{"id":22139,"date":"2017-10-06T09:26:17","date_gmt":"2017-10-06T07:26:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/10\/intervento-del-ministro-alfano_1\/"},"modified":"2017-10-06T09:26:17","modified_gmt":"2017-10-06T07:26:17","slug":"intervento-del-ministro-alfano_1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/10\/intervento-del-ministro-alfano_1\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Alfano alla Presentazione del Rapporto ANCE 2017 (Roma, 5 ottobre 2017)"},"content":{"rendered":"<p><em>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/em><\/p>\n<p>Saluto calorosamente tutti e in particolare do il benvenuto:<\/p>\n<p>al Presidente dell\u2019ANCE, Giuliano Campana,<\/p>\n<p>e al Presidente del Comitato Permanente Lavori all\u2019Estero e Vice Presidente dell\u2019ANCE, Giandomenico Ghella.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u201911\u00b0 edizione della presentazione alla Farnesina del Rapporto ANCE. E\u2019 ormai una tradizione, che testimonia la strettissima collaborazione fra la nostra diplomazia economica e la filiera delle costruzioni e delle infrastrutture, che opera in ogni angolo del mondo.<\/p>\n<p>Il Rapporto ANCE conferma che il \u201cgioco di squadra\u201d del Sistema Italia \u00e8 fondamentale per realizzare grandi successi. Basta pensare all\u2019allargamento del Canale di Panama, al Terzo Ponte sul Bosforo, alle dighe in Etiopia, alle metropolitane di Lima e di Doha; porti, aeroporti, ferrovie ad alta velocit\u00e0, strade e ospedali del Made by Italy.<\/p>\n<p>L\u2019Ingegnere Ghella vi illustrer\u00e0 il Rapporto 2017, che fotografa un\u2019industria italiana tra le pi\u00f9 competitive al mondo: campioni nazionali che operano all\u2019estero in progetti di alta ingegneria e di enorme complessit\u00e0 tecnica, sia nel loro design che nell\u2019esecuzione cantieristica.<\/p>\n<p>Il fatturato estero delle imprese italiane di costruzione ha conseguito una crescita di quasi il 18% (17,8%), superando i 14\u00a0 miliardi di euro. E\u2019 uno dei migliori risultati di crescita negli ultimi anni. E anche il fatturato nazionale \u00e8 in crescita (2,6%). A testimonianza del fatto che il segno positivo \u00e8 ritornato in Italia.<\/p>\n<p>Sui mercati esteri, il mondo delle costruzioni \u00e8 tra gli assi portanti della diplomazia economica italiana.<\/p>\n<p>Vi ricorderete che all\u2019inizio di quest\u2019anno, assieme a Confindustria, abbiano presentato uno Studio indipendente di Prometeia, che ha stimato in pi\u00f9 dell\u20191% del PIL il valore aggiunto generato &#8211; lungo tutta la filiera &#8211; dalle gare e dai contratti aggiudicati ad aziende italiane grazie al sostegno della rete diplomatico-consolare (studio relativo all\u2019anno 2015).<\/p>\n<p>Ebbene, lo stesso studio ha messo in luce che le imprese di costruzione si sono aggiudicate ben 15 miliardi di euro di progetti (50 aziende su 300 assistite appartenevano al settore delle costruzioni).<\/p>\n<p>Per proseguire in questa direzione positiva, in questi ultimi mesi, abbiamo sostenuto l\u2019ANCE in nuove ed importanti missioni in Montenegro, in Bosnia Erzegovina; nonch\u00e9 a Londra, Strasburgo e Bruxelles, anche per accrescere le nostre capacit\u00e0 di accedere ai fondi europei e quelli delle principali istituzioni finanziarie internazionali.<\/p>\n<p>Per l\u2019anno a venire, l\u2019accento sar\u00e0 soprattutto sui Balcani e sul\u00a0 Mediterraneo, che sono tradizionalmente i bacini pi\u00f9 importanti per la nostra crescita e per la nostra stessa sicurezza; ma senza tralasciare i mercati emergenti.<\/p>\n<p>Inoltre, proseguiremo a convocare i Tavoli tematici per aeroporti, porti e ferrovie, per continuare a diffondere a tutta la filiera delle infrastrutture le opportunit\u00e0 segnalate dalle nostre Ambasciate e Consolati nel mondo.<\/p>\n<p>In questo spirito, quest\u2019anno ho avuto l\u2019idea di arricchire il programma della Conferenza degli Ambasciatori, a fine luglio, con degli incontri non \u201cB2B\u201d ma \u201cA2B\u201d ovvero \u201cAmbasciatori to Business\u201d. E so che molti di voi hanno apprezzato questa innovazione.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Come capita spesso, gli Ambasciatori forniscono \u201cinformazioni di prima mano\u201d \u2013 prima che vengano inserite nelle banche dati \u2013 sulle anticipazioni di gare e di progetti di prossima licitazione. E\u2019 in quel momento che si pu\u00f2 realizzare un intervento di sistema vincente.<\/p>\n<p>Dietro ogni grande successo c\u2019\u00e8 sempre un grande lavoro di \u201cmarket intelligence\u201d e poi di accompagnamento istituzionale, svolto dalla Farnesina e dalla sua rete diplomatico-consolare, con in prima linea i nostri Ambasciatori.