{"id":22891,"date":"2021-01-11T11:36:04","date_gmt":"2021-01-11T10:36:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2021\/01\/del-re-make-america-and-the-world-breathe-again-cosa-ci-insegna-l-assalto-al-congresso-limes\/"},"modified":"2021-01-11T11:36:04","modified_gmt":"2021-01-11T10:36:04","slug":"del-re-make-america-and-the-world-breathe-again-cosa-ci-insegna-l-assalto-al-congresso-limes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2021\/01\/del-re-make-america-and-the-world-breathe-again-cosa-ci-insegna-l-assalto-al-congresso-limes\/","title":{"rendered":"Del Re, \u201cMake America (and the world) breathe again: cosa ci insegna l\u2019assalto al Congresso\u201d (Limes)"},"content":{"rendered":"<p>I fatti di Capitol Hill confermano la necessit\u00e0 di una riconciliazione nazionale. Per gli Stati Uniti \u00e8 un passo difficile, ma i presupposti ci sono. L\u2019Europa pu\u00f2 fare d\u2019avanguardia. La dolorosa esperienza del Sudafrica come modello.<\/p>\n<p><strong>Siamo e resteremo sempre alleati storici degli Usa, principale democrazia del mondo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Siamo stati e siamo sempre parte fortemente attiva, anche attraverso la presenza dell\u2019industriosa comunit\u00e0 italoamericana,<\/strong>\u00a0dello sviluppo del paese. Impossibile non essere attratti e ipnotizzati dalla cultura statunitense, che si diffonde nel pianeta attraverso i film, le serie televisive, la musica, lo sport. Ci siamo \u201camericanizzati\u201d consapevolmente nel tempo, affascinati da un paese apparentemente sicuro di s\u00e9, con risposte pronte e sempre molto nette di fronte a tutte le problematiche.<\/p>\n<p><strong>Una certezza che si riflette nella terminologia politica e nel linguaggio comune,<\/strong>\u00a0che vede il termine \u201cgrande\u201d declinato in tutti gli aspetti della vita quotidiana americana, dai supermercati con le confezioni giganti all\u2019Esercito, definito \u201cil pi\u00f9 potente\u201d del mondo. Quando i politici ricorrono al termine \u201c<i>great<\/i>\u201d, l\u2019argomentazione diventa convincente per molti americani. Non a caso Trump ha usato come primo slogan \u201c<i>Make America Great Again<\/i>\u201d, un capolavoro politico.<\/p>\n<p><strong>Per lungo tempo ho tenuto presso La Sapienza un corso su stereotipi e discorso politico americani,<\/strong>\u00a0intendendo per americani gli Stati Uniti, un aggettivo che nel tempo \u00e8 diventato sinonimo pi\u00f9 degli Usa che non del continente nel suo complesso. Un corso molto frequentato anche perch\u00e9 utilizzavo l\u2019analisi dei film e delle serie televisive per spiegare la societ\u00e0 americana: da \u201cDo the right thing\u201d di Spike Lee a \u201cFalling down\u201d di Joel Shumacher a \u201cMinority Report\u201d di Spielberg, ma anche la serie che in italiano si intitola \u201cWilly il principe di Bel Air\u201d e molti altri esempi pi\u00f9 recenti.<\/p>\n<p><strong>Emergeva via via il ritratto di una societ\u00e0 estremamente complessa,<\/strong>\u00a0tanto complessa da riuscire a trovare magicamente un equilibrio. Un equilibrio sostenuto soprattutto dalla grande capacit\u00e0 moralizzatrice di tutta questa comunicazione popolare in cui ogni film, ogni puntata di serie televisiva, si conclude con un insegnamento morale, un\u2019indicazione comportamentale che penetra subliminalmente, lasciando forte traccia spesso\u00a0negli ambienti pi\u00f9 insospettabili. Nel contesto americano i punti fermi della morale collettiva del paese sono messi ben in chiaro proprio come patrimonio comune, fin da quando i bambini imparano a memoria a scuola il discorso che Abramo Lincoln fece a Gettysburg nel 1863 (ricordate le strisce di Charlie Brown?).