{"id":207397,"date":"2026-10-12T12:55:47","date_gmt":"2026-10-12T10:55:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=207397"},"modified":"2026-10-12T12:55:47","modified_gmt":"2026-10-12T10:55:47","slug":"brasile-oltre-agricoltura-ed-estrazione-spazio-a-nuovi-settori-economici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2026\/10\/brasile-oltre-agricoltura-ed-estrazione-spazio-a-nuovi-settori-economici\/","title":{"rendered":"Brasile, oltre agricoltura ed estrazione, spazio a nuovi settori economici"},"content":{"rendered":"<p>Il Brasile \u00e8 <strong>uno dei Paesi pi\u00f9 ricchi di risorse al mondo<\/strong>, potendo contare su un apparato produttivo ben diversificato e su una base demografica stimata in oltre 214 milioni di abitanti. I fondamentali macroeconomici, inoltre, si presentano solidi: il tasso di crescita medio calcolato dal 2023 e includendo le previsioni stimate per l\u2019anno in corso, si attesta intorno al 2,6%-2,7%; il tasso di disoccupazione \u00e8 sceso ai minimi storici, registrando un 5,4% nel secondo trimestre 2026; l\u2019inflazione accumulata tra il settembre dello scorso anno e agosto 2026 ha segnato un 4,22%, in rallentamento rispetto agli anni precedenti. Restano da monitorare i costi di produzione elevati, l\u2019attuale contesto commerciale con gli Stati Uniti e l\u2019andamento del debito pubblico.<\/p>\n<p>A livello internazionale, \u00e8 indiscutibile la rilevanza del Brasile. Il Paese \u00e8, ad esempio, il <strong>primo fornitore di prodotti agricoli dell\u2019Unione Europea<\/strong> e destina ai mercati europei il 42% delle proprie esportazioni.<\/p>\n<p>Il Governo ha inoltre varato una vasta serie di politiche economiche articolate su diversi Piani strategici che puntano a stimolare lo sviluppo infrastrutturale, la transizione energetica e l\u2019industrializzazione. Tra questi piani figura il <strong>Nuovo Programma di Accelerazione della Crescita (Novo PAC)<\/strong>, uno strumento concepito per ammodernare la logistica e le reti urbane. Non meno di 1.700 miliardi di reais (circa 289 miliardi di euro) sono stati mobilitati per questa strategia, che include una componente verde dedicata alle opere pubbliche con vincoli socioambientali. Obiettivo delle iniziative \u00e8 quindi favorire lo <strong>sviluppo di infrastrutture resilienti e la gestione sostenibile delle risorse idriche<\/strong>. Il programma ha anche stanziato 61 milioni di reais (circa 10,4 milioni di euro) per indagini geochimiche e aerogeofisiche volte a rafforzare le filiere minerarie e agroalimentari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"526\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"526\"><strong>ACQUA PER TUTTI<\/strong><\/p>\n<p>Garantire un accesso sostenibile all\u2019acqua di qualit\u00e0 e in quantit\u00e0 adeguata<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"526\">\n<ol>\n<li>Approvvigionamento idrico urbano<\/li>\n<\/ol>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"526\">\n<ol>\n<li>Approvvigionamento idrico rurale<\/li>\n<\/ol>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"526\"><strong>CITT\u00c0 SOSTENIBILI E RESILIENTI<\/strong><\/p>\n<p>Preparare le citt\u00e0 ad affrontare l\u2019emergenza climatica e ottenere condizioni di vita migliori<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"526\">\n<ol>\n<li>Rete fognaria (ampliamento della copertura della raccolta e del trattamento delle acque reflue)<\/li>\n<\/ol>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"526\">\n<ol>\n<li>Gestione dei rifiuti solidi (interventi per eliminare le discariche abusive e promuovere l\u2019economia circolare)<\/li>\n<\/ol>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"526\">\n<ol>\n<li>Periferia viva (regolarizzazione fondiaria e urbanizzazione delle favelas)<\/li>\n<\/ol>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"526\">\n<ol>\n<li>Prevenzione dei disastri (messa in sicurezza dei versanti e drenaggio delle acque piovane)<\/li>\n<\/ol>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"526\">\n<ol>\n<li>Mobilit\u00e0 urbana sostenibile (relativa