{"id":22924,"date":"2020-09-10T15:33:18","date_gmt":"2020-09-10T13:33:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/09\/di-maio-vede-affari-per-l-italia-in-libia-ma-c-e-da-mediare-parecchio-il-foglio\/"},"modified":"2020-09-10T15:33:18","modified_gmt":"2020-09-10T13:33:18","slug":"di-maio-vede-affari-per-l-italia-in-libia-ma-c-e-da-mediare-parecchio-il-foglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2020\/09\/di-maio-vede-affari-per-l-italia-in-libia-ma-c-e-da-mediare-parecchio-il-foglio\/","title":{"rendered":"Di Maio\u00a0vede affari per l&#8217;Italia in Libia, ma c&#8217;\u00e8 da mediare parecchio (Il Foglio)"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Roma. Il\u00a0ministro degli Esteri,\u00a0Luigi\u00a0Di Maio, risponde ad alcune domande specifiche del Foglio che riguardano la Libia &#8211; tranne una sull&#8217;Europa &#8211; perch\u00e9 pensiamo che quel paese a meno di un&#8217;ora di volo dalla costa dell&#8217;Italia sia un dossier fondamentale. Sicurezza, energia, immigrazione, tutti i temi che ci toccano da vicino passano per la Libia. Il problema \u00e8 che stiamo perdendo molto rapidamente la nostra capacit\u00e0 di tenere sotto controllo quello che succede dall&#8217;altra parte del mare. Per un anno abbiamo tentato una faticosissima mediazione per far cessare la guerra civile, che per\u00f2 \u00e8 finita non grazie alla diplomazia ma grazie alle armi (l&#8217;intervento della Turchia ha costretto le forze del generale Haftar a battere in ritirata).<\/p>\n<p align=\"justify\">Una settimana fa\u00a0Di Maio\u00a0 \u00e8 andato per la quarta volta in dieci mesi a Tripoli e questo prova ancora una volta che il ruolo di\u00a0ministro degli Esteri\u00a0in Italia \u00e8 anche quello di &#8220;ministro per la Libia&#8221;. Come se gi\u00e0 le cose non fossero abbastanza complicate laggi\u00f9, adesso alcuni nostri connazionali sono trattenuti dalle forze del generale Haftar a Bengasi, perch\u00e9 pescavano a decine di chilometri dalla costa libica. La Farnesina \u00e8 al lavoro per risolvere l&#8217;impasse che va avanti ormai da una settimana, ma c&#8217;\u00e8 da chiedersi che tipo di relazione abbiamo con i libici se dopo cos\u00ec tante mediazioni con Haftar \u00e8 cos\u00ec complicato farsi restituire i pescatori catturati.<\/p>\n<p align=\"justify\">La Turchia \u00e8 diventata un alleato molto influente a Tripoli ma si comporta in modo aggressivo con noi, vedi per esempio la questione della nave Saipem nel Mediterraneo orientale &#8211; dove Eni fu costretta a capitolare &#8211; oppure le pressioni per far sloggiare il nostro contingente medico-militare dall&#8217;aeroporto di Misurata. I turchi sono una presenza ingombrante in Libia, noi come pensiamo di regolarci con questa presenza?<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;Su questo aspetto dobbiamo fare un esercizio di realismo &#8211; risponde\u00a0Di Maio\u00a0&#8211; La presenza turca \u00e8 il prodotto del robusto sostegno militare che Ankara ha voluto garantire al GNA e che si \u00e8 rivelato determinante per respingere l&#8217;offensiva verso Tripoli. L&#8217;Italia, in coerenza con la propria Costituzione e con i propri valori, non ha voluto prendere la strada di un coinvolgimento militare in Libia. Si \u00e8 trattato della scelta giusta &#8211; direi inevitabile &#8211; ma \u00e8 chiaro che ora e verosimilmente per un certo tempo a venire dovremo fare i conti con l&#8217;accresciuta presenza turca nel paese. Non credo affatto che questo ridimensioni il nostro ruolo e il nostro futuro in Libia -nel paese c&#8217;\u00e8 ancora moltissima voglia di Italia &#8211; ma ci impone di mantenere un dialogo chiaro ed esigente con Ankara, a difesa dei nostri interessi nazionali&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;Italia partecipa alla missione Irini nel Mediterraneo per far rispettare l&#8217;embargo contro la Libia, e la missione far\u00e0 rapporto all&#8217;Unione europea e alle Nazioni Unite. C&#8217;\u00e8 da considerare che un embargo senza misure che lo facciano rispettare non ha un grande valore pratico. Di conseguenza: se ci sono violazioni, che misure si adotteranno?