{"id":22807,"date":"2012-03-13T15:15:49","date_gmt":"2012-03-13T14:15:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/03\/20120313_terzi_promozionedirittiumani\/"},"modified":"2012-03-13T15:15:49","modified_gmt":"2012-03-13T14:15:49","slug":"20120313_terzi_promozionedirittiumani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interventi\/2012\/03\/20120313_terzi_promozionedirittiumani\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervento"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)<\/EM><\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>Sono molto lieto di dare a tutti voi il benvenuto alla Farnesina per l\u2019inaugurazione del secondo ciclo di incontri promossi dal Comitato Interministeriale per i Diritti Umani sul tema \u201cLa promozione dei diritti umani: dalla teoria alla pratica\u201d.<\/P><br \/>\n<P>Sono grato al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Professoressa Elsa Fornero, all\u2019On. Jean-L\u00e9onard Touadi, membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, cos\u00ec come a tutti gli illustri relatori che hanno aderito all\u2019iniziativa. <\/P><br \/>\n<P>Saluto la d.ssa Barbara Terenzi, coordinatrice del Comitato per la Promozione e Protezione dei Diritti Umani, principale rete delle organizzazioni non governative italiane attive nel settore dei diritti fondamentali, e la d.ssa Ginella Vocca, presidente di \u201cMedFilm Festival\u201d, che anche in questa edizione ha assicurato il suo importante contributo alla buona riuscita dell\u2019iniziativa.<\/P><br \/>\n<P>Ringrazio il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani ed in particolare i tirocinanti, il cui impegno ha reso possibile questa iniziativa.<\/P><br \/>\n<P>Ringrazio soprattutto voi, studenti delle Universit\u00e0 di Roma. E\u2019 incoraggiante vedere il vostro entusiasmo nell\u2019avvicinarvi ai temi della promozione dei diritti fondamentali.<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>\u201cNon vi \u00e8 libert\u00e0 ogni qualvolta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l&#8217;uomo cessi di essere persona e diventi cosa\u201d. Queste parole, tanto semplici quanto profonde, tra poco compiranno 250 anni. Cesare Beccaria le ha usate per condannare senza appello l\u2019uso della tortura. I suoi argomenti, sia sul piano teorico che su quello pratico, sono tuttora inconfutabili. <\/P><br \/>\n<P>Era il 1786, quando in Italia, per la prima volta al mondo, uno Stato, il Granducato di Toscana, cancell\u00f2 completamente dal suo ordinamento la pena di morte. <\/P><br \/>\n<P>Questi due fatti, tratti dalla storia rispettivamente della cultura e delle istituzioni del nostro Paese, dimostrano come nella societ\u00e0 italiana sia profondamente radicato un umanesimo genuino, che poggia su solide fondamenta classiche e cristiane, su diffuse convinzioni di matrice liberale e solidaristica. <\/P><br \/>\n<P>Non sarebbe bastato per\u00f2 un intellettuale come Cesare Beccaria, se non ci fosse stato un governato come il Granduca Pietro Leopoldo. Il valore intrinseco della persona e la dignit\u00e0 intangibile di ogni essere umano devono s\u00ec essere affermate, ma soprattutto attuate. Norme precise, applicate da istituzioni credibili, debbono concretizzare i principi sanciti dalla Costituzione. Soprattutto sul piano interno. Pi\u00f9 che in altri ambiti, nel campo dei diritti umani quello che facciamo a casa nostra deve essere rigorosamente coerente con la nostra azione esterna. Chi vuole essere ascoltato deve mettere in pratica i valori che proclama. <\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>I diritti umani appartengono al patrimonio genetico della politica estera italiana. Assieme a democrazia e Stato di diritto, cui sono intimamente collegati, essi sono il fondamento ideale