{"id":22756,"date":"2012-05-28T10:09:16","date_gmt":"2012-05-28T08:09:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/05\/20120528_terzi_intervento_confosce\/"},"modified":"2012-05-28T10:09:16","modified_gmt":"2012-05-28T08:09:16","slug":"20120528_terzi_intervento_confosce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/05\/20120528_terzi_intervento_confosce\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P><I>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/I><\/P><br \/>\n<P>Segretario Generale dell\u2019OSCE,<\/P><br \/>\n<P>Onorevoli Migliori e Mecacci, <\/P><br \/>\n<P>Segretario Generale Aggiunto del Consiglio di Cooperazione del Golfo, <\/P><br \/>\n<P>Ambasciatori,<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>sono lieto di aprire i lavori di questa conferenza, che risponde a un\u2019idea che manifestai lo scorso dicembre a Vilnius, quando il Consiglio Ministeriale dell\u2019OSCE decise di rafforzare la cooperazione dell\u2019Organizzazione viennese con i Partner Mediterranei. In quell\u2019occasione, per dare contenuto a quella decisione, proposi di svolgere in Italia un incontro sui nuovi scenari e le nuove sfide del Mediterraneo con qualificati rappresentanti del mondo politico e accademico. <\/P><br \/>\n<P>Desidero esprimere il mio vivo apprezzamento ai Presidenti di IPALMO e IAI, l\u2019On. Gianni De Michelis e il Professor Stefano Silvestri, per aver raccolto quell\u2019invito e aver organizzato l\u2019evento odierno, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e il Segretariato OSCE. Ringrazio il Segretario Generale, Amb. Lamberto Zannier. \u00c8 per noi un ulteriore incoraggiamento il fatto che gli esiti della conferenza saranno presentati al Consiglio Permanente dell\u2019OSCE.<\/P><br \/>\n<P>Ritengo in primo luogo doveroso riferirmi alle terribili immagini che abbiamo ricevuto venerd\u00ec e sabato da Houla. La crisi siriana sta sempre pi\u00f9 affondando in un groviglio di guerra civile, massacri e violenze perseguiti con la pi\u00f9 feroce e criminale determinazione: un eccidio di civili innocenti \u00e8 stato perpetrato con colpi di artiglieria e mortaio dalle forze di sicurezza siriane ad Houla; bambini sono stati massacrati volutamente.<\/P><br \/>\n<P>Interpretiamo la dichiarazione di condanna del Governo siriano emanata nella notte dal Consiglio di Sicurezza come il rigetto assoluto e unitario da parte della comunit\u00e0 internazionale di tali ignobili atrocit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia ha sostenuto fin dapprincipio e continua a sostenere gli sforzi dell\u2019ONU e del suo Inviato Speciale. Ma chiediamo che il piano di pace sia applicato pienamente, a cominciare dall&#8217;assoluta cessazione delle violenze e dal libero ingresso in Siria delle organizzazioni umanitarie. Occorre per\u00f2 aumentare la pressione dell\u2019intera comunit\u00e0 internazionale per porre fine a questo massacro. Non si pu\u00f2 attendere indefinitamente. Sono in costante contatto con i partners europei, arabi e turco. Considero quest\u2019ultimo un partner assolutamente cruciale nella soluzione dei problemi dell\u2019area.<\/P><br \/>\n<P>Grazie alla vicinanza geografica, ai legami storici e culturali, agli intensi flussi commerciali, alle forti complementariet\u00e0 tra le economie e ai sentimenti di profonda amicizia tra i popoli, noi italiani abbiamo da sempre una speciale comprensione della realt\u00e0 della sponda sud del Mediterraneo. La Primavera araba ha per\u00f2 colto di sorpresa anche noi, come se ci fossimo trovati davanti a un idioma che non riuscivamo a decifrare. <\/P><br \/>\n<P>Accostandoci al Mediterraneo come a una regione di convergenze e somiglianze, avevamo trascurato le profonde differenze costituite dall\u2019innaturale esclusione dei popoli arabi dalla vita democratica e dai diritti fondamentali. L\u2019accondiscendenza verso i regimi autoritari, complice anche il timore di involuzione fondamentalista dei movimenti di ispirazione islamica, ci aveva indotto a scambiare l\u2019immobilismo per stabilit\u00e0, la paura oppressiva per sentimento di sicurezza. <\/P><br \/>\n<P>Le rivolte hanno squarciato quel velo illusorio e noi abbiamo scelto di stare dalla parte giusta della Storia, schierandoci senza riserve in favore e a sostegno del cambiamento. Avvertiamo ora l\u2019esigenza di rafforzare le relazioni tra le due sponde sulla base di rapporti autentici, paritari e di lunga durata. Anche perch\u00e9, come osservava il grande storico francese Fernand Braudel, quando si guarda alla regione mediterranea \u00e8 opportuno concentrarsi sulla \u201clunga durata\u201d invece che sugli \u201ceventi\u201d, sulla \u201cstruttura\u201d invece che sulla \u201ccongiuntura\u201d. E, nel Mediterraneo, il dato strutturale \u00e8 quello dello scambio pacifico, della comprensione reciproca, dell\u2019interrelazione mutualmente vantaggiosa.