{"id":22112,"date":"2017-10-13T11:25:06","date_gmt":"2017-10-13T09:25:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/10\/discorso-dell-on-ministro-al-xv\/"},"modified":"2017-10-13T11:25:06","modified_gmt":"2017-10-13T09:25:06","slug":"discorso-dell-on-ministro-al-xv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/10\/discorso-dell-on-ministro-al-xv\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro al XV Foro di dialogo Italia-Spagna"},"content":{"rendered":"<p><em>Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sono molto contento di salutare in primo luogo il collega ministro e amico Alfonso Dastis, il presidente Enrico Letta \u2013 presidente anche perch\u00e9 per me lo \u00e8 in varie funzioni, tra cui quella di Presidente mentre io ero il suo Vice Presidente del Consiglio \u2013 l\u2019onorevole Josep Duran i Lleida, i nostri Ambasciatori, gli imprenditori e amici del Foro di dialogo italo-spagnolo.<\/p>\n<p>Certo, Alfonso, se avessimo voluto scegliere una data per rendere interessante ai media questa giornata di Foro non avremmo potuto individuare n\u00e9 data migliore n\u00e9 pi\u00f9 importante dal punto di vista di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in Spagna. Sappi che noi condividiamo lo statement della Commissione Europea; siamo affezionati all\u2019unit\u00e0 costituzionale spagnola e ci riconosciamo nelle parole del Presidente Sergio Mattarella. Condividiamo la scelta del Presidente Rajoy di convocare tutte le parti per un ritorno al dialogo.<\/p>\n<p>Vorrei fare alcune considerazioni avendo ascoltato chi mi ha preceduto, quindi la voce delle imprese, la voce di chi in trincea vive la relazione tra Italia e Spagna in modo fecondo e produttivo. Ricordo un\u2019importante serata che l\u2019Ambasciatore Sannino organizz\u00f2 presso la residenza dell\u2019Ambasciatore d\u2019Italia a Madrid proprio nei giorni di accreditamento del nuovo Ambasciatore di Spagna qui a Roma, con tanti imprenditori presenti. In quella circostanza mi hanno dato una sensazione straordinaria: la sensazione, cio\u00e8, di imprenditori che neanche per un istante smettevano di sentirsi italiani, eppure al momento stesso erano orgogliosamente spagnoli. Questa frase si pu\u00f2 capovolgere: imprenditori che si sentivano in qualche modo ormai spagnoli, perch\u00e9 l\u2019investimento aveva determinato in loro una grande passione per la Spagna, senza dismettere nel cuore e nel passaporto l\u2019identit\u00e0 nazionale italiana.<\/p>\n<p>Tutto questo non mi sorprende affatto, perch\u00e9 l\u2019Italia e la Spagna condividono un dialogo che viene da lontano; \u00e8 il dialogo tra due popoli mediterranei che non solo sono uniti da un mare comune, ma anche da una storia, da una identit\u00e0, da una religione che in larga misura sono condivise. Permettetemi anche una considerazione personale: io sono siciliano, italiano ed europeo. Le tre cose non sono in contraddizione. Nella mia stessa Sicilia, al centro del Mediterraneo, la Spagna ha avuto una straordinaria influenza per cinque secoli, dalla dinastia aragonese, al Regno delle due Sicilie, alla dinastia dei Borboni. Leonardo Sciascia, grande scrittore siciliano, diceva negli anni Ottanta che \u00abandare in Spagna \u00e8, per un siciliano, un continuo insorgere della memoria storica, un continuo affiorare di legami, di corrispondenze\u00bb; e \u00abbastano i nomi: di paesi, di strade\u00bb diceva Leonardo Sciascia. Andando in Sicilia si trovano paesi di nome Rivera, Aragona, Barcellona\u2026 Pozzo di Gotto.<\/p>\n<p>La nostra identit\u00e0 \u00e8 comune perch\u00e9 \u00e8 un\u2019identit\u00e0 mediterranea; per questo credo che la stessa cosa avvenga se uno spagnolo va in giro per l\u2019Italia. Passeggiare per Palermo, passeggiare per Napoli \u00e8 come camminare per le strade di Siviglia. Pensate che anche la darsena di Milano fu voluta e realizzata nel 1603 da un governatore spagnolo.