{"id":22164,"date":"2017-07-07T14:28:59","date_gmt":"2017-07-07T12:28:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/07\/discorso-dell-on-ministro-presso_3\/"},"modified":"2017-07-07T14:28:59","modified_gmt":"2017-07-07T12:28:59","slug":"discorso-dell-on-ministro-presso_3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/07\/discorso-dell-on-ministro-presso_3\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi \u201cMagna Graecia\u201d di Catanzaro sul tema \u201cDiritti Umani e Crisi della Tolleranza\u201d"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\" style=\"text-align: left;\">Catanzaro, 16 giugno 2017<\/p>\n<p align=\"center\" style=\"text-align: left;\"><i>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/i><\/p>\n<p align=\"center\" style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/p>\n<p>Chiarissimo Rettore, Cari Studenti, Signore e Signori,<\/p>\n<p>E\u2019 per me un grandissimo piacere visitare l\u2019Universit\u00e0 degli Studi \u201cMagna Graecia\u201d di Catanzaro.<\/p>\n<p>Dire \u201cMagna Graecia\u201d evoca l\u2019eccezionale influenza di queste terre, un tempo legate ad Atene, sul pensiero e sulla civilt\u00e0 occidentali, fondati sul dialogo, sulla democrazia, sul primato dei diritti rispetto alla violenza dell\u2019intolleranza.<\/p>\n<p>Zaleuco di Locri \u00e8 considerato il primo legislatore del mondo occidentale. Si dice che le norme da lui scritte per i Locresi furono le prime leggi scritte della Grecia. Un codice di leggi e di pene, che era conosciuto nel mondo antico anche e soprattutto dai Romani.<\/p>\n<p>Poi tocc\u00f2 ai Romani compiere passi in avanti sul piano dei diritti e un giorno divenne grande motivo di orgoglio dire \u201c<i>Civis Romanus sum\u201d <\/i>ovvero<i>\u00a0 \u201cSono cittadino romano\u201d,<\/i> per far valere i diritti che erano connessi alla cittadinanza romana. Quelle norme &#8211; di \u201cdiritto romano\u201d &#8211; che sono la radice del nostro diritto moderno.<\/p>\n<p>Con ogni passaggio di civilt\u00e0, l\u2019umanit\u00e0 ha preso coscienza di quello che la generazione poco prima della nostra &#8211; quella che ha vissuto l\u2019orrore della guerra &#8211; ha scritto nell\u2019art. 1 della Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo: <i>\u201ctutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignit\u00e0 e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza\u201d. <\/i><\/p>\n<p>E\u2019 la stessa generazione verso la quale saremo sempre in debito per aver ideato e realizzato il pi\u00f9 bel progetto istituzionale di pace e di prosperit\u00e0 al mondo: l\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>E\u2019 davvero straordinario ricordare che la Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo, cuore del progetto Europeo, fu scritta soltanto tre anni dopo le barbarie della guerra, in un clima di distruzione e di povert\u00e0 totale. La sua forza sta nella grande convergenza di tradizioni religiose e culturali distinte, ma tutte motivate dal comune desiderio di porre la dignit\u00e0 della persona umana al di sopra di ogni cosa.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 i diritti umani sono diritti che si applicano ad ognuno in virt\u00f9 della comune origine della persona. Sono diritti \u201c<i>basati sulla legge naturale ed universale iscritta nel cuore dell\u2019uomo e presente nelle diverse culture e civilt\u00e0\u201d<\/i> ha scritto Papa Benedetto. \u00a0<\/p>\n<p>Da Ministro degli Esteri posso dire: che i diritti umani sono per noi quei diritti iscritti nel \u201cpatrimonio genetico\u201d della politica estera italiana, delle nostre istituzioni, della societ\u00e0 civile, del mondo produttivo e del nostro universo culturale.