{"id":22620,"date":"2012-10-30T18:12:16","date_gmt":"2012-10-30T17:12:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/10\/20121030_intervwefreb\/"},"modified":"2012-10-30T18:12:16","modified_gmt":"2012-10-30T17:12:16","slug":"20121030_intervwefreb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/10\/20121030_intervwefreb\/","title":{"rendered":"Intervento conclusivo all&#8217;incontro del World Economic Forum &#8220;Rebuilding Europe&#8217;s competitiveness&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(fa fede soltanto il discorso effettivamente pronunciato)<\/EM><\/P><br \/>\n<P>Dottor B\u00f8rge Brende,<\/P><br \/>\n<P>Dottoressa Irene Khan,<\/P><br \/>\n<P>Ministro Moavero,<\/P><br \/>\n<P>Dottor Giuseppe Recchi,<\/P><br \/>\n<P>Ingegner Mauro Moretti,<\/P><br \/>\n<P>Dottor Paul Adamson,\u00a0<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P><I><\/I><\/P><br \/>\n<P>Vorrei ringraziare il World Economic Forum e, in particolare il Prof. Klaus Schwab, per aver organizzato questo incontro. Sono molto lieto che Roma e Villa Madama siano stati scelti per ospitare un gruppo eminente di personalit\u00e0 cos\u00ec autorevoli per discutere come ricostruire la competitivit\u00e0 dell\u2019Europa.<\/P><br \/>\n<P>Dobbiamo, credo, ricostruirla all\u2019interno del sistema europeo; al tempo stesso, si deve rendere l\u2019Europa pi\u00f9 competitiva nella realt\u00e0 che la circonda.<\/P><br \/>\n<P>In questa sessione conclusiva, mi fa piacere poter sinteticamente tornare su alcuni punti essenziali che il Presidente Monti e altri colleghi di Governo hanno oggi qui illustrato.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019Unione Europea sta attraversando una fase di profondi cambiamenti. La capacit\u00e0 di diversi Paesi europei di continuare a finanziare il debito pubblico sui mercati ha avuto ricadute serie sull\u2019economia reale. E\u2019 stato necessario agire con decisione; adottare misure anche dolorose. Non poteva essere altrimenti perch\u00e9 l&#8217;euro deve essere considerato quale il primo e pi\u00f9 importante fattore della competitivit\u00e0 dell&#8217;Unione Europea nel suo insieme. <\/P><br \/>\n<P><I>Rebuilding Europe\u2019s competitiveness<\/I> \u00e8 perci\u00f2 una sfida cruciale. Una crisi che non \u00e8 nata in Europa, ma che ha finito col mettere in discussione le basi stesse della nostra costruzione. E\u2019 quindi il momento per promuovere un forte, incisivo rilancio dell\u2019intero progetto europeo, per alimentare tutte le energie disponibili al rilancio della nostra competitivit\u00e0, sia sul piano economico sia su quello politico e istituzionale, sia nei rapporti con i nostri partner.<\/P><br \/>\n<P>Sotto il profilo della crescita, la via per lo stimolo alla competitivit\u00e0 passa attraverso l\u2019innovazione, la riduzione degli ostacoli burocratici all\u2019impresa, gli investimenti e una cornice normativa pi\u00f9 favorevole allo sviluppo, ed in essa la pratica quotidiana dello stato di diritto e della lotta contro la corruzione.<\/P><br \/>\n<P>In termini europei, tale programma si traduce in primo luogo nel completamento del Mercato Unico, con la rimozione delle barriere residue, a favore dei cittadini, dei consumatori, delle Piccole e Medie Imprese. <\/P><br \/>\n<P>Vi \u00e8 un enorme potenziale nel Mercato Unico, che deve essere sfruttato: per promuovere la crescita \u201cverde\u201d; la transizione delle nostre industrie verso sistemi produttivi ad alta efficienza energetica; per realizzare le inter-connettivit\u00e0 e per aprire in parallelo la concorrenza nelle industrie di rete (energia e trasporti). L\u2019Italia ha gi\u00e0 fatto molto in questo campo; altri partners vanno incoraggiati nella stessa direzione.