{"id":22229,"date":"2017-04-28T10:51:06","date_gmt":"2017-04-28T08:51:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/04\/discorso-dell-on-ministro-al-convegno\/"},"modified":"2017-04-28T10:51:06","modified_gmt":"2017-04-28T08:51:06","slug":"discorso-dell-on-ministro-al-convegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/04\/discorso-dell-on-ministro-al-convegno\/","title":{"rendered":"Discorso dell\u2019On. Ministro al Convegno \u201cSessant\u2019anni di Europa con un futuro da disegnare\u201d"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\" style=\"text-align: left;\">Universit\u00e0 degli Studi di Messina<\/p>\n<p align=\"center\" style=\"text-align: left;\"><i>(Messina, 1 aprile 2017)<\/i><\/p>\n<p align=\"center\" style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/p>\n<p><i>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/i><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Magnifico Rettore Prof. Pietro Navarra,<\/p>\n<p>Onorevoli Deputati e Senatori,<\/p>\n<p>Signor Sindaco e Signor Prefetto,<\/p>\n<p>Mons. Giovanni Accolla,<\/p>\n<p>Illustri docenti,<\/p>\n<p>Cari studenti,<\/p>\n<p>Signore e signori,<\/p>\n<p>Sono felicissimo di essere qui con voi oggi.<\/p>\n<p>Una settimana fa, il 25 marzo, l\u2019Italia \u00e8 stata cuore pulsante del grande appuntamento celebrativo per il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. L\u2019immagine dei Capi di Stato e di Governo nella sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio, l\u2019immagine dell\u2019Europa \u201cindivisa e indivisibile\u201d, \u00e8 il viatico migliore per l\u2019incontro odierno.<\/p>\n<p>Il vertice di Roma ha aperto un dibattito utile sul senso dell\u2019Unione Europea e sul nostro essere europei. Da Roma si \u00e8 levato chiaro e forte un messaggio: insieme dobbiamo ridare slancio e vitalit\u00e0 al progetto comunitario. Questo \u00e8 il momento di colmare le distanze fra intenti, parole ed azioni. Questo \u00e8 il tempo di ideare, preparare e costruire l\u2019Europa di domani. Un\u2019Europa migliore, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 solidale e sicura. Un\u2019Europa della prosperit\u00e0 e un\u2019Europa sociale.<\/p>\n<p>E per correggere alcuni errori del passato, per ogni passo in avanti che facciamo dell\u2019Europa economica, ne dobbiamo fare almeno due dell\u2019Europa sociale: dobbiamo raddoppiare il livello di ambizione delle politiche contro la disoccupazione, l\u2019esclusione sociale e la povert\u00e0; quelle a favore dei giovani e del ceto medio, che sono la forza vitale della nostra crescita.<\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 l\u2019Europa? L\u2019Europa,<i> <\/i>argomentava Luigi Einaudi nel 1947 in sede di Assemblea Costituente \u00e8<i> \u00abun\u2019idea di libert\u00e0 contro l\u2019intolleranza, un\u2019idea di volontaria cooperazione per il bene comune contro la forza bruta\u00bb<\/i>.\u00a0 I tratti distintivi dell\u2019idea e dello sviluppo dell\u2019Europa li ritroviamo espressi anche nelle motivazioni che le hanno assegnato il Nobel per la pace nel 2012: <i>\u00abL\u2019Unione e i suoi membri per oltre sei decenni hanno contribuito al progresso della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa. Il lavoro dell\u2019UE rappresenta la fraternit\u00e0 tra le Nazioni\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p>Dalle generazioni che ci hanno preceduto, noi abbiamo quindi ereditato: il pi\u00f9 grande progetto di pace, il pi\u00f9 esteso spazio di libert\u00e0 al mondo, il pi\u00f9 grande esperimento politico e istituzionale della storia. Io sono nato nel 1970 e sono il primo della mia famiglia ad avere conosciuto solo pace, prosperit\u00e0, benessere, democrazia e libert\u00e0. Sono nato dove l\u2019Europa finisce e comincia l\u2019Africa, nel mio collegio elettorale c\u2019\u00e8 Lampedusa, dal balcone di casa mia vedo il Mediterraneo. Se l\u2019occhio umano lo permettesse, dall\u2019altra parte del mare scorgerei l\u2019Africa, se l\u2019udito lo consentisse sentirei laggi\u00f9 il rumore delle armi e il frastuono delle bombe. Basterebbe solo evocare i drammi e le devastazioni delle guerre del passato, il pensiero di popoli nemici in lotta gli uni contro gli altri, per tenersi stretta l\u2019Europa e sconfessare la retorica di chi ogni giorno la mette in discussione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un esercizio retorico interrogarsi sul futuro \u00abda disegnare\u00bb, come recita il titolo di questo incontro, sulla necessit\u00e0 di restituire vigore al concetto stesso di Europa, muovendo da quei princ\u00ecpi che hanno definito l\u2019orizzonte e nutrito la visione dei Padri fondatori, quegli stessi paradigmi che oggi dovrebbero legittimare ogni tentativo di sviluppo della scelta ideale comunitaria.