{"id":22064,"date":"2018-02-08T11:18:57","date_gmt":"2018-02-08T10:18:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/02\/discorso-dell-on-ministro-change\/"},"modified":"2018-02-08T11:18:57","modified_gmt":"2018-02-08T10:18:57","slug":"discorso-dell-on-ministro-change","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2018\/02\/discorso-dell-on-ministro-change\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro \u201cChange the World Model United Nations Rome 2018\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Farnesina, 2 febbraio 2018<\/p>\n<p><em>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Presidente Corbino, <i>(Associazione Diplomatici)<\/i><\/p>\n<p>Cari amici e cari studenti,<\/p>\n<p>E\u2019 un grandissimo piacere accogliervi qui, alla Farnesina, nella \u201ccasa\u201d della diplomazia italiana. E\u2019 molto bello vedere cos\u00ec tanti giovani interessati alla diplomazia e al mondo che ci circonda. Per cui, vorrei congratularmi con l\u2019Associazione Diplomatici per questa splendida iniziativa, dopo l\u2019esperienza che abbiamo gi\u00e0 condiviso insieme all\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU a New York lo scorso marzo.<\/p>\n<p>Mi hanno detto che sarete impegnati in simulazioni diplomatiche all\u2019interno di tre grandi espressioni delle Nazioni Unite e della diplomazia multilaterale:<\/p>\n<ol>\n<li>\u00a0 Il Consiglio di Sicurezza, di cui l\u2019Italia stessa \u00e8 stato membro nel 2017, dando il proprio contributo alla stabilit\u00e0 e alla pace. Abbiamo affrontato con i nostri <i>partner <\/i>sfide prioritarie come la guerra in Siria, l\u2019instabilit\u00e0 in Libia e la minaccia nucleare nordcoreana. Io stesso, nello scorso mese di novembre, ho presieduto il Consiglio e vi devo confessare che &#8211; anche se ho una certa esperienza in politica &#8211; presiedere quel consesso mi ha molto emozionato.<\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li>\u00a0 Conoscerete pi\u00f9 da vicino anche la FAO, con la sua cruciale missione di lotta alla fame e di promozione di un modello di agricoltura sostenibile. Quando soffri la fame l\u2019unico pensiero \u00e8 da dove verr\u00e0 il prossimo pasto. E\u2019 impossibile pensare allo studio o al lavoro. Questa \u00e8 la realt\u00e0 quotidiana per quasi 800 milioni di persone: 1 persona su 9 nel mondo soffre la fame. Cambiare questa realt\u00e0 \u00e8 possibile. Dal 1990 ad oggi la tendenza \u00e8 in miglioramento: 216 milioni di persone non soffrono pi\u00f9 la fame. Ma si pu\u00f2 e si deve fare di pi\u00f9.<\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019Italia ospita il pi\u00f9 importante <i>hub<\/i> delle Nazioni Unite in questo ambito. Il \u201cPolo Romano\u201d dell\u2019ONU, oltre alla FAO, \u00e8 costituto dal Programma Alimentare Mondiale <i>(PAM)<\/i> e dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo <i>(IFAD).<\/i> Il fatto che abbiano le loro sedi a Roma \u00e8 un importante riconoscimento all\u2019Italia del suo ruolo di <i>leadership<\/i> nella sicurezza alimentare e nutrizionale nel mondo. Ma \u00e8 anche e soprattutto una grande responsabilit\u00e0 a stimolare la comunit\u00e0 internazionale verso l\u2019obiettivo di \u201cfame zero\u201d <i>(\u201czero hunger\u201d).<\/i><\/p>\n<ol>\n<li>\u00a0 Infine, conoscerete il lavoro dell\u2019Agenzia ONU per i Rifugiati <i>(UNHCR)<\/i>, che ci aiuta a far fronte ad una crisi epocale: la crisi migratoria globale. Pi\u00f9 di 65 milioni di persone in tutto il mondo &#8211; un numero senza precedenti che \u00e8 all\u2019incirca quello della popolazione italiana &#8211; sono costrette a fuggire dal proprio Paese. Di queste, pi\u00f9 di 22 milioni sono rifugiati e pi\u00f9 della met\u00e0 di et\u00e0 inferiore ai 18 anni. E sono orgoglioso di dire che se l\u2019UNHCR opera oggi in Libia \u00e8 anche merito dell\u2019Italia che, da una parte, ha svolto un\u2019azione diplomatica sulla Libia; dall\u2019altra, ha finanziato le attivit\u00e0 di UNHCR con oltre 10 milioni di euro.