{"id":22682,"date":"2012-09-14T08:05:22","date_gmt":"2012-09-14T06:05:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/09\/20120914_interventoministroterzi\/"},"modified":"2012-09-14T08:05:22","modified_gmt":"2012-09-14T06:05:22","slug":"20120914_interventoministroterzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/09\/20120914_interventoministroterzi\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/EM><\/P><br \/>\n<P>Ringrazio molto il Dottor Roberto Da Rin per aver accettato di moderare questo incontro. Ringrazio anche tutti i relatori e la Compagnia Assemblea Teatro per la collaborazione.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 con una certa emozione che intervengo a questo convegno, che ho voluto ospitare al Ministero degli Esteri. In queste occasioni, quando si ricorda un periodo storico si tende a celebrarne i successi, evitando di rievocare il dolore delle tragedie. E\u2019 umano. Perch\u00e9 il ricordo dei trionfi \u00e8 piacevole, mentre quello delle tragedie non \u00e8 mai indifferenza: suscita sempre coinvolgimento emotivo, rievoca sofferenze mai sopite. <\/P><br \/>\n<P>Promovendo l\u2019organizzazione di questo \u201ccolloquio\u201d, sapevo invece che avremmo utilizzato il linguaggio del cuore, quello delle emozioni. Tanto pi\u00f9 che, dal punto di vista storico, \u00e8 passato in realt\u00e0 solo un attimo, da quei tragici eventi in Argentina. I ricordi sono ancora \u201cdell\u2019altro ieri\u201d, come evoca in modo eloquente il titolo del convegno. Mentre le atrocit\u00e0 della dittatura furono mostruose, chiamando alla responsabilit\u00e0 storica e penale chi le commise, e a quella morale chi fu indifferente per tornaconto o semplice vigliaccheria. Perch\u00e9 &#8211; come ha detto il Premio Nobel per la Pace, Elie Wiesel &#8211; &#8220;la neutralit\u00e0 favorisce sempre l&#8217;oppressore, non la vittima, e il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato&#8221;. <\/P><br \/>\n<P>Coloro che restarono in silenzio o indifferenti furono \u201ccomplici del silenzio\u201d- come sottolinea il titolo di un bel film di Stefano Incerti. Un silenzio che talvolta fin\u00ec per ritorcersi contro gli stessi complici. Non so se sia stata effettivamente pronunciata la dichiarazione attribuita al Generale Videla, ma certamente essa coglie il senso e la prospettiva di quei tragici giorni: \u201cInizialmente elimineremo i rivoluzionari, poi i loro collaboratori, poi i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti ed infine gli indecisi\u201d.<\/P><br \/>\n<P>Mentre molti in tutto il mondo tacevano o minimizzavano, 30.000 civili &#8211; e tra loro almeno 1.600 cittadini italiani &#8211; venivano torturati, trucidati, a volte gettati vivi dagli aerei nell\u2019oceano, fatti sparire. Alle madri si chiedeva quanto di pi\u00f9 disumano: dimenticare i propri figli desaparecidos. Ma tante madri coraggiose non si rassegnarono, scesero in Plaza de Mayo e con i fazzoletti bianchi annodati sulla testa fecero conoscere al mondo l\u2019atrocit\u00e0 del regime. Una di loro, la Signora Tati Almeida, ci onora oggi con la sua presenza. A lei e a tutte le altre madri coraggiose rivolgo la mia ammirazione e solidariet\u00e0. Hanno toccato tutti noi le parole della Signora Almeida. E ci ha colpito per la sua drammaticit\u00e0 il brano di Massimo Carlotto sul coraggioso e tragico esempio delle madri di Plaza de Mayo. Ma potremmo stare ore ad ascoltare altre storie agghiaccianti, come quelle di dipendenti di multinazionali trucidati dopo essere stati denunciati ai militari dalle compagnie per le quali lavoravano.<\/P><br \/>\n<P>La crudelt\u00e0 di queste storie ci fa sentire ancor pi\u00f9 forte e profondo il desiderio di verit\u00e0 e giustizia. La giustizia deve fare il proprio corso non certo per perseguire rancorose vendette, ma per restaurare la verit\u00e0, punire i colpevoli di crimini contro l\u2019umanit\u00e0, tener vivo il ricordo delle vittime e facilitare cos\u00ec il processo di riconciliazione. Questo \u00e8 lo spirito che anima l\u2019impegno del governo italiano e mio personale. Un impegno rafforzato dalla decisione del governo italiano di costituirsi parte civile nei processi avviati in Italia contro i militari argentini. <\/P><br \/>\n<P>Alcuni di questi processi sono terminati, altri sono in fase avanzata. Vorrei ricordare il procedimento penale che vede imputati per omicidio