{"id":22567,"date":"2013-02-05T15:25:04","date_gmt":"2013-02-05T14:25:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/02\/20130205_intervento_del_ministro_terzi\/"},"modified":"2013-02-05T15:25:04","modified_gmt":"2013-02-05T14:25:04","slug":"20130205_intervento_del_ministro_terzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2013\/02\/20130205_intervento_del_ministro_terzi\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Terzi"},"content":{"rendered":"<p><P><I>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/I><\/P><br \/>\n<P><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Signora Chantal Compaor\u00e9,<\/P><br \/>\n<P>Vice Presidente del Senato, Sen. Emma Bonino,<\/P><br \/>\n<P>Ministro del Benin per la Famiglia, Fatouma Amadou Djibril,<\/P><br \/>\n<P>Ministro del Burkina Faso per la Promozione della Donna, Nestorine Sangar\u00e9,<\/P><br \/>\n<P>Ministro del Niger per la Promozione della Donna, Maikibi Kadidiatou Dandobi,<\/P><br \/>\n<P>Ministro del Lavoro, Elsa Fornero,<\/P><br \/>\n<P>Sottosegretario agli Esteri, Marta Dass\u00f9,<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>sono lieto di ospitare alla Farnesina questo incontro alla vigilia della <STRONG>giornata mondiale<\/STRONG> sulla tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni genitali femminili. Questo evento ha una <STRONG>duplice finalit\u00e0<\/STRONG>: intende manifestare viva soddisfazione per l\u2019importante risultato ottenuto il 20 dicembre con l\u2019approvazione della Risoluzione dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite<I>. <\/I>E vuole contribuire a dare nuovo slancio alla lotta a tale disumana pratica.<\/P><br \/>\n<P>La Risoluzione \u00e8 stata un grande successo per le donne, per i diritti umani e, anche per quei Paesi, come il nostro, che vi hanno investito anni di intensa e paziente attivit\u00e0 politica, diplomatica e di sensibilizzazione. Vorrei innanzi tutto congratularmi con il Gruppo al quale va attribuito la parte preponderante del merito: quello dei Paesi africani, guidati dal Benin e dal Burkina Faso. Siamo tutti molto grati anche alle due first ladies, Chantal de Souza Yayi e Chantal Compaor\u00e9, per il generoso impegno profuso e per aver impresso ulteriore impulso al processo negoziale con l\u2019evento da Voi co-presieduto a New York il 24 settembre. <\/P><br \/>\n<P>La Risoluzione \u00e8 stata il coronamento dell\u2019approccio italiano, sempre rispettoso della <STRONG>ownership africana<\/STRONG>. L\u2019Italia ha co-sponsorizzato la Risoluzione, ne ha negoziato il contenuto per conto dell\u2019Unione Europea e ha molto insistito perch\u00e9 nel preambolo fosse inserito un riferimento ai diritti umani. Tali abusi, tali violenze non possono mai essere giustificati sulla base del relativismo culturale o della tradizione. Dobbiamo allora chiamarli per quello che sono privazione del diritto fondamentale della donna alla salute e offesa all\u2019intera comunit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P>Durante tutto il percorso negoziale che ha condotto all\u2019adozione del testo, l\u2019Italia ha lavorato per superare ostacoli e ritrosie, per favorire la maturazione di una posizione comune. Ma senza mai cercare di accelerare i tempi o di imporre modelli. Continueremo a seguire lo stesso approccio nell\u2019attuazione della Risoluzione. Siamo convinti che l\u2019attenzione alle sensibilit\u00e0 altrui sar\u00e0 determinante per contrastare efficacemente il fenomeno nei Paesi pi\u00f9 colpiti. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia \u00e8 da sempre unita contro le mutilazioni genitali femminili. Sono sicuro che anche il prossimo Governo e il nuovo Parlamento continueranno a sostenere con tenacia gli sforzi della societ\u00e0 civile, delle agenzie multilaterali e delle organizzazioni non governative in difesa dei diritti di milioni di donne e bambine. Oltre che sull\u2019\u2019intensa attivit\u00e0 politico-diplomatica, puntiamo sulla sensibilizzazione delle autorit\u00e0 locali e sul dialogo con le autorit\u00e0 religiose, primi vettori di cambiamento della mentalit\u00e0 delle famiglie e delle giovani generazioni. