{"id":22635,"date":"2012-10-18T14:02:29","date_gmt":"2012-10-18T12:02:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/10\/20121018_intervento_terzacommissionemista\/"},"modified":"2025-02-20T17:34:03","modified_gmt":"2025-02-20T16:34:03","slug":"20121018_intervento_terzacommissionemista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/10\/20121018_intervento_terzacommissionemista\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/EM><\/P><br \/>\n<P>Signor Co-presidente, caro Ministro Zebari, <\/P><br \/>\n<P>Ministri Sumaysim e Alsamerrai,<\/P><br \/>\n<P>Sottosegretari Abbawi e Jibril,<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>rivolgo un saluto a tutti i presenti e un caloroso benvenuto alla delegazione irachena. Sono lieto di dare avvio ai lavori della terza riunione della Commissione Mista Italia-Iraq. La Commissione conferisce ulteriore concretezza alle eccellenti relazioni bilaterali, che negli ultimi anni si sono avvantaggiate della cornice del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione. <\/P><br \/>\n<P>Credo per\u00f2 che ci sia un vantaggio ancora pi\u00f9 grande &#8211; pi\u00f9 <I>soft<\/I>, come si dice in gergo diplomatico &#8211; di cui usufruiscono le relazioni bilaterali: la profonda amicizia tra i nostri due popoli, che affonda le radici in civilt\u00e0 millenarie. Gli italiani hanno grande ammirazione per il popolo iracheno, che ha ereditato la cultura dei Sumeri e il patrimonio assiro-babilonese. I vostri avi hanno inventato la scrittura, costruito le prime citt\u00e0, concepito codici e contratti, elaborato il concetto di qualit\u00e0 della vita. Non \u00e8 un caso quindi che i rapporti italo-iracheni siano caratterizzati da condivisione di valori e reciproca comprensione. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019amicizia tra italiani e iracheni \u00e8 del tutto naturale. Ed \u00e8 una delle ragioni di fondo che spiega perch\u00e9 abbiamo una comune visione della governance globale, perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 primo partner europeo dell\u2019Iraq con 5 miliardi di dollari di interscambio, perch\u00e9 l\u2019italiano sia la seconda lingua europea &#8211; dopo l\u2019inglese &#8211; studiata dagli iracheni. E perch\u00e9, d\u2019altra parte, l\u2019Italia sia disposta a compiere ogni sforzo per approfondire e allargare i rapporti euro-iracheni, come avvenuto anche durante i negoziati per l\u2019Accordo di Partenariato e Cooperazione, finalizzati lo scorso 11 maggio.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 altres\u00ec naturale che l\u2019Italia guardi con fiducia alle prospettive del nuovo Iraq democratico, alla cui nascita abbiamo contribuito con coraggio e generosit\u00e0. Il mio, il nostro doloroso ricordo va alle vittime del brutale attacco terroristico contro la base di Nassiriya. Dal 2003 l\u2019Italia \u00e8 sempre stata vicina all\u2019Iraq, sostenendo le istituzioni del Paese, favorendo la riconciliazione nazionale, formando funzionari, magistrati e diplomatici, aiutando a preservare il patrimonio archeologico, promovendo il ruolo delle donne. <\/P><br \/>\n<P>In questi nove anni, l\u2019Italia ha inoltre contribuito a ricostruire l\u2019Iraq con 3 miliardi di euro sotto forma di programmi di cooperazione o di condono del debito. E lo abbiamo fatto sempre nel rispetto dell\u2019indipendenza del Paese e del diritto del suo popolo di decidere del proprio destino. Nel dialogo trasparente instaurato con tutte le componenti della societ\u00e0 irachena abbiamo promosso i principi di <I>ownership<\/I> nazionale e della piena rappresentativit\u00e0 di istituzioni inclusive. <\/P><br \/>\n<P>Riconosco per\u00f2 che alla base del nostro generoso aiuto all\u2019Iraq e al suo popolo c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra importante motivazione. La stabilit\u00e0 dell\u2019Iraq e il consolidamento delle sue istituzioni democratiche sono cruciali per i nostri primari interessi nazionali, che coincidono con la pace e la sicurezza in un Mediterraneo allargato sempre pi\u00f9 fragile e instabile. Confidiamo molto negli sforzi della dirigenza irachena in favore della cooperazione e distensione regionale. Abbiamo accolto con favore il miglioramento delle vostre relazioni con il Kuwait, l\u2019organizzazione del Vertice della Lega Araba a Baghdad e la decisione irachena di contribuire al bilancio dell\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese<I>.<\/I> <\/P><br \/>\n<P>Quando si orienta lo sguardo alle tematiche regionali, risaltano per\u00f2 due scenari particolarmente critici: quello iraniano e quello siriano. In entrambi i casi l\u2019Iraq \u00e8 un interlocutore cruciale per chiunque intenda favorire con moderazione soluzioni politiche equilibrate. Se l\u2019Iran dovesse continuare a perseguire il progetto dell\u2019arma nucleare, la sicurezza di noi tutti, non solo quella di Israele, sarebbe in pericolo. Occorre allora insistere nella rigorosa applicazione delle risoluzioni dell&#8217;Onu con le sanzioni e le pressioni, senza per\u00f2 abbandonare il \u201cdoppio binario\u201d. Esistono spazi per riprendere il dialogo e giungere a una soluzione negoziale. <\/P><br \/>\n<P>In Siria\u00b8 la brutale repressione del regime di Assad ha portato il Paese sull\u2019orlo del baratro. La drammatica situazione umanitaria, l\u2019afflusso di profughi nei Paesi vicini, gli scontri lungo la frontiera con la Turchia, i rischi di derive estremistiche richiedono una risposta determinata e coesa della comunit\u00e0 internazionale. L\u2019Italia chiede fermamente che il regime siriano cessi le violenze e avvii la transizione politica. L\u2019Italia \u00e8 inoltre da mesi in prima linea per assistere con aiuti umanitari la popolazione e per favorire l\u2019unitariet\u00e0 delle posizioni dell\u2019opposizione siriana. Confidiamo molto anche sulla collaborazione dei Paesi confinanti per giungere al pi\u00f9 presto alla soluzione della crisi.