{"id":22931,"date":"2020-08-21T13:53:16","date_gmt":"2020-08-21T11:53:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/08\/libano-mali-bielorussia-ecco-dove-va-l-italia-parla-la-viceministra-del-re-formiche-net\/"},"modified":"2020-08-21T13:53:16","modified_gmt":"2020-08-21T11:53:16","slug":"libano-mali-bielorussia-ecco-dove-va-l-italia-parla-la-viceministra-del-re-formiche-net","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2020\/08\/libano-mali-bielorussia-ecco-dove-va-l-italia-parla-la-viceministra-del-re-formiche-net\/","title":{"rendered":"Libano, Mali, Bielorussia. Ecco dove va l\u2019Italia. Parla la viceministra Del Re (Formiche.net)"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019Italia in Libano ha un ruolo importante da sempre, ora servono progetti a lungo termine: ci sar\u00e0 un programma di ricostruzione come in passato per i Balcani. Il Mali dice all&#8217;Europa che bisogna guardare al Sahel con pi\u00f9 attenzione. In Bielorussia invece \u00e8 ancora presto per trarre conclusioni&#8221;. Conversazione di Formiche.net con la viceministra degli Esteri Emanuela Del Re<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Libano, Mali, Bielorussia, sono giorni caldi per la geopolitica\u00a0internazionale. L\u2019Italia \u00e8 impegnata su ciascuno di questi fronti, e i fari che guidano l\u2019impegno della Farnesina sono, da sempre,\u00a0 la cooperazione e i diritti umani. Lo ha spiegato a\u00a0<em>Formiche.net<\/em>\u00a0 la viceministra degli Esteri\u00a0Emanuela Del Re, ospite al Meeting di Rimini all\u2019evento organizzato in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Associazione Italiana Calciatori e Sky Sport, \u201cCalcio e cooperazione giocano nella stessa squadra\u201c.<\/p>\n<p><strong>Viceministra, lei \u00e8 stata ospite al Meeting di Rimini per parlare dei valori che uniscono cooperazione e sport. Quali sono questi valori, e che cosa significa che la cooperazione passa per un corretto modello educativo?<\/strong><\/p>\n<p>La mia partecipazione al Meeting \u00e8 stata molto importante perch\u00e9 abbiamo potuto, insieme alla Cooperazione allo sviluppo e quindi alla direzione generale della Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri e all\u2019Aics (Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo), fare una proposta molto interessante che unisce i valori della cooperazione a quelli del mondo dello sport. In un progetto concreto che ha l\u2019obiettivo di propagare l\u2019approccio basato su valori di inclusivit\u00e0, di apertura e di competizione sana, ma anche di farlo diventare una forma di sviluppo vero e proprio per le persone in contesti difficili, in paesi fragili e in contesti di crisi.<\/p>\n<p><strong>Come fare tutto questo in maniera concreta?<\/strong><\/p>\n<p>Questa unione \u00e8 particolarmente virtuosa, innanzitutto perch\u00e9 il mondo del calcio italiano \u00e8 leader sul piano globale e sicuramente \u00e8 sempre stato esempio di fair play e di coinvolgimento dei giovani. Poi perch\u00e9 calciatori come\u00a0Simone Perrotta\u00a0e\u00a0Damiano Tommasi\u00a0hanno una tale notoriet\u00e0 che permette di diffondere questi principi a tutti e in maniera diretta e incisiva. Erano poi presenti all\u2019incontro anche\u00a0Alessandro Del Piero\u00a0e\u00a0Sara Gama, presenza quest\u2019ultima che ho particolarmente apprezzato come donna, perch\u00e9 tutte noi donna siamo \u201ccalciatrici della vita\u201d. Anche lei infatti ha una grande responsabilit\u00e0 come \u201crole model\u201d, in quanto incarna proprio i principi pi\u00f9 importanti della cooperazione, e per questo pu\u00f2 portarli nel mondo.<\/p>\n<p><strong>Questi sono giorni caldi dal punto di vista climatico ma anche geopolitico. L\u2019Italia ha da poco inviato una missione umanitaria in aiuto al Libano, il nostro paese come intende dare sostegno alla popolazione libanese martoriata dall\u2019esplosione oltre che dal lockdown?