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un esercizio retorico farlo qui con voi, proprio a Messina. In questa citt\u00e0, nel giugno 1955, i sei Ministri degli Esteri dei Paesi della CECA posero le basi per la creazione di un Mercato comune europeo quale leva propulsiva per la ripresa di un processo di integrazione che segnava il passo dopo il fallimento della CED, la Comunit\u00e0 Europea di Difesa.<\/p>\n<p>Protagonista di quel \u201crilancio\u201d fu un messinese doc, un figlio di questa citt\u00e0, l\u2019allora Ministro degli Esteri Gaetano Martino. Il quale, invece di scoraggiarsi dinanzi a una battuta d\u2019arresto, trov\u00f2 la forza di guardare avanti, di sostenere che \u00abl\u2019ideale non \u00e8 spento\u00bb, che \u00abil fine ultimo della politica estera italiana resta l\u2019unit\u00e0 europea\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019Italia prese l\u2019iniziativa. Alla Conferenza di Messina i sei Paesi fondatori concordarono nella necessit\u00e0 di rilanciare la costruzione europea in campo economico e di realizzare \u00ab<i>un\u2019Europa unita attraverso lo sviluppo di istituzioni comuni, la progressiva fusione delle economie nazionali, la creazione di un Mercato Comune e l\u2019armonizzazione progressiva delle politiche sociali<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p>Messina segna sul piano simbolico e concreto l\u2019avvio del cammino che condusse alla firma dei Trattati istitutivi delle Comunit\u00e0 europee a Roma il 25 marzo 1957.<\/p>\n<p>Sono trascorsi sessant\u2019anni da allora. Molto si \u00e8 fatto e tanto resta ancora da fare per portare a compimento il processo di costruzione di un\u2019Europa che oggi attraversa un tornante storico difficile, reso particolarmente complesso dalle grandi sfide che la contemporaneit\u00e0 presenta in simultanea: Brexit e l\u2019avvio del percorso di fuoriuscita del Regno Unito; una crisi economica dagli effetti devastanti, durata pi\u00f9 a lungo delle due guerre mondiali messe assieme; l\u2019impatto esercitato sul nostro tessuto sociale da flussi migratori senza precedenti; le minacce alla sicurezza collettiva e alle abitudini di vita quotidiana dei nostri popoli, minacce mosse da un fondamentalismo terrorista che ha mutato conformazione e sconvolto i paradigmi di comprensione del passato.<\/p>\n<p>Io \u00a0credo che uno dei grandi problemi dell\u2019Europa odierna sia quello di avere smarrito il proprio fondamento costitutivo, ovvero essere e considerarsi una \u201ccomunit\u00e0 di destino\u201d. Siamo stati troppo a lungo vittime di una crisi progettuale, evidente nell\u2019incapacit\u00e0 di immaginare un orizzonte fatto di interessi comuni, troppo spesso sacrificati al respiro corto di un presente che si alimenta di egoismi nazionali e localismi anacronistici. \u00a0Finora, purtroppo, l\u2019Europa non ha dato prova di lungimiranza nell\u2019affrontare i grandi problemi del nostro tempo.<\/p>\n<p>Ma se i nostri nonni e i nostri padri hanno superato i drammi del Novecento ideologico, lasciandosi alle spalle la stagione degli orrori, il nostro compito oggi \u00e8 quello di non restare imbrigliati nella stagione degli errori. Ci\u00f2 significa offrire una \u201crisposta illuminata\u201d alle giuste rivendicazioni delle opinioni pubbliche. Ci\u00f2 significa delineare una \u201cvisione politica\u201d per fronteggiare adeguatamente le nuove incognite. Ci\u00f2 vuol dire riformare l\u2019Europa per \u201ccrearne una migliore\u201d che sia pi\u00f9 attenta ai bisogni dei cittadini e meno all\u2019austerity, pi\u00f9 attenta alle esigenze dei giovani e la loro necessit\u00e0 di trovare lavoro. Meno concentrata sugli \u201czero virgola\u201d, meno fredda e indifferente, pi\u00f9 calorosa e solidale.<\/p>\n<p>Serve il coraggio di rompere uno schema consolidato, di invertire i paradigmi della narrazione prevalente che attribuisce la colpa di tutti i nostri mali all\u2019Europa: serve contrastare il \u201cpiagnisteo europeo\u201d e lavorare alla definizione di nuove piattaforme politico-programmatiche ancora pi\u00f9 ambiziose che in passato.