{"id":22072,"date":"2018-01-11T12:22:04","date_gmt":"2018-01-11T11:22:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/01\/intervento-del-ministro-alfano_2\/"},"modified":"2018-01-11T12:22:04","modified_gmt":"2018-01-11T11:22:04","slug":"intervento-del-ministro-alfano_2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2018\/01\/intervento-del-ministro-alfano_2\/","title":{"rendered":"Intervento del ministro Alfano al Consiglio Permanente dell\u2019OSCE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Segretario Generale,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signore e Signori Rappresentanti Permanenti,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono molto felice di intervenire oggi al Consiglio Permanente dell\u2019OSCE per presentare le linee programmatiche della Presidenza italiana nel 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ringraziamento speciale va alla Presidenza austriaca &#8211; al Cancelliere Sebastian Kurz e alla collega Karin Kneissl &#8211;\u00a0 per l\u2019eccellente lavoro compiuto nell\u2019anno che si \u00e8 appena chiuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo lieti di raccogliere il testimone dagli amici austriaci per proseguire nel medesimo impegno, con grande determinazione, consapevoli delle responsabilit\u00e0 e delle sfide che ci attendono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo, siamo sicuri di poter contare sul sostegno di tutti gli Stati Partecipanti e dei Paesi Partner per continuare ad ampliare, insieme, l\u2019orizzonte della cooperazione, con una crescente dose di fiducia reciproca e un dialogo sempre pi\u00f9 profondo ed intenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<i>Dialogue, Ownership, Responsibility<\/i>\u201d \u00e8 il motto che abbiamo scelto per la nostra Presidenza. Sono gli ingredienti che riteniamo fondamentali per rilanciare lo spirito di Helsinki nella sua formulazione pi\u00f9 autentica. Quello spirito che il Primo Ministro italiano dell\u2019epoca, Aldo Moro, defin\u00ec <i>\u201cpunto di passaggio verso il futuro\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, confrontandoci senza ritrosie con la realt\u00e0, il nostro principale banco di prova \u00e8 la ricerca di una soluzione alla crisi ucraina. Provocazioni reciproche hanno generato un clima che rischia di compromettere le misure di <i>confidence building<\/i> finora adottate dalle Parti. Un segnale negativo, in questo senso, \u00e8 il congelamento delle attivit\u00e0 del <i>Joint Center for Control and Coordination (JCCC). <\/i>Mentre, fra le poche eccezioni positive, c\u2019\u00e8 stato lo scambio di prigionieri del 27 dicembre, che consideriamo un gesto umanitario significativo. Naturalmente, il nostro auspicio \u00e8 che possa contribuire a favorire un\u2019inversione di tendenza, incoraggiando nuovi passi verso la piena applicazione degli Accordi di Minsk.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo sempre fatto in passato, sosterremo con tutte le nostre energie la Missione Speciale di Monitoraggio in Ucraina. Il suo lavoro &#8211; spesso in difficilissime condizioni di sicurezza &#8211; \u00e8 cruciale per impedire una nuova e pericolosa <i>escalation <\/i>della crisi. Per questo, riteniamo che in primo luogo vada garantita la sicurezza degli osservatori, i quali devono essere messi in condizione di svolgere il proprio mandato e le proprie funzioni con il minor rischio possibile. Sia su questo punto, sia su come accrescere la volont\u00e0 politica delle Parti <i>vis-\u00e0-vis<\/i> la Missione, vorremmo stimolare una pi\u00f9 approfondita riflessione interna dell\u2019OSCE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni sostengono che il destino stesso dell\u2019OSCE sia legato a quello della Missione Speciale di Monitoraggio in Ucraina. \u00c8 forse un\u2019affermazione volutamente enfatizzata. Ma sicuramente il ruolo della Missione \u00e8 un <i>test<\/i> fondamentale per la credibilit\u00e0 della nostra Organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo inoltre convinti che sia importante intensificare gli sforzi negoziali nel quadro del Formato Normandia e del Gruppo Trilaterale di Contatto. In quest\u2019ultimo ambito, per esempio, \u00e8 vitale riavviare le discussioni in materia umanitaria, favorendo l\u2019accesso nelle aree di conflitto alle organizzazioni umanitarie e alle ONG impegnate in programmi di assistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 mia intenzione effettuare una missione in Ucraina e nella Federazione Russa dal 30 gennaio al 1 febbraio. Per cui, considero le discussioni di oggi utili alla preparazione di questa missione e vi ringrazio in anticipo per le vostre osservazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardando oltre la crisi ucraina, la nostra attenzione rimarr\u00e0 alta e inalterata su tutti i principali conflitti protratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Transnistria, il 2017 si \u00e8 concluso con una dinamica positiva e incoraggiante, grazie al raggiungimento di significative intese, a cominciare da quella per la riapertura &#8211; dopo lunghi anni &#8211; del ponte sul fiume Nistro. Questi sviluppi ci indicano che questo potrebbe essere un momento cruciale per la risoluzione