{"id":22913,"date":"2020-11-03T18:55:46","date_gmt":"2020-11-03T17:55:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/11\/il-sottosegretario-di-stefano-in-missione-a-berlino-per-portare-l-industria-italiana-nel-cuore-d-europa\/"},"modified":"2020-11-03T18:55:46","modified_gmt":"2020-11-03T17:55:46","slug":"il-sottosegretario-di-stefano-in-missione-a-berlino-per-portare-l-industria-italiana-nel-cuore-d-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2020\/11\/il-sottosegretario-di-stefano-in-missione-a-berlino-per-portare-l-industria-italiana-nel-cuore-d-europa\/","title":{"rendered":"Il Sottosegretario Di Stefano in missione a Berlino per portare l\u2019industria italiana nel cuore d\u2019Europa (Affari Italiani)"},"content":{"rendered":"<p><em>Il Sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano si \u00e8 recato in missione a Berlino. All\u2019ordine del giorno: incontri con sistema fieristico e industriale e con i Ministeri tedeschi dell\u2019Economia e degli Esteri per fare il tagliando ai rapporti economici bilaterali e discutere il nuovo corso dell\u2019Unione Europea nel mezzo dell\u2019emergenza pandemica. Affaritaliani.it lo ha intrvistato sul suo viaggio.<\/em><\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p><strong>Sottosegretario, lei si \u00e8 recato a Berlino nel giorno in cui la Cancelliera Merkel ha annunciato il lockdown. Che impressione ha avuto della situazione in citt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Si respirava un clima teso, come in tutta l\u2019Europa. Nei pressi del Tiergarten il traffico era congestionato per via di una manifestazione di lavoratori dello spettacolo colpiti dalla pandemia, e tutti i nostri interlocutori provavano a capire che tipo di misure e limitazioni sarebbero state introdotte di l\u00ec a poco. In momenti come questi si percepisce come tutto il continente europeo sia in realt\u00e0 unito da un destino comune.<\/p>\n<p><strong>Cosa accomuna Italia e Germania nella lotta alla pandemia?<\/strong><\/p>\n<p>Oggi, forse ancor pi\u00f9 che nella scorsa primavera, la situazione sanitaria \u00e8 assolutamente critica in tutta Europa. La stessa Germania, che in marzo-aprile aveva registrato un numero di casi e decessi inferiore a quelli di Italia, Spagna e Francia, ha disposto restrizioni pi\u00f9 dure di quelle attualmente previste da noi. Di certo nessuno \u00e8 immune da errori nella gestione di simili crisi, ma la realt\u00e0 \u00e8 che questa pandemia \u00e8 un raro evento storico che, con questa intensit\u00e0, \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile da contenere se non con il blocco dei contatti sociali. Il fulcro della nostra azione \u00e8 quello del bilanciamento tra l\u2019esigenza di evitare il collasso del sistema sanitario e il mantenimento di una economia solida. Finch\u00e9 non sar\u00e0 diffusa una valida terapia contro il virus, speriamo quanto prima, l\u2019intera Europa agir\u00e0 in questo modo. Allo stesso tempo, per evitare l\u2019emergenza sociale, l\u2019Unione Europea e gli Stati membri dovranno continuare a garantire sostegno alle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione, anche assicurando &#8211; come pi\u00f9 volte ripetuto dalla Presidente della Commissione UE Ursula Von Der Leyen &#8211; un reddito minimo europeo.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stato lo scopo della sua missione? Perch\u00e9 proprio in Germania?<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 il momento del dialogo e della solidariet\u00e0, e oggi la Germania, centro geografico dell\u2019Unione Europea e grande motore economico, non si sta sottraendo a questi valori. Dopo anni di austerit\u00e0 e associazione tra debito e colpa &#8211; la semantica di \u201cschuld\u201d non mente &#8211; con l\u2019indice perennemente puntato sulle cicale mediterranee e la loro incapacit\u00e0 di mantenere il bilancio in ordine, abbiamo notato con favore, anche grazie all\u2019eccellente lavoro del Presidente Conte, un netto cambiamento della posizione tedesca che ha portato alla storica accettazione dell\u2019idea di emettere debito comune per erogare soldi a fondo perduto agli Stati membri colpiti dalla crisi. Abbiamo riconosciuto questo passo ai nostri interlocutori a Berlino, auspicando che queste posizioni concilianti, che apprezziamo, possano portare quanto prima al superamento dei tecnicismi che stanno rallentando il Recovery Fund a Bruxelles e al perdurare di queste misure anche in una pi\u00f9 solidale Europa post-pandemica.