{"id":22238,"date":"2017-03-24T11:39:24","date_gmt":"2017-03-24T10:39:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/03\/intervento-al-convegno-della-fondazione\/"},"modified":"2017-03-24T11:39:24","modified_gmt":"2017-03-24T10:39:24","slug":"intervento-al-convegno-della-fondazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2017\/03\/intervento-al-convegno-della-fondazione\/","title":{"rendered":"Intervento al Convegno della Fondazione De Gasperi \u201cA 60 anni dai Trattati di Roma: l\u2019Unione Europea \u00e8 ancora possibile?\u201d (Senato della Repubblica, 23 marzo 2017)"},"content":{"rendered":"<p><i>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/i><\/p>\n<p>Presidente Maria Romana De Gasperi,<\/p>\n<p>Onorevoli Deputati e Senatori,<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>Sono rientrato solo un paio di ore fa da una missione negli Stati Uniti. Sono un po\u2019 sotto l\u2019effetto del <i>jetlag<\/i>, ma ci tenevo davvero tantissimo ad essere qui con voi.<\/p>\n<p>Anch\u2019io, a nome della Fondazione De Gasperi, vorrei ringraziare di cuore tutti gli illustri ospiti che ci onorano oggi con la loro presenza:<\/p>\n<p>&#8211; il Presidente Mikul\u00e1\u0161 Dzurinda che ha svolto la Relazione Introduttiva<\/p>\n<p>&#8211; il Cancelliere Wolfgang Sch\u00fcssel<\/p>\n<p>&#8211; il Senatore Ben Knapen<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019On. Vivian Reding<\/p>\n<p>&#8211; il Presidente Jean-Dominique Giuliani<\/p>\n<p>&#8211; il Professore Steven Van Hecke<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019Ambasciatore Vincenzo Grassi che \u00e8 anche il nostro moderatore<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 un paese che ha creduto fin dall\u2019inizio nell\u2019integrazione europea. E\u2019 la sua vocazione naturale. E\u2019 una dimensione esistenziale del nostro Paese.<\/p>\n<p>E se tracciassimo oggi un bilancio, se fosse solo per la pace, sarebbe gi\u00e0 fortemente positivo. Ma non abbiamo costruito solo la pace: ci siamo uniti per il nostro comune progresso e siamo diventati la seconda potenza industriale globale.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea \u00e8 il migliore esperimento istituzionale al\u00a0 mondo!<\/p>\n<p>Per\u00f2 il mondo \u00e8 cambiato e l\u201985% degli italiani (secondo una recente ricerca di Deloitte) chiede all\u2019Europa un cambio di passo. Un cambio di passo sulle questioni che ci toccano pi\u00f9 da vicino: sicurezza, crescita, e immigrazione.<\/p>\n<p>Anch\u2019io, come tanti italiani, sono un euro-deluso. Ma un conto \u00e8 essere insoddisfatti e scontenti. Altro conto \u00e8 lasciare che il pessimismo vinca sulla speranza. E che la nostra delusione prenda in ostaggio il nostro futuro.\u00a0<\/p>\n<p>Tra i popolari e i populisti estremisti ci sono delle differenze enormi che in Italia si vedono tutte: tra chi intende riformare l\u2019UE e chi intende abbandonarla; tra chi guarda al futuro in modo costruttivo e chi invece decide di alimentare pessimismo e paura.<\/p>\n<p>Dal pessimismo e dalla paura, che infondono oggi i populismi, non nasce mai niente di buono.<\/p>\n<p>Con il pessimismo non si \u00e8 mai creato un singolo posto di lavoro.<\/p>\n<p>Con la paura non si pu\u00f2 ne\u2019 gestire la crisi migratoria, ne\u2019 combattere il terrorismo perch\u00e9 chi ha paura non \u00e8 libero.<\/p>\n<p>E poi chi si arrende al pessimismo non pu\u00f2 mai pretendere di cambiare le cose.<\/p>\n<p>Quindi, si pu\u00f2 essere \u201cEuropeisti\u201d manifestando insoddisfazione. Per\u00f2 l\u2019obiettivo deve rimanere quello di riformare l\u2019Europa per crearne una migliore: pi\u00f9 attenta ai bisogni dei cittadini e meno all\u2019austerity. Pi\u00f9 vitale e calorosa. Meno fredda e indifferente alle richieste delle persone.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019Europa si trova in un momento storico in cui: o va avanti o va indietro, ma non pu\u00f2 stare ferma.