<\/p>\n<p>La tutela e la promozione dei diritti umani \u00e8 una componente essenziale ed irrinunciabile della politica estera, che trova forza nell\u2019art. 11 della Costituzione, con cui si stabilise il fine ultimo della proiezione esterna dell\u2019Italia: <i>\u201cun ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni\u201d. <\/i><\/p>\n<p>La pace e il pieno rispetto dei diritti umani sono strettamente correlati. Ho ricordato questo concetto nel mio primo intervento al Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU, lo scorso gennaio, appoggiando la <i>\u201cSustaining Peace Agenda\u201d.<\/i> Perch\u00e9 crea un collegamento tra la tutela dei diritti umani, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p>In tutti i contesti multilaterali &#8211; dall\u2019ONU all\u2019UE, dall\u2019OSCE al Consiglio d\u2019Europa &#8211; l\u2019Italia incoraggia un approccio dialogante, trasparente, inclusivo, senza mai un filo di condiscendenza. La nostra credibilit\u00e0 e coerenza derivano dal pieno adeguamento dell\u2019ordinamento interno agli impegni assunti sul piano internazionale. Quindi, chi vuole essere ascoltato deve mettere in pratica i valori che proclama.<\/p>\n<p>Un caso emblematico \u00e8 l\u2019abolizione della pena di morte. Era il 1786 quando in Italia, per la prima volta al mondo, il Granducato di Toscana cancell\u00f2 completamente dal suo ordinamento la pena di morte. E\u2019 un momento della nostra storia che dimostra come nella societ\u00e0 italiana sia profondamente radicato un umanesimo genuino, liberale e solidale.<\/p>\n<p>Tutt\u2019oggi, l\u2019abolizione della pena di morte \u00e8 una battaglia che caratterizza la diplomazia italiana, alla pari di altre sfide importanti come: i diritti delle donne e delle bambine, in particolare le campagne contro le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci e forzati; i diritti dei bambini in situazioni di conflitto; i diritti delle persone con disabilit\u00e0; la libert\u00e0 di religione e di credo; e i diritti delle minoranze religiose.<\/p>\n<p>Ho citato alcuni diritti umani su cui la diplomazia italiana ha dedicato molte energie, ma attenzione a fare una classifica di diritti umani \u201cdi serie A\u201d o \u201cdi serie B\u201d. Non bisogna mai cadere in questo errore!<\/p>\n<p>Purtroppo, \u00e8 un equivoco piuttosto diffuso. Ma seguire delle priorit\u00e0 non significa stabilire una gerarchia di valori. I diritti umani hanno una natura intrinsecamente universale e quindi costituiscono un corpus unitario, inderogabile e indivisibile. Per esempio: la libert\u00e0 di religione non pu\u00f2 essere disgiunta dal diritto alla libert\u00e0 di espressione e di riunione.<\/p>\n<p>Dall\u2019interdipendenza tra i diritti umani consegue la necessit\u00e0 di una strategia condivisa tra vari attori che sono interessati a difenderli e a promuoverli.<\/p>\n<p>A livello nazionale, significa incoraggiare un intenso dialogo che tenga conto di tutti i punti di vista. Ricordo qui il grandissimo impegno del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani, incardinato alla Farnesina, che nel suo costante lavoro con la societ\u00e0 civile ha prodotto recentemente:<\/p>\n<p>-Il Primo Piano d\u2019Azione italiano su Imprese e Diritti Umani.<\/p>\n<p>-Il Terzo Piano d\u2019Azione italiano su Donne, Pace e Sicurezza.<\/p>\n<p>I diritti umani vanno difesi ogni giorno e con queste due nuove strategie, ampiamente condivise, la diplomazia italiana ha due\u00a0 strumenti in pi\u00f9 per avere successo.<\/p>\n<p>Difendere, tutelare e promuovere i diritti umani \u00e8 nel nostro interesse di sicurezza. Fateci caso: laddove i diritti fondamentali sono violati in maniera macroscopica, proprio l\u00ec scoppiano i conflitti e i focolai di crisi che minacciano la nostra sicurezza.