{"id":22168,"date":"2017-07-07T13:25:50","date_gmt":"2017-07-07T11:25:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/07\/discorso-dell-on-ministro-all-universita\/"},"modified":"2017-07-07T13:25:50","modified_gmt":"2017-07-07T11:25:50","slug":"discorso-dell-on-ministro-all-universita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/07\/discorso-dell-on-ministro-all-universita\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino \u201cCarlo Bo\u201d &#8211; L\u2019internazionalizzazione delle universit\u00e0 e la politica estera italiana"},"content":{"rendered":"<p>Urbino, 15 giugno 2017<\/p>\n<p><i>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Magnifico Rettore,<\/p>\n<p>Gentili Professori,<\/p>\n<p>Cari studenti,<\/p>\n<p>Sono molto felice di essere qui oggi, in una delle universit\u00e0 pi\u00f9 antiche d\u2019Italia e d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Urbino \u00e8 sempre stata una citt\u00e0 aperta al mondo. I suoi pi\u00f9 illustri rappresentanti, come Raffaello, hanno usato il linguaggio globale della cultura e dell\u2019arte per interpretare e cambiare il mondo.<\/p>\n<p>Ancora oggi, continuiamo ad avere forte bisogno di questa attitudine di apertura e di internazionalizzazione, e mai di chiusura. Lo studio non \u00e8 un rifugio dall\u2019asperit\u00e0 del mondo, ma deve essere una guida a cambiare in meglio la nostra realt\u00e0, come diceva Carlo Bo, parlando di letteratura.<\/p>\n<p>In un mondo che si interroga sulla <i>\u201cfake news\u201d<\/i>, qui all\u2019Universit\u00e0 di Urbino non correte questo rischio, perch\u00e9 siete nel tempio del libero pensiero e dell\u2019analisi critica, dove la ricerca della verit\u00e0 \u00e8 il valore in assoluto pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Mi fa piacere che la Farnesina collabori con questa splendida e storica citt\u00e0 del sapere nell\u2019ambito della <i>Urbino Press Award<\/i>, che ogni anno attribuisce il riconoscimento dell\u2019Italia a un <i>reporter<\/i> o editorialista americano che si sia particolarmente distinto. Un premio molto prestigioso che negli anni \u00e8 stato attribuito a firme di primissimo piano del giornalismo americano.<\/p>\n<p>Il fatto di essere italiani ci avvantaggia in questo approccio di apertura al mondo, perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 da sempre una superpotenza della cultura, dell\u2019ingegno e della creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Siamo un Paese incline al dialogo con popoli, culture e fedi diverse, sia per collocazione geografica al centro del Mediterraneo, sia per nostra secolare predisposizione a commerciare con i vari quadranti del mondo.<\/p>\n<p>Questa inclinazione si riflette anche nel mondo universitario. I dati parlano chiaro: oggi nelle universit\u00e0 italiane ci sono pi\u00f9 di 70.000 studenti stranieri iscritti. Un altro dato interessate: per gli studenti americani, l\u2019Italia \u00e8 il secondo Paese per numero di studenti universitari dopo il Regno Unito.<\/p>\n<p>Nel mondo c\u2019\u00e8 una fortissima simpatia per l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Lo dimostra il fatto che oltre 2 milioni di stranieri scelgono di studiare la nostra lingua ogni anno; e il fatto che l\u2019italiano ha un bacino di 80 milioni di italo-discendenti.<\/p>\n<p>Un maggior numero di aziende, non solo italiane, utilizzano l\u2019italiano nelle campagne di comunicazione e nomi italiani per le loro aziende. L\u2019italiano \u00e8 la seconda lingua pi\u00f9 utilizzata, dopo l\u2019inglese, nelle insegne commerciali nel mondo.<\/p>\n<p>Non dobbiamo mai rinunciare alla nostra lingua in nome di un inglese globalizzato. E\u2019 importante conoscere le lingue straniere, ma \u00e8 grave rinunciare a promuovere la nostra bellissima lingua.<\/p>\n<p>Se rinunciamo alla nostra lingua, rinunciamo ad una parte di noi. Per questo ho difeso l\u2019italiano come lingua d\u2019esame per i concorsi di accesso all\u2019UE. E la Corte di Giustizia europea ci ha dato ragione.