{"id":22786,"date":"2012-04-13T14:15:17","date_gmt":"2012-04-13T12:15:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/04\/20120413_intervento_ministroterzi\/"},"modified":"2012-04-13T14:15:17","modified_gmt":"2012-04-13T12:15:17","slug":"20120413_intervento_ministroterzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/04\/20120413_intervento_ministroterzi\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P><I>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/I><\/P><br \/>\n<P>Presidente Fernando Napolitano,<BR>cari colleghi di Governo,<BR>Ambasciatore Thorne,<BR>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>sono molto lieto di partecipare a questo Convegno sia per la presenza di tanti autorevoli oratori, sia perch\u00e9 i temi rivestono un\u2019importanza fondamentale per il futuro del nostro Paese. Per far fronte alla situazione finanziaria del Paese, siamo stati costretti ad adottare rigorose misure di contenimento della spesa pubblica. La fase di difficolt\u00e0 non \u00e8 ancora del tutto superata. Ma ora dobbiamo andare oltre il rigore, favorendo i processi di crescita. Il Ministero degli Esteri pu\u00f2 fornire un contributo importante in quanto svolge un ruolo sempre pi\u00f9 centrale come Ministero impegnato per lo sviluppo del Paese in raccordo con gli altri attori, in particolare con i Dicasteri guidati dai Ministri qui presenti. <\/P><br \/>\n<P>La rinnovata credibilit\u00e0 e l\u2019immagine dell\u2019Italia nel mondo ci aiutano a ripartire. Secondo uno studio della KPMG, il Made in Italy \u00e8 il terzo marchio pi\u00f9 conosciuto al mondo, dopo la Coca Cola e la Visa. Se vogliamo crescere a ritmi intensi, dobbiamo anche riscoprire le qualit\u00e0 che tutti ci riconoscono: l\u2019inventiva, la creativit\u00e0, lo spirito imprenditoriale. Il destino del Paese dipende dalla sua capacit\u00e0 di rifornire il sistema produttivo di una virtuosa miscela composta da progettualit\u00e0 e disponibilit\u00e0 di capitali per l\u2019avvio di nuove aziende. E &#8211; mi rivolgo ai giovani imprenditori &#8211; non abbiate paura di tentare e di sbagliare. Perch\u00e9, come diceva Einaudi, \u201ctrial and error; possibilit\u00e0 di tentare e di sbagliare ecco le caratteristiche dei regimi liberi\u201d. La libert\u00e0 \u00e8 l\u2019incubatore naturale delle imprese e della ricerca, ma i tentativi e gli errori sono la sola via per arrivare a nuove soluzioni. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019innovazione \u00e8 da sempre la chiave della crescita. Gi\u00e0 nella Roma post-diocleziana, l\u2019abbandono dell\u2019innovazione fu una delle cause della rovina dell\u2019Impero. E a maggior ragione oggi, in un contesto globalizzato, occorre puntare sulla qualit\u00e0 del progresso tecnologico e non solo sull\u2019aumento dei volumi o sulla riduzione dei prezzi. In un\u2019economia avanzata, la crescita \u00e8 il risultato di migliori ricette pi\u00f9 che della quantit\u00e0 degli ingredienti. Guardiamo all\u2019esempio della Silicon Valley. Il cuore del suo successo sono le start-up con le loro innovazioni. Pi\u00f9 di cento sono le start-up acquisite nell\u2019ultimo decennio da societ\u00e0, come Google o Cisco, che hanno cos\u00ec consolidato la loro leadership di settore. <\/P><br \/>\n<P>Anche noi dobbiamo stimolare una maggiore imprenditorialit\u00e0 complessiva, con un ambiente pi\u00f9 favorevole all\u2019innovazione. In questa direzione, sul versante interno, il Governo \u00e8 impegnato a semplificare le procedure amministrative, a rendere pi\u00f9 certo il quadro normativo, ad assicurare maggiore concorrenza e