{"id":22791,"date":"2012-04-02T08:35:26","date_gmt":"2012-04-02T06:35:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/04\/20120402_convegnolibertareligiosa\/"},"modified":"2012-04-02T08:35:26","modified_gmt":"2012-04-02T06:35:26","slug":"20120402_convegnolibertareligiosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/04\/20120402_convegnolibertareligiosa\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P><I>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/I><\/P><br \/>\n<P>Eminenza Reverendissima, Cardinale Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero e Presidente della Fondazione di diritto pontificio \u201cAiuto alla Chiesa che soffre\u201d<\/P><br \/>\n<P>Eccellenza Reverendissima, Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati<\/P><br \/>\n<P>On. Gianni Alemanno, Sindaco di Roma<\/P><br \/>\n<P>Eccellenze Reverendissime,<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>\u201cNostra Signora d\u2019Africa, prega per noi e per i musulmani\u201d. Questa iscrizione &#8211; in francese, in arabo e in berbero &#8211; si legge nell\u2019abside di Notre Dame d\u2019Afrique ad Algeri, dove sono stato in missione il 15 marzo. Questo santuario cattolico, visibile da tutta la baia di Algeri, \u00e8 ancora oggi oggetto di visite da parte della popolazione locale, quasi totalmente di religione musulmana, che ben conosce, per le drammatiche vicende degli anni \u201990, il prezzo imposto alla collettivit\u00e0 dall\u2019intolleranza di alcuni.<\/P><br \/>\n<P>Un prezzo altissimo che quasi ogni giorno l\u2019umanit\u00e0 paga: si susseguono purtroppo le notizie di azioni violente contro le minoranze religiose, soprattutto cristiane. L\u201911 e il 12 marzo due attentati contro chiese cattoliche a Jos in Nigeria e la conseguente spirale di violenza hanno causato oltre 20 morti. Notizie preoccupanti provengono dalla Siria, dove le minoranze cristiane sarebbero oggetto di attacchi quotidiani e di veri e propri episodi di pulizia etnica su base religiosa. E\u2019 ancora viva la commozione per l\u2019attentato a Shahbaz Bhatti, il ministro pakistano di religione cristiana, barbaramente assassinato.<\/P><br \/>\n<P>In alcune realt\u00e0 gli appartenenti alle minoranze religiose, pur non essendo immediatamente minacciati nella loro esistenza fisica, sono oggetto di pesanti discriminazioni ad opera delle autorit\u00e0, dei gruppi sociali maggioritari o di entrambi. La libert\u00e0 religiosa pu\u00f2 essere concretamente limitata in molti modi. Spesso si tratta delle norme che regolano la registrazione o le attivit\u00e0 dei gruppi religiosi minoritari, che vengono attuate in modo arbitrario e discriminatorio, soprattutto a livello locale. Pu\u00f2 accadere poi che le minoranze religiose, anche se non formalmente discriminate in base alla legge, debbano far fronte ad un clima di ostilit\u00e0 promosso o tollerato dalle Autorit\u00e0 ufficiali o dalle forze di sicurezza.<\/P><br \/>\n<P>Anche se l\u2019ateismo di Stato \u00e8 stato oramai quasi ovunque abbandonato, la situazione resta difficile. Si assiste anzi in molti luoghi del mondo ad una lotta strisciante, condotta da Governi formalmente vincolati al rispetto della libert\u00e0 religiosa da norme interne di rango costituzionale e da precisi trattati internazionali, a cominciare dal ben noto articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo e della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia non pu\u00f2 accettare questa situazione. Vi si oppongono la nostra sensibilit\u00e0, la nostra storia, i nostri valori pi\u00f9 profondamente sentiti. Il Parlamento italiano ha ripetutamente ribadito la sua attenzione sulla libert\u00e0 di religione e di credo. Il Governo \u00e8 impegnato in maniera convinta per affermarne l\u2019importanza in tutti i consessi internazionali.