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, in\u00a0 definitiva, non dobbiamo mai dimenticare che il valore di una grande commessa vinta con il sostegno della Farnesina va ben oltre il fatturato realizzato dalla singola impresa e persino quello aggregato dell\u2019ANCE.<\/p>\n<p>L\u2019aggiudicazione di gare e commesse ha un impatto positivo sulle relazioni diplomatiche e da vitalit\u00e0 ai rapporti bilaterali.<\/p>\n<p>Quando una delle vostre imprese costruisce un ponte, quel ponte non \u00e8 soltanto un\u2019infrastruttura, ma serve anche a collegare ed avvicinare meglio l\u2019Italia al Paese committente.<\/p>\n<p>Quindi, \u00e8 naturale che l\u2019Ambasciatore giochi un ruolo di primo piano, al vostro fianco. Ma oggi questo non basta pi\u00f9: assieme all\u2019accompagnamento istituzione, assieme all\u2019offerta tecnico-economica, servono pacchetti finanziari sempre pi\u00f9 sofisticati.<\/p>\n<p>Quando ci sono questioni importanti sul tavolo, che riguardano le nostre imprese di costruzione, \u00e8 nostro compito affrontarle insieme. Come la questione dei certificati di esecuzione dei lavori all\u2019estero: vogliamo snellire, velocizzare e rendere pi\u00f9 trasparente questo sistema. La collaborazione tra il Ministero e l\u2019ANCE ha consentito di instaurare con ANAC un dialogo costruttivo e proficuo.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo aspetto che vorrei toccare \u00e8 quello dell\u2019innovazione e dell\u2019adattabilit\u00e0 al cambiamento. Sono doti che accomunano diplomatici e costruttori. In particolare, come sanno bene i costruttori in questa sala, per essere sempre pi\u00f9 incisivi e vincenti dobbiamo realizzare opere innovative, ad altissimo contenuto tecnologico e a bassissimo impatto ambientale.<\/p>\n<p>Vorrei concludere con due storie che mi piace ricordare ai nostri amici costruttori: una del passato, l\u2019altra del presente. Le storie di due grandi dighe, due grandi opere di politica estera.<\/p>\n<p>La prima, nel passato, \u00e8 la Diga di Tarbela in Pakistan. Un progetto che inizi\u00f2 nel maggio del 1968 e termin\u00f2 nell&#8217;aprile del 1976, con capofila l\u2019Italia (Impregilo).<\/p>\n<p>Fu un progetto immenso: 5.000 tecnici in maggioranza italiani e 15.000 operai locali costruirono un diga di 3km di larghezza e 150 metri d\u2019altezza. Con lo scioglimento delle nevi del Tibet e dell\u2019Himalaya, sommato alle piogge dei monsoni, si form\u00f2 un lago di 260 chilometri quadrati, pi\u00f9 vasto di 50km del Lago Maggiore!<\/p>\n<p>In quel periodo si cre\u00f2 una piccola cittadina italiana con al centro \u201cVia Roma\u201d, una chiesa, una moschea, una scuola, un campo da calcio e anche un cinema italiano. C\u2019\u00e8 una generazione di pakistani che parla l\u2019italiano grazie ai film di Tot\u00f2 e Fellini.<\/p>\n<p>La storia della Diga di Tarbela va ricordata perch\u00e9 fu come un \u201calbero della speranza\u201d: piantato e cresciuto sul terreno della collaborazione tra i popoli, ricchi e poveri, di culture e religioni diverse, spesso ostili. Si calmarono le tensioni di guerra fra il Pakistan e l\u2019India all\u2019insegna dello sviluppo. Vinse lo spirito di cooperazione su quello della divisione.<\/p>\n<p>La seconda, nel presente, \u00e8 la Diga di Mosul in Iraq. I nostri ingeneri, tecnici e militari, sono in prima linea in una zona che \u00e8 stata fortemente colpita dal terrorismo. Trevi \u00e8 capofila di un progetto estremamente importante.<\/p>\n<p>C\u2019era il rischio che la Diga crollasse. C\u2019era il rischio di una catastrofe, tanto umanitaria, quanto economica, in un Paese che ha bisogno di ritrovare la via della speranza dopo il terrore di Daesh.<\/p>\n<p>E proprio due giorni fa, grazie anche agli interventi della diplomazia italiana, \u00e8 stata firmata l\u2019intesa che consente il completamento della prima parte dei lavori.<\/p>\n<p>Ora in Iraq, come allora in Pakistan, una Diga \u00e8 il simbolo della pace. Il mondo \u00e8 cambiato, ma la nostra missione \u00e8 la stessa: costruire speranza, pace e prosperit\u00e0. E\u2019 questa l\u2019essenza del rapporto privilegiato fra la Farnesina e l\u2019ANCE.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Saluto calorosamente tutti e in particolare do il benvenuto: al Presidente dell\u2019ANCE, Giuliano Campana, e al Presidente del Comitato Permanente Lavori all\u2019Estero e Vice Presidente dell\u2019ANCE, Giandomenico Ghella. Questa \u00e8 l\u201911\u00b0 edizione della presentazione alla Farnesina del Rapporto ANCE. 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