della nostra societ\u00e0 e del rapporto tra cittadini e istituzioni. Coerentemente, la nostra Carta fondamentale stabilisce il fine ultimo della proiezione esterna dell\u2019Italia: \u201cun ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni\u201d <\/P><br \/>\n<P>La \u201cgiustizia tra le nazioni\u201d era in passato interpretata come un mero equilibrio di interessi tra Governi. Da tempo non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Gli interessi nazionali esistono ancora. Il primo compito della nostra diplomazia \u00e8 ancora quello di promuoverli, con ogni strumento lecito, anche nelle loro pi\u00f9 concrete dimensioni economiche e politiche. <\/P><br \/>\n<P>La nostra prosperit\u00e0 e il nostro prestigio dipendono tuttavia in maniera determinante dalla sicurezza regionale e globale. E questa, a sua volta, \u00e8 funzione della soddisfazione delle legittime aspettative di sviluppo, di libert\u00e0 e di dignit\u00e0 di tutti i popoli. In altri termini, affermando i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto, possiamo combattere in maniera pi\u00f9 efficace le cause profonde delle minacce alla sicurezza internazionale. Questo legame \u00e8, d\u2019altra parte, ben rappresentato dai cosiddetti tre pilastri del sistema delle Nazioni Unite: pace, sviluppo e diritti umani, tra i quali vi \u00e8 necessariamente un rapporto non solo di interdipendenza ma anche di rafforzamento reciproco.<\/P><br \/>\n<P>Non si deve tuttavia pensare che questi concetti siano solo l\u2019espressione di pulsioni ideali. E\u2019 anche un nostro preciso interesse che i popoli nostri vicini possano godere dei benefici dello Stato di diritto e della democrazia ed aspirare pacificamente alla \u201cricerca della felicit\u00e0\u201d, secondo la modernissima espressione della Dichiarazione di indipendenza americana. Non tenere conto di questa realt\u00e0 \u2013 peraltro dimostrata con imperiosa evidenza dagli esiti della \u201cPrimavera araba\u201d &#8211; \u00e8 doppiamente sbagliato: perch\u00e9 non \u00e8 giusto e perch\u00e9 non ci conviene.<\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>proprio perch\u00e9 i diritti umani sono iscritti nel patrimonio genetico della nostra politica estera, le istituzioni, la societ\u00e0 civile, il mondo della cultura del nostro Paese esprimono delle sensibilit\u00e0 particolari. E &#8211; in forza di quella coerenza tra dimensione interna ed esterna dei diritti fondamentali cui accennavo poc\u2019anzi \u2013 tali sensibilit\u00e0 si traducono in priorit\u00e0 della nostra azione anche a livello internazionale. Cito alcune aree in cui l\u2019Italia mantiene un profilo particolarmente elevato: la libert\u00e0 di religione; la campagna contro la pena di morte; i diritti delle donne, con la campagna contro le mutilazioni genitali femminili; i diritti dei fanciulli, soprattutto nei conflitti armati.<\/P><br \/>\n<P>Al riguardo, vorrei ricordare qualche risultato concreto del nostro impegno. In primo luogo la moratoria della pena di morte. L\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato nel 2007, su forte impulso dell\u2019Italia, una risoluzione, votata da 104 Stati. I voti a favore sono diventati 106 nel 2008 e 109 nel 2010, mentre, dato ancor pi\u00f9 significativo, quelli contrari sono diminuiti da 54 a 41, confermando l\u2019esistenza di una chiara tendenza internazionale contraria alla pena di morte. Stiamo ora lavorando per presentare nel prossimo autunno una nuova risoluzione, che ci avvicini ulteriormente all\u2019obiettivo ultimo dell\u2019abolizione universale. E&#8217; una dimostrazione chiara di quanto sia importante agire con continuit\u00e0, perch\u00e9 in questo modo si consolida un patrimonio di credibilit\u00e0 sia nei confronti dell\u2019opinione pubblica nazionale che nei