<\/p>\n<p>All\u2019inizio degli anni 50 De Gasperi ci aveva in qualche modo allertati di questa crisi, dicendo: <i>se costruiremo soltanto amministrazioni comuni senza una volont\u00e0 politica superiore rischieremo che l\u2019attivit\u00e0 europea appaia, al confronto della vitalit\u00e0 nazionale, senza calore e senza vita ideale \u2026 una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva. <\/i><\/p>\n<p>Per questo credo che la prima grande sfida &#8211; per noi europeisti &#8211; sta nella capacit\u00e0 di recuperare l\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>Lo dobbiamo fare evitando di rispondere agli slogan dei populisti con altri slogan. \u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Noi che amiamo l\u2019Europa abbiamo il compito di <i>\u201ccolmare le distanze fra intenti, parole ed azioni\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>Noi che amiamo l\u2019Europa, come diceva lo stesso De Gasperi, dobbiamo fare avanzare il processo d\u2019integrazione sempre con <i>\u201cun fine chiaro e determinato\u201d. <\/i><\/p>\n<p>E\u2019 con questo spirito che dobbiamo affrontare il Vertice di Roma (25 marzo) verso nuovi traguardi \u201cchiari e determinati\u201d come la Difesa Comune.<\/p>\n<p>Negli anni 50, l\u2019Italia fu tra i primi a sostenere un Sistema Comune di Difesa, attraverso il progetto della Comunit\u00e0 Europea di Difesa (CED).<\/p>\n<p>Esiste uno straordinario carteggio fra De Gasperi, negli ultimi mesi di vita, e gli esponenti della Democrazia Cristiana, che esortava a combattere fino in fondo per la CED.<\/p>\n<p>Quando De Gasperi avvert\u00ec il concreto rischio del fallimento della CED grid\u00f2 piangente al telefono all\u2019allora Presidente del Consiglio Scelba: <i>\u201cmeglio morire che non fare la CED!\u201d. <\/i><\/p>\n<p>Fu per De Gasperi \u201cuna spina nel cuore\u201d, come disse pochi giorni prima di morire. Sapeva fin troppo bene che senza la CED avremmo avuto un\u2019Europa incompiuta e pi\u00f9 fragile.<\/p>\n<p>Le lacrime versate per un ideale tradito ci hanno sempre motivato a realizzare quel progetto. Ma solo oggi possiamo capire quanto fosse profetica quella visione, e inescusabile quella omissione. Per la quale l\u2019UE paga il conto dell\u2019irrilevanza e della divisione nei teatri pi\u00f9 delicati.<\/p>\n<p>Oggi la storia ci consegna una seconda preziosa occasione: una Difesa Comune \u00e8 di nuovo all\u2019orizzonte e ci serve per rispondere alla concreta domanda di sicurezza dei nostri cittadini.<\/p>\n<p>Il Vertice di Roma pu\u00f2 dare vitalit\u00e0 e slancio al progetto della Difesa Comune in vista del prossimo Consiglio Europeo.<\/p>\n<p>Questa importante evoluzione sul piano della Difesa Europea mi porta ad un dibattitto pi\u00f9 ampio che si \u00e8 alimentato sul tema dell\u2019integrazione differenziata.<\/p>\n<p>Secondo me c\u2019\u00e8 eccessiva enfasi sull\u2019integrazione differenziata. Per il semplice fatto che \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 in atto da molti anni.<\/p>\n<p>Semmai qualcuno &#8211; che non se n\u2019\u00e8 accorto &#8211; deve prendere coscienza di questa realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ci sono pi\u00f9 Europe: l\u2019Eurozona (con 19 Stati Membri) e lo Spazio Schengen (con 22 Stati Membri pi\u00f9 4 Stati non-UE associati) sono\u00a0 gli esempi pi\u00f9 evidenti. E\u2019 un sistema a cerchi concentrici che vede ciascuno Stato condividere a geometrie variabili vari livelli di integrazione nella cornice comune dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Ci sono tanti altri esempi. Non bisogna pensare erroneamente che si tratta di creare un\u2019Europa di serie A e di serie B, un\u2019Europa dell\u2019Est e dell\u2019Ovest.<\/p>\n<p>L\u2019unica distinzione \u00e8 in positivo: sta nel livello di ambizione. Per andare avanti \u00e8 importante trovare un livello di \u201cambizione compatibile\u201d fra i Paesi pi\u00f9 ambiziosi e fare \u201cmassa critica\u201d.<\/p>\n<p>Senza aspettare l\u2019ambizione del meno ambizioso. Senza attendere che l\u2019ambizione del meno ambizioso maturi in pi\u00f9 grande ambizione. Questo \u00e8 un errore, soprattutto quando \u00e8 in gioco la nostra sicurezza.