{"id":22200,"date":"2017-06-05T15:17:29","date_gmt":"2017-06-05T13:17:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/06\/discorso-dell-on-ministro-in-occasione_1\/"},"modified":"2017-06-05T15:17:29","modified_gmt":"2017-06-05T13:17:29","slug":"discorso-dell-on-ministro-in-occasione_1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/06\/discorso-dell-on-ministro-in-occasione_1\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro in occasione dell\u2019incontro con gli Ambasciatori dei Paesi arabi"},"content":{"rendered":"<p><em>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Signor Ambasciatore del Marocco e Decano Arabo, Hassan Abouyoub<\/p>\n<p>Signor Ambasciatore della Lega Araba, Mubarak Bin Rashi al Buainin<\/p>\n<p>Signori Ambasciatori e Incaricati d\u2019Affari<\/p>\n<p>Signore e Signori<\/p>\n<p>Ramadan Mubarak!<\/p>\n<p>Sono molto felice di questa occasione di incontro e di dialogo &#8211; aperto, franco e sincero &#8211; su tante questioni di nostro interesse comune.<\/p>\n<p>Come sapete, in politica estera, ho posto grande accento quest\u2019anno sul Mediterraneo, perch\u00e9 \u00e8 un mare che ci unisce con i Paesi arabi.<\/p>\n<p>Il Mediterraneo \u00e8 un grande crocevia di diverse culture che nei millenni si sono incontrate. La regione dove sono cresciuto, la Sicilia, oltre che dall\u2019influenza fenicia, greca, romana e bizantina, \u00e8 stata profondamente arricchita da quella araba.<\/p>\n<p>Il \u201cperiodo arabo\u201d della Sicilia va dall\u2019827 al 1100. Sono pi\u00f9 di 270 anni. Un momento storico pi\u00f9 lungo dell\u2019Unit\u00e0 dell\u2019Italia. Quindi, l\u2019influenza araba sulla cultura siciliana \u00e8 stata enorme e la si vede ancora oggi nei nomi delle citt\u00e0 (come Alcamo, Mazara, Sciacca, Modica, Caltanissetta, Favara), dei quartieri (Bibirria, Kalsa), e delle persone.<\/p>\n<p>Quando spesso cito lo \u201cspirito di Palermo\u201d mi riferisco anche alle radici arabo-musulmane della Sicilia. Gli arabi prima, e i normanni dopo, crearono un periodo speciale, di crescita culturale, di tolleranza e di progresso. Il centro storico di Palermo \u00e8 oggi patrimonio dell\u2019UNESCO, con la sua architettura arabo-normanna e con i nomi delle sue vie in latino, greco, arabo ed ebraico.<\/p>\n<p>E molti anni pi\u00f9 tardi, l\u2019influsso della cultura scientifica araba influenz\u00f2 anche il\u00a0 Rinascimento, tanto nel campo della fisica, quanto nella matematica, nell\u2019astronomia, nella medicina e nelle scienze naturali.<\/p>\n<p>Dobbiamo molto anche al commercio. Perch\u00e9 il commercio precedette ogni altro mezzo di comunicazione, nel Mediterraneo, tra l\u2019Europa e il mondo musulmano.<\/p>\n<p>Ancora oggi &#8211; sono convinto &#8211; il Mediterraneo \u00e8 un \u201cmare di opportunit\u00e0\u201d, seppure non manchino per noi le sfide per cogliere appieno il potenziale di questo straordinario mare.<\/p>\n<p>Sfide &#8211; sono altrettanto convinto &#8211; che dobbiamo affrontare insieme, rafforzando la cooperazione e il coordinamento tra i nostri Paesi: sia nella lettura di ci\u00f2 che accade, sia nell\u2019adozione delle misure pi\u00f9 adatte a superare le sfide insieme.<\/p>\n<p>E\u2019 questo lo spirito che vorrei dare all\u2019incontro di oggi. E ringrazio ancora l\u2019Ambasciatore del Marocco e l\u2019Ambasciatore della Lega Araba per il loro ampio e completo inquadramento.