volontario, aggravato dall&#8217;uso di sevizie e abuso di potere, il dittatore Jorge Videla e altri. Un altro processo, quello contro i generali Suarez Mason e Santiago Omar Riveros, si \u00e8 concluso con la sentenza di condanna all\u2019ergastolo della Corte di Assise di Roma. E ancora un altro processo, per crimini commessi presso la Scuola Meccanica della Marina (ESMA) da diversi carnefici, fra i quali il famigerato Alfredo Ignacio Astiz, ha portato alla condanna all\u2019ergastolo di cinque imputati. Proprio nei locali dell\u2019ESMA tra pochi giorni gli amici della Compagnia Assemblea Teatro organizzeranno un emozionante spettacolo dall\u2019alto valore simbolico. <\/P><br \/>\n<P>La coerenza dell\u2019impegno del Governo italiano \u00e8 confermata dalla piena cooperazione con le autorit\u00e0 argentine, tradottasi l\u2019anno scorso in un\u2019importante intesa. L\u2019accordo tra i due Governi consente la trasmissione alle autorit\u00e0 argentine di copia delle documentazioni presenti negli archivi diplomatico-consolari italiani in Argentina e relative a cittadini italiani, doppi cittadini e cittadini di origine italiana vittime del regime militare argentino. Per facilitare il lavoro \u00e8 stata anche istituita una Commissione tecnica italo-argentina. La mole di materiali \u00e8 ingente: sono pi\u00f9 di 5.000 i documenti consolari contenuti in centinaia di fascicoli personali. Ma sono sicuro che la decisione di aprire i nostri archivi in assoluta trasparenza contribuir\u00e0 alla ricerca della verit\u00e0 &#8211; senza riserve &#8211; su quegli anni terribili. <\/P><br \/>\n<P>C\u2019\u00e8 anche un altro motivo per cui avverto una certa emozione intervenendo a questo convegno. I tragici eventi della crisi argentina coincisero con i miei primi anni nella carriera diplomatica. A quel tempo, pi\u00f9 di una volta mi chiesi la ragione per la quale l\u2019Italia tenesse una posizione defilata nella crisi argentina, mentre svolgeva un ruolo di primo piano nella condanna di numerosi casi di violazioni di diritti umani: dal golpe cileno all\u2019apartheid alle limitazioni alla libert\u00e0 dei regimi di oltre cortina. <\/P><br \/>\n<P>Ero fermamente convinto, e lo sono tuttora, che nessuna ragion di Stato possa mai giustificare un atteggiamento di passivo distacco dalla repressione violenta dei diritti umani. La difesa delle libert\u00e0 fondamentali di ogni essere umano, e in primis dei nostri connazionali, deve costituire una priorit\u00e0 assoluta e irrinunciabile della politica estera italiana. Nelle funzioni che ho l\u2019onore di ricoprire, avverto fortemente questa responsabilit\u00e0 di proteggere i pi\u00f9 vulnerabili. <\/P><br \/>\n<P>I documenti diplomatici del tempo dimostrano che ci furono alcuni eccessi di prudenza di istituzioni italiane. Ma anche coraggio, generosit\u00e0, grande spirito di umanit\u00e0 di alcuni diplomatici italiani. Funzionari che si prodigarono personalmente per far comprendere a Roma la sanguinaria situazione nel Paese e per assistere i tanti perseguitati. Voglio oggi manifestare la mia gratitudine a questi colleghi straordinari, alcuni dei quali sono in sala oggi, seduti qui tra noi. Grazie a loro molte vite furono salvate e tante vittime non si sentirono abbandonate in un mare di assurda violenza e di atroce indifferenza.<\/P>Il loro esempio rafforza l&#8217;impegno della Farnesina e mio personale perch\u00e9 la memoria di quel tragico periodo non sia perduta; perch\u00e9 le regole della geopolitica non siano mai applicate a danno della legalit\u00e0 e dei principi universali di convivenza; e perch\u00e9 la coscienza collettiva e personale di quegli anni serva ai ragazzi della vostra et\u00e0 come monito e incoraggiamento alla difesa della dignit\u00e0 umana, ovunque essa sia ferita o minacciata. I valori di libert\u00e0 e democrazia, che fondano la nostra Costituzione, sono i cardini della politica estera italiana e ci spingono a operare perch\u00e9 tragedie del genere non si ripetano mai pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Ringrazio molto il Dottor Roberto Da Rin per aver accettato di moderare questo incontro. Ringrazio anche tutti i relatori e la Compagnia Assemblea Teatro per la collaborazione. E\u2019 con una certa emozione che intervengo a questo convegno, che ho voluto ospitare al Ministero degli Esteri. 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