a fare di pi\u00f9 per i giovani e la ricerca. Sul versante esterno, puntiamo su una \u201ccall for action\u201d, con cui Istituzioni centrali e autonomie locali, Ambasciate e Consolati, grandi Gruppi e giovani imprenditori sviluppino un\u2019articolata rete capace di favorire collaborazioni, contatti, scambi di conoscenze e di tecnologie. <\/P><br \/>\n<P>Il networking \u00e8 fondamentale nelle relazioni internazionali come nell\u2019economia. La competitivit\u00e0 di un Paese \u00e8 sempre pi\u00f9 definita in termini di \u201cconnections\u201d, cio\u00e8 di capacit\u00e0 di trarre idee innovative dalla \u201ccomunit\u00e0 della conoscenza\u201d con la quale \u00e8 in contatto. Ibn Khaldun, storico arabo del XIV secolo, scriveva che \u201csolo le trib\u00f9 tenute insieme dal senso di appartenenza a un gruppo possono sopravvivere nel deserto\u201d. Per il geografo Joel Kotkin, nulla \u00e8 cambiato da allora, salvo il fatto che nella realt\u00e0 contemporanea la parola \u201cdeserto\u201d va sostituita con \u201ceconomia globale\u201d. <\/P><br \/>\n<P>Occorre favorire il networking tra talenti perch\u00e9 i loro contatti possono moltiplicare le opportunit\u00e0 di innovazione. E\u2019 molto interessante e merita di essere sostenuta l\u2019iniziativa di Fernando Napolitano. E\u2019 fattibile l\u2019obiettivo di cambiare una generazione in tre anni, inviando negli Stati Uniti mille giovani brillanti perch\u00e9 imparino a fare impresa high-tech e tornino in Italia per avviarne di nuove. Non partiamo da zero. In Italia creiamo ogni anno mille start-up, investendo 90 milioni di euro in venture capital. Negli ultimi anni abbiamo aumentato di pi\u00f9 del 50% i laureati in scienze e ingegneria. E la collaborazione con gli Stati Uniti nel settore dell\u2019innovazione \u00e8 da tempo strutturata. <\/P><br \/>\n<P>Penso alle borse di studio Fulbright Best che consentono a laureati e ricercatori italiani in discipline scientifico-tecnologiche di perfezionarsi negli Stati Uniti e di tradurre i loro progetti in attivit\u00e0 imprenditoriali. E penso ai programmi di Regioni, come la Toscana e l\u2019Emilia Romagna, che utilizzano fondi europei per inviare giovani talenti negli Stati Uniti ad apprendere come creare una start-up. E anche alle varie iniziative private qui rappresentate. <\/P><br \/>\n<P>Se vogliamo far compiere al Paese un salto di qualit\u00e0, dobbiamo trasformare quella che \u00e8 stata una vulnerabilit\u00e0 in un punto di forza: dobbiamo passare dalla fuga dei cervelli alla mobilit\u00e0 dei talenti, consentendo loro di arricchire il bagaglio di esperienze in contesti competitivi. I ritorni per il Paese in innovazione e progettualit\u00e0 possono avere lo stesso apporto vitale che ebbero le rimesse dei nostri emigranti nello scorso secolo. <\/P><br \/>\n<P>Le iniziative con gli Stati Uniti nel campo dell\u2019innovazione sono molteplici. Tra le prossime, ricordo che nell\u2019ambito del Consiglio Economico Transatlantico, il Ministero degli Esteri sta organizzando in collaborazione con Confindustria un workshop euro-americano che si terr\u00e0 a luglio a Roma. Il Seminario intende mettere in contatto operatori economici europei e americani, informando le PMI delle due sponde dell\u2019Atlantico sulle opportunit\u00e0 di internazionalizzazione, sulle possibili collaborazioni e sugli strumenti di sostegno pubblico. Come dimostrato da uno studio della Commissione Europea sulle PMI, innovazione e internazionalizzazione si alimentano a vicenda perch\u00e9 le PMI internazionalizzate introducono nei Paesi di origine dosi di innovazione maggiori delle PMI non internazionalizzate.