{"id":22935,"date":"2020-08-12T17:10:51","date_gmt":"2020-08-12T15:10:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/08\/del-re-il-libano-di-fronte-al-suo-destino-limes\/"},"modified":"2020-08-12T17:10:51","modified_gmt":"2020-08-12T15:10:51","slug":"del-re-il-libano-di-fronte-al-suo-destino-limes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2020\/08\/del-re-il-libano-di-fronte-al-suo-destino-limes\/","title":{"rendered":"Del Re: &#8220;Il Libano di fronte al suo destino&#8221; (Limes)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Libano distrutto dalla spaventosa esplosione nell\u2019Hangar 12 del porto di Beirut.<\/strong>\u00a0Ma non sono solo le tristissime cifre della tragedia \u2013 centosessanta morti, oltre seimila feriti, oltre trecentomila sfollati \u2013 nonch\u00e9 la distruzione delle infrastrutture portuali e del patrimonio abitativo della citt\u00e0 ad addolorare il mondo.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 la situazione nel suo complesso che preoccupa, soprattutto per quanto riguarda le fragilit\u00e0 del paese,<\/strong>\u00a0considerato un esempio di democrazia e libert\u00e0 nella regione, ora in ginocchio.<\/p>\n<p><strong>A me il Libano \u00e8 sempre sembrato una fucina di idee, di progettualit\u00e0, di prospettive, con una giovent\u00f9 effervescente<\/strong>,\u00a0un brulicare di attivit\u00e0 internazionali, uno dei centri del mondo, quello nell\u2019area MENA (Medio Oriente e Nord Africa). Sapere che ora sulla carta geografica potrebbe invece diventare una sagoma vuota \u00e8 veramente inconcepibile, doloroso.<\/p>\n<p><strong>Doveva accadere un simile incidente per riportare all\u2019attenzione della comunit\u00e0 internazionale e dell\u2019opinione pubblica il Libano<\/strong>\u00a0con tutte le sue contraddizioni e contrasti? Le situazioni irrisolte? Le istanze dei giovani che a viva voce in questi anni e soprattutto nell\u2019ultimo periodo chiedevano di potersi riappropriare del futuro?<\/p>\n<p><strong>\u00c8 un paese allo stremo, il Libano, con una crisi economica che lo attanaglia e lo pone sul baratro del fallimento.<\/strong>\u00a0Manca l\u2019energia elettrica, mancano carburante e pezzi di ricambio per i generatori, ora ci sono zone dove \u00e8 difficile persino reperire il cibo. Un paese che importa quasi tutto. \u00c8 la struttura stessa del paese che rischia di crollare sotto il colpo dell\u2019esplosione, perch\u00e9 depositi bancari, stipendi, pensioni stanno di fatto evaporando.<\/p>\n<p><strong>Il dramma dell\u2019esplosione dello scorso 4 agosto ha esacerbato ulteriormente gli animi.<\/strong>\u00a0Si \u00e8 riaccesa la protesta per l\u2019indignazione suscitata dall\u2019inerzia delle istituzioni, che peraltro gi\u00e0 nello scorso autunno era emersa durante la crisi del governo di Saad Hariri. Proteste, quelle di sabato pomeriggio, cui \u00e8 seguito luned\u00ec l\u2019annuncio delle dimissioni del primo ministro Hassan Diab. Sono segnali importanti che potrebbero portare a una svolta nella politica libanese, se accompagnati da una riscrittura delle regole del gioco condivise da tutti i principali attori.<\/p>\n<p><strong>Concordo con il primo ministro italiano Giuseppe Conte,<\/strong>\u00a0il quale ha affermato che l\u2019evento che ha scosso Beirut potrebbe costituire un&#8217;\u201dopportunit\u00e0 storica\u201d per ricostruire l\u2019unit\u00e0 del paese e convergere verso l\u2019obiettivo non pi\u00f9 procrastinabile di articolate riforme, per rispondere alle legittime aspirazioni del popolo libanese. Il post-disastro \u00e8 gi\u00e0 in corso e pu\u00f2 portare a un vero processo di trasformazione dello Stato libanese. Tuttavia, pur essendovi un generale consenso sulla necessit\u00e0 di un nuovo \u201cpatto sociale e politico\u201d per il paese dei cedri, sono molte le idee su come lo Stato dovrebbe essere rifondato.