della crisi. Il mio apprezzamento va alle Parti e agli attori del formato \u201c5+2\u201d. Ma vorrei anche assicurarvi che l\u2019Italia proseguir\u00e0 su questo tracciato per cercare di compiere ulteriori passi in avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla Georgia, sosterremo le discussioni internazionali di Ginevra e siamo pronti a favorire il dialogo anche con iniziative informali, ove ne ricorrano i presupposti. Mentre sul Nagorno-Karabakh appoggeremo il lavoro dei Co-Presidenti del Gruppo di Minsk per una soluzione definitiva e condivisa del conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente, intendiamo dare maggiore centralit\u00e0 alle molteplici sfide provenienti dal Mediterraneo. Si tratta di rivitalizzare un\u2019intuizione che fu dei nostri padri fondatori, i quali riconobbero, gi\u00e0 nell\u2019Atto Finale di Helsinki, l\u2019indivisibilit\u00e0 della sicurezza euro-mediterranea e il fatto che la dimensione mediterranea fosse complementare e non alternativa a quella euro-asiatica. L\u2019una rafforza l\u2019altra. Visto su un planisfero il Mediterraneo sembra un lago. Ma la partita che si gioca in questo piccolo mare non \u00e8 regionale. E\u2019 globale. Buona parte della sicurezza e della prosperit\u00e0 mondiali dipendono dalle dinamiche mediterranee. E quindi anche dalla capacit\u00e0 dell\u2019OSCE e dei suoi Paesi membri di dialogare proficuamente e di cooperare intensamente con i Paesi Partner della sponda Sud del Mediterraneo.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo abbiamo voluto che la nostra Presidenza dell\u2019OSCE fosse anticipata dalla Conferenza Mediterranea di Palermo (24-25 ottobre) e dall\u2019irradiarsi dello \u201cSpirito di Palermo\u201d: ovvero dalla capacit\u00e0 di costruire un autentico partenariato tra i 57 Paesi dell\u2019OSCE e i Paesi del Mediterraneo, in particolare su tre elementi cruciali:\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Pi\u00f9 dialogo politico, fondato su responsabilit\u00e0 condivisa e solidariet\u00e0 diffusa in relazione a tutte le nostre principali sfide comuni; 2. pi\u00f9 concrete collaborazioni a livello di sicurezza, per il controllo delle rotte migratorie, anche alla luce del rischio del possibile rientro in Europa dei <i>Foreign Fighters<\/i>, dopo la sconfitta militare di Daesh in Iraq e in Siria; 3. pi\u00f9 investimenti anche in cultura, per ridurre la pericolosa faglia apertasi nel Mediterraneo, nella quale proliferano fanatismo, estremismo violento e terrorismo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il valore aggiunto del Partenariato mediterraneo sta nella ricerca della \u201ccooperazione pratica\u201d, riscoprendo la vocazione dell\u2019Organizzazione come piattaforma multilaterale plurale ed inclusiva; e la sua funzione di costruttrice di ponti. Se lo \u201cspirito di Helsinki\u201d, 40 anni fa, ispir\u00f2 il riavvicinamento fra Est e Ovest del mondo in un periodo di guerra fredda. Lo \u201cspirito di Palermo\u201d, oggi, alimenta e rafforza il dialogo per la pace e per la sicurezza nel Mediterraneo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa crisi migratoria sarebbe irrisolvibile senza la pi\u00f9 ampia condivisione di responsabilit\u00e0 e di solidariet\u00e0 internazionali. Perch\u00e9, come sappiamo, \u00e8 un fenomeno globale destinato a durare per molti anni e che potr\u00e0 essere gestito soltanto attraverso il pi\u00f9 autentico spirito multilaterale, tendendo la mano verso i nostri Partner mediterranei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affrontare il tema dell\u2019immigrazione significa anche gestire l\u2019integrazione. Su questo <i>volet<\/i> intendiamo mantenere una stretta collaborazione con l\u2019Alto Commissario OSCE per le minoranze nazionali, l\u2019Ambasciatore Lamberto Zannier. E \u2013 naturalmente \u2013 con la Presidenza slovacca che ci \u00e8 succeduta alla guida del Gruppo di Contatto Mediterraneo, alla quale formulo sin d\u2019ora gli auguri di pieno successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caro Segretario Generale,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari Rappresentanti Permanenti,\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Presidenza italiana non risparmier\u00e0 alcuno sforzo per rafforzare le tre dimensioni su cui si fonda il concetto di \u201csicurezza comprensiva\u201d della nostra Organizzazione, in costante dialogo con tutti voi, con l\u2019Assemblea Parlamentare e con le Istituzioni Autonome. Ma ricordo, al contempo, che per perseguire obiettivi concreti e duraturi \u00e8 necessario il contributo responsabile di tutti gli Stati Partecipanti. Per poter funzionare, l\u2019OSCE deve poter disporre di risorse adeguate, certe e prevedibili, che possono essere garantite solo da una tempestiva approvazione del Bilancio unificato 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella dimensione politico-militare, contiamo sulla volont\u00e0 politica degli Stati Partecipanti di perseguire con determinazione un rilancio della logica della sicurezza cooperativa. E\u2019 nostro dovere riaffermare gli strumenti di sicurezza cooperativa per ridurre al minimo i rischi di fraintendimenti, alimentando fiducia, trasparenza, prevedibilit\u00e0 