{"id":22104,"date":"2017-10-27T17:03:01","date_gmt":"2017-10-27T15:03:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/10\/discorso-dell-on-ministro-di-apertura\/"},"modified":"2017-10-27T17:03:01","modified_gmt":"2017-10-27T15:03:01","slug":"discorso-dell-on-ministro-di-apertura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/10\/discorso-dell-on-ministro-di-apertura\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro di Apertura della Sessione di Alto Livello della Conferenza Mediterranea OSCE di Palermo"},"content":{"rendered":"<p>Palermo, 24 ottobre 2017<br \/><em>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/em><\/p>\n<p>Signor Presidente,<i><\/i><\/p>\n<p>Signor Segretario Generale,<\/p>\n<p>Cari Colleghi dei Paesi OSCE e dei Paesi Partner del Mediterraneo,<\/p>\n<p>Ministro Siyala, nostro invitato speciale e rappresentante di un Paese, la Libia, candidata allo status di Partner.\u00a0<\/p>\n<p>Rivolgo un caloroso benvenuto a tutti voi. Sono lieto per la vostra numerosa partecipazione. Oggi &#8211; mi si dice &#8211; abbiamo gi\u00e0 battuto un record. Per la prima volta, alla Conferenza Mediterranea dell\u2019OSCE, sono presenti pi\u00f9 di 30 Rappresentanti di Governo, fra Ministri, Vice Ministri e Sottosegretari. Credo che questo sia da attribuire allo spirito accogliente di Palermo e anche all\u2019interesse e grande attualit\u00e0 del tema dei lavori.<\/p>\n<p>Il 20 luglio, a Vienna, ho illustrato al Consiglio Permanente dell\u2019OSCE le priorit\u00e0 della Presidenza italiana nel 2018. L\u2019ho fatto con la convinzione che l\u2019OSCE abbia un ruolo importante da giocare nella ricerca di soluzioni comuni a sfide condivise.<\/p>\n<p>Vorrei ribadire oggi due punti centrali fra le priorit\u00e0 italiane:<\/p>\n<p>Primo, la ricerca di una soluzione alla crisi ucraina e ai conflitti congelati nell\u2019area OSCE. Lo faremo in continuit\u00e0 con gli sforzi delle Presidenze che ci hanno preceduto, in particolare la Presidenza austriaca, che ringrazio per il lavoro compiuto.<\/p>\n<p>Secondo, una maggiore attenzione dell\u2019OSCE alle sfide provenienti dal Mediterraneo. Nella consapevolezza che la dimensione della sicurezza del Mediterraneo sia complementare, non certo alternativa, a quella euro-asiatica dell&#8217;OSCE.<\/p>\n<p>Fra le tante sfide, abbiamo scelto la crisi migratoria come tema trasversale di questa Conferenza di Palermo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 soltanto un problema mediterraneo. Nel Mediterraneo abbiamo visto soltanto la \u201cpunta dell\u2019<i>iceberg\u201d<\/i> di un \u201cesodo\u201d di proporzioni bibliche: le migrazioni a livello globale coinvolgono 244 milioni di persone <i>(dati OIM del 2015)<\/i>. E le migrazioni forzate <i>(rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni)<\/i> hanno raggiunto un picco di 65,6 milioni di persone <i>(dati UNHCR del 2016).<\/i><\/p>\n<p>Visto su un planisfero il Mediterraneo sembra un lago. Ma la partita che si gioca in questo piccolo mare non \u00e8 regionale. E\u2019 globale. Buona parte della sicurezza e della prosperit\u00e0 mondiale dipendono dalle dinamiche mediterranee. E anche dalla capacit\u00e0 dell\u2019OSCE e dei suoi Paesi membri di dialogare proficuamente e di cooperare intensamente con i Paesi Partner del Mediterraneo. \u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Geograficamente, le sponde del Mediterraneo sembrano vicinissime, ma politicamente sono ancora troppo lontane. Questa distanza ha alimentato una pericolosa faglia, nella quale hanno proliferato fanatismo, estremismo violento e terrorismo. Se non riduciamo presto queste fratture, con la cooperazione fra di noi, si rischia di aprirsi un abisso nel quale la nostra stessa sicurezza, la convivenza civile e tollerante delle nostre societ\u00e0 e il rispetto delle libert\u00e0 fondamentali, potrebbero sprofondare.<\/p>\n<p>Occorre, allora, costruire un genuino partenariato con i Paesi del Mediterraneo. Alimentare la fiducia reciproca \u00e8 il modo migliore per non farsi influenzare dalla \u201cretorica della paura\u201d, utilizzata irresponsabilmente da estremisti e populisti.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha agito con responsabilit\u00e0 di fronte a questa sfida. In un mondo in cui non esiste il rischio zero, abbiamo coniugato sicurezza e solidariet\u00e0, rigore e umanit\u00e0. Abbiamo dimostrato che \u00e8 possibile salvare vite umane, accogliere persone disperate, e che nello stesso tempo si pu\u00f2 essere severi nei confronti di coloro che disprezzano i nostri valori.