{"id":207412,"date":"2026-10-12T12:56:45","date_gmt":"2026-10-12T10:56:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/?p=207412"},"modified":"2026-10-12T12:56:45","modified_gmt":"2026-10-12T10:56:45","slug":"luruguay-accelera-sulla-transizione-e-sulla-logistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-economica\/2026\/10\/luruguay-accelera-sulla-transizione-e-sulla-logistica\/","title":{"rendered":"L\u2019Uruguay accelera sulla transizione e sulla logistica"},"content":{"rendered":"<p>Inserito in un contesto regionale in rapida evoluzione, l\u2019Uruguay si distingue per un\u2019economia <strong>altamente integrata nelle catene del commercio globale<\/strong>, con un tasso di apertura commerciale che ha raggiunto il 57% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Le esportazioni, in particolare, sono alimentate dalle <strong>abbondanti risorse agricole e forestali<\/strong>, che incidono per circa il <strong>70% sul paniere estero<\/strong> principalmente attraverso la vendita di carne bovina, cellulosa e soia.<\/p>\n<p>Per accrescere la propria competitivit\u00e0, il Governo uruguaiano ha varato un Piano di sviluppo pluriennale che prevede investimenti infrastrutturali per <strong>9,63 miliardi di dollari nel periodo compreso tra il 2026 e il 2029<\/strong>, affidandosi ampiamente allo strumento dei partenariati pubblico-privati (PPP). Circa il 45% delle risorse \u00e8 destinato <strong>ai trasporti e alla logistica<\/strong>, con l\u2019intento di consolidare i principali corridoi per l\u2019esportazione. Le Istituzioni hanno programmato l\u2019ammodernamento e il raddoppio della viabilit\u00e0 stradale nazionale, la ristrutturazione di oltre cento ponti e il potenziamento dei poli portuali e ferroviari. Tra gli interventi di maggior rilievo spiccano <strong>l\u2019estensione della rete ferroviaria<\/strong> fino all\u2019interno dell\u2019area portuale di Montevideo e la costruzione di <strong>un nuovo bacino galleggiante<\/strong> a Puerto Capurro.<\/p>\n<p>In ambito ferroviario, l\u2019Uruguay ha realizzato uno dei pi\u00f9 importanti interventi infrastrutturali degli ultimi anni con<strong> l\u2019estensione e l\u2019ammodernamento del Ferrocarril Central<\/strong>, i cui 273 km di linea ferrata uniscono un sito di produzione di cellulosa di livello mondiale \u2013 la localit\u00e0 interna di Paso de los Toros \u2013 allo sbocco sull\u2019oceano costituito dallo scalo della capitale. L\u2019infrastruttura, destinata principalmente al trasporto merci ma adatta anche ai treni passeggeri, ha richiesto un investimento di quasi un miliardo di dollari e ridurr\u00e0 i tempi di percorrenza del 50%.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i piani futuri, poi, a maggio 2025 il Ministero dei Trasporti e dei Lavori Pubblici (MTOP) ha firmato con la Banca di sviluppo dell\u2019America Latina e dei Caraibi (CAF) e la Corporazione Nazionale per lo Sviluppo (CND) un accordo di cooperazione tecnica per <strong>lo sviluppo di un master plan incentrato sull\u2019espansione e l\u2019ammodernamento dell\u2019intera rete ferroviaria<\/strong> nazionale, incluso il collegamento delle linee ai principali porti e nodi logistici, in modo da attrarre i flussi di traffico internazionali e migliorare i collegamenti multimodali. L\u2019intesa contiene anche la definizione di una tabella di marcia pubblico-privata per guidare lo sviluppo del settore e un sistema di finanziamento per ampliare le operazioni lungo tutta la catena di approvvigionamento.<\/p>\n<p>A livello regionale, si segnala, poi, l\u2019accordo siglato a luglio tra l\u2019Amministrazione del dipartimento di Salto e l\u2019Amministrazione delle Ferrovie dello Stato (AFE) finalizzato al recupero del patrimonio ferroviario per lo sviluppo logistico e turistico. Dal 2021, il dipartimento sta collaborando con diverse parti interessate, sia pubbliche che private, per consolidare il corridoio logistico nel nord del Paese, sfruttando<strong> la posizione del ponte sulla diga di Salto Grande come collegamento tra Argentina e Uruguay<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Verso una mobilit\u00e0 sostenibile e connessa per Montevideo<\/strong><\/p>\n<p>Sempre in ambito di mobilit\u00e0, il presidente Yamand\u00fa Orsi ha annunciato che i lavori per la realizzazione di un <strong>sistema di trasporto rapido su autobus (BRT) elettrico a Montevideo<\/strong> inizieranno nel 2027. Il costo dell\u2019opera \u00e8 stimato in almeno 590 milioni di dollari.