<\/P><br \/>\n<P>La volont\u00e0 di favorire il networking ha ispirato anche la mia azione negli anni trascorsi da Capo Missione a Washington. Ho attribuito assoluta priorit\u00e0 allo sviluppo di contatti, scambi e conoscenze tra Italia e Stati Uniti nei campi dell\u2019impresa, della ricerca e dell\u2019innovazione. Ho maturato la convinzione che gli imprenditori italiani possono ottenere grandi vantaggi se al learning by doing affiancano il learning by interacting con gli operatori americani delle alte tecnologie. Ho diretto gli sforzi di Ambasciata e Consolati a far conoscere ai nostri giovani imprenditori il modello americano, fatto di efficace collaborazione tra universit\u00e0, imprese e capitali di rischio. <\/P><br \/>\n<P>Per promuovere i contatti, l\u2019Ambasciata e i Consolati hanno avviato un intenso dialogo con le organizzazioni di ricercatori, accademici, imprenditori e professionisti italiani presenti negli Stati Uniti, quali l\u2019Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF), BAIA, il Silicon Valley Italian Executive Council (SVIEC), nonch\u00e9 le associazioni di professionisti a New York, Boston, Chicago e Filadelfia. Una menzione particolare merita il Consolato Generale a San Francisco che, nella prima area al mondo per innovazione e capacit\u00e0 di coniugare ricerca e imprenditoria, ha favorito opportunit\u00e0 di incontro e business di imprenditori e ricercatori italiani con i poli tecnologici e le Universit\u00e0 locali.<\/P><br \/>\n<P>Da Ministro degli Esteri ho chiesto di incentivare la creazione di reti per mettere in connessione tra loro le eccellenze italiane in campo economico e scientifico. Disponiamo di una straordinaria risorsa costituita da 22 Addetti scientifici in servizio presso Ambasciate e Consolati. Attraverso la Rete Informativa Scienza e Tecnologia (RISeT) gli Addetti hanno finora veicolato al mondo scientifico italiano le informazioni raccolte all\u2019estero. Abbiamo ritenuto opportuno estendere tali informazioni anche alle imprese interessate, connettendo la Rete degli Addetti scientifici a ExTender, il sistema informatico a disposizione delle imprese per l\u2019acquisizione di opportunit\u00e0 di business all\u2019estero segnalate dalle Ambasciate.<\/P><br \/>\n<P>In questo spirito di interazione tra scienza e impresa, la settimana prossima svolgeremo al Ministero degli Esteri un incontro su \u201cGli scienziati italiani nel mondo e la crescita del Paese\u201d. L\u2019incontro \u00e8 centrato sul rapporto tra ricerca e produzione, e sull\u2019articolazione di reti tra i talenti scientifici italiani e stranieri. Queste tematiche saranno ulteriormente sviluppate il prossimo anno nella cornice degli eventi dell\u2019Anno della cultura italiana negli Stati Uniti, fondato proprio su ricerca, scoperta e innovazione. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia si \u00e8 alimentata per secoli e ha alimentato il mondo con le sue scoperte scientifiche. John Fitzgerald Kennedy disse che \u201call of us, in a large sense, are beneficiaries of the Italian experience\u201d. Sono convinto che questa profonda responsabilit\u00e0 debba continuare a ispirare la nostra azione nel mondo.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Presidente Fernando Napolitano,cari colleghi di Governo,Ambasciatore Thorne,Signore e Signori, sono molto lieto di partecipare a questo Convegno sia per la presenza di tanti autorevoli oratori, sia perch\u00e9 i temi rivestono un\u2019importanza fondamentale per il futuro del nostro Paese. 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