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Sottosegretario, come immagina questa Europa del futuro?<\/strong><\/p>\n<p>Immagino principalmente tre vettori per i prossimi anni di sviluppo del nostro continente ovvero l\u2019economia digitale, le alte tecnologie e la diffusione delle energie rinnovabili. Nello scenario post Brexit l\u2019Italia, seconda manifattura europea e realt\u00e0 all\u2019avanguardia in questi campi, vuole giocare la partita da protagonista, e per poterlo fare ha bisogno di instaurare un dialogo di alto livello con il Governo tedesco, che negli ultimi anni &#8211; anche per colpa dell\u2019inerzia italiana &#8211; ha rappresentato insieme alla Francia il motore delle iniziative industriali comuni pi\u00f9 strategiche e innovative.<\/p>\n<p><strong>In cosa si sostanzieranno esattamente le iniziative comuni su digitale ed energie rinnovabili?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Europa ha bisogno di riaffermare il suo ruolo\u00a0di potenza economica del futuro per poter giocare ad armi pari con gli alleati americani e la Cina. Per questo, da tempo, vengono lanciati Progetti Europei di Interesse Comune (i cosiddetti IPCEI) che, se approvati dalla Commissione, consentono ai singoli Stati di erogare aiuti alle imprese per lo sviluppo congiunto di singole filiere e settori industriali strategici. Ci\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 avvenuto con le batterie elettriche e i microchip, e nei prossimi mesi avverr\u00e0 con idrogeno, connettivit\u00e0 5G\/6G, cloud e infrastrutture dati. Chiaramente, considerato anche che due terzi dei fondi a valere sul Recovery Fund dovranno essere destinati alla transizione digitale ed ecologica, l\u2019Italia deve essere centrale e orientare questi processi, in quanto essi ne definiranno il volto futuro. Orientare significa partecipare alla creazione e crescita dei futuri campioni industriali continentali, all\u2019elaborazione degli standard tecnici, alla scelta di soluzioni vantaggiose per il nostro sistema Paese. Proprio di questo abbiamo parlato con il Ministero dell\u2019Economia tedesco, e loro sono stati ben lieti di sostenere la partecipazione di istituzioni e imprese italiane a queste iniziative, che renderanno l\u2019Europa del futuro padrona della propria sovranit\u00e0 tecnologica, digitale ed energetica. Parlando di idrogeno, ad esempio, condividiamo che esso debba essere verde (da energie rinnovabili), e che vi sia piena complementariet\u00e0 tra il ruolo dell\u2019Italia, leader tecnologico e ponte infrastrutturale tra Europa e Nord Africa, e quello della Germania, volano del mercato energetico centro-europeo.<\/p>\n<p><strong>Durante la missione si \u00e8 parlato anche di fiere, corretto?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, ho incontrato i vertici dell&#8217;Associazione delle fiere tedesche (AUMA) per discutere la possibile creazione di una partnership rafforzata tra il sistema fieristico italiano e quello tedesco in questo momento di crisi pandemica. Questo coordinamento, che sar\u00e0 formalizzato da un\u2019intesa bilaterale tra i nostri Governi, potr\u00e0 portare, tra le altre cose, alla creazione di un meccanismo di coordinamento dei calendari degli eventi e alla realizzazione di collaborazioni in Paesi terzi. L\u2019iniziativa \u00e8 chiaramente aperta alla partecipazione di altri sistemi fieristici europei e nasce dalla comprensione del fatto che, dopo la perdita di fatturato del 70\/80% subita quest\u2019anno in tutta Europa, il comparto debba rinnovarsi e uscire dalle miopi logiche di concorrenza locale se vorr\u00e0 restare competitivo a livello globale nei prossimi anni rispetto ai colossi cinesi e non solo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa del futuro sar\u00e0 anche una potenza geopolitica? Cosa \u00e8 necessario per non restare intrappolati nella lotta tra Stati Uniti e Cina?