<\/p>\n<p>Sono convinto che \u201cresponsabilit\u00e0\u201d e \u201csolidariet\u00e0\u201d siano, allora, i principi chiave con i quali la comunit\u00e0 internazionale deve rispondere alla crisi migratoria. Perch\u00e9 nessun Paese &#8211; da solo &#8211; \u00e8 in grado di fronteggiare questa situazione di instabilit\u00e0 nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che, oggi, il controllo delle rotte migratorie assume un connotato di sicurezza maggiore rispetto al passato. Pensate solo al rischio posto dal possibile rientro dei <i>Foreign Fighters<\/i>, dopo la sconfitta militare di Daesh in Iraq e la liberazione di Raqqa in Siria. \u00a0<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che l\u2019azione dell\u2019OSCE \u00e8 complementare agli Stati e alle altre Organizzazioni internazionali impegnate a fronteggiare la crisi migratoria, come l\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni <i>(OIM)<\/i>, l\u2019Agenzia ONU per i Rifugiati <i>(UNHCR)<\/i> e la stessa Unione Europea. Del resto, questo principio di complementariet\u00e0 \u00e8 sancito nella Decisione adottata nel dicembre 2016 dal Consiglio Ministeriale di Amburgo.<\/p>\n<p>L\u2019OSCE ha anche competenze uniche in questo ambito: dal 2003 \u00e8 attiva nella lotta al traffico di esseri umani; e grazie a questa azione, l\u2019anno scorso, abbiamo inaugurato corsi di formazione specializzati presso il Centro di Eccellenza CoESPU di Vicenza, organizzati dai Carabinieri italiani.<\/p>\n<p>E\u2019 il tema della Prima Sessione. E anche qui c\u2019\u00e8 un imperativo di sicurezza: perch\u00e9 \u00e8 nel nostro interesse annientare il modello d\u2019affari dei trafficanti di esseri umani: gli \u201cagenti di viaggio della morte\u201d.\u00a0\u00a0 E perch\u00e9 \u00e8 ormai provato che molti di questi introiti finanziano organizzazioni criminali e terroristiche.<\/p>\n<p>Proprio per questo, ieri, ho firmato un Accordo con l\u2019Ambasciatore Fedotov, Direttore dell\u2019Ufficio ONU sulla Droga e il Crimine <i>(UNODC),<\/i> per destinare 2,7 milioni di euro a favore di 2 progetti per rafforzare le capacit\u00e0 di contrasto al traffico dei migranti nei Paesi dell\u2019Africa occidentale, orientale e settentrionale.<\/p>\n<p>E siccome l\u2019altra principale fonte di guadagno per le organizzazioni criminali \u00e8 il traffico di droga, abbiamo previsto un evento sulla lotta al narcotraffico, che sar\u00e0 presieduto dal Procuratore italiano Gratteri, e dallo stesso Ambasciatore Fedotov <i>(UNODC).<\/i>\u00a0<\/p>\n<p>La Seconda Sessione, che si terr\u00e0 stasera, sar\u00e0 dedicata agli aspetti positivi dei flussi migratori. L\u2019accoglienza e l\u2019integrazione portano concreti benefici economici. Le comunit\u00e0 di migranti &#8211; bene accolte e bene integrate &#8211; diventano un ponte di dialogo e di scambio tra il Paese d\u2019origine e quello d\u2019accoglienza. Arricchiscono la qualit\u00e0 dei rapporti bilaterali fra governi.<\/p>\n<p>La Terza ed ultima Sessione, sempre legata al tema migratorio, riguarder\u00e0 la lotta all\u2019intolleranza, alla xenofobia, al razzismo e alla discriminazione religiosa. Apprezziamo il lavoro dell\u2019OSCE in questo campo, specialmente attraverso i Rapporti periodici dell\u2019Ufficio di Varsavia <i>(ODIHR)<\/i> sul rispetto dei diritti umani.<\/p>\n<p>Questi Rapporti hanno tuttavia messo in evidenza che negli ultimi anni c\u2019\u00e8 stata una recrudescenza di comportamenti di intolleranza e di discriminazione, che alimentano la violenza. Comportamenti ai quali ci opponiamo in nome dei valori che ci uniscono in questa Organizzazione. E che ci spingono a dire che: non possiamo essere tolleranti con l\u2019intolleranza.<\/p>\n<p>Ieri, durante due eventi ai quali ho partecipato qui a Palermo &#8211; uno sulla cooperazione culturale nel Mediterranea, l\u2019altro sulla tutela della libert\u00e0 religiosa sempre nel Mediterraneo &#8211; ho ricordato ai giovani lo \u201cSpirito di Palermo\u201d. E\u2019 visibile nell\u2019Emblema di questa Citt\u00e0 &#8211;\u00a0 la Lapide Quadrilingue &#8211; una stele custodita nel Palazzo della Zisa risalente al 1149, che riporta in ebraico, in latino, in greco e in arabo i diversi sistemi di datazione del mondo. Quell\u2019emblema dimostra il rispetto per tutti i popoli e tutte le religioni, che ha da sempre caratterizzato la Sicilia e i siciliani. E\u2019 un simbolo tangibile della convivenza e della tolleranza tra popoli e religioni.<\/p>\n<p>E\u2019 quello che possiamo chiamare lo \u201cSpirito di Palermo\u201d.<\/p>\n<p>Come sapete, lo \u201cSpirito di Helsinki\u201d, oltre 40 anni fa, ispir\u00f2 il riavvicinamento fra l\u2019Est e l\u2019Ovest del mondo in un periodo di fortissime contrapposizioni.<\/p>\n<p>Mi auguro, di cuore, che lo \u201cSpirito di Palermo\u201d &#8211; alimentato dal dialogo e dalla comprensione reciproca &#8211; possa irradiarsi nel Mediterraneo. E rafforzare, sempre di pi\u00f9, la nostra Partnership Mediterranea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Palermo, 24 ottobre 2017(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Signor Presidente, Signor Segretario Generale, Cari Colleghi dei Paesi OSCE e dei Paesi Partner del Mediterraneo, Ministro Siyala, nostro invitato speciale e rappresentante di un Paese, la Libia, candidata allo status di Partner.\u00a0 Rivolgo un caloroso benvenuto a tutti voi. 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