{"id":22082,"date":"2017-12-05T10:38:05","date_gmt":"2017-12-05T09:38:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/12\/saluto-finale-dell-on-ministro\/"},"modified":"2017-12-05T10:38:05","modified_gmt":"2017-12-05T09:38:05","slug":"saluto-finale-dell-on-ministro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/12\/saluto-finale-dell-on-ministro\/","title":{"rendered":"Saluto finale dell\u2019On. Ministro ai Rome Med Dialogues"},"content":{"rendered":"<p>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Signor Presidente Emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano<\/p>\n<p>Presidente Gentiloni,<\/p>\n<p>Colleghi Ministri,<\/p>\n<p>Onorevoli Deputati e Senatori,<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>Sono stati tre giorni intensi. Il tempo assieme \u00e8 volato e siamo gi\u00e0 alla fase conclusiva della III edizione dei <i>Med Dialogues<\/i>. Una iniziativa che nasce da una felice intuizione &#8211; ci tengo molto a ricordarlo qui &#8211; del Presidente Gentiloni quando era alla guida della Farnesina. \u00c8 lui il padre fondatore di questo grande evento. E ringrazio anche molto l\u2019ISPI e tutta la squadra della Farnesina per l\u2019eccezionale organizzazione.<\/p>\n<p>Queste tre giornate e l\u2019alta partecipazione politica e accademica hanno confermato che i <i>Med Dialogues<\/i> sono l\u2019appuntamento internazionale pi\u00f9 significativo di riflessione strategica sul Mediterraneo.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 hanno partecipato i rappresentanti di 56 Paesi;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 45 fra Capi di Stato, Primi Ministri, Ministri degli Esteri e Alti Rappresentanti delle Organizzazioni internazionali;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 complessivamente, 800 personalit\u00e0 del mondo politico, degli affari, della cultura e della societ\u00e0 civile del Mediterraneo;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e ben 80 <i>t<\/i><i>hink tanks<\/i>, per approfondimenti ed analisi.<\/p>\n<p>Mi spiace non aver potuto assistere a tutti i <i>panel<\/i>, in quanto ho avuto una lunga serie di colloqui bilaterali, ma ho chiesto ai miei collaboratori di fornirmi un resoconto dettagliato che legger\u00f2 con grandissima attenzione.<\/p>\n<p>Vorrei sottolineare, in particolare, due punti che riflettono secondo me il forte valore aggiunto di questi tre giorni.<\/p>\n<p>In primo luogo, in questo momento di crisi nel Mediterraneo, di visioni fortemente divergenti, se non addirittura polarizzate, abbiamo voluto dare la parola a tutti i protagonisti della politica estera della regione. Lo abbiamo fatto nella consapevolezza che il pluralismo &#8211; che noi come Italia promuoviamo nel Mediterraneo &#8211; non pu\u00f2 prescindere dalla pi\u00f9 ampia pluralit\u00e0 di vedute, anche quando sono contrapposte.<\/p>\n<p>Abbiamo assistito in questi giorni a varie discussioni, talvolta anche intense, e siamo contenti di questo risultato perch\u00e9 il presupposto per dialogare non pu\u00f2 che essere quello di \u201cmettersi in discussione\u201d. E riteniamo di aver sostenuto questo dialogo costruttivo anche grazie all\u2019attitudine dell\u2019Italia all\u2019ascolto rispettoso dell\u2019altro e a una capacit\u00e0 di mediazione favorita dalla nostra storia di non-ingerenza negli affari interni degli altri.<\/p>\n<p>Non ci facciamo illusioni. Quando le crisi sono cos\u00ec profonde e difficili, le soluzioni non sono mai a portata di mano. Ma il negoziato, anche quando si protrae a lungo, \u00e8 di per s\u00e9 un valore fondamentale. Preferiamo i colloqui e le parole, agli scontri violenti e ai proiettili.<\/p>\n<p>Il secondo punto sul quale vorrei riflettere, dopo tre giorni di dibattitti, \u00e8 che non vi \u00e8 dubbio che, per collocazione geografica, l\u2019Italia abbia subito un forte e immediato impatto delle onde di instabilit\u00e0 politica, sociale ed economica provocate dalle tempeste nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Ma credo anche di poter dire, come ci \u00e8 stato riconosciuto da pi\u00f9 interlocutori, che l\u2019Italia abbia affrontato queste crisi in maniera dignitosa ed onorevole, e sempre nel rispetto dei diritti fondamentali.<\/p>\n<p>E, aggiungo, che l\u2019Italia \u00e8 diventata oggi un Paese pi\u00f9 responsabile. \u00c8 \u00a0un risultato, questo, ottenuto con una linea politica seria che ha rifiutato le illusorie sirene dei populisti; e che non ha mai cercato di strumentalizzare le difficolt\u00e0 del vicino per diffondere paura tra gli italiani, nel tentativo di accaparrare facili consensi.<\/p>\n<p>Del resto, Roma nasce dalla storia di un profugo: Enea, che scappa dalla guerra di Troia e inizia qui, in queste terre, la stirpe di Romolo, fondatore di Roma. \u00c8 ancora un simbolo del nostro tempo, perch\u00e9 Enea compie il suo viaggio, attraverso il Mediterraneo, non solo per salvare la sua vita e quella della sua famiglia, ma anche per mettere in salvo la sua cultura e le sue radici e per preservare la sua identit\u00e0.