{"id":22490,"date":"2013-07-18T09:53:24","date_gmt":"2013-07-18T07:53:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/07\/20130718_intbonino_addscient\/"},"modified":"2025-02-20T17:42:21","modified_gmt":"2025-02-20T16:42:21","slug":"20130718_intbonino_addscient","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2013\/07\/20130718_intbonino_addscient\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Emma Bonino alla Riunione degli Addetti Scientifici"},"content":{"rendered":"<p><P align=left>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<BR><\/P><br \/>\n<P>Sono lieta di aprire i lavori di questa riunione insieme al Ministro dell\u2019Istruzione, dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza. Rivolgo un particolare saluto ai Presidenti degli Enti di ricerca, ai Rettori e ai rappresentanti del settore industriale.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Scienza e diplomazia sono alleate naturali<\/STRONG>. Non c\u2019\u00e8 sfida globale &#8211; dalle minacce alla sicurezza energetica e alimentare alla lotta al cambiamento climatico e alle pandemie &#8211; che la diplomazia possa illudersi di vincere senza l\u2019aiuto della scienza. Non sempre per\u00f2 scienza e diplomazia sono state capaci di dialogare e sfruttare tutte le loro sinergie. Troppo spesso, e non per colpa loro, gli scienziati sono rimasti ai margini dei processi decisionali di politica estera, mentre le questioni sui tavoli negoziali diventavano sempre pi\u00f9 complesse.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 necessario un cambio di passo. Per questo, a <STRONG>distanza di pi\u00f9 di 10 anni<\/STRONG>, torniamo a riunire alla Farnesina gli <STRONG>addetti scientifici<\/STRONG> che operano nelle nostre Rappresentanze diplomatiche e consolari. E lo facciamo spinti anche dalla ferma convinzione che le interazioni tra scienza e diplomazia siano particolarmente necessarie in questo momento difficile che sta vivendo l\u2019Italia. <\/P><br \/>\n<P>In un Paese come il nostro, privo di materie prime ma ricco della \u201cmateria prima\u201d per eccellenza -intelligenza e talento &#8211; <STRONG>la ricerca e l\u2019innovazione sono componenti imprescindibili del dinamismo delle imprese<\/STRONG>. Sarebbe illusorio pensare di essere competitivi nel mercato globale puntando solo sui prezzi concorrenziali: ci sar\u00e0 sempre un produttore o un fornitore in grado di fare proposte pi\u00f9 economiche. La <STRONG>diplomazia per la crescita<\/STRONG>, prima priorit\u00e0 del mio mandato, significa allora anche favorire il terreno di incontro tra scienziati e imprenditori. <\/P><br \/>\n<P>Con questo spirito ho voluto che <STRONG>la cabina di regia per l\u2019Italia internazionale<\/STRONG>, qui riunitasi la scorsa settimana, rivolgesse un\u2019attenzione particolare alle <STRONG>imprese innovative<\/STRONG> <STRONG>e con un alto tasso di digitalizzazione<\/STRONG>. Queste imprese sono una parte importante del nostro tessuto produttivo e possono essere un bel biglietto da visita per tutto il Paese, perch\u00e9 raccontano un\u00b4Italia dinamica, tecnologica, che sa innovare e posizionarsi sulla frontiera. <\/P><br \/>\n<P>Dobbiamo inoltre compiere ogni sforzo per cogliere insieme le opportunit\u00e0 di crescita che ci offre l\u2019Europa con i finanziamenti alla ricerca. Lo <STRONG>Spazio Europeo della Ricerca<\/STRONG> \u00e8 una realt\u00e0 e con il <STRONG>Programma Quadro \u201cHorizon 2020\u201d<\/STRONG> acquisir\u00e0 ancora maggiore spessore, grazie a un maggiore stanziamento di risorse. Non solo non possiamo pi\u00f9 permetterci il lusso di sprecarle o sottoutilizzarle, come avvenuto in passato, ma dobbiamo anche esplorare nuove forme di finanziamento, favorendo ad esempio i partenariati tra il pubblico e il privato. <\/P><br \/>\n<P>E a chi dovesse avere dubbi su perch\u00e9 finanziare la ricerca in tempi di crisi, possiamo ricordare la risposta di Faraday alla domanda del Ministro delle Finanze britannico, Gladstone, sul valore pratico dell\u2019elettricit\u00e0: one day sir, you may tax it<\/I>. La ricerca ci pu\u00f2 aiutare a uscire di slancio dalla crisi, aumentando la produttivit\u00e0 complessiva del sistema e creando nuova ricchezza per le imprese e per lo Stato.<\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Gli addetti scientifici hanno un ruolo cruciale per mettere la <STRONG>ricerca al centro dell\u2019azione di rilancio<\/STRONG> dell\u2019economia e della mentalit\u00e0 del Paese. Possono aiutare a <STRONG>fare rete<\/STRONG>, a condividere informazioni, a anticipare e cogliere opportunit\u00e0 di collaborazione, a coinvolgere di pi\u00f9 gli scienziati negli sforzi di internazionalizzazione delle imprese, specialmente di quelle piccole e medie che non sempre hanno gli strumenti per restare al passo con le continue accelerazioni del progresso tecnologico. Invito quindi le associazioni imprenditoriali a riflettere su come meglio stimolare e facilitare le sinergie con gli addetti scientifici.