<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;L&#8217;Operazione Irini \u00e8 per l&#8217;Unione europea un&#8217;opportunit\u00e0 importante per avere in Libia e nel Mediterraneo centrale un ruolo di primo piano, a favore della pace, della stabilit\u00e0 e a tutela del diritto e della legalit\u00e0 internazionale. La missione \u00e8 spesso oggetto di critiche eccessive e strumentali. L&#8217;Operazione ha infatti condotto finora un numero rilevante di ispezioni. I rapporti inviati al \u2018panel of experts\u2019 delle Nazioni Unite, incaricato di vigilare sulle violazioni dell&#8217;embargo, ci dimostrano inoltre che la missione \u00e8 ad oggi &#8216;equilibrata&#8217; verso tutte le parti in causa. Quanto alle sanzioni vere e proprie, mi limito a ricordare che in queste settimane \u00e8 in corso a Bruxelles, a livello comunitario, un esercizio di revisione strategica sull&#8217;impiego delle sanzioni verso la Libia, che riguarder\u00e0 anche chi viola l&#8217;embargo militare&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; sempre pi\u00f9 evidente che gli Emirati Arabi Uniti sono incredibilmente influenti in Libia dalla parte della Cirenaica, che tipo di lavoro stiamo svolgendo con loro? C&#8217;\u00e8 qualche canale aperto, c&#8217;\u00e8 un&#8217;iniziativa per trattare direttamente con loro &#8211; e c&#8217;era nei mesi della guerra civile, se ci pu\u00f2 dire qualcosa di pi\u00f9 del poco che si sa?<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;Gli Emirati hanno un grande peso nelle dinamiche libiche. Anche per questo Abu Dhabi \u00e8 per l&#8217;Italia un interlocutore di primo piano. Ci\u00f2 \u00e8 confermato da una costante e intensa interazione, tanto in via bilaterale che in ambito multilaterale, a cominciare dall&#8221;International Follow-up Committee&#8217; sulla Libia, che \u00e8 uno dei principali lasciti della conferenza di Berlino di inizio anno. A livello politico, mi sento regolarmente sul dossier libico con il collega emiratino Al Nahyan.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dobbiamo lavorare &#8211; anche insieme ad Abu Dhabi &#8211; affinch\u00e9 si possa favorire il dialogo intra-libico, a cominciare dalle questioni pi\u00f9 pressanti, ovvero il raggiungimento di un formale cessate-il-fuoco tra le parti e, soprattutto, la ripresa della produzione petrolifera in Libia&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Guardando a casa nostra: sarebbe contento se la maggioranza coinvolgesse anche l&#8217;opposizione nei piani del Recovery? E se altri paesi chiedessero il Mes, che a suo tempo il movimento Cinque stelle ha trasformato in una battaglia di civilt\u00e0, a quel punto per l&#8217;Italia avrebbe senso ragionarci?<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;Il governo ha intrapreso il lavoro di definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con ampio anticipo rispetto alle scadenze europee proprio in considerazione della necessit\u00e0 di disporre del margine temporale richiesto per un esercizio il pi\u00f9 ampio e inclusivo possibile, con una partecipazione trasversale sia dentro che fuori le Istituzioni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il Parlamento, con le sue prerogative, rientra a pieno titolo in questa ampia riflessione. A breve il Comitato Interministeriale per gli Affari europei (che si riunisce il 9 settembre) concorder\u00e0 `linee guida&#8217; per la definizione del Pnrr, che, subito dopo, saranno condivise con il Parlamento. Non mi sembra infine corretto commentare l&#8217;eventuale scelta di altri stati membri di ricorrere all&#8217;uno o all&#8217;altro dei meccanismi di sostegno finanziario europeo. Si tratta di decisioni di altri governi, prese