a citt\u00e0 medie e grandi e rinnovo del parco veicoli)<\/li>\n<\/ol>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro pilastro \u00e8 rappresentato dal <strong>Piano di Trasformazione Ecologica (PTE<\/strong>), guidato dal Ministero delle Finanze e pensato per trasformare l\u2019economia locale in una potenza globale a basse emissioni. Il Piano, infatti, non si limita ad affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, ma, attraverso le numerose azioni intraprese, punta ad ampliare la capacit\u00e0 del Brasile di crescere, innovare, creare posti di lavoro di qualit\u00e0 e distribuire prosperit\u00e0 in maniera equa, come dimostrano gli <strong>obiettivi fissati: occupazione e produttivit\u00e0, giustizia sociale, sostenibilit\u00e0 ambientale<\/strong>. Il Piano \u00e8 sostenuto da veicoli finanziari dedicati, come il Fondo per il Clima, le cui risorse sono state aumentate fino a raggiungere 27,5 miliardi di reais (circa 4,7 miliardi di euro). Il Fondo promuove la crescita urbana resiliente, l\u2019industria verde, l\u2019efficienza energetica, l\u2019acquisizione di macchinari ecologici e la conservazione delle foreste. Al Fondo si affianca Eco Invest Brasil, un meccanismo di <em>blended finance<\/em> che impegna 140 miliardi di reais (quasi 23,8 miliardi di euro) nella protezione dei capitali esteri dal rischio di fluttuazione valutaria.<\/p>\n<p>Il Governo ha anche lanciato il piano decennale <strong>Nova Ind\u00fastria Brasil (NIB)<\/strong>, centrato <strong>sull\u2019innovazione tecnologica e sullo sviluppo di filiere produttive a basso impatto ambientale<\/strong>. Inizialmente concepito con una dotazione di 300 miliardi di reais (51 miliardi di euro), il Piano \u00e8 stato costantemente aggiornato e ampliato grazie all\u2019intervento di numerosi istituti di credito e di sviluppo nazionali, raggiungendo un obiettivo complessivo di oltre 751 miliardi di reais (pi\u00f9 di 127,7 miliardi di euro). La <strong>porzione pi\u00f9 consistente<\/strong> di questi fondi, pari a 546 miliardi di reais, \u00e8 stata destinata alla <strong>modernizzazione delle catene agroindustriali sostenibili<\/strong>, combinando linee di credito pubbliche e capitali privati. Le Autorit\u00e0 stanno indirizzando tali incentivi anche verso la digitalizzazione del settore manifatturiero, l\u2019automazione delle fabbriche, le biotecnologie e il potenziamento del complesso sanitario e medicale locale, offrendo margini di inserimento per la fornitura di beni strumentali.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un primo bilancio del Piano Nova Ind\u00fastria Brasil<\/strong><\/p>\n<p>Il 5\u00b0 rapporto Radar dell\u2019Industria, recentemente pubblicato dalla Confederazione Nazionale dell\u2019Industria (CNI), traccia un bilancio positivo dei primi anni di operativit\u00e0 del NIB. Attraverso il suo principale strumento di finanziamento, il <strong>Piano per una Produzione Aumentata (P+P)<\/strong>, sono stati approvati oltre 700 miliardi di reais (119 miliardi di euro) in crediti nell\u2019arco di quattro anni per sostenere le sei missioni individuate (infrastrutture, agroindustria, trasformazione digitale, decarbonizzazione ed economia sostenibile, difesa, sanit\u00e0), e di questo totale, oltre 650 miliardi di reais sono gi\u00e0 stati destinati a 428.000 progetti.<\/p>\n<p>Un asse portante della strategia \u00e8 il<strong> Programma di ammortamento accelerato<\/strong>, ideato per rinnovare un parco macchinari la cui et\u00e0 media \u00e8 di 14 anni. Le Istituzioni hanno approvato 6.363 richieste, consentendo finora alle imprese <strong>un risparmio fiscale stimato in 2,6 miliardi di reais (442 milioni di euro)<\/strong>, con conseguente miglioramento del flusso di cassa aziendale.