<\/p>\n<p><strong>Quando presentavo \u201cJurassic Park\u201d di Spielberg agli studenti come esempio di questo grande intento moralizzatore,<\/strong>\u00a0essi restavano stupiti, all\u2019inizio, chiedendosi cosa mai potesse esserci di moraleggiante nei dinosauri. Eppure, il film \u00e8 l\u2019esempio secondo me pi\u00f9 emblematico del meccanismo di passaggio subliminale di valori condivisi (leggi: da accettare) nascosti nel modo in cui il regista distribuisce i ruoli tra gli umani \u2013 donne, uomini, buoni, cattivi, bianchi, neri eccetera \u2013 di fronte all\u2019immancabile nemico, in questo caso il T-Rex e affini.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 una decisione facile da prendere, perch\u00e9 fare un simile passo per un paese come gli Stati Uniti<\/strong>\u00a0vorrebbe dire ammettere che le istituzioni, di qualunque colore politico, non sono riuscite a risolvere spaccature interne alla societ\u00e0 con i normali strumenti a disposizione, che per capire quali sono gli errori, di chi sono le responsabilit\u00e0, bisognerebbe istituire un nuovo organo preposto. Questo significherebbe entrare nelle maglie della societ\u00e0, nei suoi meandri pi\u00f9 profondi, nelle dialettiche di quartiere, nelle province pi\u00f9 remote, nei \u201cghetti\u201d e allo stesso tempo nelle dinamiche delle \u00e9lite. Ammettere che \u201c<i>black lives matter<\/i>\u201d non \u00e8 una reazione all\u2019uccisione di George Floyd nel 2020, ma rappresenta un aspetto irrisolto di una questione sociale molto seria, anche perch\u00e9 il Movimento era gi\u00e0 attivo nel 2013, nato a causa di morti simili a quella di George. Non a caso c\u2019\u00e8 chi sostiene che sarebbero necessarie molte commissioni, perch\u00e9 le realt\u00e0 sociali sono diversificate e meritano risposte\u00a0<i>ad hoc<\/i>.<\/p>\n<p><strong>Istituire una Truth and Reconciliation Commission non sarebbe una decisione agevole,<\/strong>\u00a0anche perch\u00e9 secondo alcuni potrebbe mettere in discussione il ruolo stesso degli Usa nel mondo. Non sarebbe semplice mostrare tutte le debolezze interne apertamente, ammettere che queste sono strutturali, soprattutto nella coesione sociale. Non sarebbe facile per gli Usa, e non lo sarebbe per nessun paese.<\/p>\n<p><strong>Conosco bene il caso della Truth and Reconciliation Commission del Sudafrica,<\/strong>\u00a0che peraltro viene richiamata da tutti coloro che vorrebbero un\u2019esperienza simile negli Stati Uniti. La Commissione fu creata all\u2019indomani della fine dell\u2019Apartheid. Chiunque ritenesse di essere stato vittima di violenza o abusi poteva rivolgersi a essa per essere ascoltato. I perpetratori potevano essi stessi testimoniare chiedendo di essere amnistiati. La Commissione fu creata con la legge Promotion of National Unity and Reconciliation (Act 34 del 1995). Per comprenderne l\u2019impronta basta ricordare che il presidente della Commissione era Desmond Tutu.<\/p>\n<p><strong>Fu un processo molto doloroso, con audizioni trasmesse in televisione.<\/strong>\u00a0Un processo funzionale alla transizione che il paese stava affrontando, che viene oggi in genere ritenuto positivo. Io che avevo seguito come osservatrice elettorale per l\u2019Ue nel 1994 in Sudafrica le prime elezioni multietniche \u2013 e vi ero stata pi\u00f9 volte, soprattutto nelle\u00a0<i>townships<\/i>\u00a0\u2013 conosco bene cosa volesse dire la parola riconciliazione in quel paese dilaniato da mille ingiustizie e ho fortemente creduto nel significato della Commissione in quel momento storico. Peraltro, il Sudafrica non \u00e8 il solo esempio, perch\u00e9 di commissioni analoghe ne sono state create molte nel mondo: dalla Tunisia al Cile, al Gambia, al Per\u00f9, alla Liberia.<\/p>\n<p><strong>Il Canada istitu\u00ec nel 2008 una commissione per investigare sugli abusi contro gli alunni nativi indiani-americani<\/strong>\u00a0negli studentati del paese, forzati all\u2019assimilazione e altro. Nel 2004 gli stessi Stati Uniti hanno istituito a livello locale la Greensboro Truth and Reconciliation Commission, rimasta in carica fino al 2006 allo scopo di investigare sul cosiddetto massacro di Greensboro del 1979, e la Maine Wabanaki-State Truth and Reconciliation Commission, per investigare le problematiche connesse alle condizioni dei bambini presso le popolazioni native indiane-americane Wabanaki.