{"id":22062,"date":"2018-02-08T11:21:09","date_gmt":"2018-02-08T10:21:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/02\/discorso-dell-on-ministro-alla_22\/"},"modified":"2018-02-08T11:21:09","modified_gmt":"2018-02-08T10:21:09","slug":"discorso-dell-on-ministro-alla_22","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2018\/02\/discorso-dell-on-ministro-alla_22\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro alla Seconda Conferenza Ministeriale \u201cA Shared Responsibility for a Common Goal: Solidarity and Security\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Care Colleghe, Cari Colleghi,<\/p>\n<p>E\u2019 per me un grande piacere aprire i lavori della Seconda Conferenza Ministeriale di Roma <i>\u201cUna responsabilit\u00e0 condivisa verso un obiettivo comune: solidariet\u00e0 e sicurezza\u201d. <\/i><\/p>\n<p>Quando ci siamo incontrati l\u2019anno scorso, alla Prima Conferenza sui Paesi di Transito <i>(6 luglio)<\/i>, c\u2019erano almeno tre fondamentali ragioni che giustificavano un nostro impegno comune, per superare la gravissima crisi dei flussi migratori nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>C\u2019era &#8211; e c\u2019\u00e8 ancora oggi &#8211; una ragione politica: dettata dall\u2019insorgere di populismi che strumentalizzano la questione migratoria per spargere paure e acquisire facili consensi. Avevamo e abbiamo il compito cruciale di rassicurare i nostri cittadini sul tema migratorio per contrastare i populismi e il razzismo; e salvaguardare il sostegno popolare all\u2019Unione Europea e all\u2019immigrazione regolare.<\/p>\n<p>C\u2019era &#8211; e persiste &#8211; una ragione di sicurezza: perch\u00e9 \u00e8 nel nostro interesse comune sconfiggere il modello d\u2019affari dei trafficanti di esseri umani, i cui introiti vanno a finanziare il crimine organizzato e il terrorismo. Tanto pi\u00f9 ora che il rischio del ritorno dei <i>foreign fighters <\/i>\u00e8 concreto.<\/p>\n<p>C\u2019era &#8211; e c\u2019\u00e8 tutt\u2019oggi &#8211; una ragione umanitaria: sono ancora tanti, direi troppi, i rifugiati e i migranti che muoiono nella disperata traversata del deserto o del Mediterraneo.\u00a0 E\u2019 inaccettabile che ci\u00f2 accada nel 21\u00b0 secolo. Cos\u00ec come \u00e8 intollerabile che rifugiati e migranti si trovino in campi di accoglienza dove sono violati i loro diritti e offesa la loro dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Queste motivazioni, cos\u00ec importanti, ci hanno uniti in una azione comune che ha trovato larghi consensi internazionali: il nuovo formato che abbiamo creato il 6 luglio scorso e l\u2019approccio innovativo che abbiamo definito, sono stati avallati anche a livello di Capi di Stato e di Governo e all\u2019ultimo Vertice UE-Africa di Abidjan. Inoltre, vorrei qui ricordare, che ci avviciniamo alle fasi pi\u00f9 intese del negoziato sui Global Compact dell\u2019ONU per i rifugiati e per i migranti. Ed \u00e8 il mio auspicio, oggi, che anche in quel consesso sia sentita la nostra voce comune; sulla base delle azioni e delle esperienze che abbiamo condiviso grazie a questa iniziativa. \u00a0<\/p>\n<p>Come ho ricordato ieri sera, la Conferenza odierna ha quindi un duplice obiettivo. Da una parte: tracciare un primo bilancio dei risultati ottenuti finora. Dall\u2019altra: individuare le criticit\u00e0 e le sfide che ancora ci attendono.