{"id":22056,"date":"2018-03-12T12:17:17","date_gmt":"2018-03-12T11:17:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/03\/discorso-dell-on-ministro-alla_24\/"},"modified":"2018-03-12T12:17:17","modified_gmt":"2018-03-12T11:17:17","slug":"discorso-dell-on-ministro-alla_24","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2018\/03\/discorso-dell-on-ministro-alla_24\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro alla XI Conferenza MAECI-Banca d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<div itemscope=\"\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageObject\" itemprop=\"image\"><em>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/em><\/div>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Palazzo Koch, 12 marzo 2018<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Signor Governatore,<\/p>\n<p>Delegati della Banca d\u2019Italia e Addetti Finanziari,<\/p>\n<p>Rappresentanti italiani presso le Istituzioni Finanziarie Internazionali e le Banche Multilaterali di Sviluppo,<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>Sono molto onorato di inaugurare i lavori della XI Conferenza MAECI-Banca d\u2019Italia e di farlo assieme al Governatore Visco per il secondo anno consecutivo del mio mandato alla Farnesina.<\/p>\n<p>L\u2019edizione di quest\u2019anno \u00e8 dedicata a uno dei cardini della politica estera italiana: il multilateralismo, che i lavori odierni declineranno sia in sfide che in opportunit\u00e0. Il multilateralismo \u00e8 il filo-conduttore di tutti i pilastri della nostra diplomazia: i rapporti transatlantici, la vocazione europeista, la dimensione mediterranea, la tutela dei diritti umani e la promozione del libero commercio internazionale. Ciascuna di queste scelte ha risposto &#8211; e continua a rispondere &#8211; a specifici e concreti interessi nazionali per la stabilit\u00e0, per la sicurezza e per la crescita economica e sociale del nostro Paese.<\/p>\n<p>Il migliore auspicio che posso formulare per le discussioni di oggi \u00e8 che si esamini il multilateralismo in termini concreti e realistici. Per difendere il multilateralismo, bisogna sempre evitare di parlarne in astratto. E\u2019 invece fondamentale essere molto chiari ed espliciti sui suoi benefici tangibili per il nostro Paese.<\/p>\n<p>Faccio un primo esempio che riguarda la sfida epocale contro il terrorismo, che tocca anche i rapporti transatlantici con gli Stati Uniti: mi riferisco all\u2019impegno comune nella Coalizione internazionale anti-Daesh che ha sconfitto lo \u201cStato Islamico\u201d in Iraq e in Siria. Inoltre, assieme agli Stati Uniti e all\u2019Arabia Saudita, presiediamo il Gruppo multilaterale sul contrasto al finanziamento di Daesh e lavoriamo insieme nel Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale, per \u201ccongelare\u201d quelle risorse illecite che sono \u201cl\u2019ossigeno\u201d delle organizzazioni terroristiche. Ecco, questi sono eccellenti esempi di quel multilateralismo efficace in cui crediamo.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, non possiamo nasconderci dietro ai successi. Sappiamo bene che ci attendono sfide importanti, per esempio, sul piano del libero commercio: quel sistema multilaterale di regole che hanno consentito all\u2019economia italiana di essere competitiva e di crescere. L\u2019export ha raggiunto un peso di quasi il 30% del nostro PIL ed \u00e8 fonte di vitalit\u00e0 per le nostre PMI. E\u2019 ovvio che un Paese esportatore come l\u2019Italia deve difendere un\u2019economia mondiale aperta e scongiurare ogni rischio di guerre commerciali.<\/p>\n<p>Personalmente, rimango fiducioso che le diverse posizioni emerse tra Unione Europea e Stati Uniti sul commercio internazionale troveranno una loro ricomposizione. Non dobbiamo mai perdere di vista il senso profondo del rapporto transatlantico, che affonda le sue radici nella storia, tradizioni e valori condivisi. Del resto, l\u2019amicizia con gli Stati Uniti \u00e8 imprescindibile per conseguire gli obiettivi prioritari di sicurezza e di crescita.<\/p>\n<p>Con la massima consapevolezza degli interessi in gioco, l\u2019Italia ha contribuito in maniera costruttiva alla riflessione strategica dell\u2019Unione Europea sulla politica commerciale. La nuova strategia punta sugli Accordi di Libero Scambio che superano la mera riduzione tariffaria e che offrono una piattaforma pi\u00f9 strutturata sui temi della <i>governance<\/i>, delle norme di tutela del lavoro, del c.d. <i>level-playing field <\/i>e del contrasto alla concorrenza sleale. E fra le attuali priorit\u00e0 ricordo: la conclusione dei negoziati con il MERCOSUR, il Giappone, il Messico, i Paesi dell\u2019ASEAN; nonch\u00e9 l\u2019avvio di negoziati con l\u2019Australia e la Nuova Zelanda.