<\/p>\n<p>Inizio la mia riflessione dal processo di pace israelo-palestinese che a giusto titolo avete considerato un tema prioritario. Condivido il senso di urgenza e la necessit\u00e0 che rimanga in cima alle priorit\u00e0 internazionali, verso l\u2019obiettivo di una soluzione equa e condivisa.<\/p>\n<p>La prospettiva dei due Stati \u00e8 nell\u2019interesse di entrambe le Parti coinvolte, quella che pu\u00f2 meglio preservare la stabilit\u00e0 regionale. La comunit\u00e0 internazionale pu\u00f2 e deve giocare un ruolo di sostegno e incoraggiamento alle Parti, ma non pu\u00f2 sostituirsi a loro, nell\u2019assumersi la responsabilit\u00e0 di scelte politiche coraggiose per ottenere la pace.<\/p>\n<p>Ho seguito con interesse il viaggio del Presidente Trump in Israele e in Palestina. E subito dopo, qui a Roma, ho incontrato l\u2019Inviato americano Jason Greenblatt. Gli ho detto che l\u2019Italia \u00e8 pronta a dare il suo sostegno &#8211; agli USA e agli altri Partner arabi chiave &#8211; verso l\u2019obiettivo di due Stati, Israele e Palestina, che vivono in pace e in sicurezza, con frontiere stabilite di comune accordo.<\/p>\n<p>Come espresso in tante Conclusioni europee: l\u2019Italia e l\u2019Unione Europea non riconosceranno alcun cambiamento alle frontiere pre-1967, incluso con riguardo a Gerusalemme, all\u2019infuori di quelle liberamente concordate dalle Parti.<\/p>\n<p>Vorrei evidenziare due ulteriori punti.<\/p>\n<p>Primo, la riconciliazione nazionale palestinese \u00e8 elemento essenziale non solo per il raggiungimento della soluzione dei due Stati, ma soprattutto per il bene stesso della popolazione palestinese.<\/p>\n<p>Secondo, \u00e8 vitale profondere ogni sforzo per combattere l\u2019incitamento e la violenza, che non hanno alcuna giustificazione. Su questo aspetto ho apprezzato l\u2019impegno personale del Presidente Mahmoud Abbas.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 se i terroristi vengono considerati martiri sar\u00e0 difficile ottenere la pace; cos\u00ec come non aiuta l\u2019espansione degli insediamenti. Infine, esprimo sollievo per la fine dello sciopero della fame dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, che ci aveva per molti giorni preoccupati. \u00a0<\/p>\n<p>La lotta al terrorismo \u00e8 il secondo tema su cui vorrei riflettere con voi. Sono convinto che dobbiamo infondere nuove energie nella Coalizione anti-Daesh. E\u2019 impegno a tutto campo e di lungo periodo.<\/p>\n<p>Non possiamo mai abbassare la guardia e dobbiamo essere sempre pi\u00f9 determinati &#8211; insieme &#8211; per contrastare i suoi canali di finanziamento illecito, la sua narrativa violenta, e i rischi di radicalizzazione alimentati dai <i>\u201creturning fighters\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>Non dimentichiamoci che i Paesi arabi sono le principali vittime del terrorismo. \u00a0Conoscendolo molto da vicino, possono costituire una forza vitale nel suo contrasto, e offrire nuove idee su come rimuovere le condizioni che ne alimentano <i>l\u2019appeal<\/i> soprattutto tra le fasce giovanili.<\/p>\n<p>Al Vertice G7 di Taormina abbiamo posto la lotta contro il terrorismo in primo piano, con una maggiore attenzione sui gruppi pi\u00f9 vulnerabili al richiamo degli estremisti, come i giovani. Abbiamo lanciato un forte segnale ai <i>provider<\/i> di internet per mettere off-line l\u2019internet del terrore. Quello spazio oscuro della rete che attrae e radicalizza tanti giovani, cos\u00ec in Europa come nei Paesi mussulmani.