{"id":22150,"date":"2017-07-27T13:05:26","date_gmt":"2017-07-27T11:05:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/07\/discorso-dell-on-ministro-alla_8\/"},"modified":"2017-07-27T13:05:26","modified_gmt":"2017-07-27T11:05:26","slug":"discorso-dell-on-ministro-alla_8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/07\/discorso-dell-on-ministro-alla_8\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro alla Conferenza Internazionale \u201cLa tutela delle comunit\u00e0 religiose: investire sui giovani quali protagonisti di una nuova stagione di incontro, dialogo e convivenza pacifica tra i popoli\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Vorrei rivolgere un caloroso benvenuto a tutti e in modo particolare a Monsignor Gallagher. Siamo onorati dalla sua presenza, che conferma la straordinaria vitalit\u00e0 e la profonda sintonia di vedute nelle relazioni tra l\u2019Italia e la Santa Sede.<\/p>\n<p>Quello di oggi non \u00e8 uno dei tanti Convegni di approfondimento. Perch\u00e9, in primo luogo, siamo riuniti alla presenza di Alti rappresentanti di Istituzioni e di fedi religiose diverse, convinti della natura profondamente umana, e dunque culturale e politica, del tema della libert\u00e0 di religione e della sua assoluta centralit\u00e0 nella politica estera.<\/p>\n<p>In secondo luogo, perch\u00e9 oggi annunciamo l\u2019istituzione dell&#8217;Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libert\u00e0 religiosa. L&#8217;Osservatorio sar\u00e0 presieduto dal Prof. Salvatore Martinez, che ringrazio calorosamente per la sua generosa disponibilit\u00e0. Ringrazio anche gli altri membri dell\u2019Osservatorio: il Dott. Alessandro Monteduro, il Prof. Riccardo Redaelli, il Min. Plen. Fabrizio Petri e il Consigliere Massimo Santoro.<\/p>\n<p>Vorrei in particolare sottolineare che la presenza di Fabrizio Petri, il funzionario diplomatico che presiede il Comitato interministeriale sui diritti umani, determina un collegamento tra l&#8217;Osservatorio e il Comitato stesso. A conferma del fatto che la libert\u00e0 religiosa \u00e8 e deve essere considerata un diritto umano fondamentale.<\/p>\n<p>L&#8217;istituzione dell\u2019Osservatorio risponde anche a un\u2019istanza da tempo espressa da varie forze politiche del nostro Parlamento. Abbiamo ascoltato e accolto questa forte domanda, che viene dalla nostra gente, dai nostri popoli. E, nel contempo, abbiamo voluto conferire all&#8217;Organismo un respiro internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019Osservatorio \u00e8 infatti orientato verso l&#8217;estero, al servizio della diplomazia e delle nostre Ambasciate nel mondo. E&#8217; stato ideato come uno strumento di monitoraggio delle libert\u00e0 religiose e di <i>early-warning<\/i> delle loro violazioni. Ci deve segnalare i casi pi\u00f9 significativi e avvertire delle situazioni pi\u00f9 critiche. A questo nuovo Organismo, che si riunir\u00e0 per la prima volta oggi, chiediamo anche di formulare proposte che la diplomazia potr\u00e0 valutare e realizzare sotto la mia guida politica.<\/p>\n<p>Difendere la libert\u00e0 religiosa \u00e8 uno dei compiti pi\u00f9 nobili della politica estera. Significa salvaguardare l\u2019essenza del diritto, fondato su quelle libert\u00e0 che ci garantiscono pace, sicurezza e prosperit\u00e0: se le libert\u00e0 religiose sono protette nell\u2019ordinamento giuridico, come nella vita quotidiana, si potr\u00e0 affermare lo stato di diritto e garantire la sicurezza; se tale protezione \u00e8 disattesa, la conseguenza \u00e8 il moltiplicarsi di conflitti e il perpetrarsi dell\u2019instabilit\u00e0 sociale e politica.