{"id":22564,"date":"2013-02-08T10:32:48","date_gmt":"2013-02-08T09:32:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/02\/20130208_intervento_ministro\/"},"modified":"2013-02-08T10:32:48","modified_gmt":"2013-02-08T09:32:48","slug":"20130208_intervento_ministro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2013\/02\/20130208_intervento_ministro\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/EM><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Presidente dell\u2019Assemblea Parlamentare dell\u2019OSCE, On. Riccardo Migliori,<\/P><br \/>\n<P>Segretario Generale Lamberto Zannier,<\/P><br \/>\n<P>Onorevoli Deputati e Senatori,<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>ringrazio molto per l\u2019invito a partecipare a questo Seminario, che \u00e8 focalizzato su una problematica assolutamente centrale della politica estera italiana. Desidero rivolgere un caloroso saluto alla Dottoressa Maria Grazia Giammarinaro, Rappresentante Speciale e Coordinatore OSCE per la lotta alla tratta degli esseri umani. Mi congratulo con Lei per l\u2019eccellente azione svolta, come testimoniano i prestigiosi riconoscimenti internazionali ricevuti nel corso del suo mandato. Ne ricordo uno su tutti: quello di Trafficking in persons Hero, conferitole l\u2019anno scorso personalmente dal Segretario di Stato Hillary Clinton. <\/P><br \/>\n<P>La tratta degli esseri umani \u00e8 uno dei crimini pi\u00f9 aberranti del mondo contemporaneo:<STRONG> <\/STRONG>\u00e8 la schiavit\u00f9 del XXI secolo. Avvertiamo forte l\u2019imperativo morale e civile di contrastare tale orribile piaga, che annulla i diritti fondamentali della persona, a partire dalla sua libert\u00e0 e dignit\u00e0. La coscienza degli italiani \u00e8 profondamente ferita dalle tragedie delle carrette del mare e dalle immagini di disperazione di migliaia di donne e uomini, che affidano le proprie vite a criminali senza scrupoli pur di approdare sulle nostre coste. Ci ribelliamo con sdegno a tale disumano fenomeno. A spingerci a contrastarlo con forza non sono solo i nostri valori, ma anche il nostro primario interesse nazionale. Si tratta di una minaccia alla nostra sicurezza, il cui contrasto richiede sofisticati strumenti di repressione<STRONG> <\/STRONG>e di<STRONG> <\/STRONG>prevenzione, alla luce del fatto che, come ha evidenziato il Primo Rapporto sulla tratta dell\u2019UNODC, nel triennio 2007-2010 non si sono avute condanne penali per questo reato nel 16% dei 132 Paesi esaminati.<\/P><br \/>\n<P>Occorre per\u00f2 un salto di qualit\u00e0 nella nostra strategia. Il primo passo \u00e8 riconoscere i limiti delle azioni finora intraprese. Gli Stati non hanno utilizzato appieno le potenzialit\u00e0 a loro disposizione. Le analisi della Direzione Nazionale Antimafia, che ha contribuito al lavoro delle Nazioni Unite, sottolineano la necessit\u00e0 di rendere pi\u00f9 incisiva la cooperazione giudiziaria e di polizia per contrastare tale crimine. Secondo la DNA, le condanne a livello internazionale dei trafficanti di esseri umani sono ancora insufficienti. E la causa principale risiede nelle differenze normative fra i vari Paesi e nella limitata cooperazione intergovernativa. Eppure, quanto pi\u00f9 i crimini sono transnazionali, tanto pi\u00f9 dovremmo ricorrere a scambi di prove e informazioni tra autorit\u00e0 nazionali. La conclusione \u00e8 quindi che abbiamo bisogno di pi\u00f9 cooperazione in materia di sicurezza, di pi\u00f9 OSCE, di pi\u00f9 Europa.<\/P><br \/>\n<P>D\u2019altra parte, non possiamo illuderci di estirpare questo crimine solo con la repressione. Occorre anche comprenderne e prevenirne le cause profonde. Per questo, il Rapporto 2012 della Dottoressa Giammarinaro \u00e8 uno strumento utile, che pone l\u2019accento sulla necessit\u00e0 di superare le condizioni economiche e sociali e di contrastare le discriminazioni all\u2019origine del fenomeno.<\/P><br \/>\n<P>Il nesso inscindibile tra migrazioni, sviluppo e diritti \u00e8 il cuore del problema. Esso \u00e8 parte integrante della diplomazia della sicurezza, che ho posto al centro dell\u2019azione del Ministero degli Esteri. E ci spinge a fare di pi\u00f9 per la cooperazione allo sviluppo e per la promozione dei diritti fondamentali. Quando un popolo \u00e8 affamato o \u00e8 oppresso, non \u00e8 mai libero: \u00e8 spesso costretto a migrare per ritrovare quelle libert\u00e0 fondamentali, le cui gravi violazioni creano destabilizzazione e conflitti. E questi generano esodi di massa, spesso sfruttati da organizzazioni criminali. <\/P><br \/>\n<P>La comunit\u00e0 internazionale deve allora porre il rispetto dei diritti al centro delle grandi questioni strategiche. E\u2019 necessaria un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 politica e morale da parte dei governi. L\u2019OSCE pu\u00f2 dare una spinta propulsiva in tal senso. Anche perch\u00e9, come evidenzia il Rapporto della Dottoressa Giammarinaro, alla base di migrazioni di massa vi sono spesso condizioni di marginalizzazione in cui sono costrette a vivere alcune componenti della societ\u00e0. Penso ad esempio alle violazioni delle libert\u00e0 religiose, che hanno costretto consistenti minoranze ad abbandonare Paesi in cui avevano vissuto per secoli. In questi casi, una risposta efficace non pu\u00f2 che essere elaborata in via multilaterale. <\/P><br \/>\n<P>Lo stesso approccio multilaterale \u00e8 richiesto nella lotta alla tratta degli esseri umani. Le azioni dell\u2019OSCE coniugano impegni politici &#8211; come quelli assunti con la Dichiarazione Ministeriale di Vilnius del 2011 &#8211; con risultati concreti, come quelli ottenuti con il Piano d\u2019Azione adottato dal Consiglio Ministeriale di Maastricht nel 2003. Penso anche ai National Referral Mechanisms e al monitoraggio dell\u2019attuazione nazionale degli impegni internazionali, che permettono una pi\u00f9 efficace identificazione delle vittime e individuano adeguati meccanismi di assistenza giudiziaria. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia sostiene con convinzione queste iniziative, che sono complementari con quelle promosse &#8211; con il nostro contributo &#8211; dalle Nazioni Unite, dall\u2019Unione Europea e dal Consiglio d\u2019Europa. Penso al quadro giuridico delineato dalla Convenzione del 2000 contro il crimine organizzato transnazionale e dal Protocollo di Palermo sulla lotta alla tratta degli esseri umani. E ricordo il nostro sostegno all\u2019UNODC, all\u2019OIM, all\u2019UNICRI, al Rappresentante Speciale ONU, al Gruppo di esperti \u201cGRETA\u201d istituito dal Consiglio d\u2019Europa, alla nuova Strategia dell\u2019Unione Europea per la lotta alla tratta. <\/P><br \/>\n<P>Questi strumenti di azione sono essenziali. Occorre per\u00f2 scongiurare il rischio che restino confinati a un approccio teorico. Dobbiamo fare in modo che si traducano in una forte dimensione regionale. Questo per noi significa che il Mediterraneo deve essere al centro della strategia internazionale di lotta alla tratta. Perch\u00e9 \u00e8 attraverso il Mediterraneo che ingenti flussi migratori raggiungono l\u2019Europa dalle coste africane. E la gestione di un fenomeno cos\u00ec complesso non pu\u00f2 ricadere solamente sugli Stati pi\u00f9 direttamente esposti per collocazione geografica.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia lavora per sviluppare tra le due sponde del Mediterraneo rapporti autentici e paritari. Crediamo molto nel contributo dei partenariati. Abbiamo registrato significativi progressi a seguito della decisione ministeriale sui Partner per la cooperazione adottata al Consiglio di Vilnius del dicembre 2011. Ho cercato di imprimere un forte impulso perch\u00e9 fosse dato seguito concreto a tale decisione. <\/P><br \/>\n<P>Il Ministero degli Esteri ha cos\u00ec organizzato a maggio la Conferenza sulla cooperazione multilaterale nel Mediterraneo e a ottobre la Conferenza Mediterranea. In quest\u2019ottica di concretezza, auspico che il nascente Centro di cooperazione accademica dell\u2019OSCE nel Mediterraneo contribuisca a trasferire ai Paesi della sponda meridionale conoscenze, best practices e modelli normativi per assisterli con azioni tangibili nel contrasto alla tratta di esseri umani.<\/P><br \/>\n<P>Inutile per\u00f2 nascondere che in questo momento rigide contrapposizioni stanno parzialmente frenando l\u2019impulso politico dell\u2019OSCE. Le ultime ministeriali di Vilnius e di Dublino non hanno prodotto decisioni politiche in tema di diritti umani. L\u2019approvazione del bilancio dell\u2019Organizzazione si \u00e8 sbloccata solo ieri. Questa situazione non pu\u00f2 continuare. Per ritrovare lo slancio perduto, sono convinto che possiamo fare affidamento su ci\u00f2 che ha funzionato in passato, adattandolo alle nuove esigenze e alle specificit\u00e0 regionali. Con l\u2019Atto Finale di Helsinki i padri fondatori individuarono il legame tra sicurezza euro-atlantica e mediterranea, e riconobbero la forte correlazione tra sicurezza e rispetto dei diritti umani. <\/P><br \/>\n<P>A distanza di quasi quarant\u2019anni, quell\u2019approccio fondato sulla sicurezza onnicomprensiva \u00e8 ancora attuale e valido. Tale modello olistico &#8211; caratterizzato dalla stretta connessione tra diritti e sicurezza, tra libert\u00e0 e sviluppo, tra progressiva integrazione e rispetto per le diversit\u00e0 &#8211; deve continuare a orientare la nostra linea d\u2019azione. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia ritiene per\u00f2 necessario anche un rinnovamento: struttura, natura e strumenti dell\u2019Organizzazione devono essere aggiornati. L\u2019OSCE deve aprirsi maggiormente ai parlamenti, all\u2019accademia, alla societ\u00e0 civile, alle organizzazioni non governative.<\/P><br \/>\n<P>Con il seminario odierno vogliamo testimoniare quanto sia utile e opportuna una maggiore apertura dell\u2019OSCE, le cui dinamiche devono crescere anche dal basso verso l\u2019alto. Con questo auspicio, auguro a tutti voi, organizzatori e partecipanti, un proficuo lavoro. Grazie. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Presidente dell\u2019Assemblea Parlamentare dell\u2019OSCE, On. Riccardo Migliori, Segretario Generale Lamberto Zannier, Onorevoli Deputati e Senatori, Signore e Signori, ringrazio molto per l\u2019invito a partecipare a questo Seminario, che \u00e8 focalizzato su una problematica assolutamente centrale della politica estera italiana. 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