<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>La religione \u00e8 essenzialmente libert\u00e0. Nelle parole del Santo Padre, \u201c\u00e8 nella natura della religione non ammettere coercizioni\u201d, perch\u00e9 essa pu\u00f2 rispondere solo ad una libera scelta personale. <\/P><br \/>\n<P>La libert\u00e0 di religione non pu\u00f2 essere limitata alla sola libert\u00e0 di culto n\u00e9, tanto meno, pu\u00f2 essere confinata alla sfera individuale e privata. L\u2019Italia non pu\u00f2 accettare il diffondersi di simili visioni riduttive, talora propugnate anche da Stati e organizzazioni per altri aspetti molto attenti ai diritti dell\u2019uomo. La libert\u00e0 di religione comprende il diritto di credere o di non credere, di convertirsi, di pregare anche pubblicamente, di educare ed essere educati, di contribuire alla riflessione pubblica e di partecipare alle scelte politiche. I due rami del Parlamento hanno solennemente ribadito questa convinzione il 12 gennaio 2011 con due atti di indirizzo votati all\u2019unanimit\u00e0, il cui linguaggio dimostra come l\u2019opinione pubblica e le forze politiche italiane condividano la sensibilit\u00e0 della Santa Sede.<\/P><br \/>\n<P>Soprattutto in contesti ostili, la scomparsa dallo spazio pubblico \u00e8 il primo passo per la riduzione al silenzio delle minoranze, alla loro condanna all\u2019irrilevanza, se non all\u2019artificiosa negazione della loro stessa esistenza. Il passo dalle sanzioni sociali a quelle giuridiche \u00e8 breve. Per questo, oltre a combattere l\u2019introduzione di norme restrittive della libert\u00e0 religiosa, l\u2019Italia afferma il diritto delle comunit\u00e0 religiose, e soprattutto delle minoranze, a manifestare nell\u2019arena pubblica le proprie convinzioni e le proprie sensibilit\u00e0. Invitiamo le autorit\u00e0 di tutti i Paesi ad essere coraggiose e a non assecondare le pressioni di opinioni pubbliche condizionate da paure irrazionali, spesso frutto di ignoranza e di fanatismo.<\/P><br \/>\n<P>Il nostro Paese ha compiuto e continuer\u00e0 a compiere un\u2019azione costante sia nei rapporti bilaterali con gli Stati che nell\u2019ambito dell\u2019Unione Europea e delle organizzazioni internazionali, per riaffermare questo principio nella maniera pi\u00f9 ampia possibile. Certamente su un piano ideale, ma anche, e soprattutto, nelle sue applicazioni concrete, che si sostanziano, per esempio, nella tutela del diritto di edificare e mantenere i luoghi di culto, nel diritto di propugnare pubblicamente le proprie convinzioni, di convertire e di convertirsi senza altro condizionamento che quello della propria coscienza.<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>La religione \u00e8 espressione fondamentale dell\u2019intima essenza e dignit\u00e0 della persona umana. Per tale motivo, la libert\u00e0 religiosa presenta profili di irriducibile complessit\u00e0, nella fondazione concettuale e nella conseguente articolazione giuridica.<\/P><br \/>\n<P>Il concetto di \u201cdiritto soggettivo\u201d ha impiegato secoli per affermarsi e per uscire dall\u2019identificazione con la mera propriet\u00e0 di beni materiali. Alla fine di quest\u2019evoluzione millenaria, tra il XVII nel XVIII secolo, l\u2019articolata riflessione sui diritti naturali ha \u00e8 giunta ad individuare un nucleo essenziale di situazioni intangibili. Esse dovevano essere oggetto di tutela giuridica assoluta, in quanto erano considerate prima di tutto delle \u201cverit\u00e0 di per s\u00e9 evidenti\u201d, secondo le parole di Thomas Jefferson nella Dichiarazione di Indipendenza americana. Il dibattito della prima Assemblea nazionale francese sui diritti civili e politici delle minoranze religiose \u00e8 indicativo della logica onnicomprensiva dei diritti dell\u2019uomo e della libert\u00e0 religiosa in particolare. I pi\u00f9 avveduti tra i delegati notarono subito l\u2019intima contraddittoriet\u00e0 dell\u2019editto reale del 1787 che restituiva i diritti civili ai calvinisti, senza riconoscere loro i diritti politici. E, una volta estesi ai protestanti, tali diritti non si poterono rifiutare agli ebrei sefarditi del Midi e, in immediata sequenza, a tutti gli ebrei, con la storica deliberazione del 27 settembre 1791. Non solo: la libert\u00e0 di religione fu la base per un riconoscimento universale della dignit\u00e0 umana, sostanziatasi nell\u2019abolizione della schiavit\u00f9 e nell\u2019emancipazione degli schiavi tra il 1792 e il 1794.