<\/p>\n<p>Oggi sono qui per parlarvi dell\u2019internazionalizzazione del nostro sistema universitario, che per me significa rimettere i giovani al centro del sistema. Dobbiamo dare priorit\u00e0 assoluta ai capitoli della formazione, dell\u2019imprenditorialit\u00e0 e dell\u2019accesso al lavoro.<\/p>\n<p>Liberare le energie giovanili vuol dire in primo luogo investire nelle strategie di innovazione culturale e nella qualit\u00e0 del modello formativo.<\/p>\n<p>Uno studente italiano che va all\u2019estero o uno studente straniero che viene in Italia, grazie alle opportunit\u00e0 dell\u2019internazionalizzazione, genera ricchezza per il nostro Paese in tutti e due i sensi.<\/p>\n<p>Creiamo \u201cgiovani ambasciatori\u201d della nostra cultura, del nostro stile di vita, del nostro modo di pensare e del <i>\u201cmade in Italy\u201d<\/i>.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Vorrei raccontarvi la storia di Shatha Bannoura, una giovane palestinese che ha studiato in Italia, una storia che qualche tempo fa ha attirato la mia attenzione.<\/p>\n<p>\u201cDa Betlemme a Milano, andata e ritorno\u201d, Shatha ha intitolato cos\u00ec la sua esperienza di studio in Italia, che ha definito l\u2019esperienza pi\u00f9 bella della sua vita.<\/p>\n<p>Dopo la laurea presso l\u2019Universit\u00e0 di Betlemme, Shatha ha frequentato a Milano un Master in Relazioni Internazionali <i>(Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore). <\/i><\/p>\n<p>Shatha \u00e8 tornata in Palestina dove ha mosso i suoi primi passi nel mondo del lavoro in una ONG che assiste gli artigiani di Betlemme, divenuta membro della <i>World \u201cFair Trade\u201d Organization. <\/i><\/p>\n<p>Shatha ha contribuito alla crescita della sua Palestina. E questo \u00e8 anche un nostro interesse nazionale.<\/p>\n<p>Ci sono poi tanti italiani che vanno all\u2019estero, che sono una risorsa straordinaria per il nostro Paese.<\/p>\n<p>Mi ha molto colpito la storia di Livio Valenti, che qualche anno fa ottenne una borsa di studio per studiare negli Stati Uniti <i>(ad Harvard)<\/i> e quindi inizi\u00f2 il suo viaggio da Milano a Boston.<\/p>\n<p>Livio \u00e8 stato eletto da <i>Forbes<\/i> tra i \u201c30 under 30\u201d pi\u00f9 influenti del mondo nel settore scientifico e sanitario.<\/p>\n<p>La sua idea \u00e8 semplice e geniale: se \u00e8 difficile congelare e trasportare i vaccini verso i Paesi in via di sviluppo, allora dobbiamo creare nuovi vaccini che non devono essere refrigerati! E ha avviato una <i>start-up<\/i>.<\/p>\n<p>Poche settimane fa Livio \u00e8 stato invitato ad intervenire al Foro delle Nazioni Unite su Scienza, Tecnologie ed Innovazione a New York, dove ha rappresentato l\u2019ingegno italiano.<\/p>\n<p>Sono due storie affascinanti, quella di Shatha e di Livio, che ci invitano a cogliere le opportunit\u00e0 che ci offre il mondo globale. Ma andare all\u2019estero per studiare, perfezionarsi o lavorare deve essere una scelta libera, non un obbligo dovuto all\u2019assenza di opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 una scelta libera allora s\u00ec che \u00e8 la chiave della \u201ccittadinanza globale\u201d. E quando questi ragazzi ritornano in Italia, con una \u201cformazione globale\u201d, danno un contributo fondamentale al nostro Paese.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019internazionalizzazione fa bene agli studenti, perch\u00e9 \u00e8 come un agone<br \/>culturale che serve a voi studenti per fortificarvi e affrontare con personalit\u00e0 le sfide dell\u2019avvenire.<\/p>\n<p>L\u2019internazionalizzazione crea un valore durevole per gli studenti, perch\u00e9 possono contare su una rete di conoscenze ed amicizie utile per tutta la loro vita.<\/p>\n<p>L\u2019internazionalizzazione fa bene alle aziende, perch\u00e9 dalle Universit\u00e0 pi\u00f9 internazionalizzate possono scegliere gli studenti pi\u00f9 brillanti al mondo.