{"id":22592,"date":"2012-12-20T11:59:45","date_gmt":"2012-12-20T10:59:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/12\/20121220_intervento_conferenzaambasciatori\/"},"modified":"2025-02-20T16:42:11","modified_gmt":"2025-02-20T15:42:11","slug":"20121220_intervento_conferenzaambasciatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/12\/20121220_intervento_conferenzaambasciatori\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Terzi in occasione della IX Conferenza degli Ambasciatori d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p><P><I>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/I><\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P>Signor Presidente della Camera,<\/P><br \/>\n<P>Cari Ministri e Autorit\u00e0 presenti,<\/P><br \/>\n<P>Cari Sottosegretari e Segretario Generale,<\/P><br \/>\n<P>Cari Ambasciatori e Colleghi tutti,<\/P><br \/>\n<P>desidero innanzitutto ringraziare le Autorit\u00e0 e le Personalit\u00e0 che hanno accettato il nostro invito a questa IX Conferenza degli Ambasciatori. Soprattutto voglio sottolineare la rinnovata partecipazione a questo appuntamento del Presidente della Repubblica, che ci onorer\u00e0 fra poco con la sua presenza, e del Presidente del Consiglio, che concluder\u00e0 domani i nostri lavori. <\/P><br \/>\n<P>Come sempre, questo nostro incontro annuale serve a mettere a fuoco gli obiettivi della diplomazia italiana, e a ricollocarli di volta in volta nel mutevole contesto internazionale. Nell\u2019ultimo anno si sono verificati cambiamenti che forse pochi avevano previsto. Il quadro internazionale, dal lontano Oriente alla sponda Sud del Mediterraneo ha messo in evidenza un\u2019estrema mobilit\u00e0 di scenari.<\/P><br \/>\n<P>Un motivo in pi\u00f9 per cercare riferimenti politico \u2013 culturali pi\u00f9 fermi, per affermare concetti e mete di valenza strategica che siano la bussola della nostra azione politica. All\u2019inizio del Novecento Oswald Spengler teorizzava il tramonto dell\u2019 Occidente, l\u2019idea di un crollo progressivo dei fondamenti della nostra civilt\u00e0 e dei nostri valori. Spengler era forse pessimista, ma non c\u2019\u00e8 dubbio che il nostro mondo si trovi oggi di fronte a sfide estremamente difficili.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 necessario quindi precisare le idee guida. Credo che oggi la nostra responsabilit\u00e0 sia di contribuire alla crescita, crescita per l\u2019Italia, crescita dell\u2019Europa e per l\u2019Europa, crescita economica e culturale, radicamento dello sviluppo, della democrazia e del benessere anche in contesti vicinissimi a noi, che ne sono ancora in grande misura esclusi. La crescita deve essere la nostra priorit\u00e0 ed \u00e8 perci\u00f2 che a questo tema abbiamo scelto di dedicare la conferenza, per esserne noi stessi protagonisti. <\/P><br \/>\n<P>Sarebbe naturalmente un errore concepire questa idea esclusivamente come motore dello sviluppo economico. Il nostro governo ha dovuto affrontare sin dai primi giorni della sua azione condizioni di finanza pubblica ad alto rischio, varando provvedimenti dolorosi quanto indispensabili, al pari di numerosi altri partner europei; poich\u00e9 la disciplina e l\u2019efficienza della spesa pubblica sono le necessarie premesse dello sviluppo. Ci\u00f2 che \u00e8 stato chiamato \u201crigore\u201d avr\u00e0 senso tuttavia solo se ora sapremo, in Italia e in Europa, rilanciare la crescita.<\/P><br \/>\n<P>Sul piano economico il lavoro della Farnesina e delle ambasciate nel mondo \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Parlo di esportazioni, investimenti esteri in Italia e italiani all\u2019estero; mi riferisco all\u2019impegno delle aziende italiane nella partecipazione alle grandi gare d\u2019appalto internazionali; mi riferisco in poche parole alla presenza dell\u2019economia italiana nel mondo nei campi pi\u00f9 diversi, molto spesso testimonianza di assoluta eccellenza.