<\/p>\n<p>Oltre al commercio, bisogna riconoscere che in Europa ne abbiamo fatti di progressi. Oggi, a Bruxelles la parola d\u2019ordine \u00e8 \u201cinvestimenti\u201d. Soltanto poco tempo fa, la parola che intaccava la nostra fiducia nel futuro era \u201causterity\u201d. La pi\u00f9 devastante crisi economica che la nostra generazione abbia mai conosciuto aveva inflitto panico e paura, spazzando via le politiche d\u2019investimento di pi\u00f9 lungo orizzonte. L\u2019Europa si era chiusa in s\u00e9 stessa. E sono fiero di aver fatto parte di Governi che hanno invertito la rotta.<\/p>\n<p>Ovviamente, non tutti i problemi sono risolti, a cominciare dalla Brexit. Pochi giorni fa il Presidente Tusk ha diffuso le sue \u201cLinee Guida\u201d sui rapporti post-Brexit. E\u2019 ancora presto per valutarne l\u2019effetto. Quello che \u00e8 importante, in questa fase, \u00e8 assicurare che Londra e Bruxelles proseguano il negoziato in modo costruttivo e responsabile. L\u2019obiettivo \u00e8 definire una \u201cpartnership speciale\u201d con il Regno Unito &#8211; a tutto campo &#8211; come \u201cPaese terzo strategico\u201d. E dobbiamo evitare \u201cturbolenze\u201d sia sul funzionamento del Mercato Interno sia sulla stabilit\u00e0 finanziaria dell\u2019Unione. Questi devono essere i nostri interessi principali.<\/p>\n<p>Sono altrettanto convinto che sia nell\u2019interesse dell\u2019Europa continuare a orientare la sua attenzione verso il Mediterraneo. La sfida principale resta &#8211; e rester\u00e0 ancora a lungo &#8211; la gestione condivisa della crisi migratoria. E anche in questo caso l\u2019Italia ha sempre proposto la ricetta di un multilateralismo pragmatico:<\/p>\n<p>Sul piano delle strategie, lanciando un formato innovativo focalizzato sui Paesi di Transito che \u00e8 stato poi avallato dal Vertice UE-Africa di Abidjan; e che ha contribuito al ritorno dell\u2019ONU in Libia attraverso le attivit\u00e0 dell\u2019Agenzia dei Rifugiati <i>(UNHCR)<\/i> e dell\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni <i>(OIM).<\/i><\/p>\n<p>Sul piano degli strumenti, contribuendo alla creazione del Fondo Fiduciario dell&#8217;UE per l&#8217;Africa <i>(oggi di oltre 3 miliardi di euro)<\/i> e del pi\u00f9 recente Piano Europeo di Investimenti Esterni in Africa <i>(4,1 miliardi di euro che mobiliteranno 44 miliardi di investimenti). <\/i><\/p>\n<p>Questo pomeriggio presieder\u00f2 alla Farnesina con il Commissario europeo Hahn una Conferenza sugli strumenti finanziari a sostegno delle politiche di vicinato e di allargamento dell\u2019UE. Complessivamente, i fondi dello Strumento di Vicinato <i>(ENI)<\/i> e dello Strumento di Pre-adesione <i>(IPA)<\/i> sfiorano i 30 miliardi di euro. Dobbiamo sfruttare al meglio queste risorse, sia verso il Nord Africa, sia verso i Balcani, per investire nelle infrastrutture, nelle reti energetiche e nelle PMI; senza dimenticare che questi investimenti sono anche uno stimolo al sistema produttivo italiano per espandersi.<\/p>\n<p>Il mio messaggio, questo pomeriggio, sar\u00e0 semplice: l\u2019Italia \u00e8 un <i>hub<\/i> naturale fra l\u2019Unione Europea e i Balcani; e fra l\u2019Unione Europea e i Paesi della sponda sud del Mediterraneo; e ha tanto da guadagnare dalle politiche di vicinato e di allargamento. I nostri interessi non sono soltanto economici, ma anche e soprattutto politici. Perch\u00e9 dove passano le merci non passano i soldati; dove si alimenta l\u2019integrazione economica e dove cresce il commercio non vi \u00e8 spazio per instabilit\u00e0, insicurezza e conflitti.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle sfide, non dimentichiamoci che il Mediterraneo \u00e8 un sistema economico in espansione: dove passa il 30% del commercio mondiale di petrolio e si concentra il 20% del traffico marittimo. E\u2019 un mercato di 500 milioni di consumatori che rappresenta il 10% del PIL mondiale e questo PIL \u00e8 cresciuto ad una media annuale del 4,4% negli ultimi vent\u2019anni.<\/p>\n<p>Per questo, la diplomazia italiana \u00e8 impegnata nel promuovere un\u2019Agenda positiva per rilanciare il Mediterraneo come snodo economico globale che collega l\u2019Africa e l\u2019Asia all\u2019Europa. Di qui il nostro sforzo per mantenere il Mediterraneo al centro delle Agende Globali dell\u2019ONU, dell\u2019OSCE, del G7 e del G20.