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019OSCE, con la sua esperienza e i suoi molteplici strumenti, pu\u00f2 contribuire a mettere in pratica questo approccio di lunga durata. Occorre fare affidamento su ci\u00f2 che ha funzionato bene in passato, adattandolo ovviamente alle specificit\u00e0 regionali. Con l\u2019Atto Finale di Helsinki i padri fondatori non solo individuarono il legame inscindibile tra sicurezza euro-atlantica e mediterranea, ma riconobbero anche la forte correlazione tra sicurezza e rispetto dei diritti umani. <\/P><br \/>\n<P>A distanza di quasi quarant\u2019anni, quell\u2019approccio fondato sulla sicurezza onnicomprensiva \u00e8 ancora attuale e valido. Tale modello olistico \u00e8 stato alla base del successo duraturo dei processi di transizione in Europa orientale. E continua a guidare la comunit\u00e0 internazionale nella strategia di lungo periodo volta a prevenire i conflitti in aree di instabilit\u00e0, come quelle dei Balcani, del Caucaso e dell\u2019Asia Centrale. <\/P><br \/>\n<P>Nell\u2019incerta e complessa fase di trasformazione della sponda sud, la stretta connessione tra diritti e sicurezza, tra libert\u00e0 e stabilit\u00e0, tra progressiva integrazione e rispetto per le diversit\u00e0 deve essere la bussola con cui orientare il nostro sostegno ai processi di transizione dei Partner mediterranei. Questi sono i valori fondativi della convivenza in Europa. Non pretendiamo certo di imporre un punto di vista eurocentrico a quanti si sono battuti per la libert\u00e0, la dignit\u00e0 e il diritto. Possiamo per\u00f2 condividere valori e obiettivi con Partenariati paritari e progetti concreti. <\/P><br \/>\n<P>Come ha osservato il Presidente Napolitano nel corso della sua recente visita ufficiale a Tunisi, la prima di un Capo di Stato europeo nella nuova Tunisia, non bisogna semplicemente celebrare la comune devozione ai principi di libert\u00e0 e di democrazia, ma anche stabilire rapporti che aiutino a consolidare l\u2019economia e la societ\u00e0 civile. Sono molti i settori in cui, grazie all\u2019expertise dell\u2019OSCE, possiamo aiutare i nostri vicini meridionali. Mi riferisco allo sviluppo del capitale umano, al sostegno al ciclo elettorale, al controllo democratico delle forze armate e di polizia, alle attivit\u00e0 di \u201ccapacity building\u201d nel settore giudiziario, alla tutela delle minoranze religiose, al coinvolgimento della societ\u00e0 civile nelle scelte politiche. <\/P><br \/>\n<P>Anche il contrasto dell\u2019orribile fenomeno della tratta di esseri umani pu\u00f2 giovarsi del nostro impegno congiunto con l\u2019OSCE. Promuoveremo a Roma in autunno una Conferenza per sviluppare la cooperazione regionale tra l\u2019OSCE e i Partner del Mediterraneo con l\u2019obiettivo di aumentare la prevenzione del traffico di esseri umani. Le attivit\u00e0 di prevenzione, ancor pi\u00f9 di quelle pur doverose di ordine pubblico, sono fondamentali per arrestare alla radice questa grave violazione dei diritti umani e seria minaccia alla sicurezza nazionale.<\/P><br \/>\n<P>Traducendo il nostro impegno in azioni tangibili, potremo davvero costruire una \u201ccasa comune euro-mediterranea\u201d. Ma nella realizzazione di questo progetto occorre coinvolgere di pi\u00f9 i Paesi Partner. Deve essere riconosciuto loro un ruolo pi\u00f9 prominente nelle attivit\u00e0 dell\u2019Organizzazione e nel processo decisionale sui temi che li riguardano. Contiamo molto sull\u2019azione del Segretario Generale dell\u2019OSCE. Crediamo nella sua possibilit\u00e0 di individuare nuove opzioni di dialogo con i principali attori regionali. Incoraggiamo inoltre l\u2019OSCE ad approfondire le relazioni con le organizzazioni regionali, quali la Lega Araba e il Consiglio di Cooperazione del Golfo. <\/P><br \/>\n<P>Anche l\u2019incontro di oggi pu\u00f2 fornire un contributo per migliorare le interazioni tra l\u2019OSCE e i Partner. Saranno discussi documenti dell\u2019IPALMO e dello IAI che dovranno farci riflettere su come meglio utilizzare il patrimonio dell\u2019OSCE. Negli anni 70 e 80, il dialogo si articol\u00f2 in varie conferenze che consentirono a Est e Ovest di avvicinarsi e di concordare i principi per lo sviluppo della pacifica convivenza e della cooperazione politica, economica e sociale.