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019attivit\u00e0 dell\u2019intera struttura diplomatica italiana \u00e8 incessante. Sosteniamo le imprese e cerchiamo per esse nuovi mercati, promuovendo investimenti italiani fuori dai confini. Basti ricordare che solo in questo ultimo anno oltre 500 aziende italiane sono state coinvolte nelle mie missioni e in quelle dei Sottosegretari Dass\u00f9 e De Mistura in tutto il mondo. <\/P><br \/>\n<P>Attraverso le Country presentations abbiamo approfondito le opportunit\u00e0 di investimento in paesi come Angola, Corea, Etiopia, Iraq, Mozambico, Serbia, Uganda e Vietnam. L\u2019\u201cAsean Awareness Forum\u201d ha messo in evidenza le possibilit\u00e0 di commercio e investimento in dieci paesi ASEAN, un mercato in via di integrazione con 600 milioni di abitanti. Per il 2013, sono gi\u00e0 pronte missioni di sistema in Medio Oriente, nel Mediterraneo, in Africa, Asia e America Latina. <\/P><br \/>\n<P>Tutto questo fa parte di un\u2019operazione pi\u00f9 vasta e comprensiva, e cio\u00e8 la promozione dell\u2019intero Sistema Paese. Insieme con il Ministro per lo sviluppo economico Passera ho istituito una cabina di regia, con l\u2019obiettivo di programmare la promozione all\u2019estero secondo un calendario triennale di obiettivi definiti dalle ambasciate.<\/P><br \/>\n<P>Su impulso della Farnesina il Governo ha adottato, in un solo anno, 52 disegni di legge di ratifica di Trattati e Accordi internazionali, in gran parte di tutela e promozione economica. <\/P><br \/>\n<P>La concessione dei visti \u00e8 in netto aumento rispetto agli anni precedenti, con evidenti benefici per il volume d\u2019affari. Abbiamo ormai ampiamente superato la soglia del milione e mezzo di visti, circa la met\u00e0 dei quali emessi in Russia e Cina.<\/P><br \/>\n<P>***<\/P><br \/>\n<P>Sarebbe riduttivo e miope concepire la crescita esclusivamente sul piano dello sviluppo economico.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019influenza di un Paese sulla scena internazionale non \u00e8 solo definita dalle sue prospettive economiche e finanziarie, ma pi\u00f9 in generale dalla sua solidit\u00e0; dalla percezione che di s\u00e9 sa offrire; dalla sicurezza e dall\u2019affidabilit\u00e0 che ispira nei partner. C\u2019\u00e8 ancora molto da fare, ma l\u2019Italia gioca sempre di pi\u00f9 un ruolo nelle dinamiche decisionali globali, della sicurezza, e pi\u00f9 in generale nell\u2019agenda internazione delle grandi questioni strategiche.<\/P><br \/>\n<P>La crescita del sistema Paese e delle relazioni internazionali ha bisogno di stabilit\u00e0 nei quadranti geopolitici che influenzano la nostra sicurezza, le esportazioni e gli approvvigionamenti. Crescita vuol dire dunque anche agire in favore della stabilit\u00e0, per la risoluzione dei conflitti; per la ricostruzione nei paesi colpiti dalla guerra; significa difendere i diritti umani; promuovere i processi di democratizzazione. <\/P><br \/>\n<P>E\u2019 in questo spirito che, in coordinamento con i nostri principali partner, ma anche sulla base di iniziative nazionali, l\u2019Italia \u00e8 intervenuta nella recente crisi libica e sta facendo sentire la sua presenza in Siria. Nel mondo abbiamo fatto apprezzare il \u201cmodello italiano di peacekeeping\u201d, dal Kosovo al Libano all\u2019Afghanistan. Il mondo sa che l\u2019Italia \u00e8 sempre presente quando si tratta di assicurare pace e sviluppo, e tutelare la dignit\u00e0 dell\u2019uomo. <\/P><br \/>\n<P>Il controllo degli armamenti e la non-proliferazione sono elementi essenziali di sicurezza. Anche in questo ambito l\u2019Italia ha tutte le carte in regola. Non \u00e8 un caso che la conferenza plenaria del Missile Technology Control Regime avr\u00e0 luogo proprio in questa sala, tra pochi mesi. <\/P><br \/>\n<P>La politica estera italiana in tema di sicurezza ha idee chiare. <\/P><br \/>\n<P>E\u2019 necessario in primo luogo ridefinire l\u2019architettura internazionale, anche attraverso la formulazione di una Difesa Europea aggiornata e complementare all\u2019Alleanza Atlantica. Al contempo, dobbiamo promuovere dinamiche della governance globale verso il multilateralismo e il burden-sharing, anche alla luce del contributo costruttivo che dobbiamo sollecitare dalle potenze emergenti.<\/P><br \/>\n<P>Infine, \u00e8 necessario lavorare affinch\u00e9 la comunit\u00e0 internazionale possa condividere concretamente il valore assoluto dei diritti umani e dello Stato di diritto, della libert\u00e0 &#8211; inclusa quella di religione &#8211; e della democrazia.<\/P><br \/>\n<P>Su questi temi l\u2019Italia pu\u00f2 spendere una credibilit\u00e0 conquistata per merito di una fondamentale coerenza e continuit\u00e0 di politica estera nella sua direttrice europea e atlantica. Un approccio privo di tentazioni egemoniche e una condotta leale nei rapporti con gli alleati e i Paesi amici.<\/P><br \/>\n<P>Crescita significa Europa. Il governo e la diplomazia italiana sentono l\u2019importanza e l\u2019urgenza di ravvivare il processo di integrazione europea. Sanno bene che, nonostante battute d\u2019arresto lungo il cammino benessere e sviluppo sono strettamente legati a un unico respiro politico europeo.