<\/p>\n<p>Forse non \u00e8 un caso che proprio la Sicilia fu scelta come luogo di un importantissimo incontro di dialogo italo-spagnolo, un bilaterale governativo nel 1986 ospitato a Taormina trentuno anni fa &#8211; Presidente del Consiglio era Craxi, primo ministro era Gonzales. Nella nota di Palazzo Chigi che sono andato a recuperare, si legge che \u00abil vertice assume un\u2019importanza simbolica oltre che sostanziale perch\u00e9 i colloqui verteranno sulla situazione nel Mediterraneo\u00bb. Oggi stesso, come allora, l\u2019Italia e la Spagna hanno un valore simbolico oltre che sostanziale nel loro discutere perch\u00e9 esprimono la convergenza di due grandi paesi mediterranei sull\u2019esigenza di porre il rilancio dell\u2019Europa e del Mediterraneo al centro dell\u2019agenda. Aggiungo che in questo dialogo c\u2019\u00e8 adesso anche un connotato personale, perch\u00e9 io credo di potere considerare il collega Alfonso Dastis, che oltre ad essere il ministro degli esteri \u00e8 anche un grande diplomatico di carriera, un amico, con cui ho avuto modo di confrontarmi in tutti i momenti pi\u00f9 critici da quando entrambi siamo ministri degli Esteri. Ci siamo interrogati sulle soluzioni da assumere.<\/p>\n<p>Questo colloquio \u2013 perch\u00e9 io lo considero un colloquio tra imprese, esponenti della societ\u00e0 civile, uomini del governo \u2013 avviene in un momento delicatissimo non solo per la Spagna ma per l\u2019Europa intera. In questi ultimi due lustri alcuni fattori hanno realizzato una convergenza che ha messo a durissima prova la tenuta degli ideali e delle istituzioni europee. In Italia abbiamo avuto la pi\u00f9 grande crisi e la pi\u00f9 lunga crisi economica dalla fine della seconda guerra mondiale: dal 2007-2008 fino a pochi mesi fa, e ci\u00f2 vuol dire che \u00e8 durata pi\u00f9 della seconda guerra mondiale stessa, una crisi lunghissima, la pi\u00f9 grave per ci\u00f2 che riguarda i profughi, rifugiati e immigrati. Riguarda anche l\u2019Europa: pensate a quanti ne sono arrivati in Germania nel 2015. In questo momento in Germania ci sono oltre un milione e mezzo di rifugiati.<\/p>\n<p>\u00c8 stata la pi\u00f9 grande crisi e un attentato alla sicurezza dei nostri popoli e dei nostri Paesi dalla fine della seconda guerra mondiale. Sono troppo numerose le citt\u00e0 che sono state aggredite per farne l\u2019elenco ed \u00e8 di questi giorni il prolungamento della lista dei lutti e delle citt\u00e0 colpite. Per la prima volta un membro del club europeo decide di stare non alla porta d\u2019ingresso ma a quella di uscita. Crisi di rifugiati, crisi economica, attentati terroristici nelle nostre capitali e, poi, la Brexit.<\/p>\n<p>Tutto questo in meno di dieci anni. Da questo punto di vista \u00e8 fondamentale il nostro lavoro insieme con la Spagna, perch\u00e9 la Spagna \u00e8 uno di quei paesi che crede profondamente negli ideali europei, affinch\u00e9 alla fine di questo decennio noi possiamo porci una domanda fondamentale: cosa \u00e8 cambiato nell\u2019assetto delle istituzioni e dei movimenti politici? Essenzialmente \u00e8 nata una nuova distinzione: quella tra chi ritiene che l\u2019Europa sia la parte principale del problema e chi ritiene che l\u2019Europa sia la parte principale della soluzione. L\u2019Italia e la Spagna sono orgogliosamente e convintamente collocate in questa seconda met\u00e0 campo: la met\u00e0 campo di chi pensa che, di fronte allo scenario cos\u00ec complesso dell\u2019Europa di oggi, dovendo affrontare delle variabili macro-politiche cos\u00ec straordinarie, l\u2019Europa continua ad essere l\u2019elemento essenziale della soluzione e non del problema. Questa distinzione sta attraversando l\u2019elettorato, perch\u00e9 quando la crisi economica si mescola alla crisi dei rifugiati e la crisi dei rifugiati si mescola alla crisi di sicurezza nelle capitali europee, la cornice che inscrive tutto questo si chiama \u201cpaura\u201d. Di fronte alla paura i popoli stanno manifestando due reazioni. La prima \u00e8 di considerare l\u2019Europa come il luogo istituzionale da far \u201csaltare\u201d per risolvere i problemi; la seconda \u00e8 di considerarla come il luogo istituzionale da rafforzare e consolidare per risolvere i problemi. Italia e Spagna, da questo punto di vista, camminano insieme con una convinzione straordinaria: che tu sia di Tallin, di Palermo, di Barcellona, o di Madrid o di Berlino, o di Parigi sei europeo e questa tua appartenenza \u00e8 una patria grande che ti rende pi\u00f9 prospero e pi\u00f9 sicuro.