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019obiettivo \u00e8 rievocare, con un analogo ciclo di conferenze intergovernative, quello spirito inclusivo e paritario. E anche se la sfida pu\u00f2 apparire enorme davanti agli eventi confusi, talvolta tumultuosi, di questa fase della transizione, non dimentichiamo che forse partiamo da una condizione di qualche vantaggio rispetto alla situazione dell\u2019Europa orientale negli anni 70-80. Allora a frapporsi al dialogo erano le fratture ideologiche e la contrapposizione in due blocchi militari. Ora le linee di frattura appaiono meno marcate, in quanto anche l\u2019Islam politico si riconosce in gran parte dei nostri valori fondamentali. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia non intende sottrarsi a questa sfida. Sa di poter svolgere un ruolo importante. Nella sponda sud c\u2019\u00e8 una grande domanda di Italia, vista come interlocutore privilegiato e credibile. Ne ho tratto la conferma dai miei incontri a Roma con le nuove dirigenze e dalle visite nelle principali capitali della sponda sud. In alcuni casi, i nuovi governi hanno chiesto di formalizzare su nuove basi il partenariato strategico che lega i loro Paesi all\u2019Italia, come avvenuto con la Libia e la Tunisia. E anche in Egitto abbiamo ottimi rapporti con l\u2019ampio spettro delle nuove forze politiche e con i principali esponenti della societ\u00e0 civile. L&#8217;Italia \u00e8 vicina al popolo egiziano e rispetter\u00e0 le sue scelte democratiche, espresse con un elevato livello di partecipazione al primo turno delle elezioni presidenziali.<\/P><br \/>\n<P>Intendiamo contribuire a rafforzare la cooperazione regionale anche con il rilancio dell\u2019approccio multilaterale. Dal tempo della Pax Romana, il Mediterraneo non \u00e8 pi\u00f9 riuscito a strutturare meccanismi solidi e duraturi di integrazione regionale. Il macchinoso processo di Barcellona non \u00e8 mai riuscito a fare la differenza. Ci sono per\u00f2 ora segnali favorevoli per fare emergere uno spazio di prosperit\u00e0 e dialogo. <\/P><br \/>\n<P>Abbiamo colto, e siamo pronti a valorizzarle al massimo, le manifestazioni di interesse delle nuove dirigenze arabe. Il successo della Ministeriale 5+5, tenutasi a Roma il 20 febbraio, e i seguiti che ne vengono assicurati in vista del Vertice 5+5 di Malta, hanno confermato le potenzialit\u00e0 dei nuovi scenari. Anche la ripresa dei processi di integrazione inter-maghrebina dell\u2019Unione del Maghreb Arabo e il rinnovato dialogo tra la stessa UMA e l\u2019Unione Europea possono favorire la stabilit\u00e0, la fiducia e lo sviluppo economico.<\/P><br \/>\n<P>Per rilanciare il progetto mediterraneo e fornire risposte credibili e un orizzonte migliore a milioni di persone, l\u2019azione dei soli Governi non \u00e8 per\u00f2 sufficiente. Spetta anche alla societ\u00e0 civile, ai privati, alle associazioni, alle organizzazioni non governative e alla comunit\u00e0 accademica fare la propria parte. Sono tutti tasselli di un mosaico da comporre insieme, la cui armonia finale dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di estendere il nostro campo di visione oltre il mero dato congiunturale. <\/P><br \/>\n<P>Dopo decenni di iniziative imposte dall\u2019alto verso il basso, sono maturi i tempi perch\u00e9 nel Mediterraneo le nuove dinamiche crescano dal basso verso l\u2019alto. Stiamo valutando di costituire con l\u2019OSCE un Centro collegato ai nostri think tanks e capace di diffondere i valori dell\u2019Organizzazione, favorire le interazioni con i Paesi Partner e convogliare le energie positive della societ\u00e0 civile, del mondo accademico e dei giovani verso nuove iniziative. Con questo auspicio, formulo a tutti voi gli auguri di buon lavoro.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Segretario Generale dell\u2019OSCE, Onorevoli Migliori e Mecacci, Segretario Generale Aggiunto del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Ambasciatori, Signore e Signori, sono lieto di aprire i lavori di questa conferenza, che risponde a un\u2019idea che manifestai lo scorso dicembre a Vilnius, quando il Consiglio Ministeriale dell\u2019OSCE decise di rafforzare [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[6,404],"class_list":["post-22756","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","tag-mediterraneo-e-medio-oriente","tag-sicurezza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22756","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22756"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22756\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}