<\/p>\n<p>Questo massiccio afflusso di risorse si sta traducendo in progressi tangibili sul fronte <strong>dell\u2019innovazione tecnologica e della ricerca<\/strong>. Secondo i dati estratti dalla Banca Nazionale per lo Sviluppo Economico e Sociale (BNDES) e dal Servizio Nazionale di Formazione Industriale (SENAI) in riferimento alla sezione Innovazione Tecnologica del piano NIB, i fondi hanno permesso la realizzazione di 15 impianti industriali e l\u2019acquisizione di 86.230 apparecchiature destinate all\u2019industria 4.0, oltre alla costruzione e all\u2019ammodernamento di 216.313 metri quadrati di laboratori e centri di ricerca e sviluppo. I risultati includono lo sviluppo di 25 programmi software basati sull\u2019intelligenza artificiale, la produzione di 611 farmaci, vaccini o principi attivi e la creazione di 223 nuovi prodotti o servizi, dimostrando la forte capacit\u00e0 di attrazione di capitali privati del Piano governativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019interscambio bilaterale con l\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>Nei primi otto mesi del 2026, l\u2019Italia si \u00e8 attestata come <strong>nono fornitore del Paese sudamericano<\/strong>, detenendo una quota di mercato del 2,5%, e si \u00e8 posizionata al dodicesimo posto come mercato di destinazione delle esportazioni locali, ricevendo l\u20191,7% delle merci vendute. Nella prima met\u00e0 dell\u2019anno, il Paese sudamericano ha invece rappresentato il 20\u00b0 fornitore dell\u2019Italia, di cui occupa l\u20191% del mercato, e il 26\u00b0 cliente, con una quota dello 0,9%.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, l\u2019andamento dell\u2019interscambio evidenzia flussi di grande entit\u00e0. Nel 2025, le esportazioni italiane hanno<strong> quasi raggiunto i 5,8 miliardi di euro<\/strong>, segnando una sostanziale stabilit\u00e0 rispetto all\u2019anno precedente. Le importazioni italiane dal Paese sudamericano hanno invece mostrato una dinamica crescente, passando dai 4,6 miliardi di euro del 2024 ai <strong>circa 5,3 miliardi del 2025<\/strong>. Nei primi sei mesi del 2026, poi, si osserva <strong>una lieve flessione <\/strong>delle esportazioni italiane, attestate a circa 2,9 miliardi di euro rispetto ai tre miliardi dello stesso periodo dell\u2019anno precedente, a fronte di un marcato incremento delle importazioni, salite a quasi 3,2 miliardi di euro, con <strong>un balzo in avanti del 23,5%<\/strong>. Questo andamento ha generato un saldo commerciale negativo per l\u2019Italia di 358 milioni di euro, in inversione di tendenza rispetto agli ampi surplus registrati nel triennio precedente.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la composizione merceologica dell\u2019interscambio, le esportazioni italiane sono fortemente trainate dai settori ad alto valore aggiunto e dalla tecnologia industriale. Nel 2025, <strong>i macchinari e le apparecchiature<\/strong> hanno rappresentato la prima voce dell\u2019export, con circa 1,9 miliardi di euro, pari a <strong>oltre il 32% del totale esportato<\/strong>. Un ruolo di rilievo \u00e8 ricoperto anche dai <strong>mezzi di trasporto<\/strong>, che hanno raggiunto gli 869 milioni di euro, coprendo il 15% delle vendite. Seguono <strong>le sostanze e i prodotti chimici <\/strong>(553 milioni di euro, pari al 9,5%) e <strong>gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici <\/strong>(535 milioni di euro, 9,2% del totale). Anche<strong> i metalli di base e i prodotti in metallo <\/strong>mantengono una posizione significativa, totalizzando 394 milioni di euro.<\/p>\n<p>Sul versante opposto, le importazioni italiane si concentrano primariamente sulle<strong> materie prime e sui prodotti dell\u2019agroindustria<\/strong>. I prodotti dell\u2019agricoltura, della silvicoltura e della pesca costituiscono la categoria principale, avendo raggiunto nel 2025 un valore di quasi due miliardi di euro, pari a quasi il 37% dell\u2019import totale. Seguono il settore del legno, della carta e della stampa, che ha totalizzato 923 milioni di euro (17,5%) e i prodotti dell\u2019estrazione di minerali da cave e miniere, i quali hanno generato flussi per 889 milioni di euro, corrispondenti al 16,8% del totale.