\u00a0<\/p>\n<p>Oggi, nel Mediterraneo, quasi tutte le crisi che viviamo hanno radice nell\u2019intolleranza e nell\u2019estremismo, che strumentalizzano quelle differenze etniche, culturali e religiose, che invece hanno garantito prosperit\u00e0 &#8211; per millenni &#8211; in questo straordinario mare.\u00a0<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 il terrorismo, che sfrutta la religione per fomentare l\u2019odio e alimentare l\u2019instabilit\u00e0. Come ricordo sempre agli amici mussulmani: l\u2019obiettivo dei jihadisti non \u00e8 solo quello di dividere Occidente e Islam, ma anche di seminare discordia all\u2019interno della comunit\u00e0 islamica. I mussulmani sono le prime vittime del terrorismo.<\/p>\n<p>La contrapposizione non \u00e8 tra cristiani e mussulmani, o tra laici e religiosi, ma tra persone di pace e fanatici intolleranti.<\/p>\n<p>In vari Paesi &#8211; del mondo mussulmano come di quello cristiano &#8211; \u00e8 in gioco la scelta tra una visione della societ\u00e0 aperta che rispetta le minoranze e le categorie pi\u00f9 vulnerabili e un\u2019altra chiusa, integralista e oppressiva, centrata sul dominio egemonico delle maggioranze e sul rifiuto dell\u2019eterogeneit\u00e0.<\/p>\n<p>La sfida \u00e8 separare chi prega da chi spara. Dobbiamo estirpare le radici da cui trae alimento la furia distruttiva di chi, lungi dal professare una fede, intende piuttosto prendere in ostaggio una religione.<\/p>\n<p>Dobbiamo focalizzarci ancora di pi\u00f9 sui giovani. La scuola, le associazioni, i leader religiosi di ogni fede, noi tutti, dobbiamo fare di pi\u00f9 per prevenire la radicalizzazione, l\u2019intolleranza e la violenza. In tutti i luoghi dove si forma la giovent\u00f9 va diffuso un messaggio compatibile con il carattere pluralista e democratico della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019educazione ai diritti umani, in particolare, \u00e8 uno strumento di importanza fondamentale affinch\u00e9 ogni individuo acquisisca consapevolezza dei propri diritti, dai primi anni della scuola al liceo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi la grande sfida dei flussi migratori, che \u00e8 ancora un cantiere aperto dei diritti umani e che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 sotto il \u201cradar\u201d delle Nazione Unite, fra quest\u2019anno e il prossimo, con il negoziato e la definizione dei Compact ONU sui rifugiati e sui migranti.<\/p>\n<p>L\u2019Italia pu\u00f2 dire la sua, perch\u00e9 abbiamo sempre perseguito un approccio che ha armonizzato solidariet\u00e0 e sicurezza. &#8220;Solidariet\u00e0&#8221; perch\u00e9 abbiamo salvato e continueremo a salvare vite nel Mediterraneo. &#8220;Sicurezza&#8221; perch\u00e9 non abbiamo mai abbassato la guardia nell\u2019identificare ed annientare estremisti e trafficanti di esseri umani.<\/p>\n<p>La questione va sempre affrontata con una visione di lungo termine e di condivisione delle responsabilit\u00e0: perch\u00e9 essa rimarr\u00e0 nell\u2019agenda europea per anni e non pu\u00f2 essere affrontata in via emergenziale da uno o due Paesi in solitudine.<\/p>\n<p>L\u2019attuale carico di ogni responsabilit\u00e0 sulle spalle di un solo Paese guardiano della frontiera esterna non solo \u00e8 politicamente ingiusto, ma \u00e8 anche giuridicamente controverso, come sta emergendo in diverse cause di fronte alla Corte di Giustizia UE.<\/p>\n<p>E non rimaniamo a guardare. Nel frattempo ho convocato a Roma, il 6 luglio, una Riunione ministeriale con i Paesi di transito della crisi migratoria. Ci saranno tutti i principali Paesi africani interessati, i Paesi europei e le Organizzazioni internazionali specializzate.