{"id":22078,"date":"2017-12-15T15:54:22","date_gmt":"2017-12-15T14:54:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/12\/discorso-dell-on-ministro-alla_17\/"},"modified":"2017-12-15T15:54:22","modified_gmt":"2017-12-15T14:54:22","slug":"discorso-dell-on-ministro-alla_17","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/12\/discorso-dell-on-ministro-alla_17\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro alla VIII Conferenza Italia, America Latina e Caraibi"},"content":{"rendered":"<p>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Colleghi Ministri, Vice Ministri e Sottosegretari,<\/p>\n<p>Onorevoli parlamentari,<\/p>\n<p>Signori Ambasciatori e Rappresentanti di Organismi Internazionali,<\/p>\n<p>Gentili Delegati,<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>\u00c8 per me un grandissimo onore aprire i lavori dell\u2019Ottava Conferenza Italia, America Latina e Caraibi. Vorrei rivolgere a tutti il mio pi\u00f9 caloroso benvenuto a Roma e qui alla Farnesina.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una storia, in particolare, che ci lega. Era il 15 agosto 1805 e, durante un breve soggiorno a Roma, Sim\u00f3n Bol\u00edvar percorreva la via Nomentana. A un certo punto, fu accompagnato dal suo amico e maestro Sim\u00f3n Rodr\u00edguez sul Monte Sacro, una collina a pochi chilometri a nord-est di Roma, dove gli raccontarono che nell\u2019Antica Roma (nel 494 a.C), su quella collina, la plebe romana inizi\u00f2 la rivolta contro il potere dei patrizi. Quella rivolta port\u00f2 all\u2019istituzione dei tribuni della plebe, degli edili plebei e di una assemblea rappresentativa: il concilium plebis.<\/p>\n<p>Questi fatti storici colpirono cos\u00ec tanto Sim\u00f3n Bol\u00edvar che quella stessa sera pronunci\u00f2 dal Monte Sacro il famoso giuramento che ispir\u00f2 la sua campagna per l\u2019indipendenza dell\u2019America Latina.<\/p>\n<p>Sul piano pi\u00f9 personale, mi fa piacere ricordare che uno dei miei primissimi impegni alla Farnesina &#8211; esattamente un anno fa &#8211; fu la Conferenza internazionale sulla cooperazione italo-latinoamericana nei settori della giustizia e della sicurezza (16 dicembre), nel quadro delle celebrazioni del 50\u00b0 anniversario dell\u2019Istituto Italo-Latino Americano.<\/p>\n<p>Non esito a dire che l\u2019IILA \u00e8 la nostra \u201ccasa comune\u201d qui a Roma, dove coltiviamo insieme quella \u201clatinit\u00e0\u201d che ci unisce in una visione comune del mondo. In un mondo globale in cui la lingua franca \u00e8 diventata l\u2019inglese e la cultura del consumismo ha omologato tante societ\u00e0, noi \u2013 popoli latini \u2013 abbiamo tante specificit\u00e0 da tutelare e promuovere, che si fondano su radici, religione e cultura comuni. La nostra \u201clatinit\u00e0\u201d \u00e8 una \u201ccarta d\u2019identit\u00e0\u201d; un \u201cpassaporto\u201d che dobbiamo mostrare con orgoglio nel mondo e sempre difendere.\u00a0 \u00a0<\/p>\n<p>E non posso che prendere atto con favore dell\u2019attenzione che il Parlamento sta prestando all\u2019IILA, in sede di esame di Legge di Bilancio, dove \u00e8 stato approvato dal Senato un emendamento per stanziare un finanziamento integrativo di 500mila euro. Il che consentirebbe all\u2019IILA di avere il 30% in pi\u00f9 rispetto allo stanziamento originario per il 2018, di oltre 1 milione 700mila euro.<\/p>\n<p>Venendo ai lavori di oggi, vorrei esprimere la mia pi\u00f9 profonda gratitudine a tutte le persone che in questa sala hanno contribuito all\u2019organizzazione di questo grande evento. Fin dai primi incontri organizzativi, assieme all\u2019IILA, avevamo auspicato un programma di taglio concreto e operativo.<\/p>\n<p>Il titolo prescelto \u00e8 indicativo del nostro piano d\u2019azione: \u201cObiettivi e proposte per crescere insieme\u201d. E abbiamo dato particolare priorit\u00e0 a due questioni: 1) l\u2019investimento nelle reti energetiche; 2) il contrasto alla corruzione come fattore di crescita.<\/p>\n<p>Gli obiettivi concreti di questa Conferenza si inseriscono in un quadro pi\u00f9 generale delle relazioni fra Italia, America Latina e Caraibi. In particolare, vorrei sottolineare due linee direttrici:<\/p>\n<ol>\n<li>\u00a0 Il rafforzamento della nostra amicizia \u201cspeciale\u201d, facendo leva sulla comunit\u00e0 italiana in America Latina e nei Caraibi e sulle comunit\u00e0 latinoamericane e caraibiche in Italia. Questo \u00e8 il nostro \u201ccapitale umano\u201d.