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019attentato di Manchester ci fa capire, ancora una volta, quanto sia importante l\u2019attenzione e la comunicazione diretta ai giovani. Come facciamo noi ad \u201carruolarli\u201d nel campo dei \u201cmoderati\u201d quando in Libia, ad esempio, la disoccupazione sfiora il 40%? Quando si stimano 250.000-350.000 giovani attirati dai gruppi radicali? Non sono domande retoriche. Sono domande che richiedono una nostra forte azione comune. Nei giovani c\u2019\u00e8 la nostra speranza per vincere la guerra contro il terrorismo.<\/p>\n<p>Daesh rimarr\u00e0 ancora a lungo la minaccia pi\u00f9 grave per la sicurezza di tutti i nostri Paesi. Anche quando avremo liberato i territori dove il terrorismo \u00e8 attecchito, come in Iraq, dovremo continuare ad investire a lungo nelle stabilizzazione di queste aree. Significa promuovere formule inclusive di dialogo politico e di riconciliazione.<\/p>\n<p>La drammatica crisi siriana \u00e8 per me un pensiero costante. Dopo gli attacchi chimici di Idlib, ho convocato al G7 dei Ministri degli Esteri di Lucca una inedita riunione straordinaria allargata ai Paesi della regione (G7 + Arabia Saudita, Turchia, Emirati, Giordania e Qatar).<\/p>\n<p>Non era affatto scontato che si potesse realizzare. Ci siamo riusciti senza la pretesa di protagonismo, ma con molto realismo. Abbiamo lavorato per rilanciare l\u2019azione diplomatica e per ristabilire fiducia nel dialogo Washington-Mosca sulla Siria.<\/p>\n<p>Abbiamo esortato Russia e Iran ad esercitare la loro influenza su Damasco per far rispettare il cessate il fuoco, aprire gli accessi umanitari nelle zone assediate, oltre che adempiere agli obblighi internazionali in materia di uso di armi chimiche.<\/p>\n<p>Dobbiamo persuadere l\u2019Iran &#8211; con tutta la franchezza e il pragmatismo necessari &#8211; a cogliere l\u2019opportunit\u00e0 offerta dall\u2019accordo sul nucleare. Per operare in modo costruttivo nella risoluzione delle crisi regionali e nel ristabilimento del dialogo politico con i Paesi Arabi, e riducendo la pressione delle milizie sciite quale elemento di disturbo.<\/p>\n<p>Sempre in Siria, siamo confrontati con una nuova dinamica, che presenta opportunit\u00e0, ma anche grandi rischi: siamo aperti all\u2019applicazione delle intese di Astana, ma allo stesso tempo occorre scongiurare il pericolo che le \u201czone sicure\u201d o \u201caree di de-escalation\u201d possano cristallizzarsi in sfere di influenza o una spartizione de facto del Paese.<\/p>\n<p>Astana non \u00e8 un foro per discussioni politiche sul futuro della Siria. La sua funzione &#8211; cruciale, in questa fase &#8211; rimane ancillare rispetto ai colloqui di Ginevra.<\/p>\n<p>Soltanto attraverso un percorso di transizione credibile, mediato dall\u2019ONU e nel rispetto della Ris. 2254, si potranno risolvere i nodi politici della crisi. E\u2019 quindi fondamentale ribadire un sostegno deciso al processo negoziale di Ginevra, grazie agli sforzi profusi dall\u2019Inviato dell\u2019ONU, de Mistura.<\/p>\n<p>Con riguardo alla Libia, nelle ultime settimane il processo politico aveva dato segnali di rinnovata vitalit\u00e0, grazie all\u2019incontro tra Aghila Saleh e Sweili a Roma, seguito quello tra Serraj e Haftar ad Abu Dhabi.