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019attenzione non va rivolta solo ai Paesi dell\u2019Africa. Il<\/STRONG> fenomeno colpisce anche l\u2019Europa<\/STRONG>. Continuano a esserne vittime migliaia di donne e bambine immigrate nel nostro Paese. L\u2019Italia ha da tempo compreso il loro dramma e ha adottato &#8211; uno dei pochi Paesi europei a farlo &#8211; una severa legislazione, indicata come <I>best practice<\/I> nel rapporto presentato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite a marzo. Prevenire il fenomeno a livello globale non \u00e8 solo un imperativo morale, ma \u00e8 anche il modo pi\u00f9 efficace per evitare che si diffonda nel territorio nazionale.<\/P><br \/>\n<P>Il nostro impegno si \u00e8 tradotto anche in vari programmi della Cooperazione italiana, fin dalla met\u00e0 degli anni ottanta. L\u2019Italia \u00e8 stata il primo tra i Paesi occidentali a intraprendere la lotta a tale pratica, soprattutto grazie alla sensibilit\u00e0 della societ\u00e0 civile e delle associazioni di donne, in particolare dell\u2019AIDOS, che iniziarono a collaborare con le donne africane che per prime avevano preso le distanze dal fenomeno.<\/P><br \/>\n<P>Quei primi programmi di cooperazione misero al centro degli interventi l\u2019educazione, l\u2019informazione e il dialogo. Si puntava a far conoscere le gravi lesioni, le violenze arrecate dalle MGF al corpo delle donne. Ma si deve alla prima Conferenza del Cairo promossa nel 2003 da Non c\u2019\u00e8 Pace senza Giustizia <\/STRONG>e fortemente voluta dalla Vice-Presidente Emma Bonino, l\u2019avvio di una nuova strategia, che chiam\u00f2 in causa la responsabilit\u00e0 di governi e istituzioni. L\u2019Italia ha sostenuto tale strategia, promovendo partenariati con autorit\u00e0 governative e religiose, con i media e con la societ\u00e0 civile.<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Nel contempo, l\u2019Italia ha contribuito a formulare politiche di settore, a rafforzare competenze, a una maggiore conoscenza dei danni permanenti causati da tale pratica. In questo spirito, la Cooperazione<\/STRONG> italiana finanzia <\/STRONG>dal 2008 il programma di UNFPA\/UNICEF <I>Female Genital Mutilation\/Cutting: accelerating change<\/I>. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>E\u2019 ora necessario non disperdere il capitale di credibilit\u00e0 accumulato, le alleanze concluse e le esperienze maturate nel tempo. Il rinnovato impegno finanziario italiano al programma congiunto UNFPA-UNICEF \u00e8 la tangibile dimostrazione che il contrasto alle MGF continua a essere centrale per la nostra diplomazia dei diritti. La prossima occasione per avviare nuove azioni con gli Stati pi\u00f9 colpiti, <I>in primis<\/I> con quelli del gruppo africano, sar\u00e0 a marzo a New York, ai lavori della 57a Commissione sulla condizione della donna. Il tema centrale all\u2019ordine del giorno \u00e8 l\u2019eliminazione e la prevenzione di tutte le forme di violenza nei confronti delle donne e delle bambine. In quella sede l\u2019Italia organizzer\u00e0, come l\u2019anno scorso, un\u2019iniziativa di sensibilizzazione, questa volta con Burkina Faso e Kenya. <\/P><br \/>\n<P>Il nostro obiettivo \u00e8 il bando definitivo della pratica nel pi\u00f9 breve tempo possibile. La strada \u00e8 irta di ostacoli. Ma i risultati sono stati finora incoraggianti. Oltre che alla Risoluzione, penso alla rete di attivisti creata da Non c\u2019\u00e8 Pace senza Giustizia e al programma UNFPA\/UNICEF. Dall\u2019inizio del Programma a fine 2012, ben 9.775 comunit\u00e0 di 15 Paesi hanno pubblicamente dichiarato l\u2019abbandono delle mutilazioni genitali femminili. Solo nel 2012 sono stati emessi 32 \u201ceditti religiosi\u201d contro questa pratica. <\/P><br \/>\n<P>La Dichiarazione proposta da Non C\u2019\u00e8 Pace Senza Giustizia e che abbiamo adottato insieme &#8211; alla vigilia di una giornata molto speciale &#8211; \u00e8 un ulteriore significativo passo in avanti, che ci infonde grande fiducia per proseguire il nostro impegno comune. Voglio allora rendere omaggio a quanto finora realizzato per la vita, i diritti e la dignit\u00e0 di milioni di donne e bambine. Ma intendo anche sottolineare l\u2019importanza di continuare a orientare il nostro sguardo a quanto potremo fare insieme per fare avanzare questa battaglia di civilt\u00e0. Sono sicuro che l\u2019entusiasmo e il coraggio che hanno contraddistinto la nostra missione ci potranno condurre a raggiungere in tempi ragionevoli i pi\u00f9 ambiziosi risultati a difesa dei valori fondamentali dell\u2019umanit\u00e0.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Signora Chantal Compaor\u00e9, Vice Presidente del Senato, Sen. 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