{"id":22107,"date":"2017-10-27T16:59:18","date_gmt":"2017-10-27T14:59:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/10\/discorso-dell-on-ministro-alla_13\/"},"modified":"2017-10-27T16:59:18","modified_gmt":"2017-10-27T14:59:18","slug":"discorso-dell-on-ministro-alla_13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/10\/discorso-dell-on-ministro-alla_13\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro alla Presentazione del Programma \u201cItalia, Culture, Mediterraneo\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Palermo, 23 ottobre 2017<br \/><em>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/em><\/p>\n<p>Ministro Khemaies Jhinaoui,<\/p>\n<p>Sindaco Leoluca Orlando,<\/p>\n<p>Autorit\u00e0, gentili ospiti, signore e signori,<\/p>\n<p>In questi due giorni Palermo assume una centralit\u00e0 unica nel dibattitto sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo.<\/p>\n<p>Con i suoi 57 Stati Membri &#8211; dell\u2019Europa, dell\u2019Asia e del Nord America &#8211; l\u2019OSCE \u00e8 la pi\u00f9 grande organizzazione di sicurezza regionale al mondo. L\u2019OSCE si estende per un\u2019area che va da Vancouver a Vladivostok e che include oltre un miliardo di persone.<\/p>\n<p>La Conferenza Mediterranea dell\u2019OSCE &#8211; che presieder\u00f2 fra poche ore \u2013 coinvolger\u00e0 pi\u00f9 di 30 Rappresentanti di Governo (Ministri, Vice Ministri, Sottosegretari)\u00a0 e\u00a0 quasi\u00a0 300 delegati. L\u2019obiettivo, qui in Sicilia, \u00e8 di intensificare il dialogo con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, su sfide comuni e prioritarie: dalla lotta al terrorismo alla crisi migratoria.<\/p>\n<p>Quando abbiamo deciso di organizzare la Conferenza dell\u2019OSCE qui a Palermo, ci siamo resi conto che avevamo un\u2019opportunit\u00e0 straordinaria per associare alla discussione sulla sicurezza una proposta di programma culturale nel Mediterraneo. E ricordo che Palermo sar\u00e0 la \u201cCapitale italiana della Cultura\u201d nel 2018.<\/p>\n<p>Partiamo infatti da una convinzione: non ci possono essere stabilit\u00e0, sicurezza e pace, senza valori condivisi e il rispetto della cultura del vicino.<\/p>\n<p>A questo proposito, Palermo svolge un ruolo simbolico. Palermo, lo dico con orgoglio da siciliano, \u00e8 stata arricchita nei secoli da tutte le grandi civilt\u00e0 mediterranee: dai fenici agli ebrei, dai greci ai romani, dagli arabi ai normanni, dai francesi agli spagnoli. Questa citt\u00e0 ha assorbito e elaborato le culture di diversi popoli con i quali \u00e8 venuta in contatto.<\/p>\n<p>Queste storie stratificate le potete vedere anche nell\u2019architettura di Palermo e nel suo favoloso centro storico, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell\u2019Umanit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 questo lo \u201cSpirito di Palermo\u201d: il sincretismo fra le diverse culture del Mediterraneo, che fa di quella siciliana una societ\u00e0 aperta, disponibile al dialogo e incline alla comprensione dell\u2019altro. Questo spirito ispira la nostra strategia nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Abbiamo allora deciso di presentare qui a Palermo un ambizioso Programma culturale &#8211; \u201cItalia, Culture, Mediterraneo\u201d \u2013 perch\u00e9 crediamo, al di l\u00e0 della retorica, che le due sponde del Mediterraneo siano geograficamente vicine, ma ancora troppo distanti sul piano della comprensione reciproca e della capacit\u00e0 di cogliere insieme le enormi potenzialit\u00e0 di una pi\u00f9 stretta collaborazione.<\/p>\n<p>Siamo convinti che l\u2019investimento in cultura sia fondamentale per ridurre quella pericolosa faglia che si \u00e8 aperta nel Mediterraneo e nella quale hanno proliferato il fanatismo, l\u2019estremismo violento, il terrorismo e il populismo. Se non arginiamo questa frattura, con una buona dose di valori condivisi, si rischia di creare un abisso nel Mediterraneo, nel quale finiranno per essere inghiottite: convivenza civile, diritti e libert\u00e0. \u00a0<\/p>\n<p>In questa strategia, riteniamo che la Tunisia sia il nostro interlocutore privilegiato e imprescindibile. Del resto, non deve sorprendere la piena sintonia fra la Sicilia e la Tunisia. Non solo per la loro vicinanza geografica, ma anche perch\u00e9 hanno condiviso pi\u00f9 di un millennio di storia insieme: dai secoli fenici, ai secoli romani, fino al periodo arabo della Sicilia e alle pi\u00f9 recenti storie di immigrazione e integrazione di tunisini in Sicilia e di siciliani in Tunisia. Anche questo Palazzo dei Normanni ha nelle sue fondamenta stratificazioni di origine cartaginese.