<\/li>\n<li>\u00a0 Il rafforzamento della cooperazione economica ed industriale, grazie al ruolo propulsivo delle nostre piccole, medie e grandi imprese. Il nostro \u201ccapitale produttivo\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Sull\u2019amicizia \u201cspeciale\u201d, ricordo che quello tra Italia, America Latina e Caraibi \u00e8 un legame sedimentatosi con il succedersi di intere generazioni. La presenza italiana in America Latina e nei Carabi &#8211; quasi 50 milioni di discendenti italiani di cui 2 milioni con passaporto italiano &#8211; e quella latinoamericana e caraibica in Italia hanno alimentato nel tempo un prezioso flusso di idee, di contatti e di cultura dal valore inestimabile. In molti casi non si tratta pi\u00f9 di scelte di vita, ma di professionalit\u00e0 in costante movimento, pronte a cogliere le straordinarie opportunit\u00e0 offerte da tutti e due i \u201clati\u201d.<\/p>\n<p>Quindi, vorrei sfruttare questa occasione per assicurare la massima attenzione e apertura italiana verso tutte quelle iniziative volte a migliorare i servizi offerti dalla nostra rete diplomatico-consolare nei Paesi latinoamericani e caraibici. Come, ad esempio, l\u2019assunzione di 100 nuovi contrattisti e 150 impiegati di ruolo che ho fortemente voluto nella Legge di Bilancio al Parlamento; e che in buona parte saranno assegnati nelle sedi latinoamericane e caraibiche.\u00a0<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, non caler\u00e0 la nostra sensibilit\u00e0 verso quelle popolazioni che vivono situazioni di disagio. Penso, in questo momento, al Venezuela, \u201cPaese fratello\u201d dove 140.000 italiani stanno affrontando, assieme ad altri cittadini, un periodo difficile. L\u2019Italia resta convinta che la soluzione a queste difficolt\u00e0 attuali sia possibile solo attraverso un dialogo franco e costruttivo tra venezuelani di governo e opposizione. Quindi, auspichiamo che la nuova tornata di dialogo, prevista il 15 dicembre a Santo Domingo, possa segnare dei progressi verso risultati concreti ed efficaci.<\/p>\n<p>Sapete pure che l\u2019Italia e l\u2019Unione Europea hanno adottato sanzioni nei confronti del Venezuela. Tali misure sono volutamente reversibili, flessibili e modificabili in base all\u2019evolversi degli eventi. Abbiano come unico scopo quello di incoraggiare un dialogo sostanziale, tramite gesti che creino un clima di fiducia.<\/p>\n<p>Sulla seconda linea direttrice &#8211; le relazioni economiche tra Italia e America Latina e Caraibi &#8211;\u00a0ricordo che l\u2019interscambio ha superato i 20 miliardi di euro all\u2019anno (20,9 miliardi nel 2016). Operano in America Latina e nei Caraibi quasi 3000 imprese italiane, che costituiscono una parte significativa del nostro comune tessuto economico-industriale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo che dobbiamo perseguire \u00e8 di andare oltre la dimensione puramente commerciale e dare nuovo slancio alla collaborazione industriale, agli investimenti nei settori infrastrutturali ed energetico, e all\u2019innovazione tecnologica. Io sono ottimista perch\u00e9 da tempo ormai \u00e8 in corso uno straordinario risveglio economico.<\/p>\n<p>In tantissimi Paesi dell\u2019America Latina e dei Caraibi sono state perseguite &#8211; con coraggio e determinazione &#8211; riforme per rispondere alle sfide sociali che la globalizzazione ci impone, ottenendo risultati considerevoli in termini di crescita.<\/p>\n<p>Anche in Italia abbiamo compiuto importanti riforme in questi anni, per difenderci dalla pi\u00f9 grande crisi economica in Europa del dopoguerra. Secondo le previsioni, il PIL italiano aumenter\u00e0 del 1,5% nel 2017 e nell\u2019ultimo trimestre c\u2019\u00e8 stata un\u2019accelerazione del 1,8% (dati Istat; rispetto allo stesso trimestre del 2016). Oggi, tutti gli indicatori pi\u00f9 importanti hanno un segno \u201cpi\u00f9\u201d: pi\u00f9 occupazione, pi\u00f9 produzione industriale, pi\u00f9 export e pi\u00f9 investimenti. C\u2019\u00e8 stato anche un balzo nell\u2019attrattivit\u00e0 dell\u2019Italia per gli investimenti esteri. In termini finanziari, siamo passati dai 19 miliardi di euro di investimenti attratti nel 2015, ai 29 miliardi nel 2016.<\/p>\n<p>Ma la vera grande sfida \u00e8 puntare &#8211; insieme &#8211; su una crescita economica di qualit\u00e0: vale a dire una crescita che sappia tener conto dell\u2019impatto dell\u2019economia sulla vita degli individui, delle famiglie, del ceto medio, dei giovani e delle donne in condizioni di parit\u00e0, in base a criteri di inclusivit\u00e0 e di sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p>La lezione di Amintore Fanfani, uno dei padri fondatori dell\u2019IILA, \u00e8 ancora estremamente attuale: quella di resistere alle mode del tempo e di perseguire una via intermedia tra uno sfrenato capitalismo e un asfissiante monopolio statale dei mezzi di produzione. Una terza via, come la definirono alcuni, fortemente ispirata alla dottrina sociale della Chiesa, secondo cui il progresso economico non pu\u00f2 mai prescindere dal rispetto dei valori etici e non pu\u00f2 essere quindi fondato sullo sfruttamento e sulla prevaricazione.