{"id":22769,"date":"2012-05-18T08:06:37","date_gmt":"2012-05-18T06:06:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/05\/20120518_intervdassu\/"},"modified":"2012-05-18T08:06:37","modified_gmt":"2012-05-18T06:06:37","slug":"20120518_intervdassu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/05\/20120518_intervdassu\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(fa fede solo il discorso effettivamente pronunciato)<\/EM><\/P><br \/>\n<P>Per chiunque abbia seguito l\u2019evoluzione della diplomazia italiana negli ultimi decenni, la pubblicazione di questa \u201cGuida per gli operatori economici italiani nella Federazione Russa\u201d \u00e8 una specie di punto di arrivo simbolico. Qualcuno si ricorder\u00e0, infatti, le polemiche dell\u2019epoca sulla richiesta che gli ambasciatori \u2013 si trattava proprio di Mosca \u2013 si occupassero di promuovere le relazioni economiche. Oggi questo problema non esiste pi\u00f9. Ma viene comunque evocato nella prefazione dell\u2019Ambasciatore Zanardi Landi, quando spiega che non si tratta di archiviare la figura del diplomatico puramente \u201cpolitico\u201d per fargli indossare i panni del commesso viaggiatore, quanto di contemperare due aspetti altrettanto importanti della diplomazia moderna. Investimenti e scambi commerciali possono difficilmente prescindere da una solida rete di relazioni, dalla padronanza dei meccanismi istituzionali, dalla capacit\u00e0 di capire le forze profonde che muovono la societ\u00e0: diplomazia tradizionale e diplomazia economica devono insomma combinarsi. <\/P><br \/>\n<P>E la diplomazia deve essere pensata in appoggio alla proiezione esterna, anche economica del paese. <\/P><br \/>\n<P>La Guida \u00e8 stata curata dall\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Mosca (saluto Antonio Zanardi Landi) in cooperazione con l\u2019Ice, la Camera di commercio Italo-Russa, Promos, alcune banche italiane e altri enti ancora. Il risultato \u00e8 certamente voluminoso \u2013 lo dico scherzando. Ma soprattutto \u00e8 un modus operandi importante. L\u2019ho sfogliata \u2013 non sarei credibile se dicessi che l\u2019ho letta \u2013 e sono rimasta impressionata dal livello di dettaglio, dalla meticolosit\u00e0 e dall\u2019ampiezza della trattazione. C\u2019\u00e8 veramente tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere utile: l\u2019analisi macroeconomica, le tematiche legate all\u2019ingresso nell\u2019OMC, le Zone Speciali, la descrizione del sistema finanziario, le questioni fiscali, il sistema legale, gli enti italiani al servizio dell\u2019internazionalizzazione, fino alle opportunit\u00e0 di investimento regione per regione. Un manuale completo insomma, ponderosamente completo, che sar\u00e0 certamente di grande utilit\u00e0 per le imprese grandi, piccole e medie che vorranno tentare la sorte nel vasto mercato russo. <\/P><br \/>\n<P>La Guida mette infatti a disposizione degli imprenditori italiani uno strumento importante per affrontare e superare le barriere all\u2019ingresso in questo paese, costituite da una legislazione molto diversa dalla nostra, da prassi doganali complesse, dalla difficolt\u00e0 di disporre di informazioni semplici e chiare in merito alla grande variet\u00e0 degli incentivi agli investimenti esteri offerti dalle 83 entit\u00e0 territoriali che costituiscono la Federazione russa. Tutto questo prodotto in uno spirito di rete, con lo scopo di affrontare in maniera coordinata i problemi che si presentano agli operatori italiani in un paese grande, difficile e ricco di potenzialit\u00e0. In breve: \u00e8 un\u2019ottima dimostrazione del ruolo possibile della Farnesina a sostegno delle imprese italiane all\u2019estero.