<\/p>\n<p>Sul piano dei risultati, vi potrei fare un elenco di \u201cfreddi\u201d numeri: come la drastica riduzione dei flussi in uscita dal Niger dai 330.000 del 2016 a poco pi\u00f9 di 60.000 del 2017; e se guardiamo solo ai flussi verso la Libia dai 291.000 del 2016 ai 35.000 del 2017; il calo complessivo dei passaggi nel Mediterraneo del 34%; e la riduzione di quasi il 40% delle vittime in mare sulla rotta del Mediterraneo Centrale. Ma questi dati, da soli, non rendono l\u2019idea del grande investimento politico-diplomatico che \u00e8 al cuore della nostra azione comune. Questo \u00e8 il risultato pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottica italiana, cito ad esempio la piena riattivazione della nostra Ambasciata in Libia e le pi\u00f9 recenti aperture di nuove Ambasciate in Niger, Guinea e Burkina Faso.<\/p>\n<p>Vorrei in particolare sottolineare l\u2019importanza strategica delle relazioni con il Niger. Quest\u2019anno non solo abbiamo aperto la nostra Ambasciata a Niamey, ma l\u2019abbiamo resa pienamente operativa. Tra le risorse della Cooperazione e quelle del Fondo Africa negli ultimi 12 mesi abbiamo destinato al Niger pi\u00f9 di 100 milioni di euro per costruire un partenariato a tutto campo.<\/p>\n<p>Un altro risultato molto significativo &#8211; della nostra azione comune &#8211; \u00e8 stato di aver contribuito a riattivare l\u2019ONU sul terreno, in Libia, in uno sforzo a favore dei diritti e della dignit\u00e0 dei migranti e dei rifugiati. All\u2019inizio dell\u2019anno scorso sembrava una missione impossibile. Ma grazie alla collaborazione con il Governo libico e al sostegno finanziario all\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e all\u2019Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, oggi \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Grazie al lavoro di queste due importanti organizzazioni dell\u2019ONU si sono fatti passi in avanti: 1) per migliorare le condizioni dei campi di accoglienza; 2) per favorire rimpatri volontari assistiti di migranti e il reinsediamento di rifigliati. Misure che l\u2019Italia ha sostenuto anche attraverso bandi di cooperazione per ONG; e misure che sono oggi al centro della strategia della comunit\u00e0 internazionale, come confermato dal Vertice UE-Africa di Abidjan che ho gi\u00e0 menzionato.<\/p>\n<p>E\u2019 ovvio che siamo profondamente sconcertati dalle spaventose condizioni alle quali sono sottoposti rifugiati e migranti in alcuni centri di raccolta. Ma a tutti coloro che per tanto tempo hanno fatto paternali e lezioni dall\u2019alto, dico una cosa: rimboccatevi le maniche, siate coraggiosi e fornite aiuti concreti ed immediati, come noi tutti abbiamo fatto e continuiamo a fare grazie anche al sostegno dell\u2019ONU.<\/p>\n<p>Nel 2017 quasi 20.000 migranti sono stati assistiti dall\u2019OIM nel loro desiderio di fare ritorno a casa dalla Libia. Tuttavia c\u2019\u00e8 ancora molto da fare sul piano dei reinsediamenti dei rifugiati e delle persone pi\u00f9 vulnerabili verso l\u2019Europa. L\u2019Italia sta facendo la sua parte, per esempio, attraverso il progetto dei corridoi umanitari<i>. <\/i>Il mio auspicio \u00e8 che i Paesi Membri dell\u2019UE prendano maggiore coscienza di questa realt\u00e0 e dimostrino la necessaria solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Quando non c\u2019\u00e8 un posto dove nascondersi, quando la vita di una persona \u00e8 schiacciata contro un muro, quando un\u2019intera comunit\u00e0 \u00e8 messa all\u2019angolo da persecuzioni o da guerre o da brutali dittature, allora negare l\u2019accoglienza, girare lo sguardo dall\u2019altra parte significa rinunciare all\u2019umanit\u00e0 che ci accomuna.