<\/P><br \/>\n<P>In queste settimane stiamo negoziando il Quadro Finanziario Pluriennale per il settennato 2014-2020. L\u2019Italia chiede con forza che il bilancio dell\u2019UE sia orientato alla crescita; che le rubriche dedicate a ricerca e infrastrutture, ma anche i Fondi di Coesione e i Fondi per lo Sviluppo Rurale, offrano un pi\u00f9 decisivo stimolo per la crescita e l\u2019occupazione, e costituiscano quindi un significativo contributo alla strategia per lo sviluppo.<\/P><br \/>\n<P>Per essere riconosciuti dai cittadini occorre che i progressi compiuti nell\u2019integrazione economica siano accompagnati da progressi anche sul piano politico.<\/P><br \/>\n<P>Bisogna evitare infatti che quanto compiuto negli ultimi mesi verso un\u2019autentica Unione Economica e Monetaria sia percepito come un esercizio tecnocratico, lontano, se non malamente compreso, dalla grande opinione pubblica.<\/P><br \/>\n<P>Il Presidente Van Rompuy nel rapporto cui sta lavorando in vista del Consiglio Europeo di dicembre insiste giustamente sull\u2019importanza di rafforzare il ruolo del Parlamento Europeo e dei Parlamenti Nazionali nella <I>governance<\/I> economica dell\u2019Unione.<\/P><br \/>\n<P>Diverse opzioni in questa direzione sono state indicate anche nel Rapporto finale del Gruppo di Riflessione dei Ministri degli Esteri sul futuro dell\u2019Europea, riunitosi nel corso del 2012 su iniziativa del mio collega e amico Guido Westerwelle. Alcune delle proposte potranno essere realizzate a trattati vigenti; ma richiederanno uno sforzo da parte delle forze politiche europee al fine di giungere finalmente a una vera \u201cagor\u00e0\u201d europea che consenta ai cittadini di identificarsi pienamente con le proprie istituzioni. E\u2019 essenziale favorire &#8211; nella direzione indicata dal Presidente Napolitano &#8211; la realizzazione di un autentico \u201cspazio politico europeo\u201d che possa contare su una forte partecipazione dei cittadini.<\/P><br \/>\n<P>Tornerei a insistere sulla necessit\u00e0 che un dialogo sulla competitivit\u00e0 dell\u2019Europa non si limiti al campo economico e finanziario, oppure alle necessarie riforme istituzionali. Esso deve includere le motivazioni profonde del percorso europeo. Mi riferisco all\u2019idea di \u201cemotional union\u201d di Jean-Pierre Lehmann. La generazione prima della nostra ha conosciuto un&#8217;Europa che ha bruciato nelle guerre un immenso patrimonio di vite umane, di talenti e di risorse. La generazione successiva \u00e8 stata partecipe di un benessere esistito prima. Se vogliamo salvaguardare questo risultato, credo si debba andare ben oltre l\u2019attualit\u00e0 politica e la congiuntura economica per istaurare un intenso dialogo sul futuro dell&#8217;Europa. Le esperienze degli ultimi decenni vanno rapportate alle sfide che abbiano dinanzi a noi. Ne deriva l\u2019esigenza di sviluppare un\u2019agenda positiva, di valori ed interessi condivisi con i nostri partner. Solidariet\u00e0, responsabilit\u00e0, promozione dello Stato di diritto e dei diritti umani devono continuare a rappresentare i principi ispiratori non solo della nostra azione sul piano interno, ma anche del profilo internazionale dell\u2019Unione. <\/P><br \/>\n<P>Cos\u00ec come gli Stati anche l\u2019Europa si definisce, viene riconosciuta e rispettata se \u00e8 capace di proiettarsi all\u2019esterno in maniera efficace e responsabile. Soprattutto nei confronti dei nostri vicini, a Sud come ad Oriente, \u00e8 inevitabile avere un ruolo di primo piano nel favorirne lo sviluppo e la stabilit\u00e0. Continueremo ad insistere affinch\u00e9 i mezzi e le risorse dell\u2019Unione Europea siano all\u2019altezza delle sfide cui siamo confrontati soprattutto nell\u2019area della sponda sud del Mediterraneo, dove pi\u00f9 impellente \u00e8 la richiesta di una forte presenza europea. <\/P><br \/>\n<P>La sfida posta dalla competitivit\u00e0 internazionale per il \u201csistema Europa\u201d \u00e8 complessa. Occorre affrontarla senza pregiudizi; con la piena consapevolezza dei mezzi a disposizione, che non sono pochi. Tutta una serie