<\/P><br \/>\n<P>La molteplicit\u00e0 delle sue implicazioni, sul piano ideale e pratico, fa della libert\u00e0 di religione un catalizzatore fondamentale per la promozione di tutti i diritti umani. In virt\u00f9 di quell\u2019inarrestabile \u201clogica dei diritti dell\u2019uomo\u201d, segnalata dalla storica americana Lynn Hunt proprio con riferimento all\u2019evoluzione della libert\u00e0 di religione, l\u2019Italia pone questo diritto fondamentale al centro della sua azione di politica estera.<\/P><br \/>\n<P>Le istituzioni debbono non solo adottare norme adeguate, ma anche curarne l\u2019integrale applicazione, in tutte le sue implicazioni, private e pubbliche. Le autorit\u00e0 debbono anche promuovere, con l\u2019esempio e con azioni concrete, il mantenimento dei valori di libert\u00e0 e promuoverne la diffusione all\u2019interno della societ\u00e0.<\/P><br \/>\n<P>Come sottolineano pensatori di diversa estrazione e sensibilit\u00e0, come Michael Walzer e Rainer Forst, si deve passare dalla mera tolleranza ad un autentico riconoscimento dell\u2019altro, dalla logica del meramente consentito a quello di una coesistenza, basata sul rispetto dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019altro.<\/P><br \/>\n<P>Tenendo ben fermo l\u2019obiettivo strategico, la nostra azione concreta \u00e8 necessariamente improntata a flessibilit\u00e0, sensibilit\u00e0 e rispetto. Una politica di passi talora piccoli, ma sicuri e nella giusta direzione. Il raccordo della nostra rete diplomatica con quella della Santa Sede \u00e8, da questo punto di vista, costante ed efficace.<\/P><br \/>\n<P>La nostra politica di tutela e promozione internazionale dei diritti umani non si potrebbe peraltro concepire al di fuori della cornice dell&#8217;<STRONG>Unione Europea<\/STRONG>. Senza nulla togliere all&#8217;importanza che rivestono politiche nazionali efficaci e coerenti, una dimensione autenticamente europea consente di mettere in campo il peso politico e negoziale necessario ad un&#8217;efficace politica dei diritti umani su scala globale.<\/P><br \/>\n<P>Dopo il Trattato di Lisbona vi \u00e8 un\u2019enorme aspettativa per un salto di qualit\u00e0 nella politica di promozione dei diritti umani sul piano internazionale. L\u2019Italia \u00e8 impegnata affinch\u00e9 tale politica sia il &#8220;filo rosso&#8221; dell&#8217;azione esterna dell&#8217;Unione nelle sue diverse componenti, ivi comprese le politiche commerciali e di aiuto allo sviluppo. Su proposta dell\u2019Italia, questo principio \u00e8 stato da ultimo riaffermato nel corso della riunione dei Ministri degli Esteri in formato &#8220;Gymnich&#8221; svoltasi il 9 e 10 marzo scorsi a Copenhagen. <\/P><br \/>\n<P>La forte azione esercitata dall&#8217;Italia nel Consiglio Affari Esteri, non priva di ostacoli e resistenze, ha indotto l&#8217;Unione Europea a rinnovare in diverse occasioni (Consiglio Affari Esteri del giugno 2010 e del febbraio 2011) la sua condanna per il crescente numero di atti di intolleranza compiuti ai danni di cristiani e di altre comunit\u00e0 religiose. Constatiamo con soddisfazione quanto sia cresciuta la sensibilit\u00e0 su questo tema nell&#8217;arco degli ultimi due anni e come il nostro ruolo di indirizzo e riferimento venga riconosciuto e apprezzato apertamente da diversi partners. Al tempo stesso, continuiamo a chiedere un impegno concreto da parte delle strutture europee, attraverso, ad esempio, un utilizzo mirato delle risorse finanziarie dell\u2019Unione che favorisca il dialogo interculturale e inter-religioso e sostenga le comunit\u00e0 colpite da attacchi o da