{"id":22317,"date":"2014-05-16T16:21:32","date_gmt":"2014-05-16T14:21:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/05\/20140516_messaggioministroconferenzalgbt\/"},"modified":"2014-05-16T16:21:32","modified_gmt":"2014-05-16T14:21:32","slug":"20140516_messaggioministroconferenzalgbt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2014\/05\/20140516_messaggioministroconferenzalgbt\/","title":{"rendered":"Messaggio del Ministro per la  Conferenza \u201cLe persone LGBTnella realta\u2019odierna\u201d"},"content":{"rendered":"<p><P>Carissime, Carissimi,<\/P><br \/>\n<P>avrei davvero voluto condividere con voi questa giornata di riflessione cos\u00ec importante, per la quale voglio ringraziare l\u2019Unar, la CIDU e tutti gli organizzatori.<\/P><br \/>\n<P>Come saprete, sono impegnata in questi giorni <\/I>in una visita ufficiale negli Stati Uniti, ma non voglio rinunciare a farvi avere, anche a distanza, un mio saluto caloroso e sincero, augurarvi buon lavoro e confermarvi la mia personale attenzione e quella di tutto il Ministero degli Esteri.<\/P><br \/>\n<P>Credo sia particolarmente importante e significativo che la Conferenza di oggi sia ospitata in questa sede istituzionale, a conferma di una volont\u00e0 del Governo di compiere significativi passi avanti sia nella riflessione pubblica sia nell\u2019elaborazione di proposte concrete in materia di diritti e libert\u00e0 civili fondamentali.<\/P><br \/>\n<P>Quanto siano urgenti parole e atti concreti in questa direzione ci \u00e8 quotidianamente ricordato dagli episodi di discriminazione, di sopraffazione, di gravi limitazioni delle libert\u00e0 individuali, di violenza, di cui sono vittime ancora tante, troppe donne e uomini in Italia e nel mondo, in ragione del loro orientamento sessuale, della loro identit\u00e0 di genere, del modo in cui vivono la loro dimensione delle relazioni umane e degli affetti.<\/P><br \/>\n<P>Discriminazioni, abusi e violenze appaiono inconcepibili e intollerabili, cos\u00ec fuori dal tempo, cos\u00ec antistorici, di fronte a una modernit\u00e0 che sta rivoluzionando le relazioni sociali nel mondo intero e rende le nostre societ\u00e0 sempre pi\u00f9 aperte. Ma sappiamo che non \u00e8, non sar\u00e0, un percorso facile: la storia e l&#8217;attualit\u00e0 ci ricordano quanto siano forti le resistenze al pieno riconoscimento dei diritti di tutti.<\/P><br \/>\n<P>Non a caso l\u2019incontro di oggi si tiene alla vigilia della Giornata internazionale contro l\u2019omofobia e la transfobia che, \u00e8 bene ricordarlo, \u00e8 stata istituita per celebrare la rimozione dell\u2019omosessualit\u00e0 dalla lista delle malattie mentali dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 avvenuta solo 24 anni fa.<\/P><br \/>\n<P>Abbiamo di fronte ancora una lunga strada da percorrere per abbattere pregiudizi, per affermare il principio elementare e universale che ciascuna donna e ciascun uomo in qualsiasi parte del mondo merita di vedersi riconosciuti su base paritaria gli stessi diritti e doveri, senza subire discriminazione alcuna.<\/P><br \/>\n<P>Sono convinta che sia necessaria un&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 da parte delle istituzioni, chiamate a fare scelte chiare e atti concreti conseguenti. Ce lo ricorda l&#8217;art. 3 della Costituzione Italiana, che quella responsabilit\u00e0 pubblica la racconta con una forza evocativa e una chiarezza di intenti che, a distanza di oltre 65 anni, mantiene un valore e un\u2019attualit\u00e0 straordinarie: \u201c\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese&#8221;.<\/P><br \/>\n<P>Siamo dunque chiamati a fare la nostra parte, anche con scelte coraggiose e innovative, per colmare la distanza tra societ\u00e0 e istituzioni, tra una dinamica di apertura che &#8211; nonostante pregiudizi e discriminazioni &#8211; pure viene avanti, e norme inadeguate, figlie di un\u2019altra epoca.