<\/p>\n<p>Il progetto prevede la costruzione di <strong>due linee, lunghe rispettivamente 23 e 30 chilometri<\/strong>, e saranno comprese stazioni, corsie dedicate separate, attraversamenti a livelli sfalsati in corrispondenza dei principali incroci, un tratto sotterraneo su Avenida 18 de Julio e un capolinea di interscambio a Tres Cruces, punto di collegamento tra i due assi.<\/p>\n<p>A sostegno del nuovo sistema di trasporto nella capitale, la Banca Interamericana di Sviluppo (IDB) ha approvato <strong>una linea di credito condizionata per progetti di investimento (CCLIP) di 500 milioni di dollari<\/strong>. Il Consiglio dei direttori esecutivi dell\u2019istituto, inoltre, ha deliberato <strong>un\u2019operazione iniziale di dieci milioni di dollari <\/strong>per agevolare la preparazione del progetto, migliorare il coordinamento istituzionale e garantire un approvvigionamento e un\u2019esecuzione efficienti. Tra le altre cose, sar\u00e0 supportata la preparazione dei progetti necessari per l\u2019appalto dei lavori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un capitolo di particolare rilievo nell\u2019economia uruguaiana \u00e8 rappresentato dall\u2019<strong>industria IT<\/strong>. L\u2019Uruguay sta dando un notevole impulso allo sviluppo del comparto connesso alle tecnologie dell\u2019informazione, che, come riportano i dati della CUTI (C\u00e1mara Uruguaya de Tecnolog\u00edas de la Informaci\u00f3n), contribuisce per <strong>il 4,5% alla formazione del PIL nazionale<\/strong> con prospettive di crescita al 10% sulla base del recente Piano Strategico dell\u2019Industria IT 2025-2030. <strong>Le imprese locali sono fortemente orientate all\u2019esportazione dei servizi<\/strong> e le vendite nel resto del mondo (Stati Uniti in testa) portando introiti per circa 2,3 miliardi di dollari. Il Paese sta lavorando per proporsi come base e piattaforma di sviluppo per l\u2019intera regione e le potenzialit\u00e0 del comparto stanno gi\u00e0 attirando investimenti considerevoli da parte di vari colossi stranieri, tra cui Microsoft e Google; quest\u2019ultimo, per esempio, \u00e8 impegnato nella costruzione di un grande centro dati poco lontano da Montevideo, nella free zone del Parque de las Ciencias de Canelones.<\/p>\n<p>L\u2019innovazione \u00e8 stata anche uno dei temi toccati dalla delegazione di Confindustria e Assolombarda, in visita in Uruguay i primi di settembre. Durante gli incontri, sono stati sottolineati l\u2019impegno del Paese<strong> nell\u2019innovazione tecnologica e nell\u2019intelligenza artificiale<\/strong> e le opportunit\u00e0 per le imprese operanti nel settore di creare connessioni grazie al nuovo accordo tra Mercosur e Unione Europea.<\/p>\n<p>I programmi nazionali destinano poi il 21% delle risorse <strong>alla transizione energetica<\/strong>. L\u2019<strong>installazione di pannelli fotovoltaici<\/strong>, in particolare, sta incontrando un\u2019attenzione crescente, come dimostrano l\u2019avanzamento delle operazioni per la costruzione del parco di Melo (che con circa 140.000 pannelli solari e una potenza installata di 100 megawatt di picco si presenta come il pi\u00f9 grande del Paese) e la presentazione da parte del Governo, a fine agosto, di una nuova iniziativa che prevede l\u2019impianto, a Fray Bentos, di un parco da 30 MW.<\/p>\n<p>Nella produzione energetica, uno spazio importante \u00e8 occupato dal <strong>comparto idroelettrico<\/strong>, a cui si ascrive ben il 55% del mix energetico nazionale. In quest\u2019ambito si inserisce <strong>il programma di Rinnovamento di Salto Grande (RSG), <\/strong>un piano strategico trentennale gestito congiuntamente con l\u2019Argentina e volto a estendere la vita utile del complesso idroelettrico di ulteriori 40 anni. Sostenuto finanziariamente dal Banco Interamericano di Sviluppo (IDB), il progetto richiede un investimento complessivo stimato in un miliardo di dollari, strutturato su <strong>tre fasi principali fino al 2045<\/strong>.