discriminazioni. <\/P><br \/>\n<P>In occasione della riunione Gymnich cui accennavo poc&#8217;anzi, l\u2019Italia ha presentato una piattaforma sul tema della libert\u00e0 di religione articolata su quattro punti: <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Primo<\/STRONG>: Assicurare alla libert\u00e0 di religione e di credo rilievo prioritario nel &#8220;piano d&#8217;azione&#8221; sui diritti umani, che verr\u00e0 discusso e adottato nei prossimi mesi; <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Secondo<\/STRONG>: Garantire adeguati finanziamenti ai programmi di tutela della libert\u00e0 religiosa, <I>in primis<\/I>, attraverso lo strumento EIDHR (European Instrument for Human Rights and Democracy); <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Terzo<\/STRONG>: Promuovere in ambito ONU l&#8217;adozione di iniziative sulla libert\u00e0 religiosa, ivi comprese risoluzioni dell\u2019Assemblea Generale e del Consiglio Diritti Umani; <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quarto<\/STRONG>: Innalzare allo status formale di &#8220;Linee-guida dell\u2019Unione Europea&#8221; i vari strumenti e documenti di carattere interno gi\u00e0 esistenti in materia di libert\u00e0 di religione. In questo modo, questa priorit\u00e0 assumer\u00e0 massima organicit\u00e0 e visibilit\u00e0 pubblica, analogamente agli altri assi portanti dell\u2019azione della UE in materia di diritti umani, quali la pena di morte, la violenza sulle donne, i diritti del fanciullo, i difensori dei diritti umani.<\/P><br \/>\n<P>Quando l\u2019azione \u00e8 unitaria e convinta, i risultati non mancano. In ambito Nazioni Unite, l\u2019Italia ha contribuito in modo sostanziale all\u2019adozione della risoluzione contro ogni forma di intolleranza e discriminazione religiosa, promossa dall\u2019Unione Europea ed adottata dall\u2019Assemblea Generale nel dicembre 2011. Grazie alla nostra azione, la risoluzione contiene richiami specifici all\u2019aumento degli episodi di violenza contro gli appartenenti a minoranze religiose e al dovere di ogni Stato di esercitare la massima vigilanza per prevenirli e punirne i responsabili. Analoga iniziativa sar\u00e0 presentata dall&#8217;Unione Europea nella sessione in corso del Consiglio Diritti Umani (marzo 2012). <\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>i fatti, sia pur gravi, che quotidianamente accadono non scuotono il nostro ottimismo. Non mancano i segnali positivi, sui quali stiamo quotidianamente lavorando. In occasione della mia visita al Cairo ho potuto apprezzare il ruolo costruttivo e moderatore esercitato dal Grande Imam di Al Azhar, che dovrebbe recarsi in visita in Italia nelle prossime settimane. E non posso non ricordare con commozione l\u2019equilibrio e la saggezza del compianto Patriarca copto di Alessandria Shenouda III.<\/P><br \/>\n<P>La consapevolezza oramai acquisita a livello globale del valore cardine della libert\u00e0 religiosa si sostanzia in un consenso crescente alle iniziative di sensibilizzazione, di tutela e di promozione. Questi segnali rafforzano la nostra speranza in un futuro di tolleranza e di pace. Il dialogo con le diverse culture, civilt\u00e0 e religioni gioca un ruolo essenziale. L\u2019obiettivo di questo dialogo deve essere quello della migliore comprensione reciproca e dell\u2019accoglimento della naturale esistenza della diversit\u00e0. La costruzione di un sistema di tolleranza, di rispetto per l\u2019altro, di rifiuto di ogni sopraffazione violenta \u00e8 la strada per creare una \u201ccultura della pace\u201d. <\/P><br \/>\n<P>Grazie.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Eminenza Reverendissima, Cardinale Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero e Presidente della Fondazione di diritto pontificio \u201cAiuto alla Chiesa che soffre\u201d Eccellenza Reverendissima, Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati On. 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