\u00a0<\/p>\n<p>Si tratta di quel capitalismo sociale che ha anche ispirato i padri fondatori dell\u2019Unione Europea e che ha posto l\u2019individuo al centro del sistema economico.<\/p>\n<p>Partendo da queste premesse, l\u2019obiettivo \u00e8 quindi quello rimuovere i tanti ostacoli che impediscono all\u2019individuo di realizzarsi come persona. Disuguaglianze, rendite di posizione, barriere alla mobilit\u00e0 sociale creano le condizioni per classi sociali rigide e contrapposte. \u00a0Dobbiamo riuscire a ridurre le diseguaglianze ed evitare che ancora nel Terzo Millennio resti attuale una dicotomia tra plebei e patrizi, come quella che ispir\u00f2 la missione di Sim\u00f3n Bol\u00edvar.<\/p>\n<p>Noi, invece, crediamo che sia possibile rafforzare il debole senza indebolire il forte, creando le condizioni per la diffusione della ricchezza senza impoverire i pi\u00f9 abbienti, contrastare le sperequazioni con la buona amministrazione, il rispetto della legalit\u00e0 e il merito, la sicurezza e la crescita.<\/p>\n<p>In questa visione mi sono sempre ritrovato. E cerco quotidianamente di metterla in pratica nell\u2019azione del Ministero degli Esteri e della diplomazia italiana. La chiave sta sempre nella nostra capacit\u00e0 di coniugare spinta ideale e approccio realistico; la propensione ad affrontare le questioni pi\u00f9 complesse con pragmatico entusiasmo; una fondamentale qualit\u00e0 per proporre anche oggi soluzioni innovative &#8211; ma realistiche &#8211; per il nostro futuro.<\/p>\n<p>Faccio l\u2019esempio del libero commercio, sempre pi\u00f9 sotto attacco dai venti del protezionismo. Perch\u00e9 difendere un\u2019economia di mercato aperta e il libero commercio internazionale &#8211; per tutti noi &#8211; \u00a0significa difendere tanto la crescita quanto gli ideali di libert\u00e0. Non si pu\u00f2 essere per la limitazione della libert\u00e0 di commercio e &#8211; allo stesso tempo &#8211; sostenere le libert\u00e0 economiche pi\u00f9 generali, cos\u00ec come le libert\u00e0 del pensiero, delle idee e delle discussioni. Una libert\u00e0 \u00e8 legata all\u2019altra.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una sfida comune, di Italia, America Latina e Carabi, in tanti contesti: dal G20 all\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio. Proprio oggi si svolge a Buenos Aires la Ministeriale dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio e colgo quindi l\u2019occasione per augurare alla Presidenza argentina il massimo successo.<\/p>\n<p>Sono altrettanto convinto che per difendere questi ideali con pragmatismo sia vitale continuare ad alimentare le spinte integrative delle nostre economie. Quello che hanno fatto l\u2019America Latina e i Carabi con diverse iniziative, negli anni, per avvicinare le loro economie. Quello che ha fatto l\u2019Italia attraverso il progetto dell\u2019Unione Europea; ancora oggi il pi\u00f9 riuscito progetto di pace e di prosperit\u00e0 al mondo.<\/p>\n<p>Dobbiamo allora continuare a guardare ad un futuro in cui l\u2019America Latina, i Carabi e l\u2019Unione Europea siano legati assieme in una grande area di benessere e prosperit\u00e0. E\u2019 con questo obiettivo che l\u2019Italia sta mettendo tutta la spinta possibile per giungere ad una rapida conclusione dell\u2019Accordo UE-MERCOSUR; cercando di fare sponda nei Paesi dell\u2019America Latina per vincere le pulsioni protezionistiche anche all\u2019interno del blocco UE. Perch\u00e9 solo cos\u00ec creeremo maggiore benessere e prosperit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Come ho gi\u00e0 detto, io sono ottimista. Perch\u00e9 \u2026<\/p>\n<p>Quando all\u2019origine c\u2019\u00e8 una storia comune e un\u2019identit\u00e0 comune\u2026<\/p>\n<p>Quando c\u2019\u00e8 sintonia di vedute e di pensiero . . .<\/p>\n<p>Quando c\u2019\u00e8 un\u2019amicizia cos\u00ec forte come la nostra\u2026<\/p>\n<p>. . . si possono fare grandi cose insieme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Colleghi Ministri, Vice Ministri e Sottosegretari, Onorevoli parlamentari, Signori Ambasciatori e Rappresentanti di Organismi Internazionali, Gentili Delegati, Signore e Signori, \u00c8 per me un grandissimo onore aprire i lavori dell\u2019Ottava Conferenza Italia, America Latina e Caraibi. 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