<\/p>\n<p>L\u2019internazionalizzazione fa bene alla politica estera, perch\u00e9 rafforza i rapporti fra l\u2019Italia e i Paesi d\u2019origine o destinazione degli studenti.\u00a0<\/p>\n<p>Per tutte queste ragioni, insieme al MIUR, la Farnesina ha elaborato un Piano strategico per l\u2019internazionalizzazione delle universit\u00e0 2017\/2020.<\/p>\n<p>E\u2019 un Piano che abbiamo lanciato lo scorso 28 marzo, alla Farnesina, in occasione degli Stati Generale per la Promozione all\u2019estero della formazione superiore italiana, coinvolgendo: Ministeri, universit\u00e0, associazioni e anche le imprese; perch\u00e9 crediamo che sia importante lavorare con chi dovr\u00e0 un giorno assumere i giovani laureati.<\/p>\n<p>Il Piano identifica le nostre priorit\u00e0 geografiche e stabilisce un programma di lavoro. Oltre ai Paesi del Mediterraneo e dei Balcani &#8211; che rimangono per noi sempre prioritari &#8211; i Paesi dove intendiamo svolgere nuove azioni sono: Cina, India, USA, Argentina, Etiopia, Iran, Israele e \u00a0Messico.<\/p>\n<p>Ogni anno individueremo dei Paesi nei quali organizzare dei <i>Roadshow<\/i> di presentazione e di promozione del sistema italiano di formazione superiore.<\/p>\n<p>Per il 2017 iniziamo con la Cina e l\u2019India. Per il 2018 punteremo invece agli Stati Uniti, partecipando alla NAFSA (Association of International Educators), la pi\u00f9 importante fiera al mondo nel settore della formazione superiore.<\/p>\n<p>Intendiamo valorizzare settori disciplinari che siano di interesse del nostro sistema delle imprese, della ricerca, dell\u2019alta tecnologia, della creativit\u00e0 artistica e del design.<\/p>\n<p>Vi posso assicurare che la Farnesina ce la sta mettendo tutta!<\/p>\n<p>Gi\u00e0 l\u2019anno scorso abbiamo rilasciato oltre 100.000 visti per studio. E per gli studenti che &#8211; per vari motivi &#8211; hanno dovuto interrompere gli studi, oggi \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di visto di reingresso per riprendere il percorso.<\/p>\n<p>Tra le altre innovazioni per migliorare le procedure d\u2019ingresso per studio, ricordo i Programmi Marco Polo e Turandot a favore dei cittadini cinesi, che a partire da questo anno accademico possono abbinare periodi di studio della lingua italiana di 8 mesi, prima della frequenza universitaria.<\/p>\n<p>Ci sar\u00e0 molto da fare sul piano della comunicazione, per rendere pi\u00f9 attraente e pi\u00f9 visibile la nostra offerta formativa.<\/p>\n<p>Da parte nostra, ci siamo impegnati a rivedere il sito web <i>UniversItaly<\/i>. Perch\u00e9 se intendiamo veramente attrarre studenti stranieri di qualit\u00e0, dobbiamo progettare siti web universitari mirati e in tante diverse lingue straniere.<\/p>\n<p>Mi congedo da voi con un messaggio e un augurio, come rivolgo sempre ai giovani.<\/p>\n<p>\u00a0Il messaggio \u00e8 di essere sempre aperti al mondo e di non avere aver paura n\u00e9 delle crisi che affliggono il mondo, n\u00e9 delle vostre idee che possono contribuire a cambiare in meglio la realt\u00e0.<\/p>\n<p>E se la realt\u00e0 vi appare scoraggiante, allora vi dico: prendete in mano il vostro futuro e impegnatevi per cambiarla. Ma non restate mai indifferenti.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019augurio che vi rivolgo \u00e8 di restare sempre liberi e pronti a difendere \u2013 senza paura \u2013 le vostre idee e i vostri valori.<\/p>\n<p>Questa, secondo me, \u00e8 la lezione pi\u00f9 importante che vi pu\u00f2 trasmettere l\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie mille.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Urbino, 15 giugno 2017 (fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Magnifico Rettore, Gentili Professori, Cari studenti, Sono molto felice di essere qui oggi, in una delle universit\u00e0 pi\u00f9 antiche d\u2019Italia e d\u2019Europa. Urbino \u00e8 sempre stata una citt\u00e0 aperta al mondo. 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