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia in Libano ha un ruolo importante da sempre, sono decenni che abbiamo le nostre organizzazioni della societ\u00e0 civile operative sul campo. Questo vuol dire che noi siamo stati vicini al popolo libanese sempre e in tutte le sue fasi storiche. Oggi per\u00f2 questa presenza assume un valore ancora pi\u00f9 importante. Ci troviamo di fronte al momento pi\u00f9 tragico di una crisi che per\u00f2, per citare\u00a0Gabriel Garcia Marquez, era gi\u00e0 annunciata. Non ci aspettavamo certamente questa esplosione, ma sapevamo che la situazione era gi\u00e0 particolarmente grave, sotto tutti i fronti: crisi energetica terribile, mancanza di produzione che rende il paese non indipendente, problemi di settarismo in tutto il Paese. Sapevamo quindi gi\u00e0 che fosse necessario un continuo rapporto con il Libano.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 spazio per l\u2019Italia in Libano anche nella situazione attuale, e qual \u00e8 il ruolo che pu\u00f2 giocare?<\/strong><\/p>\n<p>Nella situazione attuale alla cooperazione si unisce anche la necessit\u00e0 di intervenire sull\u2019emergenza. Che vuol dire che dobbiamo assolutamente tamponare la crisi spaventosa di Beirut, senza dimenticarci per\u00f2 che se non facciamo un progetto di aiuto al Paese nel suo complesso, questo non potr\u00e0 ripartire. Bisogna perci\u00f2 fare dei discorsi a breve, medio e lungo termine. A tal fine la settimana scorsa ho fatto alcune riunioni con tutte le unit\u00e0 sul campo, per capire quali sono i problemi e ragionare su quello che \u00e8 stato fatto e quello che si pu\u00f2 fare. Pochi giorni fa ho poi tenuto una riunione con tutti gli attori istituzionali, compreso il ministero della Difesa, in un tavolo di coordinamento per il Libano in cui \u00e8 presente anche Confindustria, Anci, Caritas.<\/p>\n<p><strong>Come si sta quindi procedendo?<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono due ordini di approccio. Da un lato \u00e8 olistico, per affrontare l\u2019emergenza e aiutare il paese nella sua interezza, senza dimenticare i gruppi vulnerabili sparsi ovunque. Ma allo stesso tempo \u00e8 necessario avere un approccio multi-<em>stake-holders<\/em>\u00a0che vede tutti gli attori coinvolti e dialoga con loro. In questo momento c\u2019\u00e8 molta necessit\u00e0 di tutto questo. Anche perch\u00e9, ad esempio, avremo una fase di ricostruzione importante. Dopo la guerra dei Balcani c\u2019\u00e8 stato il famoso\u00a0<em>Stability plan<\/em>, in cui era previsto un programma di ricostruzione molto articolato. Credo e auspico che arriveremo a fare una cosa simile in Libano. Con l\u2019aiuto di tutti.<\/p>\n<p><strong>Volando verso l\u2019Africa,\u00a0marted\u00ec la capitale del Mali\u00a0si \u00e8 svegliata al suono dei kalashnikov. Secondo gli analisti il golpe rischia di rappresentare un brutto colpo per Macron. Un eventuale insuccesso militare della Francia pu\u00f2 rappresentare una minaccia anche per la missione italiana?<\/strong><\/p>\n<p>Noi stiamo facendo un appello perch\u00e9 si ristabilisca l\u2019ordine costituzionale e che si liberino i prigionieri politici. Il nostro auspicio \u00e8 che ci sia un nuovo ordine assolutamente rispettoso delle leggi. L\u2019episodio del Mali per\u00f2 ci dice, fondamentalmente, che \u00e8 giunta l\u2019ora di guardare al Sahel con maggiore attenzione. Questo lo dico all\u2019Unione europea. L\u2019impegno francese \u00e8 noto, ma allo stesso modo anche l\u2019impegno italiano. Negli ultimi due anni abbiamo aperto due ambasciate, una in Burkina Faso e l\u2019altra in Niger. Abbiamo una piccola presenza in Niger. Siamo estremamente attenti rispetto all\u2019area, ed \u00e8 giunta l\u2019ora che anche l\u2019Unione europea si renda conto del bisogno di maggiore impegno, non solo militare. Bisogna fare un progetto pi\u00f9 ampio che risponda alle istanze delle popolazioni.<\/p>\n<p><strong>Bruxelles ha annunciato sanzioni mirate per quanto sta succedendo in Bielorussia, non riconoscendo il risultato delle elezioni che hanno visto Lukashenko uscirne vincitore. Qual \u00e8 l\u2019auspicio dell\u2019Italia e del governo italiano? Serve una ripresa del dialogo?