in base a valutazioni nazionali e che in tale cornice devono essere inquadrate&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questo momento le forze del generale Haftar trattengono alcune persone, in maggioranza di nazionalit\u00e0 italiana, catturate a bordo di pescherecci italiani il giorno dopo la sua visita in Libia. Capiamo la necessit\u00e0 di una mediazione morbida, ma sono gi\u00e0 passati cinque giorni, a che punto \u00e8 la trattativa per la loro restituzione? Si \u00e8 capito il motivo di questo gesto cos\u00ec duro? Si tratta di un segnale di irritazione di Haftar dopo gli incontri con Serraj a Tripoli e con Aguila Saleh a Tobruk? Oppure, come \u00e8 stato scritto, \u00e8 per la questione non ancora risolta dell&#8217;accordo per finanziare con soldi italiani la Military Authority di Haftar?<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;I nostri pescatori sono stati fermati mentre si trovavano in acque che le controparti libiche &#8211; tanto all&#8217;Est che all&#8217;Ovest &#8211; rivendicano come &#8220;zona di protezione della pesca&#8221;. Non \u00e8 purtroppo la prima volta che in quell&#8217;area assistiamo al sequestro dei pescherecci e al fermo del personale a bordo. Stiamo lavorando, con i tutti i competenti organi dello stato, nel riserbo che sempre occorre mantenere in questi casi, perch\u00e9 i nostri connazionali vengano rilasciati al pi\u00f9 presto&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci presentiamo in Libia come generosi partner di pace, la missione della settimana scorsa ruotava attorno a investimenti commerciali importanti come l&#8217;Autostrada della Pace e la ricostruzione dell&#8217;aeroporto di Tripoli, che cosa pensa di questo genere di &#8220;segnali&#8221; e di coincidenze minacciose da parte dei libici? Il fatto che i pescatori siano stati trattenuti a Bengasi che messaggio manda alle imprese italiane che volessero, grazie alla sua iniziativa, investire in Libia?<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;Apprezzo e faccio mia l&#8217;espressione `partner di pace\u2019, perch\u00e9 questo \u00e8 il modo in cui vediamo il nostro ruolo in Libia. Non soltanto siamo protagonisti del lungo e difficile percorso diplomatico per riportare pace e sicurezza nel Paese, ma pensiamo anche a sostenerne la crescita, attraverso il rilancio della cooperazione economica. La mia visita a Tripoli del 1\u00b0 settembre \u00e8 stata in larga parte incentrata proprio su questa dimensione. Sono molti i settori dell&#8217;economia libica nei quali l&#8217;Italia pu\u00f2 garantire un contributo responsabile e di qualit\u00e0, e di questo i nostri interlocutori sono ben consapevoli.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; chiaro che i rapporti economici bilaterali potranno raggiungere il loro pieno potenziale solo nel momento in cui la Libia avr\u00e0 riconquistato la necessaria stabilit\u00e0 politica e avr\u00e0 riavviato i settori principali della propria economia a partire dalla produzione petrolifera, tema sul quale l&#8217;Italia sta investendo molto. Per questo motivo ho proposto alle autorit\u00e0 libiche di riunire a breve una Commissione economica bilaterale, che avr\u00e0 il compito di affrontare e risolvere alcune pendenze &#8211; come la questione dei crediti vantati da molte aziende italiane verso la Libia &#8211; e avviare una ricognizione dei settori di collaborazione a pi\u00f9 ampio potenziale&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma. Il\u00a0ministro degli Esteri,\u00a0Luigi\u00a0Di Maio, risponde ad alcune domande specifiche del Foglio che riguardano la Libia &#8211; tranne una sull&#8217;Europa &#8211; perch\u00e9 pensiamo che quel paese a meno di un&#8217;ora di volo dalla costa dell&#8217;Italia sia un dossier fondamentale. Sicurezza, energia, immigrazione, tutti i temi che ci toccano da vicino passano per la Libia. 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