<\/P><br \/>\n<P>Ho trovato particolarmente interessanti i capitoli relativi a come investire in Russia (guida fiscale e legale 2012) e la parte sugli enti territoriali. <\/P><br \/>\n<P>Come scrive nella sua Introduzione il Ministro Terzi, per l\u2019impresa italiana la strada dell\u2019internazionalizzazione \u00e8 obbligata. In una situazione di depressione della domanda interna, la capacit\u00e0 di proiettarsi e di stare sui mercati esterni diventa essenziale. L\u2019Italia, con la Russia, parte da posizioni di grande rilievo. Siamo gi\u00e0, con 46 miliardi di dollari di interscambio, il secondo esportatore in Russia. Importanti gruppi, come noto, hanno realizzato o stanno realizzando investimenti: Enel, Eni, Fiat, Finmec, Indesit, Pirelli, Unicredit etc. La complementariet\u00e0 fra le due economie, lo ricorda invece il Ministro Passera, \u00e8 molto elevata (l\u2019Italia esporta manufatti, importa materie prime). D\u2019altra parte, il mercato russo dive diventare un punto di riferimento obbligato anche per le piccole e medie imprese. Una volta superate le difficolt\u00e0 iniziali (che la Guida aiuta a superare), chi ha puntato su questo mercato con approccio di lungo periodo ha in effetti sempre avuto ragione. Ulteriori incentivi verranno dall\u2019ingresso della Russia nel WTO. Mentre \u00e8 ancora da valutare quale potr\u00e0 essere l\u2019impatto dell\u2019unione doganale fra Russia, Bielorussia e Kazakhstan. In teoria, \u00e8 un mercato pi\u00f9 vasto. Di fatto, \u00e8 indispensabile che resti aperto.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019economia russa ha punti di forza conosciuti e punti di fragilit\u00e0 che lo sono altrettanto. Il risultato, per ora, \u00e8 che la capacit\u00e0 di soddisfare la domanda interna da parte dell\u2019industria nazionale non raggiunge ancora la soglia del 50%. Paradossalmente, i nostri spazi aumentano, perch\u00e9 tutto il settore delle macchine utensibili, delle tecnologie energetiche etc, continua a dipendere dall\u2019estero. Esiste quindi uno sbocco naturale per l\u2019esportazione dell\u2019industria italiana. Tanto pi\u00f9 in una fase in cui la classe media sta aumentando. Parliamo, guardando ai dati ufficiali di fonte russa, di circa 35 milioni di persone. <\/P><br \/>\n<P>Detto tutto ci\u00f2, esistono due variabili politiche che mi sembrano essenziali anche per il futuro delle relazioni economiche e bilaterali.<\/P><br \/>\n<P>La <STRONG>prima variabile<\/STRONG>, naturalmente, \u00e8 l\u2019evoluzione interna della Russia con il nuovo mandato presidenziale di Vladimir Putin. La Guida non ne parla ma sar\u00e0 importante seguire questa traiettoria in una fase in cui la politica interna appare pi\u00f9 complicata e pi\u00f9 competitiva di prima. <\/P><br \/>\n<P>La politica economica \u00e8 parte del dibattito politico interno e in qualche modo ne riflette la fluidit\u00e0. Almeno come posizione di partenza, Vladimir Putin sembra pi\u00f9 orientato sulla fornitura di servizi pubblici alla popolazione e meno interessato di quanto non fosse Medvedev all\u2019innovazione. Per ora la Russia pu\u00f2 certamente permetterselo, visti i prezzi del petrolio. Ma dovr\u00e0 ad un certo punto assumere anche provvedimenti impopolari: ad esempio la riforma dell\u2019et\u00e0 pensionistica o l\u2019aumento del prezzo del gas, per cui Gazprom insiste da tempo.<\/P><br \/>\n<P>Non \u00e8 chiaro, inoltre, quali saranno tempi e modalit\u00e0 del programma di privatizzazioni. Negli anni passati, l\u2019eccesso del ruolo dello Stato nell\u2019economia era stato discusso; le promesse della campagna elettorale non sono andate nello stesso senso. <\/P><br \/>\n<P>Esiste insomma un dibattito non ancora risolto fra due visioni della modernizzazione della Russia, il cui esito sar\u00e0 molto importante per il futuro della Russia e della sua economia.<\/P><br \/>\n<P>A livello bilaterale, come noto, abbiamo lanciato un partenariato per la modernizzazione (nel dicembre 2010). Si tratta ora di potenziarlo e di combinarlo con l\u2019attesa visita del Premier in Russia e l\u2019atteso vertice bilaterale. <\/P><br \/>\n<P>La <STRONG>seconda variabile<\/STRONG> riguarda la collocazione della Russia fra Europa, Usa e Asia. Non \u00e8 facilissimo leggere dove si collochi la Russia. Mosca ha chiaramente la tendenza a ricreare una propria zona di influenza nel vicino estero. L\u2019unione euro-asiatica ne \u00e8 una delle espressioni. Come dicevo prima, si tratta di verificare se l\u2019Unione doganale con Bielorussia e Kazakhstan prefiguri un sistema aperto (un mercato unico di 170 milioni di persone), o chiuso. <\/P><br \/>\n<P>In generale, e come risultato sia della crisi finanziaria che della