<\/p>\n<p>E\u2019 un messaggio, questo, che traspare con grande forza nelle parole di Papa Francesco. Come ha osservato il Santo Padre: <i>la libert\u00e0 religiosa, recepita nelle costituzioni e nelle leggi e tradotta in comportamenti coerenti, favorisce lo sviluppo di rapporti di mutuo rispetto tra le diverse Confessioni e, al contempo, una loro sana collaborazione con lo Stato e con la societ\u00e0 politica. Al posto del conflitto globale dei valori si rende possibile, a partire da un nucleo di valori universalmente condivisi, una globale collaborazione in vista del bene comune.<\/i><\/p>\n<p>Cari amici, in questi giorni abbiamo salutato con soddisfazione la sconfitta di Daesh a Mosul e nella piana di Ninive, dove le minoranze cristiane e yazide hanno subito indescrivibili sofferenze. In Iraq, e in troppi altri Paesi, le violenze e le intimidazioni hanno scosso i pilastri del dialogo e della convivenza pacifica tra i popoli.<\/p>\n<p>Ricordiamo con dolore le orribili sofferenze del popolo yazida. In particolare, la storia di Nadia Murad: una giovane ventenne del nord dell\u2019Iraq, catturata da Daesh nel 2014 insieme ad altre 5.000 donne. La madre di Nadia e i suoi sei fratelli sono stati uccisi all\u2019istante &#8211; assieme ad altre 600 persone &#8211; il giorno dopo la loro cattura.<\/p>\n<p>Nadia \u00e8 diventata una vittima dell\u2019orrendo traffico di esseri umani di Daesh. Ma Nadia \u00e8 riuscita a scappare! Ci ha raccontato che i suoi aguzzini facevano pregare le donne e dopo le violentavano brutalmente. Quando \u00e8 riuscita a scappare, Nadia non ha taciuto. Ha raccontato la sua storia. E\u2019 diventata Ambasciatrice dell\u2019ONU per la dignit\u00e0 dei sopravvissuti al traffico di esseri umani. E\u2019 una donna straordinaria. Un grandissimo esempio di dignit\u00e0 e di coraggio.<\/p>\n<p>Il fatto terrificante \u00e8 che questi crimini sono stati perpetrati in nome di Dio. Ma Dio \u00e8 amore e mai potrebbe chiedere ai fedeli simili atrocit\u00e0. Dobbiamo allora separare chi prega da chi spara. E Dobbiamo estirpare le radici della furia distruttiva di chi, lungi dal professare una fede, intende piuttosto prendere in ostaggio una religione.<\/p>\n<p>La vera religione \u00e8 testimonianza di pace, solidariet\u00e0 e fratellanza. Questi sono i sentimenti che hanno ispirato il coraggio di Faraaz Hossain. Faraaz era uno studente universitario bengalese e fu ucciso esattamente un anno fa, nel luglio 2016, nella terribile strage di Dacca, in cui rimasero vittime anche nove cittadini italiani. A differenza delle due amiche che erano in sua compagnia, Faraaz, musulmano, conosceva il Corano e questo gli aveva consentito di sfuggire alla furia del fanatismo; questo giovane, per\u00f2, scelse di rimanere accanto alle sue compagne e di sacrificare la sua vita per difendere il valore supremo dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Una vicenda, questa, che mi ha molto colpito. La riprendo spesso perch\u00e9, come ci ricorda anche il titolo della Conferenza odierna, i giovani possono essere i nuovi interpreti di una stagione di incontro, dialogo e convivenza pacifica tra i popoli, i nuovi protagonisti della tutela delle comunit\u00e0 religiose. E\u2019 questo, in effetti, uno dei messaggi pi\u00f9 importanti da veicolare oggi.<\/p>\n<p>I giovani devono essere gli interlocutori privilegiati della nostra azione politica e culturale a tutela delle comunit\u00e0 religiose e della libert\u00e0 di religione. Un&#8217;azione verso la quale l&#8217;Italia \u00e8 naturalmente portata, alla luce della nobile tradizione di promozione e di difesa della dignit\u00e0 dell\u2019uomo che contraddistingue la nostra cultura umanista e che ci \u00e8 universalmente riconosciuta.<\/p>\n<p>Questa nostra azione \u00e8 motivata dalle convinzioni universali, ma non dobbiamo avere paura di denunciare i tanti, troppo atti di persecuzione contro i cristiani. Violenze e discriminazioni che, in alcune regioni del mondo, non hanno precedenti nella storia, se non agli inizi del Cristianesimo. Troppo spesso dobbiamo registrare, in vari Paesi africani e mediorientali, attacchi a chiese, a fedeli inermi riuniti in preghiera.