di strumenti dell\u2019Unione &#8211; dal commercio internazionale, all\u2019aiuto allo sviluppo, alla gestione dei flussi migratori, ai diritti umani \u2013 vanno gestiti con una visione d\u2019insieme. <\/P><br \/>\n<P>Gli scambi commerciali sono, ad esempio, l\u2019ambito nel quale l\u2019Unione Europea pu\u00f2 e deve svolgere una sua precisa leadership. Le conclusioni dell\u2019ultimo Consiglio Europeo del 18\/19 ottobre ci ricordano, infatti, che un\u2019ambiziosa agenda di sviluppo del commercio europeo pu\u00f2 portare nel medio periodo ad un aumento del 2% del PIL europeo. L\u2019Europa deve quindi guardare senza prevenzioni al commercio internazionale e deve favorirne lo sviluppo, a patto che &#8211; sempre citando le conclusioni &#8211; sia \u201cfree, fair and open\u201d.<\/P><br \/>\n<P>Coerentemente con questo approccio, l\u2019Italia sostiene e sosterr\u00e0 con convinzione l\u2019azione volta a rafforzare i rapporti con i partner strategici dell\u2019UE, quali Cina, Giappone, Russia e Stati Uniti, da perseguire con un approccio pragmatico e orientato ai risultati.<\/P><br \/>\n<P>La misura pi\u00f9 efficace della competitivit\u00e0 dell\u2019Europa \u00e8 la forza di attrazione che essa esercita nei confronti dei Paesi che bussano alla sua porta. In meno di venti anni l\u2019Unione Europea \u00e8 passata da 12 a 27 Stati membri: dal prossimo 1\u00b0 luglio 2013 entrer\u00e0 a farne parte la Croazia; altri 8 sono i Paesi candidati o potenziali tali. Il giudizio pi\u00f9 positivo sul nostro percorso viene proprio dai nostri vicini. Possiamo deluderli? Possiamo escluderli? E\u2019 interesse reciproco che il processo di adesione avvenga in modo da consentire ai futuri Stati membri di essere al passo degli altri e far quindi parte a pieno titolo del progetto comune. Se un grande vicino come la Turchia si rivolge a noi non possiamo voltare lo sguardo altrove. L\u2019Europa del futuro sar\u00e0 pi\u00f9 forte, pi\u00f9 credibile, pi\u00f9 competitiva se sapr\u00e0 aprire le porte anche al popolo turco. <\/P><br \/>\n<P>In definitiva, il messaggio con cui desidero salutarvi \u00e8 che tanto nelle profonde innovazioni che abbiamo introdotto nella governance interna dell\u2019Unione quanto nel nostro modo di porci come Unione rispetto al resto del mondo \u00e8 essenziale che si affermi sempre pi\u00f9 chiaramente la volont\u00e0 politica sottostante. Deve essere chiara, innanzitutto a noi stessi, l\u2019esigenza di radicare le nostre azioni in solidi valori comuni frutto della condivisione del lungimirante progetto politico contenuto nel Trattato di Roma.<\/P><br \/>\n<P>Il nesso inscindibile che unisce le politiche interne e l\u2019azione esterna dell\u2019Unione emerge con assoluta chiarezza nelle motivazioni con le quali \u00e8 stato assegnato all\u2019Europa il Premio Nobel per la Pace per il 2012: \u201cin ragione di pi\u00f9 di sei decadi di contributo al progresso della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa\u201d.<\/P><br \/>\n<P>Grazie. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede soltanto il discorso effettivamente pronunciato) Dottor B\u00f8rge Brende, Dottoressa Irene Khan, Ministro Moavero, Dottor Giuseppe Recchi, Ingegner Mauro Moretti, Dottor Paul Adamson,\u00a0 Signore e Signori, Vorrei ringraziare il World Economic Forum e, in particolare il Prof. Klaus Schwab, per aver organizzato questo incontro. Sono molto lieto che Roma e Villa Madama siano stati [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[3,44,9,42],"class_list":["post-22620","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","tag-diplomazia-economica","tag-energia-ambiente","tag-europa","tag-unione-europea"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22620","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22620"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22620\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}