<\/p>\n<p><strong>Il grado di efficacia delle commissioni in Africa e in America Latina<\/strong>\u00a0\u2013 istituite all\u2019indomani della caduta di regimi, in fase di transizione dopo guerre civili o altro \u2013 varia. Il caso del Sudafrica oggi rappresenta lo standard ed \u00e8 per questo che viene continuamente richiamato nella discussione negli Usa, sebbene sappiamo che quella Commissione fu istituita dopo una svolta epocale nel paese, che aveva visto sconfitto un sistema basato sull\u2019ingiustizia, che vedeva tutte le istituzioni coinvolte e una legislatura che legittimava tale sistema.<\/p>\n<p><strong>Sono tanti gli americani che invocano oggi una Commissione per la verit\u00e0 e la riconciliazione negli Usa.<\/strong>\u00a0Troppi gli episodi accumulati, dicono, che non sono stati adeguatamente affrontati e quindi hanno lasciato un malessere sociale dietro di s\u00e9. Non si tratta solo di Trump, di elezioni. Si tratta, dicono molti, di un complesso di accadimenti \u2013 rappresentativi di divisioni nella societ\u00e0 \u2013 che devono essere analizzati e discussi, in cui il dialogo tra le parti sociali deve essere protagonista, con l\u2019ascolto, il coraggio di esporre i fatti e poi maturare una consapevolezza e una decisione. Si tratterebbe insomma di un processo riparativo, come quello portato avanti da anni nell\u2019Irlanda del Nord. Emerge che la questione sta nello scopo e nella metodologia della commissione: lo scopo sarebbe quello di intraprendere un percorso di cura sociale e la metodologia dovrebbe essere mirata a far sviluppare un vero incontro tra le parti per risolvere alcune questioni strutturali alla radice.<\/p>\n<p><strong>In rete vi sono moltissime riflessioni di statunitensi su come affrontare le ineguaglianze,<\/strong>\u00a0come rispondere alle istanze di chi si sente vittima. Non basta il National Museum of African American History and Culture di Washington a ridare alla popolazione nera americana la dignit\u00e0 culturale che merita. Restituire alle minoranze \u2013 tra queste anche i 500 mila senzatetto per esempio \u2013 un ruolo sociale che crei attorno a loro uno scudo di protezione e riconoscimento, in un contesto criticato per non avere un sistema di sanit\u00e0 pubblica e in cui la qualit\u00e0 delle scuole dipende da quanto chi le frequenta \u00e8 in grado di pagare. Tra queste minoranze, vi sono anche i suprematisti bianchi, gli estremisti neonazisti, i QAnon. Se non si conoscono le loro istanze, i loro linguaggi, le loro forme di comunicazione e soprattutto gli stili di vita, non si possono contrastare le loro politiche razziste, complottiste, distruttive.<\/p>\n<p><strong>Gli eventi terribili e pericolosissimi di Capitol Hill mi fanno riflettere sul futuro degli Usa.<\/strong>\u00a0Non verr\u00e0 mai meno la mia fiducia nel popolo americano inteso come grande agglomerato collettivo riunito attorno a valori come quelli della Dichiarazione d\u2019indipendenza del 1776 che include la \u201cricerca della felicit\u00e0\u201d come diritto inalienabile, e sono certa che gli Stati Uniti troveranno un nuovo equilibrio. Il problema ora \u00e8 riallineare il baricentro alla luce dei movimenti tellurici avvenuti negli ultimi anni. Non possiamo ignorare l\u2019insegnamento di Foucault, ovvero che il mondo gira.<\/p>\n<p><strong>Ma il futuro degli Usa \u00e8 anche il nostro.<\/strong>\u00a0Il caso americano presenta specificit\u00e0, ma riflette una crisi pi\u00f9 generale dell\u2019Occidente, in cui \u00e8 emerso negli ultimi anni uno stato di sofferenza della politica. Sempre pi\u00f9 gli establishment politici delle liberaldemocrazie vengono messi di fronte a sfide complesse della contemporaneit\u00e0, che consistono soprattutto nella capacit\u00e0 di trovare risposte alle istanze di tutti \u2013 non solo sul piano nazionale. Consapevoli che tali scelte incidono sempre pi\u00f9 nella vita quotidiana di ciascuno di noi.