{"id":22102,"date":"2017-10-27T17:05:46","date_gmt":"2017-10-27T15:05:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/10\/discorso-dell-on-ministro-per-l_1\/"},"modified":"2017-10-27T17:05:46","modified_gmt":"2017-10-27T15:05:46","slug":"discorso-dell-on-ministro-per-l_1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/10\/discorso-dell-on-ministro-per-l_1\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro per l\u2019evento \u201cGiovani, identit\u00e0 comunitarie e libert\u00e0 religiosa nel Mediterraneo\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Palermo, 23 ottobre 2017<br \/><em>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/em><\/p>\n<p>Sindaco Leoluca Orlando,<\/p>\n<p>Presidente Salvatore Martinez,<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>E\u2019 per me una grandissima gioia intervenire davanti a tanti giovani. Desidero innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo importante evento:<\/p>\n<p>-la Rete Italiana per il Dialogo Euro-Mediterraneo (RIDE-APS-Fondazione Anna Lindh);<\/p>\n<p>-l\u2019Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libert\u00e0 religiosa;<\/p>\n<p>-l\u2019Universit\u00e0 LUMSA.\u00a0<\/p>\n<p>(OSCE)<\/p>\n<p>Come sapete, durante questi due giorni, Palermo ospita pi\u00f9 di 30 Rappresentanti di Governo (Ministri, Vice Ministri, Sottosegretari)\u00a0 e\u00a0 quasi\u00a0 300 delegati dell\u2019OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa).<\/p>\n<p>Con i suoi 57 Stati Membri &#8211; dell\u2019Europa, dell\u2019Asia e del Nord America &#8211; l\u2019OSCE \u00e8 la pi\u00f9 grande organizzazione di sicurezza regionale al mondo. Il suo mandato si estende su un\u2019area che va da Vancouver a Vladivostok e che include oltre un miliardo di persone.<\/p>\n<p>Sono due giorni intensissimi di lavoro per rafforzare il dialogo dell\u2019OSCE con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, su sfide comuni e prioritarie: dalla lotta al terrorismo alla crisi migratoria.<\/p>\n<p>L\u2019Italia agisce per avvicinare le due sponde del Mediterraneo, geograficamente vicine, ma ancora troppo distanti politicamente. Vogliamo costruire con il dialogo, con la cultura e con la promozione della libert\u00e0 religiosa, le campate ideali sulle quali realizzare un pi\u00f9 solido ponte diplomatico fra l\u2019Europa e la sponda Sud del Mediterraneo. \u00a0<\/p>\n<p>Oltre all\u2019impegno di presiedere la Conferenza dell\u2019OSCE, ho in agenda numerosi incontri bilaterali e nella mattinata ho inaugurato un ambizioso Programma culturale per il Mediterraneo con ben 500 eventi programmati nell\u2019arco 2018. Anno in cui Palermo sar\u00e0 anche la \u201cCapitale italiana della Cultura\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante tutti questi impegni, quando mi hanno proposto di intervenire a questa Conferenza su \u201cGiovani, identit\u00e0 comunitarie e libert\u00e0 religiosa nel Mediterraneo\u201d, ho accettato molto volentieri.<\/p>\n<p>Ho accettato nella consapevolezza che la sicurezza e la stabilit\u00e0 del Mediterraneo \u2013 obiettivi strategici dell\u2019OSCE \u2013 non possono realizzarsi senza un investimento nei giovani; e senza azioni di tutela e di promozione delle libert\u00e0 fondamentali, in primis della libert\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 religiosa \u00e8 principio essenziale di convivenza umana e un aspetto fondamentale delle relazioni fra Stati. La sua negazione mette in pericolo i diritti pi\u00f9 elementari di ogni persona; e se l\u2019aggressione \u00e8 perpetrata contro intere comunit\u00e0, si innesca una spirale perversa che mette in pericolo la sicurezza e la pace tra Stati.