<\/p>\n<p>Parallelamente, il Governo ha posto enfasi sullo sviluppo territoriale e sulle opere idrauliche, allocando fondi specifici per<strong> la sicurezza idrica<\/strong> al fine di contrastare in via preventiva le recenti e severe siccit\u00e0. Rientrano in questo segmento <strong>la costruzione di nuove stazioni di potabilizzazione e di importanti dighe<\/strong>, oltre alla creazione di infrastrutture all\u2019avanguardia dedicate all\u2019<strong>irrigazione agricola<\/strong>.<\/p>\n<p>Un\u2019altra area di interesse \u00e8 costituita dai combustibili sintetici e dall\u2019idrogeno verde, al cui interno le Autorit\u00e0 mirano a posizionare il Paese come polo produttivo di livello internazionale. Tra i progetti promossi per lo sviluppo degli e-fuel, c\u2019\u00e8 <strong>l\u2019imponente complesso di Paysand\u00fa<\/strong>, che sar\u00e0 realizzato in collaborazione con HIF Global. I lavori richiedono un investimento di oltre 5,3 miliardi di dollari e includono l\u2019alimentazione della struttura attraverso energia elettrica ottenuta da fonti eoliche e solari; l\u2019idrogeno verde cos\u00ec ricavato dovrebbe portare a una<strong> produzione annua di circa 880.000 tonnellate di biocarburanti<\/strong>, che saranno trasportati via ferrovia al porto di Montevideo per l\u2019esportazione. Europa e Asia saranno le principali destinazioni delle esportazioni.<\/p>\n<p>All\u2019impianto di HIF Paysand\u00fa si aggiungono <strong>il progetto di ENERTRAG e SEG Ingenier\u00eda<\/strong> per la produzione di circa 84.000 tonnellate di metanolo verde all\u2019anno a Tambores e iniziative pilota come <strong>l\u2019impianto di idrogeno verde del consorzio Kahir\u00f3s<\/strong> a R\u00edo Negro, destinato al trasporto pesante nel settore forestale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019interscambio bilaterale con l\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>Lo scambio bilaterale con l\u2019Italia mostra un andamento positivo, che si \u00e8 andato rafforzando negli ultimi anni. Nel 2025, le <strong>esportazioni verso il Paese sudamericano<\/strong> hanno raggiunto i <strong>393 milioni di euro,<\/strong> registrando un incremento del 12,6% rispetto all\u2019anno precedente e ponendo l\u2019Italia al 7\u00b0 posto tra i principali fornitori dell\u2019Uruguay. La vitalit\u00e0 della domanda locale \u00e8 stata <strong>ulteriormente confermata nei primi sei mesi del 2026<\/strong>, periodo in cui le vendite italiane hanno raggiunto i 196 milioni di euro, in crescita del 22,4%. Colonna portante delle vendite sono <strong>i medicinali e i preparati farmaceutici<\/strong>, che rappresentano quasi il 40% del totale con incassi superiori ai 72 milioni di euro nel primo semestre dell\u2019anno. Altrettanto importante \u00e8 <strong>il ruolo della meccanica<\/strong>, le cui principali suddivisioni pesano per quasi il 30% dell\u2019export. Il tessuto produttivo italiano si distingue anche nell\u2019esportazione di <strong>beni dedicati alla cura della persona<\/strong>, con saponi, detergenti e cosmetici che apportano 8,5 milioni di euro, nonch\u00e9 nel settore della mobilit\u00e0, fornendo parti e accessori per autoveicoli per un valore stimato di 6 milioni di euro.<\/p>\n<p>Sul versante opposto, le importazioni italiane dall\u2019Uruguay riflettono la specializzazione del Paese sudamericano nella lavorazione delle risorse naturali primarie. Nel corso dell\u2019anno 2025, l\u2019Italia ha importato beni per 347 milioni di euro, con una forte preponderanza del comparto cartario: <strong>pasta-carta, carta e cartone costituiscono oltre il 62% di tutti gli acquisti italiani<\/strong>, per un valore di 215,8 milioni di euro. La seconda voce dell\u2019export uruguaiano \u00e8 rappresentata dall\u2019industria alimentare, in particolar modo dalla <strong>carne lavorata e conservata<\/strong>, che vale 