{"id":22476,"date":"2013-10-08T11:57:29","date_gmt":"2013-10-08T09:57:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/10\/20131008_dassu_7_ottobre\/"},"modified":"2013-10-08T11:57:29","modified_gmt":"2013-10-08T09:57:29","slug":"20131008_dassu_7_ottobre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2013\/10\/20131008_dassu_7_ottobre\/","title":{"rendered":"Intervento del Vice Ministro Dass\u00f9 &#8211; &#8216;Pi\u00f9 regole, meno violenza &#8211; ASPETTI INNOVATIVI DEL TRATTATO INTERNAZIONALE SUL COMMERCIO DELLE ARMI&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><P>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/P><br \/>\n<P><BR>Il Trattato sul commercio di armi \u00e8 il frutto di uno sforzo comune, di una straordinaria mobilitazione della societ\u00e0 civile e di un lungo e complesso impegno negoziale avviato in ambito ONU nel 2006 e culminato in due conferenze diplomatiche, a luglio 2012 e marzo 2013, che hanno portato all&#8217;adozione di un testo forte, equilibrato e realistico che rappresenta un salto di qualit\u00e0 nella trattazione di una problematica particolarmente delicata delle relazioni internazionali. L\u2019ATT \u00e8 infatti il primo Trattato internazionale a stabilire norme giuridicamente vincolanti in materia di importazione, esportazione e trasferimento di armi convenzionali. Una volta entrato in vigore dar\u00e0 direzione e coerenza a quel corpus giuridico non omogeneo creato dalle pi\u00f9 diverse normative nazionali, laddove esistano, e colmer\u00e0 altrimenti le lacune esistenti.<\/P><br \/>\n<P>A causa di un quadro giuridico internazionale finora carente hanno infatti prosperato fenomeni quali il traffico illecito di armi e la diversione del commercio verso destinatari non autorizzati. Tutto questo a beneficio di trafficanti, milizie, criminalit\u00e0 organizzata e a discapito di popolazioni innocenti, vittime di conflitti ormai quasi cronici. I dati sono impressionanti: nei paesi in cui le popolazioni vivono in condizioni di estrema povert\u00e0, buona parte degli aiuti internazionali \u00e8 \u201cdirottata\u201d verso spese militari e i traffici illeciti vengono alimentati spesso proprio dagli eserciti regolari, da soldati mal pagati che vendono sul mercato nero le proprie armi o quelle sottratte dagli arsenali, abbassando considerevolmente il costo di procurarsi un\u2019arma e aumentando in tal modo il rischio di guerre civili.<\/P><br \/>\n<P>Il commercio illegale o scarsamente regolamentato di armi convenzionali ha dunque un pesante costo in vite umane: sono pi\u00f9 di 740.000 le persone che muoiono ogni anno, vittime della violenza armata. L\u2019assenza di un quadro giuridico internazionale ha costituito, possiamo ben dirlo, una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. Stabilendo norme comuni giuridicamente vincolanti, l\u2019ATT rende invece pi\u00f9 responsabile e trasparente il commercio di armi, contribuendo al consolidamento della pace e della sicurezza a livello regionale e mondiale.<\/P><br \/>\n<P>Ma l\u2019Arms Trade Treaty \u00e8 molto pi\u00f9 di un semplice Trattato sul commercio delle armi: da un\u2019attenta lettura del testo emerge il suo ben pi\u00f9 ampio potenziale, che lo pone alla confluenza tra le agende internazionali della pace e sicurezza, della legalit\u00e0, dei diritti umani e dello sviluppo, con una particolare attenzione alla prospettiva di genere. Il testo adottato ha infatti accolto tra le nostre priorit\u00e0 negoziali, l\u2019inserimento della c.d. \u201cgolden rule\u201d per la difesa dei diritti umani e delle norme di diritto internazionale umanitario e un chiaro riferimento alla violenza di genere. <\/P><br \/>\n<P>La \u201cgolden rule\u201d prevede il diniego automatico al trasferimento di armi nel caso in cui esso violi obblighi internazionali cui lo Stato \u00e8 vincolato, derivanti da accordi internazionali o da Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e nel caso in cui, al momento dell\u2019autorizzazione, lo Stato esportatore sia a conoscenza del fatto che le armi da esportare potrebbero essere usate per commettere genocidio, crimini contro l\u2019umanit\u00e0, gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra del 1949, attacchi diretti contro civili, ovvero altri crimini di guerra come definiti da accordi internazionali di cui lo Stato in questione sia parte.<\/P><br \/>\n<P>Il Trattato prevede inoltre che le autorit\u00e0 nazionali competenti tengano in considerazione una serie di fattori per valutare il potenziale impatto di ogni trasferimento di armamenti, quali il potenziale rischio che il trasferimento contribuisca a mettere in pericolo la pace e la sicurezza o che le armi possano essere usate per commettere o facilitare gravi violazioni di diritto internazionale umanitario o di diritti umani, atti di terrorismo e di criminalit\u00e0 organizzata o, ancora, possano essere utilizzate per commettere o facilitare gravi atti di violenza di genere contro donne e bambini.<\/P><br \/>\n<P>La promozione dei diritti umani \u00e8 parte rilevante del nostro interesse nazionale: attraverso di essa possiamo affrontare in maniera pi\u00f9 efficace le cause profonde dei conflitti, delle disuguaglianze e delle minacce alla sicurezza internazionale. Questo legame \u00e8 ben rappresentato dagli scopi soggiacenti ai cd. tre pilastri del sistema delle Nazioni Unite: pace, sviluppo e diritti umani. Tra questi vi \u00e8 necessariamente un rapporto non solo di interdipendenza, ma anche di rafforzamento reciproco. I principi contenuti nell\u2019ATT rispondono a tale esigenza, in quanto nella maggior parte dei casi le aree di conflitto sono anche quelle in cui i diritti umani sono pi\u00f9 gravemente violati. Inoltre, le azioni a tutela dei diritti umani non sono mosse esclusivamente da principi etici e civili, ma anche dall\u2019esigenza di garantire stabilit\u00e0 e arginare potenziali fattori di rischio tra cui il traffico illecito di armi, che possono acuire le violazioni dei diritti umani stessi.