<\/p>\n<p>Oltre ai flussi puramente commerciali, la solidit\u00e0 della cooperazione economica \u00e8 confermata dagli investimenti diretti esteri (IDE). <strong>Lo stock netto degli IDE italiani nel Paese ha raggiunto i 15,2 miliardi di euro<\/strong> nel 2025, dimostrando un radicamento profondo e strategico del tessuto produttivo italiano sul territorio, mentre lo stock degli investimenti locali in Italia si \u00e8 attestato a 566 milioni di euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Brasile nel MERCOSUR<\/strong><\/p>\n<p>Il Brasile rappresenta l&#8217;economia pi\u00f9 grande all&#8217;interno del Mercato Comune del Sud. Il suo commercio estero, tuttavia, \u00e8 orientato solo in minima parte verso gli altri tre partner: nel 2025, appena il 7,4% delle esportazioni e il 6,5% delle importazioni totali del Paese, ha riguardato l\u00b4area, mentre la parte restante \u00e8 stata destinata ai mercati extra-blocco.<\/p>\n<p><strong>Tra i Paesi membri, l\u2019Argentina \u00e8 il principale partner commerciale del Brasile<\/strong>, seguita da Paraguay e Uruguay. Gli scambi con l\u2019Argentina riguardano principalmente prodotti manifatturieri e autoveicoli, mentre con Paraguay e Uruguay assumono un peso significativo anche i prodotti agricoli e industriali.<\/p>\n<p>Il Brasile, inoltre, partecipa attivamente allo sviluppo infrastrutturale dell\u2019area attraverso il Fondo per la Convergenza Strutturale del Mercosur (FOCEM), concepito proprio per ridurre le asimmetrie tra i Paesi del blocco finanziando opere strategiche. Il Brasile <strong>contribuisce per il 70% al capitale del Fondo<\/strong> (che dispone di un bilancio annuale di base pari a 100 milioni di dollari) ma le risorse vengono redistribuite favorendo in primo luogo le economie pi\u00f9 piccole, come il Paraguay, che riceve la maggior parte dei fondi, e l\u2019Uruguay. Al Brasile e all\u2019Argentina spetta<strong> una quota del 10% ciascuno<\/strong>. Sul territorio brasiliano, i finanziamenti sostengono principalmente<strong> progetti di integrazione transfrontaliera, reti di trasmissione e programmi di sviluppo tecnologico<\/strong> volti a rafforzare la competitivit\u00e0 complessiva delle Istituzioni e delle imprese del blocco.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Intervista all\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Brasile, Alessandro Cortese<\/u><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali suggerimenti darebbe a un\u2019azienda per approcciare un Paese grande quanto il Brasile? E come si muove l\u2019Ambasciata nell\u2019accompagnare le imprese nel Paese?<\/strong><\/p>\n<p><em>Innanzitutto \u00e8 bene tener presente che il Brasile \u00e8 un Paese di dimensioni continentali ed \u00e8 di gran lunga la prima economia del Sudamerica, con oltre 214 milioni di abitanti, in cui convivono realt\u00e0 molto differenti tra loro. \u00c8 fondamentale quindi affrontare il grande mercato brasiliano con un\u2019adeguata preparazione e un\u2019attivit\u00e0 preliminare di ricerca e analisi avvalendosi, se possibile, del sostegno di consulenti affidabili.<\/em><\/p>\n<p><em>Oltre 1100 aziende italiane hanno seguito con successo questo approccio installandosi in Brasile anche tramite collaborazioni con partner brasiliani. Questa strategia ha certamente favorito una positiva percezione delle nostre imprese, consentendo loro di emergere. Per entrare sul mercato brasiliano, una realt\u00e0 con grandi prospettive, \u00e8 necessario essere ben preparati, informarsi su normative doganali, fiscali e del lavoro, temi che possono essere complessi ed anche problematici. <\/em><\/p>\n<p><em>Il ruolo dell&#8217;Ambasciata, insieme agli altri attori del Sistema Italia in Brasile, come ICE Agenzia, SIMEST, SACE e Camere di Commercio italiane, \u00e8 proprio quello di essere un punto di riferimento per le imprese che vogliono investire o esportare in questo Paese: fornendo informazioni sul contesto economico e normativo locale; mettendo in contatto le aziende con controparti brasiliane; assistendo missioni imprenditoriali, come la grande missione del Vice Presidente Tajani dello scorso settembre, alla guida di una folta delegazione di Confindustria e di decine di associazioni di categoria, in programma in questi giorni; organizzando eventi promozionali. Inoltre, quando serve, offriamo supporto istituzionale nei rapporti con le Autorit\u00e0 locali.