{"id":22798,"date":"2012-03-22T18:48:12","date_gmt":"2012-03-22T17:48:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/03\/20120322_terzgreg\/"},"modified":"2012-03-22T18:48:12","modified_gmt":"2012-03-22T17:48:12","slug":"20120322_terzgreg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/03\/20120322_terzgreg\/","title":{"rendered":"Intervento del Ministro Terzi al convegno sul tema della difesa dei diritti umani (Roma, Universit\u00e0 Gregoriana)"},"content":{"rendered":"<p><P>Presidente Adornato,<\/P><br \/>\n<P>Eminenza Reverendissima,<\/P><br \/>\n<P>Signor Rabbino Capo, <\/P><br \/>\n<P>Signor Segretario Generale,<\/P><br \/>\n<P>Presidente Casini,<\/P><br \/>\n<P>Vice-Presidente Tajani,<\/P><br \/>\n<P>ho accolto con grande piacere l\u2019On. Ferdinando Adornato per l\u2019invito a partecipare a questo Convegno organizzato dalla Fondazione liberal-popolare. Ringrazio molto tutti i presenti per l\u2019occasione concessami di ribadire la centralit\u00e0 del tema dei diritti umani e delle libert\u00e0 religiose nella politica estera italiana. <\/P><br \/>\n<P>Il XX secolo \u00e8 stato definito \u201csecolo breve\u201d dallo storico inglese Eric Hobsbawm. Breve perch\u00e9 Hobsbawm individua l\u2019inizio dello scorso secolo nel 1914 con la prima guerra mondiale e la fine nel 1989 con il crollo del Muro di Berlino. E\u2019 una tesi affascinante sulla quale sono stati scritti tanti autorevoli saggi. Ma oggi ci troviamo di fronte a un\u2019altra questione: quando \u00e8 iniziato il XXI secolo?<\/P><br \/>\n<P>Certamente l\u201911 settembre 2001 \u00e8 una data epocale, che ha tragicamente cancellato ogni illusione dell\u2019occidente di vivere in un mondo sicuro. E\u2019 stato un attentato non solo ai valori della civilizzazione occidentale, ma al concetto universale di umanit\u00e0. Perch\u00e9 il terrorismo e il violento fanatismo sono nemici di tutti gli uomini e donne, senza distinzioni di nazionalit\u00e0, cultura, religione o razza. <\/P><br \/>\n<P>Eppure, tornando alla domanda iniziale, mi sono chiesto da dove dovremmo partire, cosa dovremmo fare per consentire alle future generazioni di volgere lo sguardo al passato e poter dire che anche il XXI secolo \u00e8 stato breve; e che non \u00e8 iniziato nel 2001 con il terribile attacco alle torri gemelle e la paura di un insensato scontro di civilt\u00e0; ma qualche anno pi\u00f9 tardi con la progressiva affermazione di un\u2019ecumene &#8211; nel senso letterale del termine, ossia \u201ccasa dove tutti noi abitiamo\u201d- geografica, politica e giuridica, in cui diritti e libert\u00e0 fondamentali siano tutelati e promossi. <\/P><br \/>\n<P>Credo che il 2011, con la primavera araba e le rivoluzioni per la dignit\u00e0 e la democrazia, ci offra l\u2019opportunit\u00e0 di \u201cresettare\u201d l\u2019inizio del secolo. Un secolo che possa seguire il filo rosso di libert\u00e0 e diritti consegnatogli da tanti coraggiosi giovani arabi per orientarlo nel labirinto della storia e porre fine al falso mito dello scontro di civilt\u00e0. Un secolo che, sulla solida base del dialogo e del rispetto reciproco, crei una vasta regione accomunata da valori condivisi. Penso alla regione che si estende dalla comunit\u00e0 euro-atlantica a quella del grande Medio Oriente: da Vancouver a Baghdad, per parafrasare uno slogan di successo delle relazioni internazionali. Un\u2019area enorme in grado di influenzare in un senso pi\u00f9 pluralista e liberale non solo le regioni limitrofe, ma anche quelle geograficamente e culturalmente pi\u00f9 lontane. <\/P><br \/>\n<P>Sono ovviamente consapevole dei limiti di un simile esercizio di proiezione, considerate la fluidit\u00e0, l\u2019incertezza e i rischi dei processi di transizione nei Paesi arabi. Ci\u00f2 anche alla luce delle proteste e talvolta degli scontri che si registrano tuttora in Nord Africa; e soprattutto alla luce degli orribili massacri con i quali il regime siriano si ostina a rigettare brutalmente le coraggiose richieste di libert\u00e0 della popolazione: eccidi che la comunit\u00e0 internazionale non \u00e8 finora riuscita ad arrestare, malgrado gli intensi sforzi compiuti da alcuni Paesi, come il nostro. Confidiamo molto &#8211; e la sosteniamo con convinzione &#8211; nell&#8217;azione dell&#8217;Inviato Speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba, Kofi Annan. <\/P><br \/>\n<P>Non ci illudiamo che vi siano scorciatoie all\u2019affermazione dei diritti umani: la strada \u00e8 lenta, complessa, irta di insidie per quanto segua un percorso di avanzamento abbastanza lineare iniziato con la Dichiarazione Universale del 1948. Non ci illudiamo neanche che sia sufficiente instaurare un sistema democratico perch\u00e9 i diritti siano tutelati. Michael Novak osserva giustamente che \u201cnella democrazia la tirannia della maggioranza non \u00e8 meno pericolosa per le minoranze e per gli individui di quanto lo sia quella di un singolo dittatore\u201d. <\/P><br \/>\n<P>Siamo tuttavia convinti che esista un indicatore, <STRONG>una cartina di tornasole<\/STRONG>, con cui poter verificare via via il rispetto delle libert\u00e0 fondamentali nel grande Medio Oriente. Mi riferisco alla tutela delle minoranze, in particolare di quelle religiose: siano esse cristiane, ebraiche, sciite o di altro credo. Se le minoranze saranno protette nell\u2019ordinamento giuridico come nella vita quotidiana, si potr\u00e0 affermare lo stato di diritto e garantire la sicurezza. Se tale protezione sar\u00e0 invece disattesa, la conseguenza non potr\u00e0 essere che il conflitto e l\u2019impossibilit\u00e0 di assicurare una pace autentica e duratura.<\/P><br \/>\n<P>Purtroppo, lo scenario attuale nel grande Medio Oriente &#8211; e non solo &#8211; non appare incoraggiante. Sono numerosi gli episodi di violenza settaria, che continuano a colpire in modo inaccettabile le minoranze religiose, soprattutto cristiane. Tali vili attacchi sono cos\u00ec diffusi e ripetuti da indurre taluni a osservare amaramente e paradossalmente che le minoranze erano pi\u00f9 tutelate, o comunque meno perseguitate, sotto gli odiosi regimi dittatoriali. Penso ad esempio all\u2019atroce strage della Cattedrale siro-cattolica di Baghdad, dove nel 2010 sono stati uccisi due sacerdoti e pi\u00f9 di cinquanta fedeli riuniti in preghiera. <\/P><br \/>\n<P>Non c\u2019\u00e8 allora da stupirsi se centinaia di migliaia di iracheni abbiano abbandonato l\u2019Iraq dopo la caduta di Saddam; e non pu\u00f2 meravigliare se tale tentazione di esodo sia condivisa da altri cristiani che vivono, e non da ora, nel Medio Oriente. Penso alla difficile situazione che stanno vivendo in Egitto i Copti, contro i quali si sono registrati gravissimi episodi di violenza. Perseguitare e far fuggire componenti vitali della societ\u00e0 mediorientale, come la minoranza cristiana che da secoli contribuisce alla prosperit\u00e0 dei Paesi in cui \u00e8 radicata, rende la regione molto pi\u00f9 vulnerabile di fronte alle minacce estremistiche. Di conseguenza il rischio di ulteriori violenze e discriminazioni aumenta in modo esponenziale. Questo \u00e8 un circolo vizioso che deve essere interrotto al pi\u00f9 presto.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019azione a difesa delle minoranze religiose \u00e8 intesa quindi a tutela della sicurezza e della prosperit\u00e0 della societ\u00e0, oltre che della dignit\u00e0 della persona umana. Ed \u00e8 un\u2019azione che va portata avanti a difesa di ogni minoranza. Siamo peraltro consapevoli che sono i cristiani il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni a causa della propria fede. E\u2019 inquietante per la sua drammatica tragicit\u00e0 l\u2019elenco di violente repressioni contro i cristiani menzionato da <STRONG>Ayaan Hirsi Ali,<\/STRONG> nel suo toccante articolo pubblicato oggi da Liberal. Ha proprio ragione la politica e scrittrice somala, naturalizzata olandese, quando sottolinea che \u201cla tolleranza \u00e8 per tutti, tranne che per gli intolleranti\u201d. <\/P><br \/>\n<P>A livello mondiale, assistiamo ad atti di persecuzione contro i cristiani che non hanno precedenti nella storia, salvo agli inizi del cristianesimo. Come ha tuttavia osservato Papa Benedetto XVI, \u201cla libert\u00e0 religiosa non \u00e8 patrimonio esclusivo dei credenti, ma dell\u2019intera famiglia dei popoli della terra. \u00c8 elemento imprescindibile di uno Stato di diritto; non la si pu\u00f2 negare senza intaccare nel contempo tutti i diritti e le libert\u00e0 fondamentali, essendone sintesi e vertice\u201d. <\/P><br \/>\n<P>Sul