<\/p>\n<p>Difendere la libert\u00e0 religiosa significa allora salvaguardare l\u2019essenza del diritto, fondato su quelle libert\u00e0 che ci garantiscono pace, sicurezza e prosperit\u00e0: se le libert\u00e0 religiose sono protette nell\u2019ordinamento giuridico, come nella vita quotidiana, si potr\u00e0 affermare lo stato di diritto e garantire la sicurezza; se tale protezione \u00e8 disattesa, la conseguenza \u00e8 il moltiplicarsi di conflitti e il perpetrarsi dell\u2019instabilit\u00e0 sociale e politica.<\/p>\n<p>Come ha osservato il Santo Padre: la libert\u00e0 religiosa, recepita nelle costituzioni e nelle leggi e tradotta in comportamenti coerenti, favorisce lo sviluppo di rapporti di mutuo rispetto tra le diverse Confessioni e, al contempo, una loro sana collaborazione con lo Stato e con la societ\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Quindi la libert\u00e0 religiosa deve essere parte integrante della politica estera, in quanto favorisce la cooperazione fra Stati.<\/p>\n<p>Eppure, la libert\u00e0 religiosa nel senso di \u201cdiritto alla preghiera\u201d nasce con l\u2019umanit\u00e0, prima ancora della formazione degli Stati. Si tratta di un elemento innato della nostra identit\u00e0, di un diritto naturale, che gli Stati non devono concedere, ma riconoscere come elemento fondante dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019individuo e della sua appartenenza alla comunit\u00e0 di cui fa parte.<\/p>\n<p>Per questo, rifiuto con forza l\u2019opinione di coloro che sono per la libert\u00e0 di credo purch\u00e9 \u201cnon si veda\u201d e purch\u00e9 sia \u201cpraticata dentro le mura di casa\u201d. E\u2019 la negazione dei principi democratici e liberali. Ogni persona deve avere il diritto di esprimere liberamente il proprio credo, non solo attraverso il culto, ma anche attraverso la partecipazione alla vita della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Quindi, la fede \u00e8 identit\u00e0 che alimenta lo spirito di comunit\u00e0. E vorrei aggiungere che il dialogo \u00e8 pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 proficuo, fra religioni e civilt\u00e0 diverse, quando si parte da piattaforme identitarie ben consolidate. Una forte identit\u00e0 non \u00e8 da ostacolo al dialogo &#8211; non \u00e8 strumento di prevaricazione dell\u2019identit\u00e0 altrui &#8211; ma anzi rafforza le ragioni stesse del dialogo.<\/p>\n<p>Palermo \u00e8 il perfetto esempio. Il suo Emblema \u00e8 la Lapide Quadrilingue: una stele custodita nel Palazzo della Zisa, risalente al 1149, che riporta in ebraico, in latino, in greco e in arabo i diversi sistemi di datazione del mondo. Quell\u2019emblema dimostra il rispetto per tutte le religioni e tutti i popoli che allora abitavano in Sicilia. Anticamente, anche le strade del centro di Palermo erano indicate nelle lingue delle diverse comunit\u00e0. Sono simboli tangibili della convivenza e della tolleranza tra popoli e religioni con identit\u00e0 ben definite e ben radicate, che a Palermo hanno saputo dialogare.<\/p>\n<p>Spirito di dialogo tra comunit\u00e0 di religioni diverse, nel rispetto e nella comprensione reciproca, deve ispirare e forgiare la politica estera di questo terzo millennio. Perch\u00e9 anche se viviamo in un mondo digitale, tecnologico, e di comunicazione ad alta velocit\u00e0, le minacce pi\u00f9 gravi restano quelle che provengono da un arcaico odio settario e da coloro i quali invocano Dio per giustificare stragi e uccisioni di civili inermi.<\/p>\n<p>E\u2019 vitale allora separare chi prega da chi spara. Dobbiamo estirpare le radici da cui trae alimento la furia distruttiva di chi, lungi dal professare una fede, intende piuttosto prendere in ostaggio una religione. Anche perch\u00e9, come sanno le persone di buona volont\u00e0, Dio \u00e8 amore e pace; e non si pu\u00f2 mai giustificare l\u2019odio provocato dal terrore.