controversia sul sistema di difesa antimissile, la Russia tende a un gioco pi\u00f9 libero verso gli Usa. Ma \u00e8 anche avvertibile \u2013 e qui pesa la crisi del debito sovrano nel Vecchio Continente \u2013 una minore propensione verso l\u2019Ue nel suo complesso. Conta la relazione con Berlino. Conta l\u2019Italia. Ha minore potere di attrazione l\u2019Europa nel suo complesso, mentre Mosca guarda ai Brics (come dimostra la riunione di New Dehli e alla SCO. La Russia si sta allontanando dall\u2019Occidente, come scriveva Dmitri Trenin gi\u00e0 nel 2006 su Foreign Affairs? Solo in parte, ed \u00e8 una tendenza che un paese come il nostro ha tutto l\u2019interesse ad evitare.<\/P><br \/>\n<P>Non scordiamo mai il dato di fondo: esiste comunque, fra Europa e Russia, un forte grado di interdipendenza.<\/P><br \/>\n<P>La realt\u00e0, io credo, \u00e8 che l\u2019Europa non \u00e8 ancora riuscita a definire un politica unitaria verso la Russia. Ugualmente, la Russia non \u00e8 mai riuscita a perseguire con concretezza un patto per la modernizzazione con il vecchio Continente. Sono decenni che parliamo, abbastanza genericamente, di un grande spazio economico da Lisbona a Vladivostok. Sar\u00e0 lo spazio del futuro, ma solo se noi europei riusciremo a compiere tutte le scelte necessarie in settori cruciali come quello energetico e solo se la Russia far\u00e0 le scelte indispensabili nel nella politica regolatoria e nello sviluppo della rule of law.<\/P><br \/>\n<P>Del resto, non credo granch\u00e9 all\u2019alternativa asiatica di Mosca (il rapporto Russia-Cina \u00e8 cruciale ma comunque complicato). Mentre credo nello sviluppo dei rapporti Europa-Russia se le politiche di entrambi diventeranno pi\u00f9 coerenti, secondo le linee indicate di recente in un interessante paper dell\u2019External Action Service di Brussels.<\/P><br \/>\n<P>Si parla molto, dal 2008 in poi, dei mercati emergenti: i BRICS, i CIVETS, i Next Eleven; le sigle sono molte, ma il concetto \u00e8 lo stesso: parliamo di nazioni ed aree geografiche che vantano tassi di sviluppo elevati, tassi che fanno morire di invidia i policy-makers delle mature economie occidentali, con i loro livelli di crescita asfittici. E\u2019 evidente che questi paesi emergenti, spesso dotati di vasti mercati e di ingenti risorse valutarie, sono di grande interesse per i nostri imprenditori. La Russia, tuttavia, \u00e8 un caso diverso. La Russia non \u00e8 un paese emergente ed \u00e8 da tempo un solido e indispensabile partner per l\u2019Italia. <\/P><br \/>\n<P>Non si tratta, quindi, di scoprire la Federazione Russa. Il partenariato politico ed economico bilaterale \u00e8 una realt\u00e0 consolidata ormai da molti anni e si sviluppa lungo una scia di forte continuit\u00e0. Si basa sull\u2019interdipendenza dei sistemi produttivi, sull\u2019intraprendenza di moltissimi singoli operatori economici e finanziari, nonch\u00e9 sulla constatazione che esistono interessi e sfide comuni anche in politica estera. Si tratta semmai, per il nostro sistema imprenditoriale, di individuare punti di forza e possibili fragilit\u00e0 di un paese che ha avviato un non semplice processo di modernizzazione e differenziazione della propria economia e che per alimentarlo ricerca capitali, tecnologie qualificate, partner affidabili. E\u2019 interesse dell\u2019Italia partecipare a questo progetto. Le previsioni di crescita per i prossimi anni &#8211; intorno al 4% &#8211; confermano una dinamica tra le migliori al mondo ed inferiore, fra le grandi economie, solo a Cina e India, superiore a Stati Uniti, Giappone ed Unione Europea.<\/P><br \/>\n<P>Partiamo, insomma, da basi molto solide. E ci sono le condizioni affinch\u00e9 le nostre aziende possano avvicinarsi senza esitazioni alla Federazione Russa. Questa Guida potr\u00e0 accompagnarle.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il discorso effettivamente pronunciato) Per chiunque abbia seguito l\u2019evoluzione della diplomazia italiana negli ultimi decenni, la pubblicazione di questa \u201cGuida per gli operatori economici italiani nella Federazione Russa\u201d \u00e8 una specie di punto di arrivo simbolico. 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