consessi internazionali. <\/P><br \/>\n<P>Vorrei aggiungere un altro esempio, preso dall\u2019attualit\u00e0 di questi giorni. E\u2019 attesa per domani la primissima sentenza della Corte Penale Internazionale. L\u2019imputato \u00e8 Thomas Lubanga, accusato di aver arruolato bambini soldato nella Repubblica Democratica del Congo. A prescindere dal verdetto, il fatto importante \u00e8 che la Corte esista e funzioni. Il contributo italiano per questo risultato \u00e8 stato fondamentale. Lo statuto della Corte \u00e8 stato firmato il 17 novembre 1998 proprio qui a Roma, in riconoscimento del fortissimo impegno dell\u2019Italia. Si decide su un crimine di guerra particolarmente odioso, l\u2019arruolamento dei bambini soldato. Si calcola che pi\u00f9 di 300.000 minori siano costretti a combattere nei conflitti armati che si svolgono in varie regioni del mondo, sia negli eserciti governativi che nei gruppi armati. L\u2019azione del nostro Paese alle Nazioni Unite ha contribuito a rendere ancora pi\u00f9 cogente il divieto di una simile pratica aberrante.<\/P><br \/>\n<P>Un ultimo esempio: si calcola che circa 135 milioni di donne e bambine nel mondo siano state sottoposte a mutilazioni genitali. Ogni anno sono circa 3 milioni le potenziali nuove vittime (pi\u00f9 di 8.000 al giorno), soprattutto bambine fino al quindicesimo anno di et\u00e0. Da qui, il forte impegno italiano affinch\u00e9 i paesi africani presentino in Assemblea Generale una risoluzione contro tale pratica.<\/P><br \/>\n<P>Non bisogna tuttavia cadere in un equivoco, purtroppo piuttosto diffuso. Seguire delle priorit\u00e0 non significa stabilire una gerarchia di valori. I diritti umani hanno una natura intrinsecamente universale e costituiscono un <I>corpus<\/I> unitario, inderogabile e indivisibile. In termini pi\u00f9 concreti: la libert\u00e0 di religione non pu\u00f2 andare disgiunta dal diritto alla libert\u00e0 di espressione e di riunione. E l\u2019insieme dei diritti civili e politici \u00e8 a sua volta inscindibile dal riconoscimento dei diritti economici, sociali e culturali. <\/P><br \/>\n<P>Signore e Signori,<\/P><br \/>\n<P>dall\u2019interdipendenza tra i diritti umani consegue la necessit\u00e0 di una strategia condivisa tra i vari attori, che sono interessati a difenderli e a promuoverli. A livello internazionale, questo significa lavorare per aggregare un consenso nei fori multilaterali. E\u2019 un\u2019attivit\u00e0 complessa ed appassionante, che costituisce l\u2019essenza stessa della diplomazia di oggi. Al di fuori della luce dei riflettori, si ricercano quotidianamente equilibri tra sensibilit\u00e0 diverse, in modo da agglutinare un consenso, che contribuisce in maniera determinante a fare avanzare la prassi internazionale e, nel lungo periodo, le regole giuridicamente vincolanti.<\/P><br \/>\n<P>La costruzione del consenso parte dai Paesi cosiddetti \u201clike-minded\u201d, quelli che ci sono pi\u00f9 vicini per storia, cultura e sensibilit\u00e0. E per l\u2019Italia i partner dell\u2019Unione Europea e le sue istituzioni sono i naturali punti di riferimento da cui prendere le mosse. Solo la dimensione europea mette in campo un peso politico e negoziale necessario per condurre su scala globale una politica dei diritti umani efficace. Nello stesso tempo, andando ad incidere su valori fondamentali per la vita di ogni singola persona, un impegno visibile e concreto in tale ambito rafforza, anche nelle opinioni pubbliche degli altri Paesi, la percezione del ruolo crescente &#8211; ed altamente positivo &#8211; dell\u2019Unione Europea nelle relazioni internazionali. Per dare un\u2019idea concreta della portata di questa realt\u00e0, l\u2019Unione intrattiene \u201cdialoghi strutturati\u201d sui diritti umani con ben 46 Paesi. Dall\u2019anno scorso, sono state elaborate 103 \u201cstrategie-paese\u201d, con l&#8217;obiettivo di raccogliere in un unico documento tutte le informazioni e le misure concrete di cooperazione e di monitoraggio sui diritti umani in tutti i Paesi terzi.