<\/p>\n<p>Anche i nostri partner cinesi, ad esempio, sono molto interessati al rilancio economico del Mediterraneo. E\u2019 un tema che ho approfondito durante due importanti missioni che ho svolto l\u2019anno scorso in Cina: la prima, in occasione della Visita di Stato del Presidente Mattarella <i>(febbraio 2017)<\/i>; la seconda, per presiedere l\u2019Ottavo Comitato Governativo Italia-Cina <i>(dicembre 2017)<\/i> assieme al collega Wang Yi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia sostiene con convinzione la \u201cNuova Via della Seta\u201d. Da una parte, per continuare ad espandere il libero commercio globale. Dall\u2019altra, per sviluppare la via della cultura, della scienza e della tecnologia. Fra Italia e Cina sono in vigore oltre 600 accordi universitari e scientifici. Quindi, dobbiamo capitalizzare questo tesoro di conoscenze.<\/p>\n<p>In base all\u2019Agenda strategica UE-Cina 2030 vogliamo realizzare una cooperazione pragmatica, ma sempre ancorata ai principi e agli standard europei. Da questa collaborazione ci aspettiamo che derivi per la Cina un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0, in linea con i benefici che essa trae dall\u2019ordine multilaterale basato sulle regole. In definitiva, l\u2019obiettivo \u00e8 una crescita equilibrata e mutualmente vantaggiosa delle relazioni commerciali ed industriali.<\/p>\n<p>Una delle sessioni di questa Conferenza intende rispondere a una domanda molto precisa: quale risposta dare all\u2019attuale fase di sfiducia nella globalizzazione?<\/p>\n<p>Oramai abbiamo preso atto &#8211; tutti &#8211; che i benefici della globalizzazione non sono stati distribuiti equamente. Infatti, permangono forti disuguaglianze non soltanto fra Paesi, ma soprattutto al loro interno. E anche in Italia. Ma sappiamo anche bene che serve a poco lamentarsi o alimentare rabbia. E\u2019 tempo per un\u2019azione molto pi\u00f9 profonda per rettificare gli errori. Occorre promuovere politiche inclusive per correggere gli squilibri, senza per\u00f2 mettere in discussione le fondamenta del sistema: il multilateralismo e il mercato libero.<\/p>\n<p>Per una globalizzazione pi\u00f9 giusta \u00e8 anche fondamentale un fortissimo impegno nell\u2019attuazione dell\u2019Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Perch\u00e9 lo sviluppo sostenibile \u00e8 un impegno a tutto campo: tanto sulle politiche che favoriscano la stabilit\u00e0 finanziaria e una migliore distribuzione delle risorse; quanto sui fronti della lotta all\u2019evasione fiscale e alla corruzione, che sottraggono risorse alla crescita e allo sviluppo.\u00a0<\/p>\n<p>La lezione di Amintore Fanfani \u00e8 ancora estremamente attuale: di resistere alle mode del tempo e di perseguire una via intermedia tra uno sfrenato capitalismo e un asfissiante monopolio statale dei mezzi di produzione. Una terza via, come la definirono alcuni, secondo cui il progresso economico non pu\u00f2 mai prescindere dal rispetto dei valori etici e non pu\u00f2 essere quindi fondato sullo sfruttamento e sulla prevaricazione.\u00a0 Si tratta di quel capitalismo sociale che ha anche ispirato i padri fondatori dell\u2019Unione Europea e che ha posto l\u2019individuo al centro del sistema economico.<\/p>\n<p>Infine, una parte importante della nostra risposta alla globalizzazione sta nella nostra capacit\u00e0 di \u201cfare squadra\u201d e di rafforzare il \u201cSistema Italia\u201d. Ci\u00f2 che abbiamo fatto qui undici anni fa &#8211; grazie alla saggezza dei nostri predecessori &#8211; dando vita ad un partenariato MAECI-Banca d\u2019Italia che offre dinamismo ed incisivit\u00e0 alla nostra politica estera.<\/p>\n<p>Contiamo tantissimo sul partenariato con la Banca d\u2019Italia. Penso ad attivit\u00e0 molto concrete come i rapporti e le analisi sulle dinamiche economico-finanziarie nei Paesi di accreditamento. E\u2019 un lavoro che alimenta l\u2019attivit\u00e0 di <i>market intelligence<\/i> e il sostegno istituzionale alle nostre imprese, capisaldi di una diplomazia economica che produce l\u20191,4% del PIL <i>(indagine Prometeia 2017).<\/i><\/p>\n<p>Come grande \u201cSistema Paese\u201d dobbiamo continuare ad utilizzare tutte le nostre energie e tutta la nostra creativit\u00e0 per trasformare le sfide in opportunit\u00e0. Vi ringrazio e vi auguro un buon lavoro!<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Palazzo Koch, 12 marzo 2018 \u00a0 Signor Governatore, Delegati della Banca d\u2019Italia e Addetti Finanziari, Rappresentanti italiani presso le Istituzioni Finanziarie Internazionali e le Banche Multilaterali di Sviluppo, Signore e Signori, Sono molto onorato di inaugurare i lavori della XI Conferenza MAECI-Banca d\u2019Italia e di farlo assieme [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[76],"class_list":["post-22056","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","tag-ministri-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22056","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22056"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22056\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}