<\/p>\n<p><strong>Alla prova del Covid-19 le leadership occidentali si sono dovute organizzare per affrontare l\u2019emergenza<\/strong>\u00a0e rafforzare la resilienza delle proprie societ\u00e0 e dei propri apparati industriali per far fronte alle ricadute economico-sociali della pandemia. Sono proprio le liberaldemocrazie che hanno dovuto affrontare le sfide pi\u00f9 complesse, dovendo varare misure restrittive e allo stesso tempo rispettare libert\u00e0 fondamentali come ad esempio la privacy.<\/p>\n<p><strong>I fatti accaduti a Washington quale America ci mostrano?<\/strong>\u00a0Seguo da tempo un percorso di riflessione intrastatunitense molto importante di cui poco si parla. A me che da sempre mi occupo di risoluzione di conflitti (auspicando pi\u00f9 prevenzione per\u00f2), non \u00e8 sfuggito il dibattito in corso da anni per cui da pi\u00f9 parti (<i>Usa Today<\/i>,\u00a0<i>Foreign Policy<\/i>,\u00a0<i>The Conversation<\/i>,\u00a0<i>Washington Post<\/i>\u00a0e diversi altri, incluso il Carnegie Council for Ethics in International Affairs gi\u00e0 nel 2015) giungono richieste di istituire una Commissione per la verit\u00e0 e la riconciliazione (<i>Truth and Reconciliation<\/i>) nel paese. Una richiesta che ha avuto nuovo impulso soprattutto negli ultimi mesi a seguito dell\u2019inizio della campagna di Trump contro i risultati delle elezioni che hanno visto Biden vincitore, peraltro appena proclamato dal Congresso.<\/p>\n<p><strong>Capitol Hill \u00e8 un avvertimento: bisogna gestire la spinta suprematista, nazionalista,<\/strong>\u00a0estremista, anche religiosa, che ormai mette in discussione lo stato di diritto senza ricorrere a facili giaculatorie ma trovando formule e linguaggi contemporanei per affermare un nuovo approccio liberaldemocratico alla politica, che sia vicino ai bisogni della gente in un mondo che sta attraversando cambiamenti epocali.<\/p>\n<p><strong>Per questo \u00e8 fondamentale rivolgere massima attenzione alle periferie geografiche e mentali dell\u2019Occidente,<\/strong>\u00a0quelle che hanno votato e continueranno a votare Trump o suoi emuli se non riusciranno a percepire i dividendi della societ\u00e0 globale.<\/p>\n<p><strong>Serve un processo profondo di incontro, condivisione, normative adattate alla contemporaneit\u00e0.<\/strong>\u00a0E soprattutto superare quella che la grande Anna Freud definisce\u00a0<i>Verneinung\u00a0<\/i>(negazione), ovvero un meccanismo di difesa che comporta il rifiuto di accettare la realt\u00e0, in questo modo impedendo che si inneschi il necessario percorso di consapevolezza e accettazione.<\/p>\n<p><strong>Poich\u00e9 siamo tutti americani, e siamo tutti gli americani,<\/strong>\u00a0ritengo che quando \u201cil\u201d nostro partner \u00e8 in sofferenza soffriamo anche noi e che in questa fase\u00a0l\u2019Europa possa agire da avanguardia, perch\u00e9 lo\u00a0<i>European way of life<\/i>\u00a0\u2013 l\u2019irripetibile e straordinaria combinazione di civilt\u00e0 del diritto, inclusione sociale,\u00a0<i>welfare<\/i>\u00a0e protezione dell\u2019ambiente \u2013 rappresenta una base ottima per il rilancio delle liberaldemocrazie, come modello non solo da difendere ma da rilanciare, che ha\u00a0ancora molto da proporre per s\u00e9 e per il mondo.<\/p>\n<p><strong>Spazio per la riconciliazione c\u2019\u00e8, con o senza commissioni\u00a0<i>ad hoc<\/i>.<\/strong>\u00a0Se da mesi lo slogan pi\u00f9 duro e significativo \u00e8 \u201c<i>I can\u2019t breathe<\/i>\u201d, vero monito per la societ\u00e0 americana, dopo Capitol Hill bisognerebbe portare quelle fasce estremiste della societ\u00e0 americana a pronunciarne uno nuovo: \u201c<i>Make America breathe again<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/usa-trump-assalto-al-congresso-riconciliazione-minoranze-sudafrica\/121817\">Link articolo originale &#8211; Limes<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12.16px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I fatti di Capitol Hill confermano la necessit\u00e0 di una riconciliazione nazionale. 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