<\/p>\n<p>I movimenti di protesta fanno della demagogia e della esaltazione permanente delle criticit\u00e0 l\u2019essenza stessa del proprio messaggio. Un blocco protestatario che non si limita a contestare ci\u00f2 che l\u2019Europa fa, ma rifiuta quel che l\u2019Europa stessa rappresenta, in nome di una irrealistica pretesa a rintanarsi entro gli spazi angusti della propria autoreferenzialit\u00e0. Chiudendo i confini, ci viene detto, sar\u00e0 tutto pi\u00f9 facile; saremmo tutti pi\u00f9 ricchi e sicuri. In realt\u00e0 diventeremmo tutti pi\u00f9 poveri e indifesi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Anche nella battaglia contro il protezionismo se l\u2019Italia fosse da sola sarebbe molto pi\u00f9 debole nel difendere i propri prodotti. Facendo parte dell\u2019UE \u2013 il pi\u00f9 grande blocco commerciale al mondo \u2013 ci permette di essere pi\u00f9 assertivi ed efficaci.<\/p>\n<p>Il populismo, che crede nel protezionismo, semina paura, sfrutta la rabbia, diffonde false verit\u00e0. I populisti ingannano il popolo perch\u00e9 speculano sulla disillusione per alimentare nuove attese illusorie, giocano sul terreno della disgregazione per aggiungere macerie su macerie. L\u2019obiettivo dei populisti \u00e8 mandare in frantumi quel mosaico di democrazia, libert\u00e0, solidariet\u00e0 e pace, che i nostri padri hanno faticosamente costruito.<\/p>\n<p>Siamo in presenza di un conflitto culturale, che investe la stessa dimensione esistenziale: da un lato rabbia, risentimento, paura, improvvisazione; dall\u2019altro la speranza, il desiderio di non cedere alla rassegnazione, la fiducia di potercela fare.<\/p>\n<p>La battaglia contro i populisti la si pu\u00f2 vincere non inseguendoli sul loro terreno di gioco, ma offrendo risposte concrete al disagio dei cittadini che devono essere messi nelle condizioni di tornare a guardare all\u2019Europa come ad una \u201ccomunit\u00e0 di destino\u201d, della quale sentirsi attori e partecipi a tutti gli effetti.<\/p>\n<p>Molte delle sfide che abbiamo davanti richiederebbero, per essere affrontate, un ritorno all\u2019autentico \u201cspirito di Messina\u201d, inteso come vocazione a riprendere la strada \u2013 con determinazione e concretezza \u2013 verso un ideale comune.<\/p>\n<p>Faccio qui un appello anche a chi, in questa stessa sala, potrebbe aver smarrito il senso ideale dell\u2019Europa. Lo faccio con argomentazioni molto pragmatiche e concrete, del \u201cperch\u00e9\u201d dell\u2019Europa:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 abbiamo l\u2019Euro e la tessera sanitaria europea nel nostro portafoglio. Con l\u2019Euro possiamo viaggiare spensierati in tutta l\u2019Unione e con la tessera sanitaria abbiamo il diritto di assistenza ospedaliera ovunque.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 abbiamo il cibo pi\u00f9 sicuro e controllato al mondo, con il sistema di tracciabilit\u00e0 e di rapida allerta in caso di prodotti a rischio.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 abbiamo il diritto ad essere rimborsati quando viaggiamo in aereo o in nave, in caso di ritardo o cancellazioni.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 dal giugno 2017 con il cellulare non avremo pi\u00f9 costi aggiuntivi tra un paese e l\u2019altro dell\u2019Unione, per telefonate, sms e dati.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 con l\u2019Europa possiamo finanziare le nostre idee attraverso progetti come \u201cEuropa creativa\u201d<a name=\"_ftnref1\" id=\"ftnref1\" href=\"#ftn1\">[1]<\/a>, ma anche proteggere l\u2019ambiente con programmi come \u201cLife\u201d.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 abbiamo giovani che da trent\u2019anni partecipano al programma Erasmus, allargando gli orizzonti linguisti, culturali e possibilit\u00e0 di lavoro e carriera.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 possiamo lavorare in ogni paese dell\u2019Unione e utilizzare \u201cEures\u201d per cercare lavoro, il portale europeo per la mobilit\u00e0 professionale.<\/p>\n<p>Io oggi, guardando negli occhi tanti ragazzi, sono ancora pi\u00f9 fiducioso che tutti insieme riusciremo a \u201cdisegnare\u201d un\u2019Europa migliore:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un\u2019Europa che trovi in se stessa, nella propria storia e nei propri valori, nella capacit\u00e0 di rigenerarsi e affrontare nuove straordinarie sfide, la determinazione per tracciare insoliti sentieri, da percorrere sino in fondo assumendo come prospettiva un progetto per l\u2019avvenire, concreto e realizzabile. Da costruire con grande cura e impegno, in primo luogo per i nostri figli.