{"id":22261,"date":"2015-02-17T12:19:34","date_gmt":"2015-02-17T11:19:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/02\/intervento-sottosegretario-giro\/"},"modified":"2015-02-17T12:19:34","modified_gmt":"2015-02-17T11:19:34","slug":"intervento-sottosegretario-giro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2015\/02\/intervento-sottosegretario-giro\/","title":{"rendered":"Intervento Sottosegretario Giro alla Presentazione Corpi Civili di Pace (Presidenza del Consiglio dei Ministri)"},"content":{"rendered":"<p><i>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/i><\/p>\n<p>Il servizio civile del 2015 si caratterizza per un tratto d\u2019internazionalit\u00e0 molto forte, un\u2019offerta fatta ai nostri giovani che \u00e8 impostata come una risposta alla crisi del nostro Paese ed \u00e8 un investimento di lungo termine per formare cittadini attenti al globale. Con la proposta dei corpi civili di pace, ma anche del volontariato internazionale per l\u2019insegnamento dell\u2019Italiano all\u2019estero, il Governo offre ai nostri giovani di portare nella globalizzazione quell\u2019umanesimo italiano che \u00e8 uno sguardo di mediazione, dialogo e pace. E\u2019 una proposta che ha per noi anche dei ritorni chiari, perch\u00e9 ci rende attori di una globalizzazione diversa e di pace ed \u00e8 un investimento per la nostra futura classe dirigente, pi\u00f9 aperta al mondo.<\/p>\n<p>Mi permetto solo un breve accenno ai volontari linguistici che nel bando del servizio civile 2015 consentir\u00e0 ai giovani di candidarsi anche in progetti per insegnare e promuovere la diffusione dell\u2019italiano in pi\u00f9 di 30 scuole e universit\u00e0, soprattutto in America Latina.<\/p>\n<p>In questi ultimi venti anni l\u2019Italia si \u00e8 abbandonata all\u2019idea del declino, dato dal ripiegamento solo nazionale delle classi dirigenti. La societ\u00e0 ha guardato spesso al mondo esterno solo come ad una serie di minacce; sguardo che si \u00e8 tradotto in declino nell\u2019economia per paura di accettare la sfida del mondo globale. Anche nell\u2019ambito sociale c\u2019\u00e8 stato declino, soprattutto nei suoi giovani, bombardati da messaggi pessimistici.<\/p>\n<p>E\u2019 importante portare ai giovani messaggi alternativi. Pace e solidariet\u00e0 sembrano parole abusate e attaccate ad un buonismo vuoto. In realt\u00e0 se questi valori vengono vissuti, praticati e testimoniati sono una prima scoperta di senso e di un comune destino. La ricerca dello star bene da soli \u00e8 una dolce illusione suicida che ci perde, in ogni settore della vita.<\/p>\n<p>La proposta dei corpi civili di pace \u00e8 una idea italiana visionaria che ha trovato la sua forza nel dibattito europeo durante le guerre in ex-Jugoslavia. In Italia, \u00e8 soprattutto grazie a un forte movimento popolare che questa proposta ha ricevuto forza, alimentandosi dell\u2019impegno diretto e in prima persona delle associazioni sui diversi teatri.<\/p>\n<p>L&#8217;associazionismo italiano \u00e8 stato innovatore indipendente ed ha dimostrato alle istituzioni ed alla politica che i corpi civili di pace sono una proposta aperta a tutti, praticabile e dall\u2019impatto positivo per la tutela dei diritti umani e pu\u00f2 scongiurare la violenza sui civili in zone di guerra. Non posso non ricordare i circa 500 volontari a Sarajevo nel 1992 e i 2000 volontari nella marcia Mir Sada nel 1993, i 250 attivisti di Action for Peace in Palestina nel 2001 e altre migliaia negli anni successivi, i 300 volontari dei Beati Costruttori di Pace in Congo nel 2001 e l\u2019azione dei Caschi Bianchi in Colombia dell\u2019Associazione Giovanni XXIII.<\/p>\n<p>Molti si sono interrogati se non fosse irresponsabile questo progetto dei corpi civili di pace. Inviare con un\u2019approvazione pubblica tanti giovani alla prima esperienza in teatri cos\u00ec complicati; non \u00e8 offrire nuovi ostaggi, esponendo il paese al rischio di un travaglio emotivo e a dover gestire tutta l\u2019assistenza? La ricerca di darsi un senso \u00e8 sempre stata un dato che ha accomunato i giovani, che sempre sono partiti. Lo Stato italiano non abbandona mai i suoi cittadini all\u2019estero ancor meno se in condizioni di pericolo, a prescindere da quale sia stata la ragione che li ha indotti a partire.<\/p>\n<p>Quello che il Sottosegretario Bobba, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale hanno fatto \u00e8 stato creare una rete di proposta perch\u00e9 queste domande dei giovani che vogliono partire e che alla fine partirebbero comunque, possano realizzarsi nella massima protezione con gli stessi standard di sicurezza che il Ministero degli Esteri applica a tutti i nostri espatriati, garantendo un contatto continuo e la possibilit\u00e0 di reindirizzare la missione di fronte a un contesto mutato.<\/p>\n<p>E\u2019 importante precisare che l\u2019attivit\u00e0 civile in contesti conflittuali ha buone capacit\u00e0 di successo se si inserisce in una fase in cui il conflitto non ha gi\u00e0 avviato una fase di combattimento vero e proprio. L\u2019obiettivo primario dell\u2019intervento \u00e8 puntare all\u2019estromissione della violenza dal contesto conflittuale. Perci\u00f2 non si devono immaginare le attivit\u00e0 dei cosiddetti \u201cCorpi civili di pace\u201d come \u201cForze di interposizione disarmata\u201d fra gruppi armati.<\/p>\n<p>Inoltre la formazione \u00e8 centrale e che non pu\u00f2 limitarsi ai soli operatori, ma deve estendersi anche ai diversi protagonisti dell\u2019intervento. Con questa azione istituzionale si escludono approcci esperienziali basati solo sulla \u2018buona volont\u00e0\u2019. E\u2019 invece indispensabile una previa conoscenza degli elementi che possono garantire la maggiore sicurezza della presenza dei civili.<\/p>\n<p>Un paese, come l\u2019Italia, e i suoi cittadini che non s\u2019interrogano su quale sia il mondo in cui vogliono vivere decliner\u00e0. Quella dei corpi civili di pace non \u00e8 una proposta per qualche tecnico o appassionato eroe. Non si parte all\u2019estero e non si coopera senza una visione politica di quello che pu\u00f2 fare oggi l\u2019Italia nel mondo e senza un\u2019idea di una mondializzazione diversa.<\/p>\n<p>Parlare di pace e dell\u2019impegno di ogni cittadino per la pace \u00e8 parlare del futuro italiano e di parti importanti del mondo. Questa proposta di volontariato internazionale offre ai giovani la possibilit\u00e0 di partecipare, di sostenere, di appassionarsi a pezzi di mondo. Chi parte, coopera, chi testimonia chi segue, crea una rete di affetti e conoscenze che lega e ci lega a questi mondi e attraverso cui \u00e8 possibile vivere la globalizzazione in modo diretto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Il servizio civile del 2015 si caratterizza per un tratto d\u2019internazionalit\u00e0 molto forte, un\u2019offerta fatta ai nostri giovani che \u00e8 impostata come una risposta alla crisi del nostro Paese ed \u00e8 un investimento di lungo termine per formare cittadini attenti al globale. 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