91,1 milioni di euro e copre<strong> il 26,2%<\/strong> delle importazioni italiane. A seguire, si trovano <strong>i<\/strong> <strong>filati di fibre tessili <\/strong>per 20,5 milioni di euro, il <strong>legno tagliato e piallato<\/strong> per 5,4 milioni di euro e l\u2019export di <strong>animali vivi e prodotti di origine animale<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019Uruguay nel MERCOSUR<\/strong><\/p>\n<p>Il MERCOSUR svolge un ruolo rilevante nella politica commerciale dell\u2019Uruguay, considerando che il blocco sudamericano assorbe una quota compresa <strong>tra il 20 e il 27% delle esportazioni totali<\/strong> del Paese. Principale partner commerciale e primo mercato di sbocco per le merci locali \u00e8 il <strong>Brasile<\/strong>, seguito a distanza dall\u2019<strong>Argentina<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019appartenenza al blocco offre inoltre all\u2019Uruguay l\u2019accesso a strumenti di finanziamento quali il Fondo per la Convergenza Strutturale del MERCOSUR (FOCEM). Il Fondo, istituito per ridurre le asimmetrie di sviluppo tra gli Stati membri, finanzia diversi progetti infrastrutturali e logistici nel Paese, tra i quali si annoverano<strong> l\u2019interconnessione elettrica a 500 MW tra Brasile e Uruguay<\/strong>, con le linee di trasmissione ad altissima tensione San Carlos-Melo e Melo-Frontera, la riabilitazione di <strong>oltre 450 km di rete ferroviaria e di 200 km di arterie stradali<\/strong>, e la realizzazione di <strong>sistemi di risanamento idrico transfrontaliero<\/strong>, come l\u2019impianto integrato al servizio della citt\u00e0 di Acegu\u00e1.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Intervista all\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Uruguay, Fabrizio Petri<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ambasciatore, come viene considerato il Made in Italy in Uruguay? <\/strong><\/p>\n<p><em>In Uruguay il made in Italy gode di un\u2019immagine estremamente favorevole, complice anche la storica presenza italiana che ha contribuito positivamente e in modo determinante a forgiare nel tempo la lingua, la cultura, le tradizioni, l\u2019architettura, la societ\u00e0 e l\u2019identit\u00e0 stessa del Paese. In pi\u00f9 settori diversi, dall\u2019agroalimentare alla farmaceutica, dalla moda alle autovetture, viene riconosciuta la nostra capacit\u00e0 di innovazione, la qualit\u00e0 dei nostri prodotti, il loro inconfondibile design e la loro straordinaria affidabilit\u00e0. Inoltre, con una popolazione di origine italiana di circa il 44% e con 140.000 cittadini italiani presenti nel Paese, al giorno d\u2019oggi l\u2019Uruguay \u00e8 senz\u2019altro uno dei contesti pi\u00f9 ricettivi dell\u2019America Latina e del mondo verso l\u2019Italia e i suoi modelli d\u2019eccellenza.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ci sono specifici settori economici a cui dovrebbe guardare un\u2019azienda italiana, secondo Lei?<\/strong><\/p>\n<p><em>Di particolare interesse per le imprese italiane sono certamente i settori della farmaceutica, dei prodotti chimici, dei macchinari industriali e agricoli, dell\u2019agroalimentare, che oggi rappresentano la quota pi\u00f9 rilevante dell\u2019export dell\u2019Italia verso l\u2019Uruguay. Tuttavia, vi sono numerosi altri ambiti dove qui si guarda con enorme interesse all\u2019Italia. Ad esempio, siamo un punto di riferimento in ambito di moda e abbigliamento, dove abbiamo consolidato la nostra presenza con la recente apertura del primo grande negozio a marchio OVS del Paese, in uno dei pi\u00f9 importanti centri commerciali di Montevideo. In ambito editoriale e culturale, quest\u2019anno abbiamo accompagnato l\u2019apertura della prima libreria a marchio Feltrinelli fuori dall\u2019Italia, in uno degli edifici pi\u00f9 iconici del centro di Montevideo. <\/em><\/p>\n<p><em>Inoltre, tra i settori pi\u00f9 dinamici dell\u2019Uruguay figura senz\u2019altro quello delle nuove tecnologie digitali e dell\u2019intelligenza artificiale, sostenuto da infrastrutture tecnologiche avanzate, un quadro favorevole agli investimenti