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019Unione deve consolidare la sua identit\u00e0. In questo sforzo l\u2019Italia \u00e8 presente. Il volto dell\u2019Europa deve essere ben definito e con esso la sua azione diplomatica esterna: soprattutto in quei dossier che rivestono per noi carattere prioritario; a cominciare dai rapporti con la sponda sud del Mediterraneo. Dal mio arrivo alla guida della Farnesina, il mio sforzo \u00e8 stato rivolto a fare dei Paesi di questa regione un cardine della politica estera italiana ed europea Sono enormi potenziali ancora inespressi e che, alla luce delle Primavere Arabe, rappresentano egli interlocutori naturali per l\u2019Europa. Con essi l\u2019Italia pu\u00f2 sempre pi\u00f9 avere il ruolo di protagonista. Grazie agli stretti rapporti subito stabiliti con le nuove leadership arabe, partecipiamo attivamente alla ridefinizione delle strategie fra l\u2019Unione e i Partner mediterranei nell\u2019ambito della Politica di Vicinato, in particolare per quanto riguarda i finanziamenti la riponderazione da destinare allo strumento europeo di vicinato<\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia continua inoltre a sostenere con convinzione l\u2019integrazione della Turchia, con la quale abbiamo rafforzato una partnership di straordinaria importanza per la sicurezza nel Mediterraneo e le nostre imprese.<\/P><br \/>\n<P>***<\/P><br \/>\n<P>Particolare attenzione va riservata all\u2019obbiettivo della crescita in funzione politica. Siamo alla conclusione di una Legislatura, che ha visto il Paese reggere l\u2019urto di una crisi senza precedenti, nata fuori dall\u2019Europa ma di cui l\u2019Europa ha subito particolarmente le conseguenze: complici evedenti carenze strutturali della propria governance economico &#8211; finanziaria e le pesanti situazioni debitorie. A questo proposito mi sembra opportuno ricordare le parole pronunciate dal Presidente Napolitano lo scorso settembre. Il Capo dello Stato ci ricordava che \u201cLe vicende convulse che per effetto della crisi si stanno da un biennio succedendo nell\u2019Eurozona spingono con inaudita forza oggettiva in una direzione ineludibile: quella di un\u2019integrazione sempre pi\u00f9 stretta e comprensiva tra gli Stati unitisi prima nella Comunit\u00e0 e poi nell\u2019Unione. Sono insorti e divenuti evidenti limiti e contraddizioni superabili solo attraverso un pieno e coerente compimento politico del progetto europeo\u201d.<\/P><br \/>\n<P>Sono parole che dobbiamo sempre tenere a mente. Abbiamo bisogno di un\u2019idea che restituisca entusiasmo e forza. Di questo slancio Voi, che siete i nostri ambasciatori nel mondo, dovete farvi interpreti.<\/P><br \/>\n<P>Per far rinascere questo spirito \u00e8 necessario ritrovare l\u2019orgoglio di appartenere a un grande Paese, la nostra comunit\u00e0 nazionale, impegnata nel progetto europeo. In questo progetto l\u2019Italia deve continuare a occupare il posto che le spetta a pieno titolo accanto ai principali e pi\u00f9 influenti Paesi fondatori. <\/P><br \/>\n<P>Questa conferenza, io credo, \u00e8 un\u2019importante occasione per sottolineare che l\u2019Italia ha bisogno pi\u00f9 che mai, di poter affrontare gli impegni che la attendono, ritrovando fiducia e serenit\u00e0 e una rinnovata coesione, vorrei dire attraverso una Grundnorm condivisa.<\/P><br \/>\n<P>La forza delle idee e di una politica permeata di senso dello Stato, che contraddistingua in modo eminente la diplomazia italiana, deve essere la base per una crescita equa e uno sviluppo solidale. Voi tutti conoscete il punto che conclude la Critica della Ragion Pratica di Immanuel Kant: \u201cDue cose riempiono l\u2019animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto pi\u00fa spesso e pi\u00fa a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me\u201d. <\/P>Sono parole che esprimono con intensit\u00e0 straordinaria il senso di una missione. E quindi anche della nostra missione, la missione della diplomazia italiana nel mondo. Tocca a voi interpretarla, per il vostro Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Signor Presidente della Camera, Cari Ministri e Autorit\u00e0 presenti, Cari Sottosegretari e Segretario Generale, Cari Ambasciatori e Colleghi tutti, desidero innanzitutto ringraziare le Autorit\u00e0 e le Personalit\u00e0 che hanno accettato il nostro invito a questa IX Conferenza degli Ambasciatori. 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