<\/p>\n<p>Questa importante evoluzione sul piano della Difesa Europea mi porta anche a parlare di Mediterraneo.<\/p>\n<p>Se \u00e8 finalmente aumentato il livello di ambizione sulla Difesa Comune \u00e8 perch\u00e9 molti Europei si stanno rendendo conto delle molteplici crisi e minacce asimmetriche che derivano dal Mediterraneo.<\/p>\n<p>La Difesa Europea \u00e8 poi cruciale per la stessa vitalit\u00e0 della NATO. Sono convinto che stimoler\u00e0 la NATO a spostare l\u2019attenzione da Est a Sud, dove si trovano oggi le pi\u00f9 grandi sfide alla sicurezza dei nostri cittadini.<\/p>\n<p>Difesa Comune e NATO sono complementari. La vocazione transatlantica non \u00e8 mai stata messa in discussione. Gli stessi USA ci chiedono un contributo pi\u00f9 equo. Per noi europeisti \u00e8 quasi come un \u201cassist\u201d dall\u2019America per rifocalizzarci sull\u2019integrazione della difesa.<\/p>\n<p>L\u2019ho detto con chiarezza al Segretario Generale della NATO Stoltenberg e ai nostri amici americani a Washington: il Mediterraneo \u00e8 il nuovo vero teatro di azione che lega l\u2019UE alla NATO e poi anche agli Stati Uniti.<\/p>\n<p>La Difesa Comune \u00e8 nell\u2019interesse dell\u2019Europa. E\u2019 nell\u2019interesse degli USA. E\u2019 nell\u2019interesse della NATO. E\u2019 nell\u2019interesse dei nostri partner nel Mediterraneo. Ma soprattutto \u00e8 nell\u2019interesse dei cittadini che chiedono pi\u00f9 sicurezza. Tutti potranno beneficiarne.<\/p>\n<p>Noi italiani sappiamo fin troppo bene che il destino dell\u2019Europa \u00e8 nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Giorgio La Pira diceva: <i>\u201cIl Mediterraneo \u00e8 come la prosecuzione del Lago Tiberiade: un mare piccolo, un lago, dove ancora una volta giochiamo i destini del mondo, i destini di pace, di sicurezza e di libert\u00e0\u201d.<\/i><\/p>\n<p>E siccome dobbiamo porre al centro del rilancio dell\u2019UE nuove ambizioni, non dimentichiamoci delle ambizioni dei Balcani. L\u2019integrazione differenziata potrebbe fornire risposte pi\u00f9 efficaci anche sul fronte delle politiche di vicinato.<\/p>\n<p>L\u2019Italia quest\u2019anno presiede il Processo di Berlino dei Balcani Occidentali.<\/p>\n<p>E\u2019 fondamentale non disperdere il capitale accumulato nei Balcani.<\/p>\n<p>Il Vertice di Trieste (12 luglio) rappresenter\u00e0 l\u2019occasione per l\u2019Europa di tornare ad essere protagonista nel proprio vicinato. E confermare \u201cquale Europa\u201d intende diventare.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un altro punto importante: se nei Paesi fondatori vive il populismo, si alimenta il deficit di europeismo, e cresce la voglia di uscire per semplice stanchezza; nei Balcani c\u2019\u00e8 ancora tanta voglia e desiderio di far parte del progetto europeo.<\/p>\n<p>Una nuova attenzione verso i Balcani pu\u00f2 significare l\u2019inserimento di nuova linfa vitale in un processo che ha rischiato di deteriorarsi in termini di entusiasmo e di passione.<\/p>\n<p>Vorrei concludere con un breve accenno ad altre due Europe fondamentali: l\u2019Europa della prosperit\u00e0 e l\u2019Europa sociale.<\/p>\n<p>L\u2019Europa della prosperit\u00e0 \u00e8 l\u2019Europa che deve sfruttare meglio le potenzialit\u00e0 del Mercato Unico, dell\u2019Unione Economica e Monetaria, e delle politiche di commercio internazionale.<\/p>\n<p>Vogliamo \u201cdire s\u00ec\u201d alla politica degli investimenti e \u201cdire no\u201d alla grigia e burocratica austerity che reprime la crescita.<\/p>\n<p>Possiamo essere insoddisfatti, per\u00f2 non dimentichiamoci mai che l\u2019Euro ha garantito il valore delle case, dei risparmi e delle pensioni dei nostri cittadini. Se uscissimo dall\u2019euro ci sarebbe il serio rischio di un dimezzamento del loro valore e della ricchezza degli italiani.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019euro ci ha difeso dalla crisi finanziaria e ci offre tassi di interesse bassissimi che ci consentono di pagare i mutui e di finanziare la crescita. Ricordiamoci che con la Lira i tassi di interesse toccarono il 20%.