e sviluppate competenze tecniche nella forza lavoro. Tutto ci\u00f2 ha incentivato l\u2019arrivo di numerose imprese internazionali come Google e Microsoft, che qui hanno stabilito il centro direzionale della propria presenza in America Latina con investimenti multimilionari, trasformando l\u2019Uruguay in una sorta di \u201cSilicon Valley\u201d della regione. Anche il comparto delle scienze della vita mostra prospettive interessanti, visto il forte sviluppo del settore primario nel Paese \u2013 con alcune aziende italiane qui attive in ambito biotecnologico e agro-veterinario \u2013 e quello delle energie rinnovabili, tenendo presente che l\u2019Uruguay si \u00e8 affermato come il Paese pi\u00f9 avanzato della regione con il 99% della propria energia prodotta da queste fonti. Infine, sono da segnalare senz\u2019altro il settore della logistica legato alle attivit\u00e0 del porto di Montevideo, dove \u00e8 presente anche il gruppo MSC, e il settore cinematografico con numerose iniziative volte ad attirare le produzioni internazionali e varie collaborazioni, tra cui spicca quella con Cinecitt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 parlarci dei Piani di sviluppo o di grandi progetti attualmente allo studio da parte del Governo che potrebbero interessare in particolar modo le nostre aziende?<\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019Uruguay sta promuovendo diverse iniziative in settori che possono creare nuove opportunit\u00e0 per le imprese italiane, in particolare in ambito di energia, infrastrutture e nuove tecnologie digitali. Anzitutto, l\u2019Uruguay sta avanzando speditamente nel proprio processo di transizione energetica, grazie anche a una solida strategia governativa e ad un sistema regolamentare particolarmente favorevole. Nei prossimi anni \u00e8 prevista una fase di decarbonizzazione ulteriore dell\u2019economia, in particolare di trasporti e industria, oltre alla possibile produzione ed esportazione di nuove fonti d\u2019energia innovative. Degna di nota \u00e8 anche l\u2019esplorazione offshore di idrocarburi, che conta sulla presenza delle altissime competenze italiane attraverso l\u2018ENI.<\/em><\/p>\n<p><em>In ambito infrastrutturale \u00e8 in corso di definizione un consistente progetto di modernizzazione della rete ferroviaria del Paese, settore dove storicamente l\u2019Uruguay si \u00e8 avvalso del contributo di imprese italiane, oltre ad un importante programma di modernizzazione del complesso idroelettrico binazionale di Salto Grande, al confine settentrionale con l\u2019Argentina, che prevede interventi di rinnovamento progressivo nei prossimi anni delle infrastrutture elettromeccaniche, dei sistemi di controllo e degli impianti di generazione, da cui possono emergere opportunit\u00e0 per aziende specializzate in queste tecnologie.<\/em><\/p>\n<p><em>Occorre citare, inoltre, il settore della digitalizzazione e dell\u2019IA. Il Governo uruguaiano ha elaborato una strategia nazionale che prevede il potenziamento delle infrastrutture digitali, della cybersicurezza e dell\u2019utilizzo dell\u2019intelligenza artificiale. In tale contesto, ad esempio, \u00e8 stato recentemente creato un Centro Nazionale sull\u2019IA, per spingere l\u2019innovazione in questo settore, e sono stati lanciati importanti investimenti pubblici e privati per la costruzione di data center e di laboratori sull\u2019intelligenza artificiale.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 senz\u2019altro rappresentare un ottimo bacino di opportunit\u00e0 per gli imprenditori italiani. A ci\u00f2 si deve aggiungere infine che l\u2019Uruguay, con la sua caratteristica stabilit\u00e0 politico-istituzionale, rappresenta un panorama molto favorevole per gli investimenti e una porta d\u2019accesso ideale per l\u2019intero continente Sudamericano. A tal fine, risulta particolarmente interessante il sistema delle c.d. zone franche, vale a dire aree del Paese dove le imprese possono stabilirsi e operare in regime di esenzione fiscale (salvo per i contributi previdenziali), e potendo fare cos\u00ec dell\u2019Uruguay il proprio centro operativo nella regione. Certamente, alla luce dello storico accordo UE-Mercosur da poco concluso, ci si pu\u00f2 aspettare un importante incremento degli scambi con l\u2019Italia nei prossimi anni. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Nell\u2019ottica di fare sistema, ci sono eventi o fiere in particolare a cui consiglierebbe di partecipare a un\u2019azienda italiana per approcciare l\u2019Uruguay?<\/strong><\/p>\n<p><em>Per un\u2019impresa italiana interessata al mercato uruguaiano, sono numerose le opportunit\u00e0 offerte sia dalle fiere settoriali sia dalle iniziative promosse da tutto il c.d. \u201cSistema Italia\u201d. Ad esempio, ogni anno ad aprile organizziamo in Ambasciata la Giornata del Made in Italy, importante momento di promozione delle eccellenze del nostro Paese e che quest\u2019anno si \u00e8 concentrata sui prodotti e le attrezzature in ambito sportivo e del benessere personale. Ogni settembre, assieme alla Camera Mercantile Uruguay-Italia, che raggruppa numerose imprese italiane in Uruguay, organizziamo il padiglione italiano all\u2019Expo Prado, di gran lunga la pi\u00f9 importante fiera del Paese, che conta centinaia di migliaia di visitatori e che rappresenta un momento per gli operatori italiani per farsi conoscere al grande pubblico. Inoltre, nel corso dell\u2019anno l\u2019Ambasciata organizza o prende parte, anche tramite il proprio Istituto di Cultura, a numerose rassegne dedicate alla moda, allo sport, alla cucina italiana, al cinema, fornendo cos\u00ec una vetrina privilegiata per le aziende e interessanti momenti d\u2019incontro. Segnalerei, infine, la fiera \u201cAgro en Punta\u201d che si tiene ogni anno nel mese di febbraio a Punta del Este, importante momento di scambio per il settore agroalimentare e agroindustriale e che conta la presenza di numerose imprese.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali consigli darebbe a un\u2019azienda italiana interessata a entrare nel mercato locale? Come si svolge l\u2019accompagnamento dell\u2019Ambasciata per le imprese?<\/strong><\/p>\n<p><em>Il primo consiglio che darei a un\u2019azienda italiana interessata all\u2019Uruguay \u00e8 quello di conoscere bene il mercato di riferimento, individuando partner locali affidabili e valutando con attenzione le specificit\u00e0 del contesto economico e normativo. In questo percorso, l\u2019Ambasciata \u00e8 in prima linea assieme agli altri componenti del \u201cSistema Italia\u201d come la Camera Mercantile italo-uruguaiana, particolarmente attiva e rinomata nel contesto economico ed imprenditoriale locale, e l\u2019Agenzia ICE. Tale sistema \u00e8 sempre a disposizione delle imprese, sia per iniziative di carattere commerciale sia per accompagnare progetti di investimento, favorendo il dialogo con le istituzioni e gli operatori economici locali e guidando gli imprenditori nel loro primo approccio con l\u2019Uruguay. A tal fine, abbiamo realizzato un\u2019apposita \u201cguida d\u2019affari\u201d, un documento operativo aggiornato periodicamente e volto a segnalare le principali opportunit\u00e0 del Paese ed a spiegare nel dettaglio come funziona l\u2019Uruguay da un punto di vista economico, normativo, fiscale, doganale e del mercato del lavoro. Infine, l\u2019organizzazione costante in Ambasciata di momenti di aggregazione ed eventi di networking pensati per le imprese possono fornire un valido punto d\u2019incontro con l\u2019intero sistema italiano nel Paese, aiutando cos\u00ec la nascita di proficue occasioni di scambio e di collaborazione.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sacco System: l\u2019eccellenza italiana del biotech conquista l\u2019America Latina<\/strong><\/p>\n<p>La storia di Sacco System risale all\u2019inizio degli anni Duemila e all\u2019incontro tra Alfredo da Cunda, tecnico elettronico, e Pablo Bouchard, tecnico lattiero-caseario. I due si erano conosciuti nel 1998, quando da Cunda, attraverso Electronia SRL, forniva apparecchiature analitiche al laboratorio per il controllo della qualit\u00e0 del latte dell\u2019INIA, dove lavorava Bouchard. Nel 2002 decisero di mettere insieme le rispettive competenze per sviluppare nuove opportunit\u00e0 nel settore lattiero-caseario locale.