{"id":22884,"date":"2021-02-02T09:26:45","date_gmt":"2021-02-02T08:26:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2021\/02\/del-re-un-accesso-libero-per-gli-aiuti-ai-profughi-avvenire\/"},"modified":"2021-02-02T09:26:45","modified_gmt":"2021-02-02T08:26:45","slug":"del-re-un-accesso-libero-per-gli-aiuti-ai-profughi-avvenire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2021\/02\/del-re-un-accesso-libero-per-gli-aiuti-ai-profughi-avvenire\/","title":{"rendered":"Del Re: \u00abUn accesso libero per gli aiuti ai profughi\u00bb (Avvenire)"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia chiede accesso umanitario ampio e senza riserve nel Tigrai attraverso la Vice Ministra agli Affari Esteri e alla\u00a0Cooperazione\u00a0internazionale\u00a0Emanuela Del Re. E dall&#8217;Etiopia, dopo giorni di smentite, arrivano le prime aperture. Tutte da verificare nei prossimi giorni, ma la pressione internazionale per l&#8217;apertura agli operatori umanitari \u00e8 diventata forte su Addis Abeba. Prima l&#8217;intervento una decina di giorni fa di Josep Borrell per l&#8217;Ue che ha sospeso 88 milioni di euro di aiuti al Paese africano subordinandoli all&#8217;evoluzione umanitaria, poi la preoccupazione per il precipitare della situazione espressa la settimana scorsa da Londra e poi da Parigi. Intanto l&#8217;Alto commissario delle Nazioni Unite peri rifugiati Filippo Grandi prosegue la pressione sul governo federale per entrare nei campi profughi di Hitsats e Shimelba. Quindi l&#8217;amministrazione Biden che da una parte ha intimato all&#8217;Eritrea di ritirarsi immediatamente dal Tigrai (Asmara ha smentito la presenza di proprie truppe, ndr) dall&#8217;altra con la nuova\u00a0ambasciatrice\u00a0in Etiopia ha teso una mano ad Abiy Ahmed affermando che il conflitto \u00e8 stato provocato dal Tplf. Ora l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>\u00abRiteniamo fondamentale e urgente rafforzare lo staff delle Nazioni Unite e di altri partner umanitari in Tigrai &#8211; dichiara la viceministra Del Re &#8211; per ampliarne la capacit\u00e0 operativa. Siamo pronti a organizzare nuovi aiuti in particolare in campo sanitario con il concorso della Croce Rossa. Chiediamo il sostegno del governo etiope per ottenere le autorizzazioni necessarie. In virt\u00f9 della lunga amicizia con Addis Abeba, nostro primo partner subsahariano, sappiamo che occorre muoversi con pragmatismo. E la priorit\u00e0 va data all&#8217;assistenza e alla protezione umanitaria urgentemente necessarie in tutte le aree e popolazioni colpite dal conflitto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come valuta la situazione umanitaria? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abComplessa e preoccupante. Le organizzazioni umanitarie non hanno la possibilit\u00e0 di raggiungere le zone centrali e occidentali della regione e sappiamo che due campi di rifugiati eritrei sono inaccessibili. E dove si \u00e8 riusciti a entrare, l&#8217;accesso \u00e8 stato limitato alle vie principali del capoluogo Macall\u00e8. Per cercare di passare bisogna affrontare una burocrazia complicata e questo rallenta il loro lavoro. Perci\u00f2, lo ripeto, abbiamo chiesto all&#8217;Etiopia di lanciare un messaggio forte al mondo nel garantire un accesso umanitario ampio e senza riserve, in linea con i principi e gli standard internazionali. Occorre creare un flusso costante e consistente di aiuti e proteggere rifugiati e sfollati. Mai come questa volta permettere l&#8217;accesso \u00e8 una scelta politica particolarmente positiva\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come ha risposto l&#8217;Etiopia all&#8217;appello italiano di apertura del Tigrai? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon segnali incoraggianti. Avevo gi\u00e0 avuto un colloquio con la coordinatrice degli aiuti, la ministra della Pace Muferita Kamil prospettando le nostre difficolt\u00e0 nel mandare aiuti concreti. Ho appena parlato con Redwan Hussien, ministro di Stato agli Affari Esteri dell&#8217;Etiopia, per aggiornarlo sugli aiuti che manderemo. Spero che nelle prossime ore ci siano sviluppi concreti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa la preoccupa in particolare? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe violenze interetniche, la situazione degli sfollati e la fuga dei profughi in Sudan. E il collasso del settore sanitario nella regione, con numerosi ospedali che segnalano carenze di beni e personale e che incontrano crescenti difficolt\u00e0 nel venire in aiuto delle persone colpite dal conflitto o da malattie croniche\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I rapporti sono drammatici e mettono il dito nella piaga dei ritardi degli aiuti.. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abTamponare l&#8217;emergenza umanitaria \u00e8 prioritario, poi va costruito un futuro di pace. In vista della missione del ministro\u00a0degli Esteri\u00a0finlandese Haavisto che su incarico di Borrell si recher\u00e0 ad Addis Abeba e a Khartum, in stretto coordinamento con i partner europei, noi continuiamo a intensificare gli sforzi diplomatici\u00bb.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Italia chiede accesso umanitario ampio e senza riserve nel Tigrai attraverso la Vice Ministra agli Affari Esteri e alla\u00a0Cooperazione\u00a0internazionale\u00a0Emanuela Del Re. 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