{"id":22210,"date":"2017-06-05T11:43:48","date_gmt":"2017-06-05T09:43:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/06\/discorso-dell-on-ministro-all-evento_0\/"},"modified":"2017-06-05T11:43:48","modified_gmt":"2017-06-05T09:43:48","slug":"discorso-dell-on-ministro-all-evento_0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/06\/discorso-dell-on-ministro-all-evento_0\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro all\u2019evento LUISS \u201cProgetto Mediterraneo\u201d sul tema \u201cLa politica estera italiana e le crisi nel Mediterraneo\u201d"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\" style=\"text-align: left;\">Roma, 16 maggio 2017<\/p>\n<p align=\"center\" style=\"text-align: left;\"><em>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/em><\/p>\n<p align=\"center\" style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Presidente Emma Marcegaglia, (Presidente della LUISS)<\/p>\n<p>Chiarissimo Rettore Paola Severino, (Rettore della LUISS)<\/p>\n<p>Direttore Giovanni Lo Storto, (DG della LUISS)<\/p>\n<p>E\u2019 un grande piacere essere qui per questa bellissima iniziativa della LUISS e della Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo. Saluto e ringrazio tutti i presenti e le persone che interverranno assieme a me. Saluto in particolare gli ospiti stranieri: il Presidente di Malta, Marie Louise Coleiro Preca (in collegamento Skype) e il Presidente dell\u2019Universit\u00e0 di Petra, Marwan El Muwalla.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Nessun mare al mondo ha avuto una fioritura di civilt\u00e0 simile a quelle del Mediterraneo, che hanno lasciato il loro segno nell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Un\u2019umanit\u00e0 che talvolta abbiamo rischiato di smarrire, posti di fronte alle grandi sfide che le onde del Mediterraneo hanno provocato.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019onda pi\u00f9 alta del Mediterraneo \u00e8 quella della crisi migratoria.<\/p>\n<p>Ma come italiani possiamo essere fieri. Perch\u00e9 con coraggio e solidariet\u00e0 abbiamo salvato migliaia di vite umane. Abbiamo difeso l\u2019onore dell\u2019Europa. Queste non sono le mie parole, ma del Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker.<\/p>\n<p>Io direi di pi\u00f9: abbiamo messo l\u2019Italia e l\u2019Europa dalla parte giusta della storia; abbiamo salvato l\u2019anima all\u2019Europa; perch\u00e9 l\u2019anima e il destino dell\u2019Europa sono nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Come diceva Aldo Moro: <i>\u201cnessuno \u00e8 chiamato a scegliere tra l\u2019essere in Europa e essere nel Mediterraneo, poich\u00e9 l\u2019Europa intera \u00e8 nel Mediterraneo\u201d. <\/i><\/p>\n<p>Abbiamo un destino comune nel Mediterraneo. Eppure tantissimi Europei hanno alimentato l\u2019illusione di poter separare il loro destino da questo Mare. E l\u2019Italia si \u00e8 trovata da sola di fronte alle crisi: dal collasso della Libia all\u2019ondata migratoria, dal massiccio arrivo di rifugiati dalla Siria all\u2019offensiva di Daesh dalla Tunisia fino all\u2019Iraq.<\/p>\n<p>Provate ad immaginare il planisfero della Terra con i suoi grandi oceani: il Mediterraneo al confronto di altri mari sembra \u00a0un piccolo lago, ma \u00e8 dentro quelle acque che si sono giocati e continuano a giocarsi i destini dell\u2019Europa e del mondo.\u00a0<\/p>\n<p>Giorgio La Pira diceva: <i>\u201cIl Mediterraneo \u00e8 come la prosecuzione del Lago Tiberiade: un mare piccolo, un lago, dove ancora una volta giochiamo i destini del mondo, i destini di pace, di sicurezza e di libert\u00e0\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 negare che nel Mediterraneo si concentrano alcune delle crisi pi\u00f9 rilevanti per la sicurezza e la stabilit\u00e0.