<\/em><\/p>\n<p><em>Il nostro obiettivo \u00e8 quello di accompagnare le imprese, cos\u00ec che non debbano affrontare da sole un mercato vasto e complesso, ma indubbiamente ricco di opportunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><strong>Come si articola attualmente la presenza imprenditoriale italiana sul territorio e quali sono i principali settori dove operano le nostre aziende in Brasile?<\/strong><\/p>\n<p><em>La comunit\u00e0 imprenditoriale italiana in Brasile \u00e8 tra le pi\u00f9 consolidate dell\u2019America Latina, frutto di forti legami storici ed anche \u201caffettivi\u201d tra i due Paesi (penso ai 32 milioni di italodiscendenti). Parliamo di un gran numero di aziende italiane presenti sul territorio, con una concentrazione particolare nello Stato di San Paolo, che resta il principale polo industriale e finanziario del Brasile, ma con presenze importanti anche in Stati come Minas Gerais, Rio Grande do Sul e Santa Catarina. L\u2019ultimo censimento parla di oltre 1.100 imprese e non si tratta solo di grandi gruppi multinazionali, ma anche di imprese di dimensioni pi\u00f9 ridotte che hanno scelto il Brasile come mercato di sbocco e, a volte, come base per estendere la propria attivit\u00e0 nel resto dell\u2019America Latina. Aziende capaci di offrire molto spesso tecnologie ad alto valore aggiunto.<\/em><\/p>\n<p><em>Per quanto riguarda i settori, l\u2019industria meccanica e la meccanica strumentale sono da sempre uno dei nostri punti di forza, insieme all\u2019automotive e alla componentistica, dove operano diverse aziende italiane. Molto buona \u00e8 anche la presenza nel settore energetico, delle infrastrutture e delle telecomunicazioni e non va dimenticato il comparto agroalimentare, sia per quanto riguarda la fornitura di macchinari e impianti, sia per l\u2019esportazione di prodotti italiani verso il mercato brasiliano. Le nostre imprese esportano verso il Brasile macchinari industriali, apparecchiature elettriche, prodotti chimici e farmaceutici, a testimonianza di come il mercato brasiliano continui ad apprezzare i nostri prodotti.<\/em><\/p>\n<p><strong>Oltre alle tradizionali risorse naturali dell\u2019agricoltura e del settore estrattivo, ci sono spazi economici in Brasile a cui dovrebbero guardare le aziende italiane, secondo Lei?<\/strong><\/p>\n<p><em>Credo che il Brasile stia vivendo una fase di trasformazione che apre opportunit\u00e0 anche in settori non \u201ctradizionali\u201d. Penso innanzitutto alla transizione energetica: il Brasile ha gi\u00e0 un mix elettrico pulito grazie all\u2019idroelettrico, ma sta investendo nell\u2019eolico, nel solare, ed anche nell\u2019idrogeno verde e nei biocombustibili. Per le aziende italiane specializzate nelle tecnologie dedicate alle energie rinnovabili, il mercato pu\u00f2 offrire significative opportunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>I settori di potenziale interesse per le imprese italiane sono numerosi e riflettono la complementarit\u00e0 tra i due sistemi produttivi. Un comparto strategico \u00e8 indubbiamente quello agroindustriale e agrotecnologico, dato il ruolo del Brasile come una delle maggiori potenze agricole mondiali, che offre spazio a macchinari, impiantistica e soluzioni per l\u2019efficienza produttiva. Rilevante anche il settore delle infrastrutture e della mobilit\u00e0, con opportunit\u00e0 legate a progetti di logistica, trasporti, ambiente, acqua e opere pubbliche, cos\u00ec come la meccanica strumentale e l\u2019automazione industriale, l\u2019economia digitale, le tecnologie per la sostenibilit\u00e0 e il settore delle scienze della vita. Non va sottovalutato neppure il potenziale dell\u2019aerospazio e della difesa, settori in cui esistono gi\u00e0 collaborazioni importanti, n\u00e9 quello della moda e del design, dove il Made in Italy gode di un prestigio riconosciuto. <\/em><\/p>\n<p><em>I nostri imprenditori potranno cogliere queste opportunit\u00e0 anche grazie agli strumenti messi a loro disposizione da SIMEST e SACE, creati proprio per sostenere l\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane.<\/em><\/p>\n<p><em>Non dobbiamo dimenticare infine che, con la conclusione dei negoziati dell\u2019Accordo di libero scambio tra Unione Europea e Paesi del Mercosur \u2013 di cui il Brasile costituisce il mercato principale \u2013 le imprese potranno operare con maggiore facilit\u00e0 nel Paese grazie alla riduzione progressiva dei dazi doganali, alla rimozione degli ostacoli agli scambi e alla semplificazione dell\u2019accesso a questo mercato. Le aziende italiane avranno maggiori opportunit\u00e0 per esportare i loro prodotti e le eccellenze italiane potranno raggiungere un sempre maggior numero di consumatori.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mio consiglio \u00e8 quindi di guardare al Brasile come a un Paese dalle grandi potenzialit\u00e0 e opportunit\u00e0 e individuare i settori e le nicchie in cui la qualit\u00e0 e l\u2019innovazione italiana possono fare la differenza.<\/em><\/p>\n<p><strong>Nell\u2019ottica di fare sistema, ci sono eventi o fiere in particolare a cui consiglierebbe di partecipare a un\u2019azienda italiana per approcciare il mercato brasiliano?<\/strong><\/p>\n<p><em>Il Brasile ha un calendario fieristico molto ricco e parteciparvi continua ad essere uno dei modi pi\u00f9 efficaci per conoscere il mercato nazionale e dell\u2019America Latina, per incontrare potenziali partner e farsi conoscere. Le fiere sono una porta d\u2019accesso privilegiata, soprattutto se affrontate con una strategia chiara.<\/em><\/p>\n<p><em>In questo ambito, un ruolo di primo piano \u00e8 svolto da Agenzia ICE, che ogni anno promuove la presenza italiana nelle principali fiere brasiliane attraverso l\u2019organizzazione di padiglioni nazionali, vere e proprie vetrine per le nostre imprese e per il Made in Italy.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra i pi\u00f9 importanti eventi fieristici vi sono senza dubbio l\u2019Agrishow di Riber\u00e3o Preto, punto di riferimento per la meccanica agricola; la LAAD, fiera che si tiene un anno a San Paolo e uno a Rio, per le tecnologie della difesa e dell\u2019aerospazio; Rio Oil &amp; Gas, una delle principali fiere dell\u2019energia in America Latina; Wine South America, importante evento commerciale che si tiene ogni anno a Beto Gon\u00e7alves nel Rio Grande do Sul, per la promozione nel settore vinicolo; APAS, fiera del settore alimentare per la GDO in America Latina; Marmomac nel settore del marmo, che in precedenza si svolgeva a Vitoria, in Espirito Santo e che dalla scorsa edizione si tiene a San Paolo. Quelle che ho citato sono solo alcune delle numerose fiere che si tengono in Brasile. A questi, si aggiungono numerosi altri eventi, annuali o biennali, in settori quali plastica, packaging e tecnologia, industria tessile, ristorazione, per citarne solo alcuni.<\/em><\/p>\n<p><em>Vi suggerirei, se possibile, di non affrontare questi eventi a titolo individuale. Credo sia molto pi\u00f9 efficace una partecipazione insieme ad altre imprese italiane, eventualmente grazie a un padiglione organizzato da ICE o da associazioni di categoria: questo d\u00e0 maggiore visibilit\u00e0 e opportunit\u00e0 di crearsi una rete locale, restituendo ai potenziali partner anche l\u2019immagine di un\u2019impresa ben integrata e di un Sistema Italia coordinato e affidabile.<\/em><\/p>\n<p><strong>La cooperazione italo-brasiliana per la modernizzazione della rete stradale <\/strong><\/p>\n<p><em>La cooperazione italo-brasilana per la modernizzazione della rete stradale<\/em><\/p>\n<p>Il Brasile sta vivendo un momento di grande sviluppo per le infrastrutture di trasporto, trainato da un nuovo ciclo di investimenti e dalla modernizzazione dei modelli contrattuali, volti ad aumentare l\u2019efficienza e la sicurezza della rete viaria. Responsabile della circolazione di oltre il 60% delle merci e dell\u2019integrazione di filiere produttive vitali su tutto il territorio nazionale, il trasporto su gomma si consolida come un vettore strategico per la competitivit\u00e0 dell\u2019industria, dell\u2019agribusiness e del commercio estero.