<\/p>\n<p>Abbiamo vissuto l\u2019Europa come un cammino straordinario di crescita. Io appartengo alla prima generazione di europei che ha conosciuto solo la pace; mio pap\u00e0, nato nel 1936, da bambino ha conosciuto la guerra, cos\u00ec mio nonno, cos\u00ec il padre di mio nonno e cos\u00ec su, nelle generazioni della mia famiglia tutti hanno conosciuto la guerra: la mia \u00e8 la prima generazione che ha conosciuto solo la pace e al tempo stesso ha conosciuto la prosperit\u00e0 derivante da una straordinaria scelta di unit\u00e0. Questa mattina abbiamo intitolato alla Farnesina una sala a un grande ambasciatore italiano, Ortona, che ha lavorato nell\u2019attuazione del Piano Marshall. Riflettevo su come milioni di persone morte, uccise da compatrioti europei, non siano state un ostacolo a fare la pace, a camminare insieme, a trasformare l\u2019Europa in un grande club. Un club nel quale non esiste la pena di morte, si pu\u00f2 circolare liberamente, in cui i cittadini europei possono studiare in un paese o in un altro, in cui il libero mercato \u00e8 tutelato, in cui adesso non si paga pi\u00f9 neanche il roaming telefonico e tanto altro ancora. La pace \u00e8 compresa come diritto quando ci si iscrive a questo club e il tutto per meno di un euro al giorno.<\/p>\n<p>Tanto costa l\u2019iscrizione a questo club chiamato Europa: meno di un euro al giorno. Vorrei richiamare esattamente questo dato nella giornata in cui imprenditori, donne e uomini di trincea, ragionano su come si pu\u00f2 lavorare insieme. Posso dire quello che in parte avete gi\u00e0 detto voi e cio\u00e8 che il nostro interscambio commerciale \u00e8 eccellente, 40,5 miliardi, il nostro export verso la Spagna cresce del 6%, l\u2019export della Spagna verso l\u2019Italia cresce del 5%, la nostra collaborazione economica \u00e8 in una straordinaria fase positiva che pu\u00f2 ancora migliorare: siamo nella top 5 reciproca dei partner commerciali.<\/p>\n<p>Ringrazio Enrico per avermi invitato e per avere costruito questo incontro. Sono venuto per ribadire l\u2019elemento essenziale che mi sembra unire oggi l\u2019Italia e la Spagna: siamo paesi con fede europea e con un senso di comunit\u00e0 e di destino dei popoli europei. Siamo fortemente convinti che se abbiamo da dare una risposta ai nostri popoli rispetto alla paura della crisi, alla paura delle bombe, alla paura del diverso, la possiamo dare dicendo che senza l\u2019Europa noi saremmo pi\u00f9 poveri, meno prosperi e pi\u00f9 insicuri.<\/p>\n<p>Quando si parla di Europa si parla anche della collaborazione tra le <i>intelligence<\/i>. Quando si costruiscono muri di pietra non si pu\u00f2 immaginare di non costruire muri informatici che bloccano lo scambio di informazioni: e saremmo pi\u00f9 insicuri. E quando ci dobbiamo tutelare dal rischio di un neo-protezionismo, un conto \u00e8 difenderci come 60 milioni di consumatori italiani, un conto \u00e8 difenderci come 500 milioni di consumatori europei e potere anche organizzare una reazione al rischio dei dazi. Quando parliamo di una geopolitica che sta modificandosi radicalmente, parliamo esattamente della forza di 500 milioni di consumatori, di cittadini liberi, che occupano il pi\u00f9 grande spazio di diritto e di libert\u00e0 conosciuto in questo momento della storia.