<\/p>\n<p>Vogliamo affrontare la questione con quello spirito di cooperazione e responsabilit\u00e0 condivisa che \u00e8 alla radice del multilateralismo. Chiederemo a Paesi come il Niger e la Libia di fare di pi\u00f9, ma incoraggeremo tutti anche a sostenere organizzazioni come UNHCR e OIM per difendere diritti e dignit\u00e0 dei migranti che si trovano nei campi di accoglienza africani in condizioni drammatiche.<\/p>\n<p>Questa nostra azione di contenimento dei flussi, pur nella salvaguardia dei diritti, \u00e8 anche essenziale per contrastare la principale minaccia per la tenuta delle nostre istituzioni democratiche e della stessa Unione Europea: la retorica dei populisti e nazionalisti che diffonde un clima di paura fra la gente.<\/p>\n<p>Quando la paura si diffonde, la storia ci insegna che la ruota del fanatismo pu\u00f2 riprendere a girare. Non possiamo stare a guardarla da lontano. Per fermarla, dobbiamo prendere posizione e intraprendere azioni coraggiose.<\/p>\n<p>Oggi, con i nazionalisti e populisti condividiamo la stessa democrazia, la stessa arena politica, ma non gli stessi valori ed obiettivi. Viviamo sotto lo stesso cielo, ma non vediamo lo stesso orizzonte.<\/p>\n<p>I fattori di rischio esistono eccome: negli ultimi anni, abbiamo visto crescere in Europa e in Italia razzismo, xenofobia, discriminazioni ed antisemitismo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 per caso che l\u2019anno scorso in Parlamento abbiamo approvato la Legge sul negazionismo, stabilendo una pena fino a sei anni di prigione per la negazione dell\u2019Olocausto. Inoltre, la Legge sanziona tutte le forme di istigazione basate sulla discriminazione religiosa, etnica o razziale.<\/p>\n<p>A proposito di discriminazioni, vorrei concludere con un pensiero su Costantino Mortati, nato in questa regione, a Corigliano Calabro, membro dell\u2019Assemblea costituente, professore di diritto costituzionale e giudice della Corte Costituzionale.<\/p>\n<p>A questo grande calabrese si devono molti principi e norme fondamentali delle nostra Costituzione, ma mi piace ricordarlo come \u201cil giurista dalla parte dei diritti delle donne\u201d<i>. <\/i><\/p>\n<p>Alla fine degli anni \u201850, nonostante la parit\u00e0 di genere fosse sancita dalla Costituzione, molte donne italiane restavano escluse dalle carriere pubbliche e dai vertici della pubblica amministrazione, a causa di vecchie leggi ancora in vigore.<\/p>\n<p>Rosa Oliva, una giovane laureata in Scienze Politiche, con l\u2019aiuto del Professore Mortati, divenuto suo avvocato difensore, port\u00f2 il caso alla Corte Costituzionale che nel maggio 1960 dichiar\u00f2 illegittime quelle leggi.<\/p>\n<p>Fu un passo fondamentale della storia del nostro Paese e per realizzarlo non servirono grandi manifestazioni o battaglie, ma solo coraggio ed intelligenza. Non servirono armi, ma solo giuristi, aule e sentenze. E\u2019 questa la bellezza dei diritti umani.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Catanzaro, 16 giugno 2017 (fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Chiarissimo Rettore, Cari Studenti, Signore e Signori, E\u2019 per me un grandissimo piacere visitare l\u2019Universit\u00e0 degli Studi \u201cMagna Graecia\u201d di Catanzaro. Dire \u201cMagna Graecia\u201d evoca l\u2019eccezionale influenza di queste terre, un tempo legate ad Atene, sul pensiero e sulla civilt\u00e0 occidentali, fondati sul [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[76],"class_list":["post-22164","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","tag-ministri-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22164","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22164"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22164\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}