<\/p>\n<p>Oggi la Tunisia \u00e8 un esempio straordinario di come una leadership lungimirante e coraggiosa abbia tratto il Paese dall\u2019orlo di un baratro della guerra civile e lo abbia avviato su un percorso di riforme di portata storica. Lo ha dimostrato con provvedimenti dal profondo valore culturale, come l\u2019abolizione del divieto per le donne musulmane di sposare uomini di confessione non islamica. E\u2019 una decisione che abbiamo accolto con grande favore e di cui intendo dare pubblicamente merito al Presidente Essebsi, tramite il qui presente Ministro Jhinaoui. La democrazia tunisina \u00e8 una perla del Mediterraneo. Una perla che dobbiamo salvaguardare e proteggere insieme. L\u2019Italia \u00e8 al fianco del Governo tunisino e lo sostiene in questo slancio riformatore, essenziale per contrastare gli estremisti.<\/p>\n<p>Fateci caso: gli integralisti di ogni religione e di ogni latitudine hanno spesso in comune il rifiuto ossessivo della diversit\u00e0. Spesso i fondamentalisti non accettano il rapporto di pari dignit\u00e0 con le donne, che essi vorrebbero segregate, emarginate e discriminate. Ma se non si ricorda che le donne rappresentano la met\u00e0 della nostra societ\u00e0; se non si accetta la diversit\u00e0; se non si rispetta chi \u00e8 pi\u00f9 vulnerabile; allora si rigettano anche i presupposti di pace, stabilit\u00e0 e sviluppo.<\/p>\n<p>Per evitare questo concreto rischio, fomentato in Europa dalla retorica demagogica di populisti e xenofobi, dobbiamo investire in cultura e nei giovani. Questo \u00e8 quello che vogliamo fare con il Programma \u201cItalia, Culture, Mediterraneo\u201d che presentiamo oggi.<\/p>\n<p>Arte e cultura sono le fortezze che ci difendono dal pensiero retrogrado del fanatismo, troppo spesso sotto attacco dall\u2019ideologia estremista. Come il vile attentato al Museo del Bardo, in cui perirono anche quattro italiani. Lo ricordo con commozione e ringrazio il Direttore del Museo del Bardo, Moncef Ben Moussa, per essere qui con noi.<\/p>\n<p>Quindi, quello odierno \u00e8 un evento s\u00ec culturale, ma anche eminentemente politico: intendiamo infatti valorizzare il ruolo della cultura per sviluppare un\u2019identit\u00e0 mediterranea che sia rispettosa della multiformit\u00e0 delle nostre societ\u00e0, che promuova la diversit\u00e0 e che favorisca cos\u00ec le condizioni di sicurezza nel Mediterraneo. \u00a0<\/p>\n<p>Lo vogliamo fare con gli strumenti della lingua, dell\u2019arte, del cinema, della musica, dell\u2019editoria, del design, della moda, della cucina. E poi anche: delle scienze, delle tecnologie, dell\u2019archeologia, della blue economy e della sostenibilit\u00e0. Le iniziative sono tantissime. Ne cito solo alcune, tra le oltre 500 programmate.<\/p>\n<p>La presenza, tra i relatori di oggi, del Direttore della Societ\u00e0 Dante Alighieri Alessandro Masi conferma l\u2019importanza che daremo alla promozione della lingua italiana nei Paesi del Mediterraneo.<\/p>\n<p>La Giornata del design italiano (ad inizio marzo) includer\u00e0\u00a0 iniziative nei Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente.<\/p>\n<p>E poi puntiamo alla collaborazione con la Triennale di Milano: saluto Silvana Annicchiarico, Direttrice del Museo del Design della Triennale, qui presente.<\/p>\n<p>Anche la Settimana della cucina italiana, avr\u00e0 un accento particolare sui Paesi dell\u2019area mediterranea.<\/p>\n<p>La moda e il cinema saranno anch\u2019essi centrali. Ringrazio il Presidente dell\u2019Istituto Luce, Roberto Cicutto, e il Direttore Artistico della Milano Fashion Week, Davide Rampello, per aver accolto il nostro invito a realizzare iniziative insieme.