{"id":22641,"date":"2012-10-12T12:05:08","date_gmt":"2012-10-12T10:05:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/10\/20121012_macroregione\/"},"modified":"2012-10-12T12:05:08","modified_gmt":"2012-10-12T10:05:08","slug":"20121012_macroregione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/10\/20121012_macroregione\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P>(fa fede solo il discorso effettivamente pronunciato)<\/P><br \/>\n<P>Le strategie macroregionali sono un tipico esempio della ricchezza dell&#8217;unione europea: riescono a tenere insieme i diversi stakeholder, puntando tanto sulla partecipazione &#8220;dal basso&#8221; delle societ\u00e0 civili, quanto su quella delle autorit\u00e0 locali\/regionali e dei governi centrali. La Strategia UE per l&#8217;Adriatico-ionio \u00e8 un progetto nato da un&#8217;idea dei Governi di Italia, Slovenia e Grecia, cui si e&#8217; aggiunta la Croazia, che aderir\u00e0 all&#8217;UE nel 2013.<\/P><br \/>\n<P>Il progetto stesso, pertanto, \u00e8 frutto della coesione tra la &#8220;vecchia&#8221; Europa e la nuova Europa dei Balcani occidentali, con, al centro, le Istituzioni europee ed in particolare la Commissione.<\/P><br \/>\n<P>Non sar\u00e0 un esercizio facile, ma sar\u00e0 un esercizio utile e importante, per due ordini di motivi:<\/P><br \/>\n<P>1. innanzitutto un motivo economico: nel quadro della Strategia verranno sviluppati una serie di programmi in materia di sicurezza marittima, protezione ambientale, infrastrutture e trasporti. \u00c8 importante identificare pochi e fondamentali obiettivi: sicurezza marittima, corridoi infrastrutturali (dal Baltico all&#8217;Adriatico), energia. Ci\u00f2 in un quadrante essenziale per la sicurezza europea e la sua proiezione a Sud Est. L&#8217;Italia ha appena firmato a New York, a margine dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, un accordo con i Governi di Grecia e Albania relativo al progetto di interconnessione Trans Adriatico (TAP) per il trasporto del gas azero dal campo di Shah Deniz alle coste del nostro Paese. Cio&#8217; testimonia che l&#8217;Adriatico \u00e8 per l&#8217;Italia uno snodo geopolitico fondamentale.<\/P><br \/>\n<P>2. Il secondo motivo \u00e8 eminentemente politico: attraverso la Strategia, ancoriamo all&#8217;Europa i paesi dell&#8217;adesione in un momento particolarmente difficile per l&#8217;Europa. Proprio in questo momento cruciale, tenere agganciati i paesi del quadrante sudorientale attraverso la cooperazine regionale \u00e8 un elemento chiave per l&#8217;Europa.<\/P><br \/>\n<P>C&#8217;\u00e8 poi, in questo quadro, un elemento ulteriore da tenere in considerazione: la Strategia, concettualmente, dovr\u00e0 consentire di utilizzare al meglio le risorse esistenti, in maniera efficace ed efficiente, senza aggravi per il bilancio dell&#8217;Unione Europea. In altri termini: la Strategia non prevede nuovi fondi ma un loro utilizzo finalizzato allo sviluppo di progetti congiunti.<\/P><br \/>\n<P>Quanto ai prossmi passi, guardiamo con grande attesa all&#8217;appuntamento del 19 novembre, quando i Ministri degli Esteri dei Paesi promotori della Strategia terranno una riunione congiunta, a Bruxelles, cui prender\u00e0 parte il Commissario alle Politiche regionali Johannes Hahn.<\/P>Il nostro obiettivo \u00e8 ottenere nel dicembre 2012 il mandato dal Consiglio alla Commissione per l&#8217;avvio dei lavori preparatori, al fine di poter lanciare la Strategia nel 2014, anno delle presidenze greca ed italiana dell&#8217;UE, e anniversario storico dell&#8217;Attentato di Sarajevo. \u00c8 opportuno, dopo un secolo, chiudere una pagina dolorosa di storia ed aprire una nuova storia comune, facendo della Macroregione Adriatico-ionica il simbolo della cooperazione tra Europa e Balcani occidentali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il discorso effettivamente pronunciato) Le strategie macroregionali sono un tipico esempio della ricchezza dell&#8217;unione europea: riescono a tenere insieme i diversi stakeholder, puntando tanto sulla partecipazione &#8220;dal basso&#8221; delle societ\u00e0 civili, quanto su quella delle autorit\u00e0 locali\/regionali e dei governi centrali. 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