<\/p>\n<p><strong>La visita del presidente francese Emmanuel Macron sui luoghi della tragedia a Beirut<\/strong>\u00a0ha suscitato clamore cos\u00ec come il suo annuncio di voler formulare una proposta per superare lo stallo politico ed economico che paralizza il Libano. Ma noi crediamo fortemente che siano i libanesi a dover costruire il loro futuro, soprattutto in questo momento in cui sentirsi protagonisti della propria storia \u00e8 fondamentale. \u00c8 giunto il momento di promuovere un concetto nuovo di \u2018cittadinanza\u2019 al di l\u00e0 delle appartenenze confessionali. \u00c8 un processo a cui si sta lavorando da anni. Io stessa ho seguito da vicino le vicende dei conflitti settari in particolare a Tripoli nel Libano, i libanesi mi hanno sempre detto che desiderano sentirsi \u2018cittadini\u2019. Quale risultato possiamo trarre dall\u2019equazione che emerge dai simboli che caratterizzano il disegno donatomi da un bambino delle zone di Bab al-Tabbaneh e Jabal Mohsen in cui descrive la sua vita quotidiana: un carrarmato su cui vola una colomba con sullo sfondo la bandiera del Libano? Non possono essere altri a dire ai libanesi ora quali soluzioni adottare per risolvere i loro problemi. Devono individuare forme e modi in tempi speriamo rapidi. Noi possiamo accompagnare il processo.<\/p>\n<p><strong>Il Libano, uscito dalla guerra civile, \u00e8 stato a lungo considerato un modello<\/strong>\u00a0capace di garantire rappresentativit\u00e0 a tutte le confessioni religiose, celebrato anche da papa Giovanni Paolo II nel lontano 1997, in un Medio Oriente in cui queste caratteristiche non sono presenti ovunque. Tuttavia, molti sono stati esclusi dal sistema confessionale o non ne hanno beneficiato in termini clientelari. Sono questi ultimi che sono scesi in piazza lo scorso autunno non sentendosi pi\u00f9 rappresentati dalla classe politica, accusata di corruzione e di preservare le proprie rendite di posizione. L\u2019eccessiva frammentazione decisionale, cos\u00ec come la ricerca del consenso a qualsiasi livello e su qualsiasi dossier da parte di tutti i gruppi politici, ha paralizzato il sistema non potendo affrontare i nodi che da vent\u2019anni immobilizzano il paese. Una situazione che si \u00e8 manifestata da ultimo in campo energetico, nella gestione dei rifiuti e nella scarsa attenzione alla tutela ambientale.<\/p>\n<p><strong>Carenze strutturali in un paese in cui peraltro la ricchezza \u00e8 stata sempre concentrata nelle mani di una piccola minoranza.\u00a0<\/strong>A tutto questo dal 2011 si sono aggiunte le conseguenze della guerra in Siria, che ha avuto un impatto sulla stabilit\u00e0 libanese sia sotto il profilo umanitario, con pi\u00f9 di due milioni di profughi ospitati con enorme generosit\u00e0, sia sotto il profilo politico, in quanto ci si \u00e8 divisi sul ruolo che il paese avrebbe dovuto assumere, o non assumere, rispetto alla crisi in Siria.<\/p>\n<p><strong>Oggi ci troviamo di fronte alla sfida della ricostruzione e dell\u2019emergenza umanitaria:<\/strong>\u00a0danni alle infrastrutture portuali pari a circa dieci miliardi di dollari, un porto da ricostruire, aiuti umanitari a una popolazione stremata. Aiuti che stanno assumendo i contorni di un\u2019opportunit\u00e0 e di una vera e propria competizione tra potenze. Vi sono attori come Arabia Saudita, Cina, Emirati Arabi Uniti, Iran, Russia. Poi c\u2019\u00e8 l\u2019Unione Europea con i suoi membri, tra cui noi. Nel dipanarsi degli interessi di ciascuno, la capacit\u00e0 di azione dei paesi dell\u2019Unione Europea sar\u00e0 determinante, cos\u00ec come il contributo dell\u2019Onu, attraverso l\u2019Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite (OCHA) sapr\u00e0 dare in termini di risposte.