<\/p>\n<p>Inoltre, sappiamo bene, dalla tragica esperienza libica, che il collasso delle istituzioni statali ha un costo notevole per le popolazioni locali, per gli stessi rifugiati e migranti, e per i Paesi vicini. Per questo, sono convinto che si debba fare un grande investimento in <i>institution building, <\/i>fra cui il sostegno alle forze dell\u2019ordine per il controllo integrato delle frontiere e un pi\u00f9 ampio sostegno all\u2019amministrazione pubblica. L\u2019obiettivo \u00e8 creare quelle <i>partnership <\/i>e quei \u201cgemellaggi\u201d di pi\u00f9 lungo corso, fra le nostre forze dell\u2019ordine e i nostri funzionari pubblici, che operano secondo un ciclo molto pi\u00f9 lungo di quello nostro della politica.<\/p>\n<p>Sono altrettanto convinto che si debba fare un grande investimento nel campo dell\u2019istruzione e della formazione dei giovani. Per tanti paesi dove operiamo \u00e8 essenziale che alla vertiginosa crescita demografica corrispondano adeguati sbocchi occupazionali per i giovani. L\u2019istruzione, la formazione e la cultura sono il primo investimento da fare per sostenere la vocazione imprenditoriale e il desiderio di innovare; per creare le condizioni per l\u2019occupazione e la crescita; e per scongiurare i rischi di radicalizzazione.<\/p>\n<p>E\u2019 in questo spirito che vogliamo rilanciare gli investimenti economici, sia nelle comunit\u00e0 di origine delle migrazioni, sia nei Paesi di transito. E ho il piacere di annunciare che l\u2019Italia ha deciso di rifinanziare il Fondo Africa per ulteriori 80 milioni di euro<i> (per il biennio 2018\/2019). <\/i>Utilizzeremo questi fondi in gran parte per nuovi progetti di sviluppo economico e sociale; e soprattutto a favore delle fasce pi\u00f9 giovani delle popolazioni.<\/p>\n<p>Ricordo poi che l\u2019Italia \u00e8 stata tra i fondatori ed \u00e8 il secondo donatore <i>(dopo la Germania)<\/i> del Fondo Fiduciario dell&#8217;UE per l&#8217;Africa. Inoltre, siamo stati fra i pi\u00f9 convinti promotori del Piano Europeo di Investimenti Esterni in Africa <i>(4,1 miliardi di euro che mobiliteranno 44 miliardi di investimenti). <\/i>Siamo fieri di aver contribuito a queste iniziative, ma anche di aver promosso la consapevolezza che l\u2019Europa e l\u2019Africa sono su un sentiero comune di crescita.<\/p>\n<p>Ricapitolando: diritti e dignit\u00e0; rimpatri e ricollocamenti volontari; lotta ai trafficanti; controllo dei confini; e sviluppo economico; sono per noi i settori chiave per perseguire l\u2019obiettivo di \u201csolidariet\u00e0 e sicurezza\u201d. Ma, allo stesso tempo, mi auguro che dalla discussioni di oggi possano nascere nuove idee e nuovi stimoli per affinare ulteriormente la nostra strategia comune.<\/p>\n<p>Mi dicono che c\u2019\u00e8 un detto africano che dice: <i>\u201cse vuoi arrivare primo, corri da solo; se vuoi arrivare lontano, cammina insieme\u201d.<\/i> Noi dobbiamo arrivare lontano. Nessuno pu\u00f2 superare \u00a0questa sfida da solo. Mentre insieme, guardando ad un orizzonte di lungo periodo, sono sicuro che raggiungeremo il nostro traguardo. E lungo il nostro cammino avremo creato una <i>partnership <\/i>molto pi\u00f9 solida fra l\u2019Europa e l\u2019Africa.\u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato \u00a0 Care Colleghe, Cari Colleghi, E\u2019 per me un grande piacere aprire i lavori della Seconda Conferenza Ministeriale di Roma \u201cUna responsabilit\u00e0 condivisa verso un obiettivo comune: solidariet\u00e0 e sicurezza\u201d. 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