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>I primi a fare i conti con questa realt\u00e0, in Europa, sono stati partiti politici tradizionali, che si sono trovati sotto pressione simultaneamente su tre fronti: quello del terrore; quello dei flussi migratori; e quello di una fragilissima crescita economica.\u00a0 Ed \u00e8 bastato poco per i populisti ad appiccare il loro incendio.\u00a0<\/p>\n<p>Ecco, l\u2019instabilit\u00e0 nel Mediterraneo \u00e8 come un \u201cvento caldo di scirocco\u201d che soffia sul \u201cfuoco dei populisti e demagoghi\u201d.<\/p>\n<p>Se vogliamo evitare che l\u2019incendio populista si diffonda e bruci i cardini della nostra democrazia, l\u2019Europa non deve pi\u00f9 far finta di ignorare le crisi del Mediterraneo.<\/p>\n<p>Se vogliamo garantire seriet\u00e0, razionalit\u00e0 e profondit\u00e0 al dibattitto europeo, dobbiamo concentrarci sempre di pi\u00f9 sulla stabilizzazione del Nord Africa.<\/p>\n<p>E\u2019 un dibattitto che non ha solo connotati di politica estera, ma anche e soprattutto risvolti di politica interna: perch\u00e9 c\u2019\u00e8 in ballo la tenuta delle nostre istituzioni democratiche e due visioni profondamente diverse: fra chi crede nella via della crescita, dello sviluppo e della prosperit\u00e0 nel Mediterraneo e chi invece vuole costruire muri.<\/p>\n<p>E\u2019 un dibattito che non \u00e8 pi\u00f9 fra destra e sinistra ma fra chi: \u00e8 pragmatico e vede nell\u2019Europa unita la possibilit\u00e0 di essere protagonisti nel Mediterraneo; e chi crede che distruggendo l\u2019Europa saremo in qualche modo pi\u00f9 capaci, da soli e separati, a fronteggiare le crisi.<\/p>\n<p>In un Mediterraneo ancora in tempesta, sulla \u201cbussola\u201d della diplomazia italiana ed europea ci sono tre \u201cpunti cardinali\u201d irrinunciabili, che sono al cuore della mia azione sin dal primo giorno di lavoro alla Farnesina:<\/p>\n<ol>\n<li>\u00a0 Primo: la stabilizzazione della Libia e la fine del conflitto siriano, due crisi strettamente correlate a quella migratoria ed alla minaccia del terrorismo.<\/li>\n<li>\u00a0 Secondo: l\u2019orientamento verso Sud della NATO e il progetto di Difesa Comune Europea, per garantire una sicurezza pi\u00f9 al passo con i tempi e concentrata sulle minacce asimmetriche che provengono da Mediterraneo.<\/li>\n<li>\u00a0 Terzo: una pi\u00f9 robusta diplomazia economica nel Mediterraneo, perch\u00e9 non dimentichiamo che il crollo dei mercati libico e siriano \u00e8 costato caro alla nostra economia: si stimano oltre 20 miliardi di euro in opportunit\u00e0 di commercio perse, per non parlare dei rischi alla sicurezza energetica.<\/li>\n<\/ol>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>La crisi migratoria prolifera soprattutto a causa della perdurante instabilit\u00e0 della Libia. Ma il fenomeno migratorio \u00e8 sia il sintomo dell\u2019instabilit\u00e0 in Africa, sia la causa della propagazione dei movimenti populisti in Europa. \u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Sono convinto che per neutralizzare gli argomenti demagogici di tanti movimenti populisti, occorra contenere il flusso migratorio che attraversa la rotta del Mediterraneo Centrale.<\/p>\n<p>La questione va affrontata con una visione di lungo termine e di condivisione delle responsabilit\u00e0: perch\u00e9 essa rimarr\u00e0 nell\u2019agenda europea per anni e non pu\u00f2 essere affrontata in via emergenziale da uno o due Paesi in solitudine.<\/p>\n<p>Bisogna anche comprendere le cause pi\u00f9 profonde di questa crisi: il collasso dei sistemi politici nel Medio Oriente &#8211; in Libia, come in Siria, Iraq e Yemen &#8211; e l\u2019esponenziale crescita demografica africana. Entro il 2050, l\u2019Africa raddoppier\u00e0 la popolazione a circa 2,4 miliardi.