<\/p>\n<p>Il percorso di EcoRodovias \u00e8 iniziato negli anni Novanta, contestualmente all\u2019implementazione del programma brasiliano di concessioni. Fin dalle sue origini, l\u2019azienda si \u00e8 distinta nella gestione di importanti assi logistici del Paese, come il Sistema Anchieta-Imigrantes, che collega l\u2019area metropolitana di San Paolo alla Baixada Santista, dove ha sede il pi\u00f9 grande porto dell\u2019America Latina. A partire dal 2016, con l\u2019acquisizione della partecipazione del controllo della societ\u00e0 da parte del Gruppo ASTM, uno dei principali operatori internazionali nel settore infrastrutturale, EcoRodovias ha registrato un importante slancio nella propria crescita. L\u2019ingresso del gruppo italiano ha internazionalizzato gli standard di ingegneria e governance, rafforzato la capacit\u00e0 finanziaria e innalzato la gestione locale alle <em>best practices<\/em> internazionali di sicurezza stradale e mobilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n<p>Questa partnership strategica si \u00e8 tradotta in competenze complementari: ha coniugato la presenza internazionale, la solidit\u00e0 patrimoniale e la visione a lungo termine di ASTM con la profonda conoscenza normativa, geografica e tecnica maturata da EcoRodovias nel mercato brasiliano. L\u2019operativit\u00e0 integrata ha acquisito ulteriore valore grazie alla presenza in Brasile di altre societ\u00e0 collegate del gruppo italiano, come Itinera, riferimento per la realizzazione di grandi opere di ingegneria civile, e Sinelec, specialista nello sviluppo di sistemi tecnologici avanzati per i trasporti e la digitalizzazione autostradale.<\/p>\n<p>Attualmente, con oltre 5.000 chilometri di rete viaria distribuiti su 12 concessioni in regioni strategiche del Brasile, EcoRodovias guida il pi\u00f9 grande ciclo di investimenti di tutta la sua storia, con circa 60 miliardi di R$ previsti nel suo portafoglio contrattualizzato fino al 2056. Dal 2022 al 2025, la societ\u00e0 ha completato oltre 197 chilometri di raddoppio corsia, 91 chilometri di corsie supplementari e ha riqualificato pi\u00f9 di 11.000 chilometri di manto stradale. Tra gli interventi pi\u00f9 recenti si annoverano i lavori di raddoppio sulla Ecovias Araguaia, che attraversa gli stati di Goi\u00e1s e Tocantins, i progressi nell\u2019ampliamento del tratto sud della BR-101 nell\u2019Esp\u00edrito Santo (parte del nuovo contratto di Ecovias Capixaba) e l\u2019avanzamento dei lavori per la costruzione del ponte sul Rio Doce a Governador Valadares, nel Minas Gerais.<\/p>\n<p>Oltre al potenziamento della rete, l\u2019azienda \u00e8 alla guida di iniziative per lo sviluppo di autostrade intelligenti e <em>data-driven<\/em>. Questo modello di gestione si avvale di nuove tecnologie come il pedaggio elettronico (Free Flow), la pesatura dinamica dei mezzi pesanti in movimento (High-Speed Weigh-In-Motion o HS-WIM), i pagamenti digitali integrati e l\u2019impiego dell\u2019Intelligenza Artificiale per l\u2019analisi delle immagini di monitoraggio lungo le autostrade, consentendo di individuare rischi operativi in pochi secondi e accelerare i tempi di risposta delle squadre di emergenza.<\/p>\n<p>In linea con l\u2019agenda di ASTM, la sostenibilit\u00e0 rappresenta un altro pilastro strategico. Attraverso l\u2019Agenda ESG 2030, EcoRodovias persegue obiettivi chiari di decarbonizzazione, economia circolare, transizione energetica e progetti di ingegneria resilienti agli eventi climatici estremi. Unendo l\u2019eccellenza dell\u2019ingegneria italiana alla vocazione logistica brasiliana, la partnership tra il Gruppo ASTM e EcoRodovias genera un prezioso patrimonio di innovazione, efficienza e sicurezza destinato a durare nel tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Brasile \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 ricchi di risorse al mondo, potendo contare su un apparato produttivo ben diversificato e su una base demografica stimata in oltre 214 milioni di abitanti. 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