<\/P><br \/>\n<P>Questi possono contribuire anche a <STRONG>rinnovare la <\/STRONG><STRONG>mentalit\u00e0 dell\u2019Italia<\/STRONG>, che deve uscire dal guscio del provincialismo, superare la paura dei cervelli in fuga e aiutare piuttosto i nostri talenti all\u2019estero a fare esperienza e poi tornare in Italia. Per accrescere la nostra competitivit\u00e0, occorre metterci di pi\u00f9 in gioco, attrarre i <STRONG>\u201ccervelli in movimento\u201d,<\/STRONG> entrare in rete con loro, avere un approccio aperto al mondo globale. <\/P><br \/>\n<P>Questa considerazione mi spinge a formulare un\u2019altra osservazione. Gli scienziati condividono con i diplomatici un <STRONG>approccio pluralistico<\/STRONG> volto al superamento di steccati ideologici e culturali, e basato sul desiderio di curiosit\u00e0, il senso di critica, la capacit\u00e0 di ascoltare l\u2019altro e di comprendere ci\u00f2 che \u00e8 diverso. Questa attitudine \u00e8 ossigeno per il mondo moderno: \u00e8 il migliore antidoto contro ogni forma di fanatismo e autoritarismo. <\/P><br \/>\n<P>Scienza e diplomazia possono lavorare fianco a fianco per promuovere i valori universali della <STRONG>tolleranza<\/STRONG> e della <STRONG>libert\u00e0<\/STRONG>. Del resto, non ci pu\u00f2 essere ricerca senza la possibilit\u00e0 di tentare e di sbagliare. E, come diceva Einaudi, \u201ctrial and error<\/I>\u201d sono \u201cle caratteristiche dei regimi liberi\u201d. E sono anche le qualit\u00e0 dell\u2019imprenditore, che per avere successo deve avere la libert\u00e0 di rischiare. Le campagne per fare avanzare la libert\u00e0 di ricerca sono quindi uno strumento per promuovere in senso pi\u00f9 ampio le libert\u00e0 fondamentali. <\/P><br \/>\n<P>C\u2019\u00e8 un\u2019altra ragione per cui la scienza e la diplomazia sono alleate. Il prestigio del patrimonio scientifico si riflette sul <STRONG>soft power<\/I><\/STRONG> di un Paese. L\u2019anno scorso, in una fase molto critica per il Paese, <STRONG>l\u2019immagine e la reputazione dell\u2019Italia<\/STRONG> si sono giovate dalle straordinarie scoperte del <STRONG>CERN<\/STRONG>, alle quali hanno contribuito tanti scienziati &#8211; italiani e stranieri -, coordinati da una donna che ci ha reso orgogliosi: <STRONG>Fabiola Gianotti<\/STRONG>, indicata dalla rivista TIME la quinta persona pi\u00f9 importante del 2012. Una ragione in pi\u00f9 per valorizzare la presenza italiana nei centri internazionali di ricerca.<\/P><br \/>\n<P>Ci sono quindi tutte le premesse per intensificare la collaborazione tra il Ministero degli Esteri e il Ministero dell\u2019Istruzione, dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca. Penso ad esempio all\u2019azione di valorizzazione delle potenzialit\u00e0 innovative dell\u2019<STRONG>EXPO 2015<\/STRONG>, che gli addetti scientifici possono realizzare all\u2019estero. <\/P><br \/>\n<P>Vorrei poi citare un progetto avviato insieme dai nostri due Ministeri: <STRONG>Innovitalia<\/STRONG>, una piattaforma informatica che ha cominciato a favorire il networking<\/I> tra i ricercatori in Italia e all\u2019estero. Mi auguro che, nell\u2019ambito della stretta collaborazione con il MIUR, con il quale la piattaforma \u00e8 condivisa, si possa riprendere in mano questo progetto, superare gli ostacoli tecnici e completarlo con un pezzo fondamentale: il raccordo tra i ricercatori e il mondo dell\u2019impresa, cos\u00ec che diventi uno strumento utile anche per la diplomazia economica. <\/P><br \/>\n<P><\/P>Concludo ricordando che oggi saranno firmati un <STRONG>Protocollo d\u2019Intesa<\/STRONG> e una <STRONG>Convenzione<\/STRONG> <STRONG>operativa <\/STRONG>tra il Ministero degli Esteri e il CNR. Questa \u00e8 l\u2019ulteriore conferma della<STRONG> <\/STRONG>volont\u00e0 della Farnesina<STRONG> <\/STRONG>di rafforzare la collaborazione con il mondo scientifico,<STRONG> <\/STRONG>coinvolgendolo appieno negli intensi sforzi che stiamo facendo per sostenere la crescita e l\u2019internazionalizzazione del Paese. Sono sicura che da oggi potremo delineare insieme strategie sempre pi\u00f9 efficaci di <STRONG>diplomazia scientifica<\/STRONG>. Con questa convinzione, auguro a tutti voi buon lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Sono lieta di aprire i lavori di questa riunione insieme al Ministro dell\u2019Istruzione, dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza. Rivolgo un particolare saluto ai Presidenti degli Enti di ricerca, ai Rettori e ai rappresentanti del settore industriale. Scienza e diplomazia sono alleate naturali. 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