<\/p>\n<p>La coesistenza di un continente africano ancora poco sviluppato, giovane e popoloso, e di una vicina Europa &#8211; ricca ma sempre pi\u00f9 anziana &#8211; genera una pressione migratoria che alcuni hanno persino descritto come \u201cfisiologica\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 quindi illusorio dire che con l\u2019Accordo con la Turchia si sia risolto il problema, trascurando il fatto che la rotta del Mediterraneo Centrale continua ad essere sfruttata da trafficanti senza scrupoli che hanno fatto sbarcare in Italia, negli ultimi tre anni, pi\u00f9 di 500.000 persone.<\/p>\n<p>Bisogna prendere coscienza della realt\u00e0: sulla rotta del Mediterraneo Centrale c\u2019\u00e8 un nuovo \u201ccheckpoint Charlie\u201d di nome Lampedusa. Ed \u00e8 proprio l\u00e0 che si \u00e8 posta la frontiera tra uno spazio di libert\u00e0 e benessere e uno spazio da cui fuggire.<\/p>\n<p>Nelle more del processo di riconciliazione libica, e cio\u00e8 fintanto che le autorit\u00e0 nazionali libiche non avranno riottenuto il controllo del loro territorio, occorrer\u00e0 lavorare con i principali partner europei, con l\u2019UE stessa, con l\u2019OIM e con l\u2019UNHCR perch\u00e9 i principali Paesi di transito, come il Niger, realizzino un maggiore filtro dei flussi migratori.<\/p>\n<p>Con questo obiettivo ho firmato a marzo un accordo con il quale ho voluto destinare 50 milioni di Euro al bilancio del Niger per contribuire ad un pi\u00f9 efficace controllo della frontiera tra Niger e Libia.<\/p>\n<p>Con questo stesso spirito ho convocato a Roma il 6 luglio, d\u2019intesa con il Ministro degli Esteri tedesco Gabriel e l\u2019Alto Rappresentante Mogherini, una riunione ministeriale con i Paesi di transito.<\/p>\n<p>E poi, come dicevo, sar\u00e0 comunque necessario stabilizzare la Libia. Per riuscire in questa strategia, ho perseguito un approccio a tutto campo:<\/p>\n<p>-Mi sono impegnato a rimettere il Mediterraneo e la Libia sulla mappa della politica estera europea.<\/p>\n<p>-Appena le condizioni lo hanno permesso, abbiamo riaperto la nostra Ambasciata a Tripoli, che si \u00e8 rivelata una scelta strategica per assistere il Paese.<\/p>\n<p>-Continuiamo a sostenere con determinazione il dialogo fra l\u2019Est e l\u2019Ovest, convinti che un processo politico inclusivo \u00e8 l\u2019unica via d\u2019uscita dalla crisi.<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019incontro tra il Presidente del Parlamento di Tobruk Saleh e il Presidente del Consiglio di Stato di Tripoli Sweili, avvenuto a Roma il 21 aprile, \u00e8 stato un importante passo avanti nel senso del dialogo tra i libici che noi incoraggiamo. Oggi possiamo dire che la \u201cporta del dialogo \u00e8 aperta\u201d.<\/p>\n<p>-Ho poi lanciato il Fondo Africa di 200 milioni di euro, con la Libia fra i suoi Paesi prioritari, che da operativit\u00e0 all\u2019Accordo sui flussi migratori firmato con Tripoli e che consentir\u00e0 di finanziare l\u2019intesa tra le trib\u00f9 della regione meridionale di Sabha, raggiunta sempre a Roma a marzo. Rimane saldo il principio che bisogna combinare solidariet\u00e0 e sicurezza, ma ora c\u2019\u00e8 pi\u00f9 attenzione sulle cause profonde delle migrazioni e sulla responsabilizzazione dei Paesi di origine e di transito.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>-Con un contributo di 10 milioni di euro dal Fondo Africa sosterremo il Piano per la Libia di UNHCR. E\u2019 cruciale che l\u2019ONU abbia acceso ai centri di detenzione dei migranti e svolga operazioni di registrazione, assistenza umanitaria e tutela dei diritti umani sul terreno.