<\/P><br \/>\n<P>In Italia e in Europa sono ancora troppi i vuoti normativi in materia di crimini d\u2019odio perpetrati sulla base dell\u2019orientamento sessuale e dell\u2019identit\u00e0 di genere, ma soprattutto \u00e8 sempre pi\u00f9 urgente collegare il pieno riconoscimento di diritti individuali fondamentali ad interventi strutturali di riforma e di modernizzazione dello Stato sociale, della Pubblica Amministrazione, del mercato del lavoro.<\/P><br \/>\n<P>Il Governo italiano intende essere in prima linea nella lotta alle discriminazioni e nella promozione di una nuova stagione di diritti civili.<\/P><br \/>\n<P>Non a caso nei giorni scorsi il Sottosegretario di Stato Ivan Scalfarotto si \u00e8 recato a Malta, insieme ai rappresentanti di altri 16 governi europei, per sottoscrivere una dichiarazione di intenti in materia di tutela dei diritti umani e di parit\u00e0 di trattamento per le persone LGBTI.<\/P><br \/>\n<P>Allo stesso modo, a partire dal Ministero degli Esteri, vogliamo animare un confronto pubblico aperto e costante \u2013 di cui la Conferenza di oggi rappresenta una tappa importante e per nulla scontata \u2013 che porti a compiere scelte concrete per il rispetto della dignit\u00e0 e la promozione dei diritti di ogni donna e uomo nella nostra societ\u00e0, contro ogni forma di discriminazione e violenza.<\/P><br \/>\n<P>C\u2019\u00e8 tuttavia una responsabilit\u00e0 collettiva pi\u00f9 ampia, accanto a quella delle istituzioni: \u00e8 una sfida che chiama in gioco non solo la politica e le istituzioni, ma il mondo dell\u2019informazione, della comunicazione, della cultura, della formazione, del lavoro, dell\u2019associazionismo. Realt\u00e0 a cui, anche dalla Conferenza di oggi, vogliamo rivolgere un appello positivo a compiere insieme questo cammino, che richiede scelte politiche, azioni amministrative, ma anche un lungo e profondo lavoro culturale nella nostra societ\u00e0, a partire dalle generazioni pi\u00f9 giovani.<\/P><br \/>\n<P>Credo che in quest\u2019opera, che richieder\u00e0 tenacia, coraggio e voglia di cambiare, avremo tutti bisogno di far tesoro delle parole pronunciate nel 2012 dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama alla LGBT Pride Month Reception<\/I>alla Casa Bianca: <\/P><br \/>\n<P><EM>\u201cIo non vi consiglierei mai di avere pazienza, non \u00e8 giusto come non era giusto dire alle donne di essere pazienti un secolo fa o agli afroamericani 50 anni fa dopo decenni di inazione e indifferenza, ora avete tutta la ragione e il diritto di chiedere, a voce alta e con forza, l\u2019uguaglianza\u201d.<\/I><\/EM><\/P><br \/>\n<P>Sull\u2019affermazione e sull\u2019effettivo riconoscimento di principi fondamentali di uguaglianza, di giustizia, di libert\u00e0, di rispetto della dignit\u00e0 umana, non si pu\u00f2 avere pazienza, non si pu\u00f2 e non si deve temporeggiare.<\/P><br \/>\n<P>Per la mia parte e per la mia responsabilit\u00e0, mi troverete sempre al vostro fianco, certa che, insieme, sapremo realizzare l&#8217;impegno concreto e ambizioso delle istituzioni e dell\u2019intera societ\u00e0 per cancellare ogni forma di discriminazione e pregiudizio, per riconoscere a tutti e a ciascuno pari diritti e pari dignit\u00e0.<\/P><br \/>\n<P>Buon lavoro e a presto,<\/P><br \/>\n<P>Federica Mogherini<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Carissime, Carissimi, avrei davvero voluto condividere con voi questa giornata di riflessione cos\u00ec importante, per la quale voglio ringraziare l\u2019Unar, la CIDU e tutti gli organizzatori. 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