<\/strong><\/p>\n<p>Noi naturalmente siamo sempre preoccupati, in tutti i Paesi del mondo, che vengano rispettati i diritti umani. \u00c8 uno degli elementi fondamentali della nostra politica, siamo portatori di questi valori, anche all\u2019interno del Consiglio delle Nazioni Unite. Lukashenko \u00e8 al potere da tantissimi anni, \u00e8 stato sempre seguito, e lo \u00e8 in questa fase in particolare. La protesta di piazza pacifica \u00e8 l\u2019indicazione di un momento di transizione importante all\u2019interno del quale noi dobbiamo puntare, soprattutto, a un processo democratico.<\/p>\n<p><strong>Oggi su Formiche.net\u00a0spieghiamo che l\u2019avvelenamento dell\u2019attivista Navalny, simbolo dell\u2019opposizione a Putin, potrebbe essere molto problematico per il presidente russo. La vicenda, seppure non riconducibile a Putin se non altro per mancanza di prove, \u00e8 stata legata dagli analisti a quella bielorussa. Mosca rischia di essere ancora pi\u00f9 isolata?<\/strong><\/p>\n<p>Io ho visto diversi episodi di questo tipo e sono molto dispiaciuta da quest\u2019ultimo episodio gravissimo. Ha colpito una persona che ha un ruolo politico e c\u2019\u00e8 un grande dolore, prima di tutto come cittadina del mondo. Non abbiamo per\u00f2 elementi, per il momento, e quindi non possiamo esprimere giudizi. Certamente andr\u00e0 fatta chiarezza, questo s\u00ec. Ma in questo momento possiamo solamente sperare che Navalny ce la faccia ad uscire dal coma e a rimettersi in salute. Poi le conseguenze politiche si vedranno. \u00c8 ancora impossibile esprimersi se non si hanno elementi concreti.<\/p>\n<p><strong>La pandemia come ha modificato le relazioni internazionali? C\u2019\u00e8 bisogno di pi\u00f9 cooperazione contro questo nemico invisibile del virus, che ci rende tutti pi\u00f9 sospettosi?<\/strong><\/p>\n<p>Dal mio punto di osservazione privilegiato, che mi permette di vedere a tutto campo, devo dire che nonostante la pandemia ovviamente sia un motivo di crisi spaventosa con risvolti molto tragici, allo stesso tempo, eccetto alcuni casi di radicalizzazione delle posizioni, nell\u2019ambito dell\u2019Unione europea si \u00e8 verificata molta unit\u00e0. Non avevo mai sentito parlare cos\u00ec tanto di cooperazione e di \u201csquadra europea\u201d, con la partecipazione attiva e convinta di tutti i Paesi europei, anche da parte di Paesi solitamente pi\u00f9 riluttanti. Si parla spesso, negli incontri, di Paesi fragili da aiutare, di una visione del mondo basata su partenariati alla pari in cui l\u2019Europa si pone effettivamente come paese collaborativo che per\u00f2 non fa differenze e che cerca di costruite le strategia attraverso un dialogo diretto con i Paesi fragili. Credo che da questo punto di vista la pandemia abbia portato almeno questo frutto positivo.<\/p>\n<p><strong>Che clima ha trovato al Meeting di Rimini, c\u2019\u00e8 bisogno di pi\u00f9 confronto e dialogo per costruire un orizzonte comune?<\/strong><\/p>\n<p>Il motivo del successo della formula di Rimini, che va avanti dagli anni settanta, \u00e8 il fatto di voler discutere. Io credo che, mentre da un lato in questo momento spesso la discussione viene interpretata come espressione di un singolo che afferma le proprie idee in maniera decisa, in generale ci si auspica sempre un contraddittorio che permetta il dialogo tra persone che espongono in maniera chiara pensieri diversi. Il Meeting di Rimini, frequentato da politici di tutti gli schieramenti, in realt\u00e0 \u00e8 un luogo dove appunto questo dialogo, questa espressione di idee diverse tra pi\u00f9 persone, avviene. Ed \u00e8 un modello che rispecchia la grandissima parte dell\u2019opinione pubblica italiana: la voglia di discutere le questioni in maniera approfondita e pacata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;L\u2019Italia in Libano ha un ruolo importante da sempre, ora servono progetti a lungo termine: ci sar\u00e0 un programma di ricostruzione come in passato per i Balcani. Il Mali dice all&#8217;Europa che bisogna guardare al Sahel con pi\u00f9 attenzione. 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