<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>la stabilit\u00e0 del Mediterraneo allargato non pu\u00f2 neanche prescindere da un Iraq pienamente ricostruito. Come dicevo, l\u2019Italia \u00e8 dal 2003 impegnata nella ricostruzione del Paese con numerosi progetti di cooperazione. A tale impegno si aggiunge la disponibilit\u00e0 del sistema produttivo italiano a mettere la propria straordinaria <I>expertise <\/I>e le proprie avanzate tecnologie al servizio dei processi di modernizzazione e diversificazione dell\u2019economia. Riponiamo quindi forti aspettative nella partecipazione di societ\u00e0 italiane ai significativi piani iracheni di sviluppo infrastrutturale. <\/P><br \/>\n<P>Un esempio concreto del nostro coerente impegno \u00e8 l\u2019azione svolta per la realizzazione del porto di Al Faw La Cooperazione italiana ha investito nel <I>capacity building<\/I> delle Amministrazioni irachene coinvolte in questa opera, alla cui progettazione sta lavorando un consorzio italiano. Mi auguro che tale snodo strategico del sistema dei trasporti possa essere presto realizzato.<\/P><br \/>\n<P>Una parte preponderante del ritmo della ricostruzione dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 dell\u2019Iraq di sfruttare appieno le enormi ricchezze del suo sottosuolo. L\u2019ultimo rapporto dell\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia prevede un significativo aumento della produzione irachena di petrolio: dagli attuali 3,2 milioni di barili al giorno ai 6 milioni nel 2020. C\u2019\u00e8 chi ritiene che siano alla portata del comparto petrolifero iracheno obiettivi ancor pi\u00f9 ambiziosi. Il mondo produttivo italiano pu\u00f2 aiutare l\u2019Iraq a raggiungerli. L\u2019ENI \u00e8 impegnata a pieno ritmo in uno dei pi\u00f9 grandi giacimenti nel sud del Paese. La presenza di ENI pu\u00f2 inoltre esercitare un rilevante effetto di attrazione sulle scelte di investimento e di esportazione di tante altre imprese italiane. <\/P><br \/>\n<P>Sempre nel settore energetico, l\u2019Italia pu\u00f2 offrire le pi\u00f9 avanzate tecnologie per ridurre gli sprechi connessi con l\u2019estrazione di idrocarburi. Mentre altre societ\u00e0 italiane guardano con fiducia a importanti progetti nel campo della produzione elettrica e delle risorse idriche, come quello della riabilitazione della grande diga di Mosul. <\/P><br \/>\n<P>Nel settore della difesa, l&#8217;Italia ambisce a un partenariato industriale e tecnologico di alto livello, in particolare nel comparto navale. Alcuni progressi su questioni pendenti da tempo lasciano intravedere la possibilit\u00e0 di giungere a un\u2019intesa definitiva. Vi sono poi tante altre possibilit\u00e0 di collaborazione nel campo ingegneristico, dei macchinari e delle costruzioni, che consentirebbero di sfruttare le complementariet\u00e0 tra le nostre economie. Tale interesse \u00e8 confermato dal crescente interesse di numerose PMI italiane al mercato iracheno.<\/P><br \/>\n<P>Per approfondire il rapporto bilaterale, puntiamo anche a rafforzare la collaborazione culturale e scientifica. E\u2019 un aspetto al quale credo molto. Per questa ragione, ho disposto il raddoppio delle due missioni archeologiche italiane presenti in Iraq. Il coronamento di tale impegno sar\u00e0 la creazione a Baghdad di un Centro culturale italo-iracheno specializzato in scienze archeologiche e nel restauro.<\/P>Confido che la nostra particolare attenzione sia ricambiata dalla dirigenza irachena con l\u2019impegno a continuare nell\u2019azione di apertura dell\u2019economia e di tutela dei contratti e degli investimenti. La conclusione odierna dell\u2019Addendum al Trattato bilaterale sugli Investimenti \u00e8 un importante segnale in tal senso. Questa e le altre tre intese che firmiamo oggi sono la conferma che i governi di Italia e Iraq intendono imprimere rinnovato slancio alla cooperazione bilaterale. Nuove proposte potranno emergere anche da questa riunione. Con questo auspicio cedo la parola al Ministro Zebari, che ringrazio ancora una volta per partecipare a questo incontro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Signor Co-presidente, caro Ministro Zebari, Ministri Sumaysim e Alsamerrai, Sottosegretari Abbawi e Jibril, Signore e Signori, rivolgo un saluto a tutti i presenti e un caloroso benvenuto alla delegazione irachena. Sono lieto di dare avvio ai lavori della terza riunione della Commissione Mista Italia-Iraq. 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