<\/strong><\/p>\n<p>Voglio essere chiaro, il Governo sostiene e sosterr\u00e0 l\u2019integrazione europea e il potenziamento dell\u2019Unione nella misura in cui questa rappresenta (e rappresenter\u00e0) una casa comune e un punto di riferimento valoriale per il popolo italiano. Come abbiamo sempre considerato repellente e combattuto l\u2019Europa del mero rigore, riconosciamo e apprezziamo gli sforzi di questa Commissione in materia di welfare, sostenibilit\u00e0, connettivit\u00e0, sviluppo, ossia i temi del Movimento 5 Stelle dalle origini. Senza i voti dei nostri europarlamentari Ursula Von Der Leyen non sarebbe stata eletta Presidente dell\u2019esecutivo europeo e, fino a prova contraria, ad oggi, se si escludono alcune fisiologiche divergenze, riteniamo questa fiducia ben ripagata. Ci\u00f2 premesso, se consideriamo che presi singolarmente le maggiori Nazioni europee, Germania e Italia incluse, generano una frazione del PIL americano o cinese e non possono oggettivamente disporre da sole dei mezzi per far fronte a queste due superpotenze del presente e del futuro, \u00e8 evidente come l\u2019unica soluzione per restare geopoliticamente rilevanti nel mondo di domani e non subire le decisioni altrui sia far parte di un\u2019Unione Europea all\u2019avanguardia e coesa, in grado di giocare il ruolo di superpotenza economica e valoriale alla pari degli altri attori globali. Nei prossimi anni saremo noi, insieme agli altri popoli europei, a dover scegliere quale strada percorrere.<\/p>\n<p><strong>Turchia, Libia e politica estera in generale: quali le posizioni di Italia e Germania?<\/strong><\/p>\n<p>Per decenni la diplomazia tedesca \u00e8 stata molto timida rispetto agli scenari al di fuori dall\u2019Unione Europea. Da qualche anno, invece, sta adottando posizioni sempre pi\u00f9 profilate e, va detto, quasi sempre allineate con quelle portate avanti dall\u2019Italia. Ci\u00f2 avviene in Libia, rispetto alla quale le conferenze di Palermo (2018) e Berlino (2020) hanno permesso di avviare una roadmap istituzionale che sta conducendo alla cessazione delle ostilit\u00e0 belliche, alla stabilizzazione economica e all\u2019avvio di un processo di pace in grado di contenere gli appetiti turchi, russi, egiziani, emiratini e francesi. Medesimo discorso vale per il conflitto in Nagorno Karabakh, in cui stiamo entrambi premendo per una mediazione inclusiva e senza strumentalizzazioni tra Azerbaijan e Armenia per il tramite del \u201cGruppo di Minsk allargato\u201d in seno all\u2019OSCE, e per il rapporto con la Turchia di Erdogan. Su questo punto, pur condannando le continue e sgradevoli provocazioni all\u2019Europa sia a mezzo stampa che nel Mediterraneo orientale, Italia e Germania convengono sul fatto che Ankara, invece di essere emarginata, stigmatizzata e sanzionata, vada ricondotta con fermezza sulla via del dialogo con Grecia e Cipro e che, allo stesso tempo, il popolo turco debba essere tenuto vicino ai valori europei.<\/p>\n<p><strong>In conclusione, abbiamo parlato di Europa, ma come immagina l\u2019Italia del futuro?<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019Italia consapevole delle sue enormi capacit\u00e0, in grado di dialogare da pari con le maggiori economia globali e indirizzare le politiche dell\u2019Unione Europea specialmente in ambito industriale. Ma non la stiamo solo immaginando, la stiamo costruendo.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano si \u00e8 recato in missione a Berlino. 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