<\/p>\n<p>Rivolgo in particolare un pensiero all\u2019Iraq, dove la furia dell\u2019Isis ha decimato la popolazione cristiana. Nella Piana di Ninive, se prima del 2003 la popolazione cristiana era maggioritaria, oggi conta meno del 20% sul totale della popolazione. Ora, finalmente, l\u2019Isis \u00e8 sconfitto in quelle terre, ma i dividendi della pace e della riconciliazione non si percepiranno fino a quando non rinascer\u00e0 un dialogo fra cristiani, yazidi, shabak, turcomanni e curdi. Nel confronto rispettoso di tutte le componenti etnico-religiose possono rinascere un\u2019identit\u00e0 e una nazione irachena pi\u00f9 solide di prima. \u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Con questo spirito inclusivo, ho avviato, in questi mesi alla Farnesina, nuove iniziative con l\u2019obiettivo di mettere la diplomazia al servizio della libert\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p>Abbiamo deciso di istituire l&#8217;Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libert\u00e0 religiosa, presieduto dal Prof. Salvatore Martinez. E&#8217; stato ideato come uno strumento di monitoraggio e di early-warning di violazioni e discriminazioni.<\/p>\n<p>L\u2019Osservatorio ci sta gi\u00e0 segnalando, in collaborazione con le nostre Ambasciate, i casi pi\u00f9 significativi e le situazioni pi\u00f9 critiche. E nel quadro della sua attivit\u00e0 di dialogo ha avviato incontri con la Lega Musulmana Mondiale (Segretario Generale Al Issa), con i Caldei (Patriarca di Babilonia dei Caldei Louis Rapha\u00ebl I Sako), con i Copti (Patriarca di Alessandria dei Copti Mons. Ibrahim Isaac Sidrak) e con gli Ind\u00f9 (guru induista Dada P. J. Vaswani).<\/p>\n<p>Ricordo poi l\u2019Accademia Europea delle Religioni, promossa dalla Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna, diretta dal Prof. Alberto Melloni, a cui abbiamo dato il Patrocinio della Farnesina.<\/p>\n<p>Sono anche felice di poter annunciare la creazione &#8211; proprio qui a Palermo &#8211; di una Biblioteca e di un centro di ricerca dedicati alla storia e alle dottrine dell\u2019Islam. \u00c8 un\u2019iniziativa nata dalla collaborazione tra la Fondazione per le Scienze Religiose di Bologna e l\u2019Arcidiocesi di Palermo (dal Padre Arcivescovo Lorefice). Mi hanno detto che potrebbe essere dedicata a Giorgio La Pira, siciliano innamorato del dialogo. Le parole di La Pira rimangono molto attuali ancora oggi. Chiamava infatti il Mediterraneo \u201cil grande Lago di Tiberiade\u201d. E\u2019 un mare piccolo, un lago, dove ancora una volta si giocano i destini del mondo, i destini di pace, di sicurezza e di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Per questo, dato che il nostro destino \u00e8 nel Mediterraneo, confidiamo anche sul rilancio della Rete Italiana per il Dialogo Euro-Mediterraneo, di cui il nuovo capofila in Italia \u00e8 la Fondazione Anna Lindh, diretta dal Dott. Enrico Molinaro.<\/p>\n<p>Ho fiducia in tutte queste magnifiche espressioni della nostra societ\u00e0 e ho tantissima fiducia in voi giovani: nella vostra grande capacit\u00e0 di sognare, ideare, progettare, e costruire un futuro migliore;\u00a0<\/p>\n<p>promuovendo quella cultura del dialogo e della convivenza di cui la comunit\u00e0 internazionale ha &#8211; oggi pi\u00f9 che mai &#8211; bisogno vitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Palermo, 23 ottobre 2017(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Sindaco Leoluca Orlando, Presidente Salvatore Martinez, Signore e Signori, E\u2019 per me una grandissima gioia intervenire davanti a tanti giovani. 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