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un\u2019Europa con anima e sentimenti, ferma e solidale allo stesso tempo; capace, come lo \u00e8 stata l\u2019Italia, di tenere assieme solidariet\u00e0 e sicurezza. Un\u2019Europa solidale come la mia Sicilia, la nostra Sicilia, una terra che ha pagato pi\u00f9 di tutti il \u201ccosto\u201d di essere porta d\u2019Europa. Una terra che ha salvato la faccia all\u2019Europa, non voltandosi dall\u2019altra parte di fronte alla disperazione dei migranti.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un\u2019Europa che poggi sul \u201cfederalismo dello spirito\u201d, ovvero garanzia di solidariet\u00e0 tra gli Stati membri, da anteporre agli egoismi e agli opportunismi nazionali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019Europa che mi piace immaginare, cari ragazzi, \u00e8 quella che definisce e plasma la sua identit\u00e0 investendo sulla grande risorsa della generazione Erasmus, ovvero sulla vivacit\u00e0 di voi giovani capaci di mettere in circolo idee, interessi, progetti, speranze, sogni e visioni, condividendo la vostra sete di conquista in un enorme spazio aperto di libert\u00e0 e di giustizia.<\/p>\n<p>La marcia dell\u2019Europa non sar\u00e0 trionfale. Sar\u00e0 piuttosto una lunga corsa a tappe, ogni giorno avr\u00e0 la sua pena. Ma dobbiamo avere coscienza del ruolo storico che l\u2019Europa ha esercitato, degli straordinari obiettivi raggiunti e delle altrettanto straordinarie opportunit\u00e0 che pu\u00f2 riservarci in futuro.<\/p>\n<p>Difendiamo il nostro passato e il nostro futuro, difendiamo l\u2019Europa, sorretti dalla fede in quei valori che l\u2019hanno resa grande, sorretti dalla fede in quei princ\u00ecpi che rappresentano i luoghi della nostra anima, il patrimonio vitale e insostituibile su cui edificare un nuovo messaggio di speranza. Contro ogni smarrimento ideale e politico. Contro la pretesa di sbriciolare l\u2019orizzonte di senso in cui tutti viviamo.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 tempo che la nostra Europa recuperi interiorit\u00e0 e progettualit\u00e0, per togliere qualsiasi giustificazione a chi vorrebbe percorrere a ritroso il sentiero tracciato dalla Storia. Per togliere ogni alibi ai costruttori di nuove frontiere. Per ripristinare lo \u201cspirito di Messina\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 con questo spirito che dobbiamo guardare verso nuovi traguardi \u201cchiari e determinati\u201d. Oggi la storia ci consegna una seconda preziosa occasione: una Difesa Comune \u00e8 di nuovo all\u2019orizzonte e ci serve per rispondere alla concreta domanda di sicurezza dei nostri cittadini.<\/p>\n<p>E per andare avanti \u00e8 importante trovare un livello di \u201cambizione compatibile\u201d fra i Paesi pi\u00f9 ambiziosi e fare \u201cmassa critica\u201d. Senza aspettare l\u2019ambizione del meno ambizioso. Senza attendere che l\u2019ambizione del meno ambizioso maturi in pi\u00f9 grande ambizione. Questo sarebbe un errore, soprattutto quando \u00e8 in gioco la nostra sicurezza.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ma sarebbe un errore imperdonabile se fossimo noi stessi a perdere l\u2019ambizione. Io ho fiducia nei giovani italiani e nella loro grande capacit\u00e0 di ideare, progettare e costruire. Di sognare un futuro migliore e di realizzare insieme l\u2019Europa di domani.<\/p>\n<p>Voi rappresentate \u201cl&#8217;Europa delle speranze\u201d di cui parlava lo stesso Gaetano Martino: <i>\u201cche promette di progredire pi\u00f9 rapidamente e con maggiore concordia dell&#8217;Europa di ieri; che non deluder\u00e0 le speranze della maggioranza delle persone libere che desiderano conservare la libert\u00e0 e di moltiplicarne i frutti\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Grazie mille.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Universit\u00e0 degli Studi di Messina (Messina, 1 aprile 2017) \u00a0 (fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) \u00a0 Magnifico Rettore Prof. Pietro Navarra, Onorevoli Deputati e Senatori, Signor Sindaco e Signor Prefetto, Mons. Giovanni Accolla, Illustri docenti, Cari studenti, Signore e signori, Sono felicissimo di essere qui con voi oggi. 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