<\/p>\n<p>Molto concretamente, chiedo allora alle nostre Ambasciate di segnalarci tempestivamente tutti i casi di disattenzione e di violazione delle libert\u00e0 religiose, che toccano qualsiasi fede. Da oggi questi casi potranno essere comunicati anche all\u2019Osservatorio, con l&#8217;obiettivo di essere adeguatamente esaminati per la formulazione di proposte ed iniziative concrete.<\/p>\n<p>Lo voglio sottolineare ancora una volta: la libert\u00e0 religiosa \u00e8 un principio essenziale di convivenza umana e delle relazione fra Stati. La sua negazione mette in pericolo i diritti pi\u00f9 elementari di ogni persona, ma se l\u2019aggressione \u00e8 perpetrata contro intere comunit\u00e0, si innesca una spirale perversa che mette in pericolo la sicurezza e la pace tra i popoli. Quindi, questa \u00e8 politica estera.<\/p>\n<p>L\u2019impegno della Farnesina \u00e8 totale: dall\u2019ONU all\u2019UE, dall\u2019OSCE al Consiglio d\u2019Europa. Fino al dialogo bilaterale con i Paesi terzi. Siamo gi\u00e0 in prima linea, in tanti Paesi, anche con progetti di Cooperazione allo Sviluppo al servizio della libert\u00e0 religiosa. Cito un esempio fra tanti: le forniture di beni scolastici, in Iraq, per favorire il ritorno delle minoranze religiose nella piana di Ninive, in particolare cristiani e yazidi. Grazie a questo intervento molte scuole riapriranno a settembre dopo oltre tre anni di inattivit\u00e0 a causa di Daesh.\u00a0<\/p>\n<p>All\u2019ONU, l\u2019Italia sostiene inoltre ogni anno le Risoluzioni per la tutela della libert\u00e0 di religione e di credo. Appoggiamo poi quelle iniziative che coinvolgono i leader religiosi nella prevenzione dell\u2019incitamento all\u2019odio fra i giovani.<\/p>\n<p>Ricordo anche che al Vertice G7 di Taormina abbiamo incoraggiato i nostri partner a prestare maggiore attenzione ai gruppi pi\u00f9 vulnerabili al richiamo degli estremisti. E abbiamo lanciato un forte segnale ai provider di internet per mettere <i>off-line<\/i> l\u2019internet del terrore. Quello spazio oscuro della rete che attrae e radicalizza tanti, troppi giovani.<\/p>\n<p>I luoghi di preghiera, i luoghi educativi come le scuole e le universit\u00e0, il mondo dei media e i social media, devono essere luoghi per prevenire e promuovere i valori del dialogo e della tolleranza.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;Unione Europea pu\u00f2 aiutarci in questa strategia. A Bruxelles, l\u2019Italia ha per esempio contribuito a definire le \u201cLinee Guida UE sulla Libert\u00e0 di Religione e Credo\u201d, che indirizzano le politiche europee nei Paesi non membri dell&#8217;Unione. Vogliamo che la libert\u00e0 religiosa sia sempre riflessa nelle relazioni esterne dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Sul piano nazionale, grazie alla Legge sul negazionismo, che ho contribuito a fare adottare, oggi sono previste sanzioni molto severe, e persino la reclusione, per chi istiga a commettere o commette violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi.<\/p>\n<p>Ma non basta garantire una tutela formale sul piano giuridico. Anche in Paesi caratterizzati da standard elevati di protezione dei diritti, aumentano i tentativi di ridurre il fenomeno religioso a una tra le tante manifestazioni di scelte meramente individuali, da confinare nell\u2019ambito della sfera privata.