piano concreto, per facilitare l\u2019affermazione di una societ\u00e0 pi\u00f9 pluralistica e per favorire incontri -e non scontri- di civilt\u00e0 nel grande Medio Oriente, dobbiamo agire su tre fronti. Anzitutto, sensibilizzando le leadership arabe all\u2019accoglimento nei nuovi ordinamenti costituzionali dei principi riconosciuti dalle Convenzioni internazionali e dalla stessa civilt\u00e0 islamica. In secondo luogo, evitando che siano espulse dalla vita pubblica o marginalizzate le risorse delle minoranze, in particolare di quelle religiose. In terzo luogo, scongiurando il rischio che le differenze di credo siano strumentalizzate per distogliere l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica dai problemi economici. In questo senso \u00e8 anche importante investire nei contatti tra societ\u00e0 civili e nell\u2019educazione religiosa, facendo rimarcare l\u2019insensatezza e l\u2019ignoranza del fanatismo. <\/P><br \/>\n<P>A tale proposito, ricordo che c\u2019\u00e8 un documento proposto dal Grande Imam dell\u2019universit\u00e0 egiziana di Al-Azhar, il cui accoglimento sarebbe di grande aiuto a questa strategia. Mi riferisco alla \u201cCarta per le libert\u00e0 fondamentali\u201d, sottoscritta dalle principali forze politiche egiziane, inclusi i Fratelli musulmani e il movimento Nur, composto da salafiti. La Carta individua <STRONG>quattro libert\u00e0 fondamentali<\/STRONG> per la coesistenza pacifica, tra le quali indica la libert\u00e0 di religione, incluso il diritto all\u2019ateismo, e la libert\u00e0 di espressione. Come ho sottolineato nel colloquio al Cairo con l&#8217;Imam &#8211; che incontrer\u00f2 di nuovo a maggio in Italia &#8211; siamo di fronte a una concezione del tutto compatibile con i valori dell\u2019umanesimo europeo. <\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L\u2019affermazione del pluralismo nella societ\u00e0 mediorientale potrebbe avere un\u2019influenza positiva anche su altri Paesi, come la Nigeria e il Pakistan, in cui si continuano a registrare inaccettabili violenze e discriminazioni contro i cristiani. In questi Paesi dobbiamo essere pi\u00f9 determinati e sostenere quanti hanno il coraggio di prendere posizione in favore dei diritti e della civilt\u00e0, anche a costo di pagare con la vita tali scelte. Ricordo gli assassini di Shahbaz Bhatti e Salman Taseer, rispettivamente Ministro per le minoranze religiose e Governatore della provincia del Punjab, barbaramente uccisi in Pakistan per aver difeso la causa delle minoranze e la vicenda della cristiana Asia Bibi. <\/P><br \/>\n<P>Da queste considerazioni \u00e8 discesa la necessit\u00e0 di una forte azione politica in favore delle libert\u00e0 religiose, che il nostro Paese ha da tempo intrapreso nei contesti internazionali, giovandosi del raccordo tra il Governo, il Parlamento e la societ\u00e0 civile. Ho voluto dare ulteriore impulso a tale azione con una strategia articolata a livello bilaterale e multilaterale. A livello bilaterale, ho sollevato pi\u00f9 volte il tema della tutela delle minoranze religiose nei colloqui con i colleghi stranieri. Non solo per discutere dei grandi principi, ma anche per cercare di risolvere problemi concreti. La scorsa settimana, solo per fare un esempio, ho rappresentato al collega turco le difficolt\u00e0 che incontra la comunit\u00e0 cristiana a Cipro nord nell\u2019esercizio del culto. <\/P><br \/>\n<P>Il Ministero degli Esteri e Roma Capitale hanno inoltre voluto lanciare un chiaro segnale, istituendo un <STRONG>\u201cOsservatorio della libert\u00e0 religiosa\u201d. <\/STRONG>Ai lavori dell\u2019Osservatorio saranno associati esperti, rappresentanti di confessioni religiose, esponenti del mondo scientifico e accademico, rappresentanti di organismi pubblici e privati. Ho chiesto alla<STRONG> <\/STRONG>rete di nostre ambasciate di monitorare la situazione della libert\u00e0 religiosa nei Paesi di accreditamento e di individuare interlocutori stranieri da coinvolgere nei lavori dell\u2019Osservatorio. <\/P><br \/>\n<P>In ambito europeo, stiamo lavorando alacremente perch\u00e9 sia data da Bruxelles maggiore attenzione a questa tematica. Ne ho discusso pochi giorni fa a Copenhagen alla riunione informale dei 27 Ministri degli Esteri. In quell\u2019occasione, ho