<\/p>\n<p>-E durante la mia recente missione a Tripoli, ho anche proposto di rilanciare il dialogo economico: l\u2019idea \u00e8 di costruire in Sicilia, in tempi rapidi, un\u2019occasione di incontro tra le imprese italiane che vogliono investire in Libia e il Governo libico.<\/p>\n<p>Non abbiamo il lusso di fermarci ora &#8211; serve un\u2019accelerazione &#8211; soprattutto in vista di due importanti occasioni per compiere ulteriori progressi: il Vertice G7 di Taormina, il 26 e 27 maggio prossimo, e la Riunione Ministeriale sulle migrazioni, del 6 luglio.<\/p>\n<p>Vogliamo continuare a ragionare con la logica della cooperazione e siamo pronti a facilitare ogni azione che si traduce in sicurezza, in lotta ai trafficanti di esseri umani e stop ai flussi migratori.<\/p>\n<p>E se parliamo del futuro, oltre ad un futuro in cui la Libia \u00e8 stabilizzata, dobbiamo pensare anche ad un futuro in cui la Siria \u00e8 pacificata.<\/p>\n<p>Dopo gli attacchi chimici di Idlib, ho convocato al G7 dei Ministri degli Esteri di Lucca una inedita riunione straordinaria allargata ai Paesi della regione (G7 + Arabia Saudita, Turchia, Emirati, Giordania e Qatar).<\/p>\n<p>Non era affatto scontato che si potesse realizzare. Ci siamo riusciti senza la pretesa di protagonismo, ma con molto realismo. Abbiamo lavorato per rilanciare l\u2019azione diplomatica e per ristabilire fiducia nel dialogo Washington-Mosca sulla Siria.<\/p>\n<p>A Lucca abbiamo ribadito la centralit\u00e0 del dialogo politico di Ginevra sotto l\u2019egida della Nazioni Unite, e abbiamo esortato Russia e Iran ad esercitare la loro influenza per convincere Damasco a rispettare il cessate il fuoco, aprire gli accessi umanitari nelle zone assediate, oltre che adempiere agli obblighi internazionali in materia di uso di armi chimiche.<\/p>\n<p>L\u2019operazione militare americana in Siria in reazione all\u2019attacco chimico di Khan Sheikhoun, la riunione G7 di Lucca e la successiva visita a Mosca del SoS Tillerson sembrano avere generato una nuova dinamica, sfociata nelle nuove intese di Astana e in una parziale ripresa del dialogo russo-americano.<\/p>\n<p>\u00a0Il 4 maggio i tre garanti del meccanismo di Astana (Russia, Turchia, Iran) hanno sottoscritto un MoU che prevede la creazione di \u201czone di de-escalation della violenza\u201d e \u201czone- cuscinetto\u201d con check-points e punti di osservazione. In parallelo, \u00e8 stato rilanciato il cessate il fuoco, che era largamente compromesso. Occorre essere cauti, ma il dato politico che emerge \u00e8 quello di un rinnovato tentativo di dialogo russo-americano, che a noi europei spetta incoraggiare.<\/p>\n<p>Intendo approfondire la questione nei prossimi giorni nel corso di un incontro che avr\u00f2 a Roma con l\u2019Inviato Speciale ONU per la Siria, Staffan De Mistura.<\/p>\n<p>Oltre a gestire i confini, bisogna avere anche le capacit\u00e0 per difenderli. Questo \u00e8 un altro tema che sta a cuore ai cittadini. Tema da non confondere ed omologare con la questione migratoria, come fanno i populisti, facendo crescere il sospetto nella popolazione nei confronti dei migranti.<\/p>\n<p>Oggi la principale minaccia alla nostra sicurezza \u00e8 il ritorno di Jihadisti europei dalla Siria e dell\u2019Iraq \u2013 mentre avanza la lotta contra il terrorismo in questi territori \u2013 e il radicalismo online che attrae troppi giovani.<\/p>\n<p>La minaccia terroristica ha un solo obiettivo: distruggere l\u2019Europa e le libert\u00e0 fondamentali che l\u2019Europa ci ha garantito.\u00a0<\/p>\n<p>Difendere in maniera efficace i nostri confini significa proteggere lo spazio di diritti che abbiamo costruito sul continente negli ultimi sessant\u2019anni.