<\/P><br \/>\n<P>In questi mesi stiamo inoltre lavorando alla &#8220;revisione strategica&#8221; della politica dei diritti umani, avviata alla fine del 2011 dall\u2019Alto Rappresentante Catherine Ashton. L\u2019Italia \u00e8 stata protagonista fin dall\u2019inizio di questo esercizio.<\/P><br \/>\n<P>Per illustrare come si svolge in pratica la nostra azione in ambito europeo, vorrei portare ad esempio un aspetto che mi sta particolarmente a cuore, quello della difesa e della promozione della libert\u00e0 di religione e di credo. Numerosi episodi di violenza settaria hanno purtroppo colpito diverse minoranze religiose, prevalentemente cristiane, in Africa, in Medio Oriente e in Asia. Il Medio Oriente, in particolare, \u00e8 la culla del Cristianesimo. Comunit\u00e0 cristiane prospere e numerose hanno continuato fino ad oggi ad arricchire la politica, la societ\u00e0 e la cultura. In taluni dei Paesi di quella regione, tuttavia, professare una religione o scegliere di non professarne nessuna oppure convertirsi ad un credo diverso sono tuttora cause di discriminazione, quando non costituiscono addirittura dei reati perseguiti anche con pene pesantissime. E\u2019 evidente che marginalizzare o discriminare componenti vitali della societ\u00e0 mediorientale rende l\u2019intera regione mediterranea pi\u00f9 vulnerabile di fronte alle minacce estremistiche. L\u2019impatto sulla sicurezza globale \u00e8 enorme.<\/P><br \/>\n<P>La difesa e la promozione della libert\u00e0 di religione assumono quindi una rilevanza fondamentale e l\u2019Italia li sostiene in maniera convinta e determinata. Per arrivare a costruire dei risultati concreti, siamo partiti dall\u2019Unione Europea. Abbiamo lavorato affinch\u00e9 i 27 presentassero una risoluzione da adottare nella sessione attualmente in corso del Consiglio Diritti Umani a Ginevra. In parallelo &#8211; ne abbiamo discusso proprio pochi giorni fa alla riunione informale dei 27 Ministri degli Esteri, la cosiddetta \u201cGymnich\u201d, di Copenhagen &#8211; stiamo lavorando affinch\u00e9 ci sia maggiore attenzione a questa tematica sul piano politico. Al tempo stesso, propugniamo un impegno pi\u00f9 concreto da parte delle strutture europee, attraverso, ad esempio, un utilizzo mirato delle risorse finanziarie dell\u2019Unione che favorisca il dialogo interculturale e inter-religioso e sostenga le comunit\u00e0 colpite da attacchi o da discriminazioni. <\/P><br \/>\n<P>Cari studenti,<\/P><br \/>\n<P>concludo con l\u2019auspicio che &#8211; come i vostri predecessori della precedente edizione di questa iniziativa \u2013 si possa trarre il migliore profitto dal ciclo di seminari che vi accingete a iniziare.<\/P><br \/>\n<P>Spero che le innovazioni apportate (in particolare l\u2019enfasi sulla dimensione europea, di cui ho sottolineato l\u2019importanza) stimolino il vostro interesse e la vostra curiosit\u00e0.<\/P><br \/>\n<P>A voi tutti, quindi, il mio pi\u00f9 caloroso augurio di buon lavoro.<\/P>Grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato) Signore e Signori, Sono molto lieto di dare a tutti voi il benvenuto alla Farnesina per l\u2019inaugurazione del secondo ciclo di incontri promossi dal Comitato Interministeriale per i Diritti Umani sul tema \u201cLa promozione dei diritti umani: dalla teoria alla pratica\u201d. Sono grato al Ministro del Lavoro e [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-22807","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22807"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22807\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}