presentato un\u2019articolata proposta sul tema della libert\u00e0 di religione volta a: <\/P><br \/>\n<P>1. assicurare alla tematica adeguata considerazione e visibilit\u00e0 nel &#8220;piano d&#8217;azione&#8221; europeo sui diritti umani, che sar\u00e0 adottato nei prossimi mesi; <\/P><br \/>\n<P>2. garantire adeguati finanziamenti ai programmi di tutela della libert\u00e0 religiosa, <I>in primis<\/I>, attraverso lo strumento dello European Instrument for Human Rights and Democracy (EIDHR); <\/P><br \/>\n<P>3. considerare prioritarie in ambito <STRONG>ONU<\/STRONG> (Assemblea Generale e Consiglio Diritti Umani) l&#8217;adozione di risoluzioni dell\u2019Unione Europea e altre iniziative sulla libert\u00e0 religiosa; <\/P><br \/>\n<P>4. innalzare i vari strumenti e documenti elaborati in materia di libert\u00e0 di religione allo status di &#8220;Linee-guida dell\u2019Unione Europea&#8221;, cos\u00ec da dare organicit\u00e0 e visibilit\u00e0 alla tematica, come avviene per altre priorit\u00e0 dell\u2019Unione in materia di diritti umani (quali la pena di morte, la violenza sulle donne, i diritti del fanciullo, i difensori dei diritti umani).<\/P><br \/>\n<P>Constatiamo con soddisfazione quanto sia cresciuta la sensibilit\u00e0 europea a questo tema e come il nostro ruolo di indirizzo e riferimento sia riconosciuto e apprezzato dai partner europei. L\u2019Italia chiede per\u00f2 un impegno ancor pi\u00f9 visibile e concreto all\u2019Europa. Chiediamo all\u2019Unione di far sentire di pi\u00f9 la sua voce in favore delle libert\u00e0 religiose in quei Paesi che usufruiscono dei nostri aiuti finanziari, ma che non fanno abbastanza per porre fine a atti discriminatori contro le minoranze religiose. <\/P><br \/>\n<P>In ambito <STRONG>Nazioni Unite<\/STRONG>, abbiamo contribuito in modo sostanziale all\u2019adozione della Risoluzione contro ogni forma di intolleranza e discriminazione religiosa, promossa dall\u2019UE e adottata dall\u2019Assemblea Generale nel dicembre scorso. Grazie alla nostra azione, la risoluzione contiene elementi che richiamano l\u2019aumento di episodi di violenza contro le minoranze religiose e il dovere di ogni Stato di esercitare la massima vigilanza per prevenirli e punirne i responsabili. Analoga iniziativa sar\u00e0 presentata dall&#8217;Unione Europea nella sessione in corso del Consiglio Diritti Umani.<\/P><br \/>\n<P>Ci sono quindi segnali che ci inducono a guardare il futuro con fiducia. Ravviso inoltre nell\u2019odierna partecipazione di tre eminenti rappresentanti delle tre religioni monoteiste un segno molto incoraggiante. La vostra autorevole presenza conferma la consapevolezza che le differenze non devono costituire l\u2019alibi per rallentare le dinamiche del dialogo. I politici della pace, come gli autentici religiosi, individuano nel dialogo una necessit\u00e0 vitale e lo strumento essenziale per arrestare le pericolose forze della contrapposizione. La diplomazia italiana, che si contraddistingue per l\u2019attitudine alla mediazione, continuer\u00e0 ad adoperarsi per favorire e promuovere tale comprensione reciproca.<\/P><br \/>\n<P>Vorrei concludere con un aneddoto. Quando Picasso dipinse la giovane Gertrude Stein, la ritrasse come una signora matura. Agli amici che notavano che il ritratto non era somigliante alla Stein, il Maestro rispondeva: \u201c<STRONG>lo diventer\u00e0<\/STRONG>\u201d. Io non ho la stessa preveggenza del geniale artista spagnolo; ma sono convinto che se l\u2019Italia continuer\u00e0 a lavorare con tale intensit\u00e0 e tale unit\u00e0 di intenti in favore dei diritti umani e delle libert\u00e0 religiose, potr\u00e0 contribuire a far maturare le condizioni per creare una grande comunit\u00e0 accomunata da valori universali, come quello del rispetto della centralit\u00e0 dell\u2019individuo e delle minoranze. In tal caso avremo consegnato alle future generazioni un secolo forse altrettanto breve, ma di sicuro molto pi\u00f9 tollerante, civile e pacifico di quello precedente.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Presidente Adornato, Eminenza Reverendissima, Signor Rabbino Capo, Signor Segretario Generale, Presidente Casini, Vice-Presidente Tajani, ho accolto con grande piacere l\u2019On. 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