e moderazione; con l\u2019obiettivo di conseguire risultati concreti anche nel campo del controllo degli armamenti convenzionali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Presidenza italiana far\u00e0 inoltre del suo meglio per dare nuovo impulso al dialogo strutturato, che a distanza di un anno dal suo avvio ha gi\u00e0 conseguito un risultato importante: ovvero la capacit\u00e0 di mantenere una interlocuzione franca e di sostanza anche su temi controversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dedicheremo poi particolare attenzione alle minacce transnazionali, un ambito in cui l\u2019approfondimento della collaborazione con i Partner, mediterranei e asiatici, \u00e8 cruciale: dalla lotta al terrorismo; alla radicalizzazione, con <i>focus<\/i> sul contrasto all\u2019uso di <i>internet<\/i> da parte dei gruppi terroristici; alla sicurezza cibernetica; e al contrasto ai traffici illeciti <i>(di armi, di droghe, di beni culturali, di rifiuti pericolosi e anche di fauna selvatica).<\/i> Attribuiamo la massima importanza all&#8217;individuazione e all&#8217;indebolimento dei legami tra terrorismo e attivit\u00e0 criminali. Vogliamo promuovere un approccio olistico alla lotta contro il terrorismo, che implica la protezione dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali, nonch\u00e9 l\u2019investimento nell&#8217;istruzione e nella cultura, con grande attenzione verso le donne e i giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lotteremo anche contro la corruzione in tutte le sue forme. Perch\u00e9 la corruzione corrode lo stato di diritto e &#8211; minando il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini &#8211; minaccia la democrazia e la sicurezza; nonch\u00e9 la stabilit\u00e0 e la competitivit\u00e0 del sistema economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella dimensione economico-ambientale, puntiamo a rafforzare il dialogo su crescita, innovazione, capitale umano, buon governo e transizione energetica verde. Il filo conduttore che lega le nostre iniziative \u00e8 sintetizzato nell\u2019obiettivo, per noi prioritario, di <i>\u201cRidurre il divario di disuguaglianza attraverso una leadership responsabile\u201d<\/i>, perch\u00e9 consideriamo la questione delle disuguaglianze al cuore dello sviluppo equo e sostenibile.\u00a0 Per esempio, ci dedicheremo all&#8217;attuazione del Piano d&#8217;azione sulla parit\u00e0 di genere dell&#8217;OSCE e a rafforzare il nostro impegno per combattere tutte le forme di violenza contro le donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane, infine, la dimensione umana. La nostra storia comune ci ha insegnato che il rispetto dei diritti, delle libert\u00e0 fondamentali e dello stato di diritto sono principi legati in maniera inscindibile alla nostra sicurezza. La tutela della dignit\u00e0 umana \u00e8 il nostro pi\u00f9 grande bene comune. E cos\u00ec vorremmo proporre agli Stati Partecipanti di dare maggiore attenzione, nel 2018, al contrasto al traffico di essere umani e alla tutela dei diritti delle vittime, soprattutto donne, bambini e minori non accompagnati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ugualmente, intendiamo dedicare maggiori sforzi al contrasto ad ogni forma di razzismo, xenofobia, discriminazione e intolleranza. Non \u00e8 un caso che uno dei primi, importanti appuntamenti del nostro calendario sar\u00e0 la Conferenza internazionale sulla lotta all\u2019antisemitismo nell\u2019area OSCE <i>(Roma, 29 gennaio).<\/i> Confido quindi nella pi\u00f9 ampia partecipazione dei vostri Paesi a questo evento. Se i diritti fondamentali sono protetti attraverso il sistema legale e nella vita di tutti i giorni, senza eccezioni e senza discriminazioni, si afferma lo stato di diritto e la sicurezza \u00e8 garantita. Se non esiste tale protezione, i conflitti si moltiplicano e pu\u00f2 sorgere instabilit\u00e0 sociale e politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Segretario Generale,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signore e Signori Rappresentanti Permanenti,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia \u00e8 orgogliosa di assumere la Presidenza 2018 e di iniziare il lavoro con tutti voi, Rappresentanti dei Paesi Partecipanti e dei Partner. Crediamo nel successo dell\u2019OSCE, perch\u00e9 in questa Organizzazione siamo uniti da una storia comune; da un impulso comune di pace rispetto ad ogni minaccia; e da un profondo desiderio di cooperazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, il mio auspicio \u00e8 che questo profondo e prezioso legame di unit\u00e0 tra tutti gli Stati Partecipanti ci aiuti a consolidare, quest\u2019anno, il nostro impegno comune per la stabilit\u00e0 e per la sicurezza del nostro grande spazio di libert\u00e0 dell\u2019OSCE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consentitemi di concludere augurando ancora a tutti un felice anno nuovo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Signor Segretario Generale, Signore e Signori Rappresentanti Permanenti, Sono molto felice di intervenire oggi al Consiglio Permanente dell\u2019OSCE per presentare le linee programmatiche della Presidenza italiana nel 2018. 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