<\/p>\n<p>E nel giro di alcune generazioni, da quella fuga, \u00e8 poi germogliato un futuro di prosperit\u00e0 e di benessere, di cui noi siamo gli eredi. \u00a0\u00a0<\/p>\n<p>La storia di Enea ci insegna che ogni crisi crea nuove opportunit\u00e0. E in questi <i>Med Dialogues<\/i> abbiamo dato spazio tanto alle sfide, quanto alle opportunit\u00e0, promuovendo un\u2019Agenda Positiva per il Mediterraneo.<\/p>\n<p>Uno dei tasti sui quali ho battuto &#8211; durante quest\u2019anno di mandato alla Farnesina &#8211; \u00e8 che il Mediterraneo \u201cunisce\u201d l\u2019Europa all\u2019Africa, continente nel quale \u00e8 stato in missione il Presidente del Consiglio nei giorni scorsi. Il Mediterraneo \u00e8 una piattaforma di connettivit\u00e0 globale, fra l\u2019Europa, l\u2019Africa e il mondo: \u00a0di connettivit\u00e0 logistica, pensate al raddoppio del Canale di Suez e alla \u201cVia della Seta\u201d cinese; di connettivit\u00e0 energetica, pensate alle scoperte di gas nel Mediterraneo orientale; e di connettivit\u00e0 culturale, pensate alla necessit\u00e0 di ritrovare il filo del dialogo &#8211; in uno scenario post-Daesh &#8211; a difesa del patrimonio culturale e del pluralismo politico e religioso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come gli Stati Uniti e il Canada hanno trainato la crescita e lo sviluppo dell\u2019America centrale e meridionale\u2026<\/p>\n<p>\u2026cos\u00ec come la Cina e il Giappone hanno trainato la crescita e lo\u00a0 sviluppo del Sud Est asiatico\u2026<\/p>\n<p>\u2026\u00e8 ora che l\u2019Europa investa senza paura nel Mediterraneo e da l\u00ec verso l\u2019Africa, perch\u00e9 il ritorno di crescita e di sviluppo sar\u00e0 enorme. \u00a0<\/p>\n<p>Si parla spesso dell\u2019importanza del commercio ed \u00e8 effettivamente cos\u00ec: la difesa del libero commercio \u00e8 una priorit\u00e0 condivisa fra le nostre due sponde. Tanto pi\u00f9 che la nostra civilt\u00e0 e la nostra attitudine al negoziato nascono negli <i>empori<\/i> fenici, dove i nostri antenati hanno imparato che il commercio genera non solo crescita ma anche stabilit\u00e0: perch\u00e9 dove passano le merci non passano gli eserciti.<\/p>\n<p>Ma, come diceva De Gasperi, non si pu\u00f2 essere per la libert\u00e0 di commercio o per la libert\u00e0 in genere delle comunicazioni economiche ed essere contro la libert\u00e0 delle comunicazioni del pensiero, delle idee, delle discussioni. Una libert\u00e0 \u00e8 legata all\u2019altra.<\/p>\n<p>Sarebbe tuttavia riduttivo guardare ai nostri rapporti, fra il nord e il sud del Mediterraneo, in un\u2019ottica puramente di <i>export.<\/i> Ad esempio, pensate al fatto che oggi nel Mediterraneo allargato ci sono oltre 150.000 studenti di italiano e sono in vigore 1022 accordi fra universit\u00e0. \u00c8 un patrimonio culturale e scientifico che abbiamo voluto riaffermare e rilanciare con la firma di un\u2019intesa tra Italia, Tunisia, Algeria, Egitto, Libano e Libia per promuovere un grande \u201cErasmus del Mediterraneo\u201d, che avvicini sempre di pi\u00f9 le due sponde dell\u2019Europa e dell\u2019Africa.<\/p>\n<p>Gli scambi culturali favoriscono la conoscenza reciproca, ci aiutano a superare l\u2019indifferenza e a sconfiggere i pregiudizi. E in questo senso la cultura \u00e8 anche il presupposto per sviluppare un grande flusso di investimenti fra l\u2019Italia e l\u2019Africa, attraverso il Mediterraneo.<\/p>\n<p>Per anni si \u00e8 parlato di un \u201cPiano Marshall per l\u2019Africa\u201d e dell\u2019Italia come \u201cponte ideale nel Mediterraneo\u201d fra l\u2019Europa e l\u2019Africa. Sono concetti che &#8211; per evitare di ripetere meri slogan &#8211; necessitano per\u00f2 di essere sviluppati su basi concrete. Tanto pi\u00f9 che noi Mediterranei abbiamo un approccio realistico.<\/p>\n<p>Servono appunto programmi pragmatici per avvicinare le due sponde del Mediterraneo, lavorando passo dopo passo, progetto dopo progetto. \u00a0E dopo tanti progetti reali, sono sicuro che avremo alimentato un processo irreversibile, che andr\u00e0 oltre la retorica e che render\u00e0 ineluttabile il nostro destino comune nel Mediterraneo. Oggi, mi sento di dire, con questi <i>Med Dialogues<\/i>, abbiamo fatto un passo in avanti nella giusta direzione.<\/p>\n<p>Grazie mille, e ora invito ad intervenire il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Signor Presidente Emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano Presidente Gentiloni, Colleghi Ministri, Onorevoli Deputati e Senatori, Signore e Signori, Sono stati tre giorni intensi. Il tempo assieme \u00e8 volato e siamo gi\u00e0 alla fase conclusiva della III edizione dei Med Dialogues. 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