{"id":22603,"date":"2012-11-29T13:42:59","date_gmt":"2012-11-29T12:42:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/11\/20121129_impreselombarde\/"},"modified":"2025-02-20T17:15:54","modified_gmt":"2025-02-20T16:15:54","slug":"20121129_impreselombarde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/11\/20121129_impreselombarde\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Terzi al Convegno &#8220;Le imprese lombarde ed i mercati globali: come creare valore&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><P>(<EM>fa fede solo il testo effettivamente pronunciato<\/EM>)<\/P><br \/>\n<P>Sono grato di questa opportunit\u00e0 di confronto con gli imprenditori lombardi sulla priorit\u00e0 del Paese: <STRONG>creare valore<\/STRONG>. La mia presenza testimonia il sostegno del Governo e della Farnesina ai processi di creazione del valore delle imprese italiane; ma vuole anche essere un riconoscimento al grande contributo che le imprese lombarde stanno dando all\u2019economia nazionale in questi momenti difficili. <\/P><br \/>\n<P>La domanda estera \u00e8 cruciale per la ripresa economica. Le esportazioni costituiscono il 30% del PIL e ne rappresentano la componente pi\u00f9 dinamica: i tassi di crescita lo confermano. Le imprese lombarde sono un punto di forza della proiezione globale dell\u2019Italia. Il 60% di esse opera nei mercati internazionali ed ognuna, mediamente, esporta in almeno 14 Paesi. Avete una capacit\u00e0 unica di coniugare innovazione, occupazione qualificata e internazionalizzazione. Per fare un esempio, il settore farmaceutico della Lombardia rappresenta la met\u00e0 dell\u2019occupazione del comparto, il 26% del suo export e il 58% degli studi clinici. Secondo Bankitalia, l\u2019export sar\u00e0 il principale contributo alla crescita del PIL lombardo anche nei prossimi anni. E la Lombardia continuer\u00e0 cos\u00ec a essere il perno di quell\u2019industria nazionale, che fa dell\u2019Italia la quinta potenza manifatturiera al mondo e la seconda in Europa. <\/P><br \/>\n<P>Oggi sono qui anche per dare continuit\u00e0 al nostro rapporto, che quest\u2019anno \u00e8 stato molto intenso. Con molti di voi ho partecipato a una quindicina di missioni: siamo stati insieme in Asia, in Africa, nei Balcani, nei Paesi delle \u201cprimavere arabe\u201d e nei BRICS. Ho cercato di dare a tali missioni una forte connotazione economica non solo per cogliere nuove opportunit\u00e0, ma anche per sottolineare che il sostegno al business<\/I> \u00e8 parte integrante e qualificante della diplomazia. Le indicazioni che continuo a ricevere dagli imprenditori mi hanno confermato che tale nuova mentalit\u00e0 \u00e8 acquisita dalla stragrande maggioranza dei nostri diplomatici. <\/P><br \/>\n<P>Il cambio di mentalit\u00e0 \u00e8 stato necessario per tenere il passo di due <STRONG>cambiamenti paradigmatici<\/I><\/STRONG> registratisi nel mondo. I dati sono eloquenti: dal 2001 al 2012 il peso dei G7 rispetto al PIL mondiale \u00e8 diminuito dal 48% al 38%, mentre il contributo dei Paesi emergenti e in via di sviluppo \u00e8 cresciuto dal 38% al 50%. Nel 2020 un <STRONG>nuovo, parallelo G7<\/STRONG> &#8211; composto da Brasile, Russia, India, Cina, Indonesia, Messico e Turchia &#8211; superer\u00e0 il PIL dei sette originari Paesi pi\u00f9 industrializzati. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019altra trasformazione \u00e8 data dal nuovo modo di fare impresa. Oggi i prodotti sono il risultato di una <STRONG>catena globale del valore<\/STRONG>, frutto di intermediazioni che travalicano frontiere e continenti. Secondo i dati dell\u2019OMC, pi\u00f9 della met\u00e0 del commercio mondiale dei manufatti e i tre quarti del commercio di servizi sono prodotti intermedi.