<\/p>\n<p>Non dobbiamo avere paura, perch\u00e9 chi ha paura non \u00e8 libero. La lotta contro il terrore \u00e8 l\u2019essenza di una lotta per le nostre libert\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Alle minacce asimmetriche che derivano dal Mediterraneo, dobbiamo rispondere su due fronti complementari: spostare l\u2019asse della NATO da Est a Sud, e lanciare concretamente il progetto di Difesa Comune Europea.<\/p>\n<p>Difesa Comune e NATO sono complementari, perch\u00e9 il Mediterraneo \u00e8 il teatro di azione che lega l\u2019UE alla NATO e poi anche agli USA. La vocazione transatlantica non \u00e8 mai stata messa in discussione.<\/p>\n<p>Con questa forte consapevolezza, la Dichiarazione di Roma del 25 marzo, sottoscritta in occasione del 60mo anniversario dei Trattati di Roma, ha indicato la chiara necessit\u00e0 di un\u2019Europa con rafforzate capacit\u00e0 di sicurezza e di difesa.<\/p>\n<p>E\u2019 giunto il momento di offrire ai cittadini un progetto tangibile. Finora il dibattitto \u00e8 stato tecnocratico. Dobbiamo renderlo politico, facendo appassionare i cittadini a un tema cos\u00ec cruciale per il nostro futuro!<\/p>\n<p>Dobbiamo affrontare tutte le crisi che vi ho descritto con forza, determinazione e creativit\u00e0. Sono sfide complesse, che talvolta alcuni Paesi europei ha contribuito nel tempo a generare, ma l\u2019Italia pi\u00f9 di altri paga il conto.<\/p>\n<p>Dobbiamo risolvere queste crisi con la consapevolezza che il Mediterraneo \u00e8 una grandissima opportunit\u00e0: un mercato regionale di 500 milioni di consumatori che genera il 10% del PIL mondiale; dove naviga il 20% del traffico marittimo mondiale e il 30% del petrolio.<\/p>\n<p>Per questo, nell\u2019azione diplomatica italiana nel Mediterraneo c\u2019\u00e8 tanta diplomazia economica: l\u2019obiettivo \u00e8 un mercato sempre pi\u00f9 integrato, con grande attenzione a energia e infrastrutture, per rilanciare il Mediterraneo come Hub economico globale.<\/p>\n<p>Inoltre, attraverso la nostra Cooperazione allo Sviluppo c\u2019\u00e8 anche un grande investimento per lo sviluppo dell\u2019imprenditorialit\u00e0 e delle PMI, nei nostri Paesi Partner mediterranei, con particolare attenzione ai giovani e alle donne.<\/p>\n<p>Al G7 di Taormina ci sar\u00e0 poi una sessione di <i>outreach<\/i> con i Paesi africani per affrontare: sviluppo sostenibile, innovazione, infrastrutture, energia, crisi migratoria e sicurezza alimentare.<\/p>\n<p>Concludo con un doveroso accenno alla cultura, che sar\u00e0 un argomento approfondito nei prossimi interventi. Millenni di storia nel Mediterraneo ci insegnano che la cultura \u00e8 uno strumento di diplomazia e di pace: perch\u00e9 con la cultura l\u2019essere umano riscopre la ricchezza nell\u2019interazione con l\u2019altro. Ci si apre all\u2019altro, al rispetto reciproco, per comprendere lealmente ci\u00f2 che l&#8217;altro dice. Con queste precise intenzioni si genera quel dialogo necessario alla pace.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 nasce dalle \u201cintenzioni\u201d, ma cresce nei \u201cfatti\u201d e nelle \u201cazioni\u201d. Il vostro progetto di formare 20 studenti provenienti dal Mediterraneo \u00e8 fondamentale in questo senso. E\u2019 un esempio per tanti altri atenei, che sono certo riscuoter\u00e0 un grande successo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 16 maggio 2017 (fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Presidente Emma Marcegaglia, (Presidente della LUISS) Chiarissimo Rettore Paola Severino, (Rettore della LUISS) Direttore Giovanni Lo Storto, (DG della LUISS) E\u2019 un grande piacere essere qui per questa bellissima iniziativa della LUISS e della Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo. 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