<\/P><br \/>\n<P>Di particolare rilievo nel testo del Trattato \u00e8 l\u2019inclusione, fortemente voluta dalla societ\u00e0 civile, delle tematiche legate alla violenza di genere. Essa non solo si traduce in un chiaro impegno per gli Stati Parte a considerare, al momento dell\u2019autorizzazione di un\u2019esportazione di armi, il rischio che queste siano utilizzate per commettere atti di violenza di genere contro donne e minori, ma anche nel riconoscimento dell\u2019esigenza di un sostegno alla riabilitazione e all\u2019inclusione economica e sociale delle vittime dei conflitti armati. Un elemento senz\u2019altro innovativo, parte della nostra tradizionale posizione a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e che intendiamo valorizzare adeguatamente. Non va infatti dimenticato che esiste un nesso strettissimo tra il traffico illecito di armi ed il fenomeno dei bambini-soldato, impiegati in varie aree del mondo non solo dalla guerriglia e dai gruppi paramilitari di opposizione, ma anche dagli stessi eserciti nazionali. L\u2019impegno italiano nel contrasto a questa terribile realt\u00e0 \u00e8 forte e consolidato. Per quanto concerne le donne, nei conflitti armati la violenza (principalmente di carattere sessuale) rappresenta una costante sempre pi\u00f9 ricorrente. Nonostante le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che negli ultimi anni l\u2019hanno messa all\u2019indice, questo tipo di violenza viene sempre pi\u00f9 spesso utilizzata come tattica di intimidazione delle popolazioni civili. Nell\u2019ambito delle nostre attivit\u00e0 di aiuto allo sviluppo orientate all\u2019emergenza sono previste numerose iniziative di assistenza alle vittime di violenza di genere. L\u2019Italia \u00e8 inoltre attualmente impegnata in questo settore nel contesto dell\u2019iniziativa \u201cPreventing sexual violence in conflict\u201d, lanciata dalla Gran Bretagna in ambito G8 e ora transitata a livello ONU in vista dell\u2019auspicata adozione di una regolamentazione internazionale vincolante in materia. Nell\u2019ambito di tale iniziativa abbiamo recentemente firmato \u2013 assieme ad un gruppo di altri Paesi particolarmente attivi in questo settore (tra cui gli Stati Uniti) una Dichiarazione che, su iniziativa italiana, individua nel contrasto ai traffici illeciti di armi uno dei principali strumenti per prevenire la violenza sessuale nelle aree di conflitto.<\/P><br \/>\n<P>Per queste ragioni, l\u2019Italia si \u00e8 attivamente impegnata in tutte le fasi del processo negoziale che ha portato alla formulazione finale dell\u2019ATT. Inoltre, in stretto coordinamento con il Servizio Europeo per l\u2019Azione Esterna e con gli altri partner europei, abbiamo condotto un\u2019azione di outreach a favore dell\u2019universalizzazione del Trattato, con una serie d\u00e9marches presso i Paesi che si sono astenuti o non hanno partecipato al voto del 2 aprile in Assemblea Generale. Gli sforzi profusi a livello bilaterale e multilaterale per promuovere l\u2019adesione al Trattato hanno gi\u00e0 cominciato a dare i loro frutti. Sono ad oggi 113 i Paesi che hanno firmato l\u2019ATT e tra questi figurano tutti i membri dell\u2019Unione Europea. L\u2019entrata in vigore del Trattato \u00e8 subordinata alla ratifica da parte di 50 Stati; sette Paesi (Islanda, Guyana, Nigeria, Antigua e Barbuda, Costa Rica, Messico, Trinidad e Tobago) hanno gi\u00e0 depositato i rispettivi strumenti di ratifica. Il nostro paese, in attesa della decisione del Consiglio dell\u2019UE di autorizzazione alla ratifica, ha gi\u00e0 portato a termine le procedure parlamentari di approvazione del relativo disegno di legge. Il nostro sistema normativo \u00e8 gi\u00e0 pronto per attuare l\u2019ATT. La disciplina italiana in materia di controllo dei materiali di armamento rappresenta infatti una delle pi\u00f9 avanzate a livello globale ed abbiamo recepito la Direttiva Europea in materia preservando gli alti standard previsti dall\u2019impianto originario della nostra normativa nazionale.<\/P><br \/>\n<P>Con la firma dell\u2019ATT \u00e8 stato quindi raggiunto un traguardo importante. Si tratta di un risultato storico e di un contributo prezioso che questa generazione ha dato alla causa della pace, alla difesa dei diritti umani e alla tutela delle donne e dei minori. Tuttavia il lavoro non \u00e8 ancora finito. L\u2019obiettivo \u00e8 promuovere l\u2019universalizzazione del Trattato e giungere, nel pi\u00f9 breve tempo possibile, alla sua entrata in vigore.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Il Trattato sul commercio di armi \u00e8 il frutto di uno sforzo comune, di una straordinaria mobilitazione della societ\u00e0 civile e di un lungo e complesso impegno negoziale avviato in ambito ONU nel 2006 e culminato in due conferenze diplomatiche, a luglio 2012 e marzo 2013, che hanno [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[43,39,399],"class_list":["post-22476","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","tag-diritti-umani","tag-nato","tag-vice-ministri-e-sottosegretari-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22476","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22476"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22476\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}