<\/p>\n<p>L\u2019artista Daniela Papadia, anche lei presente oggi, realizzer\u00e0 il progetto \u201cFilo dell\u2019Alleanza\u201d: tessitrici di diverse nazionalit\u00e0 del Mediterraneo comporranno un arazzo, come ideale rappresentazione del genoma umano.<\/p>\n<p>Il Teatro Piccolo di Milano proporr\u00e0 grandi capolavori goldoniani in collaborazione con compagnie teatrali tunisine, algerine e turche. Ringrazio il Direttore Sergio Escobar per aver ideato questo progetto artistico.<\/p>\n<p>Hanno aderito al Programma alcuni dei volti pi\u00f9 noti del panorama musicale italiano, come Stefano Bollani ed Eugenio Bennato, che porteranno la loro musica in una tourn\u00e9e mediterranea.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Orchestra di Piazza Vittorio, simbolo di integrazione e collaborazione tra artisti di diverse nazionalit\u00e0 e culture, dar\u00e0 il suo contributo.<\/p>\n<p>Puntiamo anche sull\u2019arte: il MAXXI, il cui Direttore Bartolomeo Pietromarchi \u00e8 qui presente, ha ideato una mostra sul rapporto tra arte classica e contemporanea, e sul dialogo tra artisti delle due sponde del Mediterraneo.<\/p>\n<p>E poi ricordo il progetto \u201cSindrome di Ulisse\u201d, curato da Massimo Torrigiani, che ripercorre il viaggio di Ulisse da Troia a Itaca.<\/p>\n<p>In cantiere abbiamo anche una mostra fotografica di Mimmo Jodice \u201cMediterraneo\u201d, in collaborazione con il MART di Rovereto. E abbiamo ideato un progetto fotografico sui siti del patrimonio UNESCO nel Mediterraneo, che sar\u00e0 realizzato da giovani artisti emergenti.<\/p>\n<p>Rimango sul tema dei giovani, perch\u00e9 sono sempre pi\u00f9 convinto che dovremmo dare priorit\u00e0 assoluta ai programmi di mobilit\u00e0 studentesca da e verso i nostri partner del Mediterraneo. Mi piace immaginare un grande \u201cErasmus del Mediterraneo\u201d, che fornisca nuove possibilit\u00e0 di studio e condivisione ai nostri studenti universitari. \u00a0<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di un\u2019Europa che definisca e plasmi la sua identit\u00e0 investendo nei giovani del Mediterraneo, nelle loro idee, nei loro interessi e progetti, e nelle loro speranze. Aiutando i giovani a studiare, a conoscere la diversit\u00e0 delle nostre culture e a ripudiare le <i>fake news <\/i>dei populisti, potremo realizzare un enorme spazio aperto di giustizia, diritti e libert\u00e0. In questo modo avremo inoculato nelle nuove generazioni gli anticorpi per contrastare estremisti violenti e terroristi. E cos\u00ec facendo avremo investito nella sicurezza attuale e futura.<\/p>\n<p>La Sicilia \u00e8 luogo pi\u00f9 adatto a forgiare e a valorizzare questa identit\u00e0 mediterranea, fondata sui giovani, sulle culture e sulla ricchezza della diversit\u00e0. E sul rispetto della donna e della parit\u00e0 di genere. Ringrazio a questo proposito le scrittrici Simonetta Agnello Hornby e Maissa Bey per aver accolto il nostro invito. Le pagine dei loro libri parlano spesso di donne e di Mediterraneo, e dell\u2019importanza delle loro conquiste di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Questa identit\u00e0 mediterranea aiuterebbe a rafforzare la stessa identit\u00e0 europea: \u00a0quella di un\u2019Europa che ha sempre avuto la sua anima e il suo destino nel Mediterraneo; di un\u2019Europa che nel Mediterraneo trover\u00e0 sempre la chiave della sua prosperit\u00e0 e sicurezza.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il messaggio che inviamo oggi da Palermo e dalla Sicilia. E che &#8211; nel corso del 2018 &#8211; si irradier\u00e0 nel Mediterraneo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Palermo, 23 ottobre 2017(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Ministro Khemaies Jhinaoui, Sindaco Leoluca Orlando, Autorit\u00e0, gentili ospiti, signore e signori, In questi due giorni Palermo assume una centralit\u00e0 unica nel dibattitto sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo. 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