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel Mediterraneo, l\u2019Italia ha affrontato questa crisi seguendo un approccio che ha coniugato solidariet\u00e0 e sicurezza. Abbiamo salvato in mare oltre 650.000 persone e cos\u00ec facendo anche l\u2019onore dell\u2019Europa. Allo stesso tempo, siamo rimasti sicuri, identificando ed espellendo chi, sul nostro territorio, ha dimostrato di disprezzare i nostri valori e le nostre libert\u00e0. Sono convinto che in questi anni abbiamo dimostrato che non \u00e8 sempre vero l\u2019assioma secondo cui i \u00a0politici o i diplomatici, al contatto con il potere, finiscono per privilegiare il cinismo all\u2019ideale. Al contrario, abbiamo sempre fatto prevalere le ragioni dell\u2019individuo a quelle dei sondaggi elettorali; la centralit\u00e0 della persona umana all\u2019annichilimento delle tragedie e all\u2019indifferenza.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019ONU \u00e8 questo: aiutare le persone senza mai avere paura delle diversit\u00e0. E\u2019 quello che ha detto Papa Francesco in tante occasioni e lo cito: <i>\u201cnon bisogna avere mai paura delle diversit\u00e0\u201d,<\/i> poich\u00e9 le diversit\u00e0 <i>\u201cci aiutano, ci sfidano e ci arricchiscono\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Vorrei raccontarvi una storia concreta che parla di questi temi che voi affronterete. E\u2019 la storia di Nujeen Mustafa, una bambina siriana disabile che a 16 anni scappa dalla guerra e dalla fame in Siria e diventa rifugiata. Sulla sua sedia a rotelle, aiutata dalla sorella, percorrer\u00e0 6.000 km dalla sua Siria in fiamme all\u2019Europa, attraversando 8 paesi e naturalmente il pericoloso passaggio nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>E quando, oltre alla disabilit\u00e0, Nujeen ha affrontato anche lo status di rifugiato ha detto che la cosa pi\u00f9 difficile \u00e8 stata: <i>\u201cconvivere con la sensazione continua di essere sgradita . . . sapere che tutti si volevano liberare di noi, farci semplicemente sparire nel nulla perch\u00e9 il nostro esodo costituisce un problema\u201d.<\/i> Ma Nujeen non ha perso la speranza e alla domanda &#8211; come ti vedi tra 20 anni? &#8211; ha risposto: <i>\u201cfare l&#8217;astronauta \u00e8 ancora il mio pi\u00f9 grande desiderio, ma il Piano B \u00e8 fare la scrittrice\u201d. <\/i><\/p>\n<p>Un \u201cPiano B\u201d che non mi sembra affatto male, perch\u00e9 Nujeen ha avuto il coraggio di scrivere un bellissimo libro sul suo straordinario viaggio, che secondo me contiene anche alcune fondamentali raccomandazioni per la politica, per la diplomazia e per la vita in generale. In particolare: che ognuno di noi ha il potere di cambiare le cose se sa ascoltare il bene che \u00e8 nel suo cuore. Il mio consiglio, anche per voi, \u00e8 di non avere paura n\u00e9 delle crisi che affliggono il mondo, n\u00e9 delle diversit\u00e0, n\u00e9 delle vostre idee che possono contribuire a cambiare in meglio la realt\u00e0. E se la realt\u00e0 vi appare scoraggiante, allora vi dico: prendete in mano il vostro futuro e impegnatevi per cambiarla. Ma non restate mai indifferenti.<\/p>\n<p>Dovete perseguire i vostri sogni con grande entusiasmo, con spirito di curiosit\u00e0 e tanta voglia di fare. Ma questa spinta ideale deve essere coniugata &#8211; specialmente in chi occupa posizioni di potere e incarichi internazionali &#8211; con la responsabilit\u00e0 di fare del bene e quindi cambiare le cose in meglio.