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019Europa di oggi. E l\u2019Italia e la Spagna hanno un doppio destino comune: il destino europeo e la vocazione naturale mediterranea. \u00c8 un concetto al quale io sono personalmente affezionato. Il Mediterraneo messo a paragone con i grandi oceani \u00e8 piccolo. Chiudete gli occhi e immaginate il planisfero: il Mediterraneo \u00e8 piccolo, \u00e8 un lago. Diceva Giorgio la Pira: \u00e8 come la prosecuzione del lago di Tiberiade; eppure, ancora una volta, in quel lago si giocano i destini del mondo. A sua volta rappresenta 500 milioni di consumatori e una parte importantissima del Pil del mondo, una parte importante dei traffici marittimi e una parte molto importante del commercio di petrolio.<\/p>\n<p>Tutto questo significa la vocazione mediterranea: abbiamo due ragioni fortissime per stare insieme e lo abbiamo dimostrato quando, insieme, il 6 luglio alla Farnesina, abbiamo provato a gestire al meglio il flusso che viene dai Paesi dell\u2019Africa, attraverso accordi con i Paesi di confine con la Libia.<\/p>\n<p>Mi avvio a concludere. Voglio dire con grande riconoscenza agli organizzatori di questo Foro di dialogo che dobbiamo andare avanti su questa strada. A volte sento parlare di assi dentro l\u2019Unione Europea, per determinare equilibri al suo interno. Si possono fare tutti gli assi che si vogliono, ma c\u2019\u00e8 un legame, un vincolo, un link, si direbbe in termini moderni, che \u00e8 quello della Storia che unisce Italia e Spagna e che nessuno potr\u00e0 mai cancellare, ma che si esprime in mille occasioni.<\/p>\n<p>Sono stato a commemorare la Storia, l\u2019altro giorno a New York, l\u2019essere un pezzo del patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 di Cristoforo Colombo, sotto la sua statua, proprio mentre vengono messi in discussione alcuni valori, e ho ripensato a questo, alla comune influenza che abbiamo a tutt\u2019oggi. Mi viene da immaginare il Venezuela, ma potrei citare anche altri paesi. L\u2019identit\u00e0 nazionale italiana e l\u2019identit\u00e0 nazionale spagnola, quasi a fondersi, determinano un pezzo importantissimo delle identit\u00e0 nazionali di tanti paesi dell\u2019America Latina. Tutto questo \u00e8 ci\u00f2 che ci unisce.<\/p>\n<p>A volte il mare divide, a volte il mare unisce. Io credo che quello tra Italia e Spagna sia un mare che unisce e penso anche che questa doppia vocazione, europea e mediterranea, sia al tempo stesso la storia e il destino non di due paesi o di due governi, ma di due popoli. Penso anche che il dialogo economico che si sta portando avanti anche attraverso la conversazione con gli imprenditori ci ricordi sempre una grande lezione della storia: che dove passano le merci non passano gli eserciti. Se vi \u00e8 una strada per consolidare la pace \u00e8 quella di rafforzare i traffici commerciali e gli affari. Credo che anche questo sia il compito di oggi: rafforzare i legami economici tra questi paesi dentro un quadro chiaro di orizzonte di destino, dentro il quale pace e prosperit\u00e0 camminano insieme. \u00c8 con questo auspicio che ho partecipato a questo incontro e sono convinto che questo sia l\u2019auspicio di tutti voi e di tutti noi. Grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato \u00a0 Sono molto contento di salutare in primo luogo il collega ministro e amico Alfonso Dastis, il presidente Enrico Letta \u2013 presidente anche perch\u00e9 per me lo \u00e8 in varie funzioni, tra cui quella di Presidente mentre io ero il suo Vice Presidente del Consiglio \u2013 l\u2019onorevole Josep [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[76],"class_list":["post-22112","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","tag-ministri-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22112","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22112"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22112\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22112"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22112"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22112"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}