<\/p>\n<p>Come popolare, a differenza dei populisti, io credo che il protezionismo non sia mai la risposta giusta. Soprattutto per un Paese esportatore come l\u2019Italia. In pi\u00f9, chiudere le frontiere \u00e8 l\u2019anticamera delle divisioni.<\/p>\n<p>Credo nel libero mercato, ma anche nella solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Per questo deve esserci un\u2019Europa sociale e solidale: che protegge gli interessi dei pi\u00f9 deboli e di tutti coloro che per diversi motivi sono stati esclusi dai benefici della globalizzazione.<\/p>\n<p>In questa Europa sociale e solidale dobbiamo raddoppiare il livello di ambizione delle politiche contro la disoccupazione, l\u2019esclusione sociale e la povert\u00e0, e quelle a favore dei giovani, dell\u2019istruzione, dell\u2019Erasmus e della cultura.<\/p>\n<p>In questa Europa sociale e solidale c\u2019\u00e8 anche la risposta condivisa alla crisi migratoria.<\/p>\n<p>Non possiamo pi\u00f9 permettere tragedie come quella alla quale ho assistito a Lampedusa. La visione di 300 bare e sacchi con dentro cadaveri mi ha profondamente commosso e\u00a0 cambiato.<\/p>\n<p>Ecco, l\u2019indifferenza in politica pu\u00f2 essere talvolta seducente, talvolta anche appagante. Ma io sono fiero di dire qui, da italiano, che di fronte alle sofferenze dei rifugiati il mio Paese non ha volto lo sguardo e non ha ritratto la mano verso chi ha chiesto soccorso.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha dimostrato che si pu\u00f2 combinare solidariet\u00e0 e sicurezza. Solidariet\u00e0: perch\u00e9 abbiamo salvato decina di migliaia di vite nel Mare Mediterraneo. Sicurezza: perch\u00e9 abbiamo agito con fermezza e determinazione per identificare ed espellere estremisti.<\/p>\n<p>A questo approccio ho fortemente contribuito. L\u2019ho fatto con convinzione, anche a costo di perdere qualche consenso politico.<\/p>\n<p>Il mio augurio \u00e8 che il Vertice di Roma ci aiuti a ideare, preparare e costruire l\u2019Europa di domani.<\/p>\n<p>Un\u2019Europa che non sfugga al dilemma sul futuro evocato da Jacques Delors: che posta dinanzi al bivio fra \u201csopravvivenza o declino\u201d trovi in s\u00e9 stessa, nella propria storia e nei propri valori, nella capacit\u00e0 di rigenerarsi e affrontare nuove straordinarie sfide, la determinazione a tracciare insoliti sentieri, da percorrere sino in fondo assumendo come prospettiva un progetto per l\u2019avvenire. Concreto, realizzabile, migliore. Da costruire con grande cura e impegno, in primo luogo per i nostri figli.<\/p>\n<p>Un\u2019Europa che poggi sul \u201cfederalismo dello spirito\u201d, ovvero garanzia di solidariet\u00e0 tra gli Stati membri, da anteporre agli egoismi e agli opportunismi nazionali.<\/p>\n<p>Un\u2019Europa che non si rifugi nel \u201cprotezionismo culturale\u201d e che non tema la convivenza con altri popoli, perch\u00e9 ha la ferma consapevolezza che ogni sua azione continuer\u00e0 a poggiare su solide fondamenta valoriali e su straordinarie conquiste di libert\u00e0 e rispetto dei diritti umani.<\/p>\n<p>Un\u2019Europa che definisca e plasmi la propria identit\u00e0 investendo sulla grande risorsa della generazione Erasmus, ovvero sulla vivacit\u00e0 dei nostri giovani che mettono in circolo idee, interessi, progetti, speranze, sogni e visioni, condividendo la loro sete di conquista in un enorme spazio aperto di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Un\u2019Europa come spazio di libert\u00e0 da rendere giorno dopo giorno pi\u00f9 sicuro, per togliere qualsiasi giustificazione a chi vorrebbe percorrere a ritroso il sentiero tracciato dalla Storia, e per togliere ogni alibi ai costruttori di nuove frontiere.<\/p>\n<p>Grazie mille<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Presidente Maria Romana De Gasperi, Onorevoli Deputati e Senatori, Signore e Signori, Sono rientrato solo un paio di ore fa da una missione negli Stati Uniti. 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