\u00a0<\/p>\n<p>Responsabilit\u00e0 \u00e8 stato il filo conduttore di una grande Conferenza internazionale contro l\u2019antisemitismo, che abbiamo organizzato qui alla Farnesina pochi giorni fa. Ancora oggi, nelle nostre citt\u00e0, italiane ed europee, c\u2019\u00e8 il rischio di una nuova ondata di antisemitismo, di razzismo, di xenofobia e di islamofobia che portano odio, tensioni e conflitti sociali. La ruota del fanatismo pu\u00f2 incominciare a girare ovunque, in qualsiasi societ\u00e0 ed epoca. In Italia, esattamente 80 anni fa, venivano promulgate le Legge razziali e l\u2019indifferenza di tanti italiani fece s\u00ec che ebrei &#8211; nostri concittadini &#8211; fossero internati in campi di concentramento, dove poi persero la vita.<\/p>\n<p>Nello Stato e in ogni organizzazione &#8211; anche quelle internazionali &#8211; oltre ad una responsabilit\u00e0 istituzionale, c\u2019\u00e8 sempre una forte responsabilit\u00e0 individuale e personale. Nessuno pu\u00f2 cercare giustificazioni in norme o istruzioni \u201cingiuste\u201d. Certe volte, rifiutare di fare il proprio dovere in modo zelante significa semplicemente fare del bene.\u00a0 Certe volte, violare le regole \u201cingiuste\u201d fa del bene.\u00a0<\/p>\n<p>In questo senso, vi racconto una storia che potrebbe essere intitolata il \u201cfalso diplomatico\u201d. E\u2019 la storia di Giorgio Perlasca, originario di Como, che si era trasferito nel 1942 in Ungheria, dove faceva affari rappresentando un esportatore italiano. Dopo l\u2019invasione tedesca dell\u2019Ungheria, Perlasca fu mandato in un campo di detenzione, ma riuscito a fuggire, ritorn\u00f2 a Budapest dove trov\u00f2 rifugio nell\u2019Ambasciata spagnola. A quel tempo, il Partito fascista ungherese era salito al potere e aveva instaurato un regime del terrore. Le Organizzazioni internazionali e le Ambasciate cercarono di aiutare gli ebrei fornendo loro documenti di protezione e assegnando loro \u201ccase protette\u201d.<\/p>\n<p>Ma poi la situazione degener\u00f2 e nel dicembre 1944 l\u2019Ambasciatore spagnolo lasci\u00f2 definitivamente l\u2019Ungheria, abbandonando anche i sigilli ufficiali dell\u2019Ambasciata. Perlasca decise di agire. Fingendosi un funzionario spagnolo, distribu\u00ec lettere di protezione, negozi\u00f2 con le autorit\u00e0 ungheresi e si rec\u00f2 personalmente nelle prigioni per far rilasciare ebrei. Sfrutt\u00f2 intelligentemente la sua falsa identit\u00e0 per cacciare gli squadroni del Partito fascista ungherese fuori dalle \u201ccase protette\u201d. Per me, questo \u201cfalso diplomatico\u201d \u00e8 un grandissimo diplomatico e ha meritato l\u2019alto riconoscimento di \u201cGiusto fra le Nazioni\u201d da parte dello Yad Vashem, l&#8217;Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele.<\/p>\n<p>La storia di Nujeen e quella di Perlasca ci parlano dell\u2019odio verso la diversit\u00e0 e del grande male dell\u2019indifferenza. Ma sono anche e soprattutto storie positive che ci ispirano, perch\u00e9 ci dicono che vale la pena &#8211; sempre &#8211; seguire la nostra coscienza, il nostro \u201csenso del giusto\u201d. Ci\u00f2 che ispir\u00f2 le Nazioni Unite, esattamente 70 anni fa, ad approvare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Rispetto per la diversit\u00e0, ascolto della propria coscienza e agire con responsabilit\u00e0 \u00e8 quello che mi sento oggi di consigliarvi, sia per le simulazioni che affronterete, sia per il vostro futuro in diplomazia o in qualsiasi altra attivit\u00e0 lavorativa che perseguirete. E sono certo che cos\u00ec troverete il modo per affermarvi. Da parte mia, vi auguro ogni successo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Farnesina, 2 febbraio 2018 (Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Presidente Corbino, (Associazione Diplomatici) Cari amici e cari studenti, E\u2019 un grandissimo piacere accogliervi qui, alla Farnesina, nella \u201ccasa\u201d della diplomazia italiana. 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