<\/p>\n<p>Io rifiuto con forza l\u2019opinione di coloro che sono per la libert\u00e0 di credo purch\u00e9 \u201cnon si veda\u201d e purch\u00e9 sia \u201cpraticata dentro le mura di casa\u201d. E\u2019 la negazione dei principi democratici e liberali. Ogni persona deve avere il diritto di esprimere liberamente il proprio credo, non solo attraverso il culto, ma anche attraverso la partecipazione alla vita della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 questo un altro fondamentale messaggio che dobbiamo cercare di trasmettere ai giovani e lo dobbiamo fare investendo di pi\u00f9 nell\u2019istruzione. L\u2019istruzione, pi\u00f9 di ogni altra azione, squarcia il velo delle ipocrisie e ci insegna a perseguire il credo della tolleranza. Senza paura e ritrosie.<\/p>\n<p>A questo proposito, vorrei ricordare la costituenda \u201cAccademia Europea delle Religioni\u201d promossa dall\u2019Universit\u00e0 di Bologna e dalla Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII, che ha ottenuto il patrocinio della Farnesina e il sostegno del Parlamento Europeo, per favorire studi interdisciplinari e dialogo fra ricercatori di ogni fede e cultura.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che il fanatismo terrorista prenda di mira, nel mondo, le scuole, le universit\u00e0, i centri di cultura, bruci i libri, combatta il sapere: la punta di una matita \u00e8 il pi\u00f9 temuto dei nemici.<\/p>\n<p>Non nascondiamocelo: la via della cultura \u00e8 molto pi\u00f9 forte della via dell\u2019odio e la via della pace molto pi\u00f9 ardua della via della violenza. Il terrorismo pu\u00f2 prendere d\u2019assalto chiese, moschee o sinagoghe, uccidere donne e bambini indifesi, riuniti in preghiera in un attimo di vulnerabilit\u00e0, ma non potr\u00e0 mai sconfiggere \u2013 nell\u2019umanit\u00e0 \u2013 i pi\u00f9 profondi e radicati valori del dialogo e della pace. Ai \u201ccattivi maestri\u201d che insegnano l\u2019estremismo o l\u2019indifferenza, l\u2019Italia oppone la civilt\u00e0 del dialogo e della cultura.<\/p>\n<p>La religione \u00e8 fede ma &#8211; riguardando l\u2019uomo e il suo rapporto con Dio e con la societ\u00e0 &#8211; \u00e8 anche cultura. E\u2019 con questa convinzione che difendiamo nel mondo il patrimonio culturale e religioso, che \u00e8 un lascito straordinario alle generazioni pi\u00f9 giovani. Non possiamo consentire che fanatici distruggano le espressione architettoniche ed artistiche del patrimonio dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo spirito, quest&#8217;anno, Italia e Francia hanno fatto adottare all\u2019unanimit\u00e0 dal Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU una Risoluzione per la protezione del patrimonio culturale e religioso in aree di crisi. In quel momento ho pensato con commozione alla storia di Khaled al-Asaad, il grande archeologo e custode dei monumenti di Palmira trucidato da Daesh.<\/p>\n<p>Cari amici, l&#8217;Italia, anche per la sua collocazione geografica al centro del Mediterraneo, ha una antica vocazione al dialogo con culture e religioni differenti, senza mai cadere nell\u2019autoreferenzialit\u00e0 o avere la pretesa di dare lezioni ad altri. La mia stessa terra d\u2019origine, la Sicilia, si \u00e8 arricchita grazie a importanti influenze ebraiche, islamiche e cristiane che le hanno conferito un&#8217;eredit\u00e0 spirituale che ancora vive nei tratti propri dell\u2019umanesimo mediterraneo.<\/p>\n<p>La nostra iniziativa di oggi \u00e8 ispirata a questi forti valori, che condividiamo con la diplomazia vaticana. E siamo convinti, in questo modo, di contribuire a un mondo pi\u00f9 sicuro e tollerante. Perch\u00e9 difendere la libert\u00e0 religiosa significa costruire la pace e promuovere quella cultura del dialogo e della convivenza di cui la comunit\u00e0 internazionale ha &#8211; oggi pi\u00f9 che mai &#8211; bisogno vitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Vorrei rivolgere un caloroso benvenuto a tutti e in modo particolare a Monsignor Gallagher. 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