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 cambiata la struttura dei mercati, devono cambiare anche i rapporti fra istituzioni e imprese. <\/P><br \/>\n<P>Le nuove filiere globali rendono necessario affiancare alle strategie tradizionali di promozione politiche pi\u00f9 innovative mirate ad attrarre le catene del valore nel territorio italiano. Nella competizione risulter\u00e0 vincente non il Paese che esporta di pi\u00f9, ma il sistema che immette nel prodotto la miglior combinazione di valore e di elementi immateriali, come la creativit\u00e0 e l\u2019innovazione. <\/P><br \/>\n<P>Il compito di attrarre in Italia valore non pu\u00f2 essere per\u00f2 demandato solo alle imprese. L\u2019impresa persegue il profitto individuale; l\u2019azione politica deve fare la differenza, deve aggregare le energie in una visione generale.<\/P><br \/>\n<P>Ho chiesto alle nostre Ambasciate di sviluppare <STRONG>un\u2019attivit\u00e0 di intelligence <\/I>economica <\/STRONG>per segnalare in anticipo le opportunit\u00e0 di business. Il fattore tempo \u00e8 essenziale. Durante la guerra fredda era importante sapere cosa stesse facendo l\u2019avversario, ora per il Paese conta sapere prima degli altri dove stanno le pi\u00f9 concrete possibilit\u00e0 di attrarre valore.<\/I> Per questo, ho posto come missione della rete all\u2019estero lo scouting<\/I> di opportunit\u00e0 economiche e la tempestiva trasmissione delle informazioni alle associazioni di categoria con l\u2019utilizzo di nuove tecnologie.<\/P><br \/>\n<P>Possiamo contare su alcuni punti di forza. <\/P><br \/>\n<P>Anzitutto, sul \u201c<STRONG>capitalismo di territorio<\/STRONG>\u201d, costituito da un mix di risorse concrete e immateriali, eccellenze produttive, patrimoni culturali, offerta di qualit\u00e0 e tipicit\u00e0. Contiamo anche sui distretti industriali, patrimonio dell\u2019Italia manifatturiera e capaci di stare al passo con i tempi e le esigenze del mondo globale: la produzione \u00e8 organizzata su scala geografica sempre pi\u00f9 ampia. Un esempio \u00e8 il cluster transnazionale fra Lombardia, Piemonte, Baviera e Baden W\u00fcrttemberg nei settori della meccatronica e dell\u2019automotive<\/I>. <\/P><br \/>\n<P>Partendo da questi punti di forza, vorrei stimolare una riflessione comune su <STRONG>cinque direttrici<\/STRONG>, per delineare insieme le priorit\u00e0 di azione per il prossimo futuro.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>1. Le regole del gioco. <\/STRONG>La crescente assertivit\u00e0 delle economie emergenti richiede un forte impegno per la convergenza di standard fra \u201cvecchi\u201d Paesi industrializzati e \u201cnuovi attori\u201d dell\u2019economia globale. E\u2019 necessario un pi\u00f9 equo terreno di gioco nella competizione tra imprese e tra sistemi-Paese. La diplomazia delle regole<STRONG> <\/STRONG>\u00e8 quindi una componente essenziale del sostegno al sistema produttivo. Penso alla tutela della propriet\u00e0 intellettuale e ad altri ambiti solo apparentemente tecnici, quali l\u2019accesso agli appalti pubblici, l\u2019armonizzazione delle valutazioni di conformit\u00e0, la fissazione di standard minimi per la lotta alla corruzione. <\/P><br \/>\n<P>Per giungere a standard<\/I> comuni, dobbiamo promuovere alleanze con i Paesi con cui condividiamo valori e interessi: gli Stati Uniti in primis e anche i Paesi emergenti membri dell\u2019OCSE, quali la Corea del Sud, il Messico, il Cile e la Turchia. L\u2019Italia sta lavorando &#8211; con Washington e in seno all\u2019Unione Europea &#8211; per definire con gli Stati Uniti un accordo di libero scambio tra due aree, che gi\u00e0 oggi si scambiano beni e servizi pari al 40% del commercio internazionale.<STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Occorre anche continuare a lavorare per una governance<\/I> globale che regolamenti l\u2019<STRONG>economia finanziaria<\/STRONG>, ancora troppo svincolata dall\u2019economia reale. La componente finanziaria \u00e8 in crescita esponenziale, accentuando vulnerabilit\u00e0 e volatilit\u00e0 di un quadro economico ancora fragile per effetto della crisi del 2008. Ad esempio, nei settori dell\u2019oil and gas<\/I>, le transazioni finanziarie sono 35 volte superiori rispetto a quelle nei mercati fisici; il Chicago Mercantile Exchange<\/I> negozia ogni anno titoli per un valore di 46 volte la produzione mondiale di farina e 24 volte quella di mais. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>2. Migliorare la competitivit\u00e0. <\/STRONG>Significa aumentare produttivit\u00e0 e concorrenzialit\u00e0, ma anche ridurre la pressione fiscale sul reddito da lavoro, senza pregiudicare gli obiettivi di risanamento del bilancio. Significa modernizzare veramente l\u2019amministrazione pubblica, garantire la certezza del diritto, facilitare le autorizzazioni, velocizzare i pagamenti, e in genere aumentare l\u2019attrattivit\u00e0 del Sistema Paese. La \u201ccarta geografica\u201d di cosa, dove, come e per chi produrre \u00e8 continuamente riscritta alla luce delle differenze nei fondamentali economici e nelle politiche nazionali. L\u2019Italia ha fatto molti progressi su <STRONG>fiscalit\u00e0, lavoro, liberalizzazioni e innovazione<\/STRONG> ma resta ancora molto da fare. <\/P><br \/>\n<P>Al tempo stesso, l\u2019obiettivo per le imprese \u00e8 quello di darsi strutture pi\u00f9 articolate, con ancor pi\u00f9 gioco di squadra. E\u2019 essenziale <STRONG>allearsi per crescere, collaborare per competere.<\/STRONG> Le imprese che condividono i processi di innovazione sono &#8211; secondo uno studio dell\u2019OCSE &#8211; pi\u00f9 efficienti di quelle che conservano gelosamente al proprio interno le funzioni di ricerca e sviluppo. Favorire le alleanze significa rafforzare le economie di scala del nostro sistema produttivo. Questa \u00e8 una responsabilit\u00e0 della politica, ma anche dei privati: spesso la frammentazione societaria comporta vantaggi fiscali, mentre la rinuncia ad alleanze consente di mantenere in famiglia il controllo manageriale. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>3. Consolidare le finanze pubbliche<\/STRONG>. La politica di bilancio di un Paese e la sostenibilit\u00e0 del suo debito sono fattori-chiave ai quali gli investitori stranieri guardano con grande attenzione. Continuare il percorso di risanamento \u00e8 prioritario perch\u00e9 \u00e8 indice della credibilit\u00e0 di un Paese. Il nesso tra consolidamento fiscale e attrazione degli investimenti<STRONG> <\/STRONG>\u00e8 sempre pi\u00f9 stretto. La recente missione nel Golfo del Presidente del Consiglio testimonia quanto l\u2019Italia sia tornata a essere attraente per gli investitori esteri. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>4. Favorire l\u2019inserimento dei giovani nel mercato del lavoro<\/STRONG>. La recente riforma ha affrontato alcune criticit\u00e0, quali la scarsa partecipazione delle donne e dei giovani e l\u2019elevata precariet\u00e0. La disoccupazione giovanile ha superato l\u2019inaccettabile soglia del 35% ed \u00e8 un serio ostacolo alla creazione di valore. Bisogna allora riflettere su nuovi moduli formativi e fiscali, in un\u2019ottica di complementariet\u00e0 con le misure normative adottate dal Governo per incoraggiare e sostenere le <STRONG>start up. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Penso,<STRONG> <\/STRONG>ad esempio, a un sistema di venture capital<\/I>, che favorisca la mobilit\u00e0 dei giovani anche verso l\u2019estero. E penso a una <STRONG>fiscalit\u00e0<\/STRONG> che preveda la detassazione e l\u2019esonero di contribuzioni per le nuove assunzioni di giovani. Ci\u00f2 comporterebbe incentivi per le aziende ad assumere, incentivi a consumare per i nuovi assunti e inserimento di nuovi talenti nelle imprese. Inoltre, l\u2019onere per l\u2019erario in termini di minori introiti fiscali sarebbe vicino allo zero, trattandosi di nuovi impieghi che altrimenti non si creerebbero. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>5. Proseguire nel riassetto istituzionale del sostegno all\u2019internazionalizzazione. <\/STRONG>E\u2019 necessario<STRONG> <\/STRONG>per adattarci alle trasformazioni del Made in Italy<\/I>. La diplomazia ha cambiato mentalit\u00e0, e vorrei ricordare il punto di svolta: nel 2002 alla Conferenza degli Ambasciatori, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiese alla diplomazia di dare &#8221;maggiore spazio e incisivit\u00e0 alla politica di sostegno del sistema economico italiano&#8221;. Ed \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto nei fatti e nelle strategie di questo decennio. Ora la sfida \u00e8 dare maggiore continuit\u00e0 e coerenza al raccordo tra diplomazia e sistema produttivo.<\/P><br \/>\n<P>Cerchiamo di sfruttare ogni occasione per mettere l\u2019impresa al centro.<\/P><br \/>\n<P>Il Ministero degli Esteri ha organizzato per il 2013 grandi Rassegne culturali e scientifiche nei principali mercati esteri, come l\u2019Anno dell\u2019Italia negli Stati Uniti, che inaugurer\u00f2 il 12 dicembre a Washington. Un obiettivo della manifestazione \u00e8 favorire la nascita di piccole e medie imprese italo-americane per lo sviluppo di nuove tecnologie. <\/P><br \/>\n<P>La progettualit\u00e0 \u00e8 la chiave per il successo nel mondo globale. Talvolta pu\u00f2 essere difficile per un\u2019impresa restare al passo con l\u2019innovazione. Non tutte le aziende riescono a interagire con il mondo della scienza e della ricerca. Per facilitare i contatti tra scienziati e imprenditori in Italia e all\u2019estero, con il Ministro Profumo ho creato una nuova piattaforma informatica, Innovitalia.net. <\/P><br \/>\n<P>E\u2019 illusorio pensare di vincere la competizione internazionale solo con prezzi concorrenziali. Nel mondo globale ci sar\u00e0 sempre qualcuno in grado di fare proposte pi\u00f9 economiche. Mentre quando utilizzano le pi\u00f9 avanzate tecnologie, le imprese italiane si affermano ovunque. Faccio l\u2019esempio della green economy.<\/I> In tale settore abbiamo una straordinaria expertise<\/I>, che ci rende competitivi anche nelle economie emergenti. In quei Paesi le nuove classi medie non intendono pi\u00f9 sacrificare la qualit\u00e0 della vita e dell\u2019ambiente all\u2019aumento del PIL. L\u2019EXPO di Milano sar\u00e0 un\u2019occasione unica per mettere le eccellenze italiane a disposizione di un modello di vita pi\u00f9 sostenibile. Per sei mesi le porte di <STRONG>Milano<\/STRONG> saranno spalancate a milioni di visitatori. E non mi sorprende che molti di loro verranno da Paesi emergenti. Pochi giorni fa il governo di Pechino ci ha annunciato l\u2019arrivo di un milione di cinesi per la manifestazione; forte interesse ho riscontrato l\u2019altro ieri nell\u2019incontro con Jia Qinling, Presidente della Conferenza Consultiva Politica, quarta carica della Repubblica Popolare Cinese.<\/P>In conclusione, quello che nel 2002 sembr\u00f2 ad alcuni un mutamento radicale \u00e8 diventato l\u2019approccio condiviso della diplomazia italiana. Come diceva Mark Twain, \u201cil radicale inventa le opinioni\u2026il conservatore le adotta\u201d.<STRONG> <\/STRONG>Ora la nuova svolta \u00e8 intensificare, dare continuit\u00e0 al raccordo, alle pragmatiche interazioni tra diplomazia e imprese. Se agiamo insieme, in modo coerente e coordinato, continueremo a essere protagonisti nel mondo globale e aiuteremo il Paese a crescere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Sono grato di questa opportunit\u00e0 di confronto con gli imprenditori lombardi sulla priorit\u00e0 del Paese: creare valore. 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