<\/p>\n<p>Ma i gravi episodi di violenza nel Sud del Paese, e i recenti scontri a Tripoli, dimostrano quanto sia accidentato il percorso verso il consolidamento e la stabilizzazione del Paese. Lavoriamo affinch\u00e9 le armi cessino di sparare. L\u2019ultima cosa che vorremmo vedere \u00e8 che si riapra una porta al terrorismo, a causa delle tensioni.<\/p>\n<p>La soluzione della crisi libica pu\u00f2 essere solo politica. Siamo convinti che solamente con un processo inclusivo, con una forte <i>ownership <\/i>libica, nel quadro dell\u2019Accordo Politico Libico (LPA), \u00e8 possibile stabilizzare il paese e consolidare le sue istituzioni.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 stata tra i primi a dire che il Gen. Haftar \u00e8 un interlocutore che deve essere parte dell\u2019equazione di pace e di sicurezza della Libia. Allo stesso tempo, Haftar non rappresenta la soluzione ai problemi della Libia. Deve accettare un ruolo in una struttura di sicurezza unificata, sottoposta all\u2019autorit\u00e0 civile.<\/p>\n<p>La coesione della comunit\u00e0 internazionale, che l\u2019Italia ha sempre favorito, pu\u00f2 fare la differenza anche in questa fase. L\u2019instabilit\u00e0 politica e l\u2019insicurezza possono compromettere la riconciliazione politica e il contrasto al terrorismo. Ci\u00f2 richiede forze unificate.<\/p>\n<p>Infine, lasciatemi dire che siamo grati per l\u2019azione che la famiglia araba sta portando avanti a sostegno del processo di consolidamento istituzionale e di riconciliazione in Libia, anche in seno al \u201cQuartetto\u201d (UE, ONU, Unione Africana e Lega Araba).<\/p>\n<p>Vorrei cogliere questa occasione anche per esprimere le mie condoglianze all\u2019Egitto per il vile attentato, di qualche giorno fa, contro i cristiani copti.<\/p>\n<p>Ricordo come tutte le comunit\u00e0 etniche e confessionali rappresentano una componente essenziale della storia e delle societ\u00e0 del Mediterraneo e del Medio Oriente, fra cui quelle cristiane. Perch\u00e9 facciamo parte di grandi civilt\u00e0 che hanno prodotto la loro opera pi\u00f9 bella di cooperazione nel rispetto reciproco e garantendo la libert\u00e0 di religione. I terroristi cercano di dividerci ma non ci riusciranno.<\/p>\n<p>E\u2019 mia forte intenzione stimolare un dialogo sempre pi\u00f9 intenso sui temi dell\u2019integrazione, dello sviluppo, della crescita, della cooperazione e della sicurezza nel Mediterraneo allargato.<\/p>\n<p>Per questo motivo ho gi\u00e0 invitato alcuni leader dei vostri Paesi &#8211; e ne inviter\u00f2 altri nei prossimi giorni &#8211; a partecipare alla terza edizione dei <i>MED-Rome Mediterranean Dialogues<\/i> (30 novembre-2 dicembre) per sviluppare un confronto proficuo di idee e di esperienze su tutti i temi pi\u00f9 rilevanti per il nostro futuro comune, e soprattutto per le nostre giovani generazioni.<\/p>\n<p>Concludo, ricordando che sar\u00e0 un grande piacere ritrovarvi questa sera per l\u2019Iftar che ho l\u2019onore di offrirvi a Villa Madama.<\/p>\n<p>Grazie mille.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Signor Ambasciatore del Marocco e Decano Arabo, Hassan Abouyoub Signor Ambasciatore della Lega Araba, Mubarak Bin Rashi al Buainin Signori Ambasciatori e Incaricati d\u2019Affari Signore e Signori Ramadan Mubarak! 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