciale nei quattro paesi Mercosur, le imprese sono chiamate a porsi queste domande:<\/p>\n<ul>\n<li>Macchinari \/ impianti &#8211; il taglio dei dazi cambia il confronto competitivo con Cina e USA?<\/li>\n<li>Food &amp; beverage &#8211; il vantaggio tariffario va indirizzato alla ridefinizione del prezzo o al presidio distributivo?<\/li>\n<li>Moda, design, lusso &#8211; quanto pesa il dazio sul prezzo finale e sul posizionamento?<\/li>\n<li>Chimica \/ pharma &#8211; quali registrazioni e requisiti tecnici restano comunque necessari?<\/li>\n<li>Servizi industriali \u2013 l\u2019export di macchinari a contenuto tecnologico permette di ampliare anche i servizi accessori resi dalle nostre imprese (es. assistenza post-vendita, manutenzione, engineering, servizi digitali)?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le imprese italiane hanno quindi interesse a promuovere l\u2019export di prodotti ad alto valore aggiunto, con dazio base rilevante e con origine UE dimostrabile, nonch\u00e9 con distributore o importatore gi\u00e0 attivo o rapidamente attivabile sul mercato target.<\/p>\n<h1><strong>Regole d&#8217;origine: il vero interruttore del beneficio<\/strong><\/h1>\n<p>Il dazio preferenziale non si applica per il solo fatto che il prodotto parte dall&#8217;Italia, ma occorre dimostrare l&#8217;origine preferenziale UE. Prima di investire o cambiare la politica di prezzi occorre pertanto verificare quattro elementi: i) la classificazione doganale, ii) la regola d&#8217;origine specifica del prodotto, iii) la distinta base con i componenti extra-UE, le dichiarazioni dei fornitori e la tracciabilit\u00e0, e iv) infine la documentazione e la dichiarazione in esportazione.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 infatti quello di promuovere un prodotto che risulti competitivo soltanto \u201csulla carta\u201d, mentre non \u00e8 possibile attivare la tariffazione preferenziale in quanto l&#8217;origine non \u00e8 rispettata o comunque non \u00e8 dimostrabile.<\/p>\n<h1><strong>Oltre i dazi: le barriere che restano decisive<\/strong><\/h1>\n<p>\u201cMeno dazi\u201d non significa automaticamente \u201cmercato facile\u201d. Restano infatti da presidiare quattro aree:<\/p>\n<ul>\n<li>Regolatorio \u2014 registrazioni di prodotto, standard tecnici, etichettatura.<\/li>\n<li>Sanitario \/ fitosanitario \u2014 requisiti SPS, controlli, autorizzazioni.<\/li>\n<li>Dogana e fiscalit\u00e0 \u2014 costi interni, IVA e imposte locali, tempi di sdoganamento.<\/li>\n<li>Mercato \u2014 distribuzione, assistenza, rischi di cambio e rischi di credito.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In sintesi la strategia aziendale deve integrare, oltre al dazio preferenziale, la compliance locale, i contratti commerciali e la logistica: il vantaggio tariffario da solo non basta.<\/p>\n<h1><strong>Mercosur non \u00e8 un mercato unico commerciale<\/strong><\/h1>\n<p>L&#8217;accordo crea una cornice comune, ma la strategia deve essere calata sul singolo Paese che presenta caratteristiche distinte, in poche parole riassumibili come segue:<\/p>\n<ul>\n<li>Brasile &#8211; scala, industria, complessit\u00e0 fiscale e regolatoria.<\/li>\n<li>Argentina &#8211; potenziale elevato, ma volatilit\u00e0 macroeconomica e valutaria.<\/li>\n<li>Uruguay &#8211; mercato piccolo e stabile, possibile hub regionale.<\/li>\n<li>Paraguay &#8211; crescita e costi competitivi, dimensione pi\u00f9 limitata.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Occorre pertanto sviluppare un piano commerciale che guardi alle opportune priorit\u00e0 paese\/prodotto, non basandosi su una generica \u201cstrategia Mercosur\u201d.<\/p>\n<h1><strong>Checklist: cosa fare a breve:<\/strong><\/h1>\n<ol>\n<li>Mappare prodotti e codici HS\/CN.<\/li>\n<li>Verificare categoria e aliquota per anno.<\/li>\n<li>Calcolare l&#8217;impatto su prezzo e margine.<\/li>\n<li>Controllare le regole d&#8217;origine e i fornitori.<\/li>\n<li>Aggiornare documenti export e contratti.<\/li>\n<li>Verificare certificazioni e requisiti locali.<\/li>\n<li>Rinegoziare con importatori e distributori.<\/li>\n<li>Proteggere marchi, design, brevetti o indicazioni geografiche.<\/li>\n<li>Scegliere una o due priorit\u00e0 paese.<\/li>\n<li>Monitorare l&#8217;applicazione e gli aggiornamenti normativi.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Il trade agreement crea un\u2019opportunit\u00e0 rilevante: spetta per\u00f2 alle singole imprese trasformare la riduzione tariffaria in un\u2019occasione di crescita di margini, quote di mercato e posizionamento aziendale da calibrare in funzione dei singoli beni e servizi da promuovere e dei mercati di sbocco.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;accordo di partenariato UE-Mercosur che riguarda Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay (la Bolivia, pur essendo compresa nel Mercosur, non rientra attualmente nell\u2019ambito di applicazione dell\u2019accordo) permette di beneficiare &#8211; a determinate condizioni &#8211; del trattamento tariffario convenzionale. 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