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che entrarono in contatto con l\u2019allora Gruppo Clerici-Sacco, oggi Sacco System, realt\u00e0 italiana fondata nel 1872 a Cadorago in provincia di Como e specializzata nello studio e produzione di micro-organismi ed enzimi per il settore lattiero-caseario. Tra il 2002 e il 2004 i prodotti Sacco furono testati presso diverse aziende uruguaiane e, grazie ai risultati ottenuti, iniziarono a essere commercializzati nel 2004 attraverso Electronia SRL. Nel dicembre 2006 nacque formalmente BioInsumos SRL e, dal 2007, la nuova societ\u00e0 assunse la commercializzazione delle soluzioni Sacco, consolidando la presenza sul mercato locale.<\/p>\n<p>La collaborazione si ampli\u00f2 rapidamente: nel 2008 Sacco affid\u00f2 a BioInsumos anche lo sviluppo del settore delle carni attraverso la vendita di colture per salumi stagionati e dal 2012, Pablo Bouchard inizi\u00f2 a collaborare con Sacco nell\u2019assistenza tecnica a distributori e clienti in vari Paesi dell\u2019America Latina. In oltre vent\u2019anni la relazione commerciale si \u00e8 trasformata in una partnership sempre pi\u00f9 forte, fino all\u2019acquisizione di BioInsumos da parte di Sacco System nel 2025 e alla conseguente nascita di Sacco System Uruguay.<\/p>\n<p>Sacco System \u00e8 oggi un punto di riferimento internazionale per la produzione di colture alimentari, probiotici, microrganismi ed enzimi destinati ai settori alimentare, nutraceutico, farmaceutico e agro-veterinario. Al gruppo fanno capo Caglificio Clerici, Sacco e Centro Sperimentale del Latte (CSL), che operano in sinergia con oltre 150 anni di know-how e una presenza in pi\u00f9 di 110 Paesi. Tra gli elementi distintivi figurano una ceppoteca con oltre 6.500 ceppi batterici e un investimento in ricerca e sviluppo pari ogni anno al 6% dei ricavi. Il gruppo ha inoltre mantenuto la propria identit\u00e0 di family company, guidata dalla quarta e quinta generazione della famiglia Verga.<\/p>\n<p>\u201cSiamo entusiasti di dare continuit\u00e0 e futuro alla nostra visione attraverso un investimento strategico in Sudamerica, un\u2019area che consideriamo fondamentale per la crescita del nostro business. L\u2019Uruguay, in particolare, rappresenta il contesto ideale per espandere le nostre attivit\u00e0: un Paese dinamico e aperto all\u2019innovazione biotecnologica\u201d, commenta Carlo Appennini, Executive Director Food di Sacco System.<\/p>\n<p>L\u2019America Latina \u00e8 un mercato strategico per l\u2019industria alimentare e agro-veterinaria, con una crescente domanda di probiotici, postbiotici e soluzioni naturali. L\u2019integrazione di BioInsumos consente a Sacco System di unire competenze globali e conoscenza diretta del territorio, adattando soluzioni e servizi alle esigenze locali.<\/p>\n<p>\u201cQuando Sacco System \u00e8 arrivata in Uruguay con i suoi prodotti Made in Italy, abbiamo dovuto dimostrare sul campo che qualit\u00e0 e servizio fossero all\u2019altezza delle esigenze di un Paese esportatore come il nostro. Con dedizione, innovazione e vicinanza ai clienti siamo cresciuti insieme a loro. Oggi far parte direttamente della famiglia Sacco System ci riempie di orgoglio e responsabilit\u00e0\u201d, sottolinea Pablo Bouchard, General Manager Sacco System Uruguay.<\/p>\n<p>Sacco System Uruguay sintetizza cos\u00ec un modello di crescita costruito nel tempo: relazioni di lungo periodo, radicamento locale, investimenti in ricerca e capacit\u00e0 di trasformare una collaborazione commerciale in una presenza diretta e strutturata. Un percorso che rafforza il legame tra innovazione italiana e sviluppo dei mercati internazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Inserito in un contesto regionale in rapida evoluzione, l\u2019Uruguay si distingue per un\u2019economia altamente integrata nelle catene del commercio globale, con un tasso di apertura commerciale che ha raggiunto il 57% del Prodotto Interno Lordo (PIL). 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