<\/p>\n<p><strong>In linea con il nostro collaudato e apprezzatissimo modo di agire nell\u2019emergenza<\/strong>,\u00a0come Italia abbiamo messo subito in campo una fornitura di 8,5 tonnellate di aiuti sanitari, allocando ulteriori 9 milioni di euro di assistenza umanitaria in aggiunta ai 14,5 milioni gi\u00e0 allocati nel bilancio 2020 della nostra Cooperazione. Siamo ben consapevoli della necessit\u00e0 di agire in modo sempre pi\u00f9 sinergico con la Francia e pi\u00f9 in generale come Europa, in quelle aree di crisi del Mediterraneo allargato cos\u00ec fondamentali per noi, quali Sahel, Libia e Libano. Una maggiore sinergia che \u00e8 oggi sempre pi\u00f9 necessaria anche alla luce della Brexit e del parziale disimpegno Usa nel Mediterraneo. Non \u00e8 pi\u00f9 il tempo delle fughe in avanti di un solo paese. Bisogna agire in un\u2019ottica sempre pi\u00f9 euro-atlantica per garantire la sicurezza e il benessere di un\u2019area geopolitica vasta, quella del Mediterraneo centrale vitale per la nostra stessa stabilit\u00e0 e per quella europea.<\/p>\n<p><strong>Sul piano della collaborazione con la Francia, in Libano non siamo all\u2019anno zero.<\/strong>\u00a0Nell\u2019ambito dell\u2019International Support Group for Lebanon (di cui facciamo parte assieme a un ristretto novero di paesi) e in pieno coordinamento con Parigi, abbiamo organizzato due conferenze internazionali per il sostegno alle forze di sicurezza libanesi (l\u2019ultima nel 2018). Il Gruppo, nato per assicurare un efficace sostegno alla stabilit\u00e0 del Libano, si \u00e8 riunito per la prima volta nel settembre 2013 a margine dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite, e ha visto la partecipazione dei P5 (Usa, Russia, Regno Unito, Francia, Cina), UE, Onu e Lega Araba, cui si sono poi aggiunti Italia, Germania e Banca Mondiale. Su richiesta del governo libanese, sostenuta dall\u2019Onu e dalla Francia, il governo italiano ha organizzato il 15 marzo 2018 la seconda conferenza ministeriale a sostegno delle forze di sicurezza libanesi, con la partecipazione del segretario generale dell\u2019Onu Guterres e dell\u2019allora primo ministro Hariri. La conferenza ha dato impulso al rafforzamento delle istituzioni securitarie libanesi (inclusa la polizia), sollecitando un maggiore impegno dei partiti libanesi ad assicurare una tangibile dissociazione dalle crisi regionali. Il governo italiano ha poi sostenuto la conferenza CEDRE, il 6 aprile 2019, organizzata dalla Francia per il rilancio degli investimenti e sul miglioramento delle infrastrutture e la promozione dello sviluppo economico del paese.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell\u2019Italia Libano \u00e8 di primo piano.\u00a0<\/strong>Il nostro impegno qui \u00e8 considerevole e di lungo corso: siamo fortemente impegnati a sostegno della stabilit\u00e0 regionale, di cui il Libano \u00e8 un elemento cardine; sono intensissimi anche i nostri rapporti bilaterali, consolidati a tutti i livelli. Una storia di solidariet\u00e0, cooperazione e collaborazione che ha avuto inizio nel 1983, quando i nostri due governi firmarono il primo accordo per un finanziamento italiano a favore della ricostruzione del Libano, sconvolto dalla guerra civile. Una collaborazione che vede nella Cooperazione italiana uno dei partner di riferimento pi\u00f9 importanti per Beirut, tanto da divenire interlocutore privilegiato in molti settori, anche nelle strategie d\u2019intervento dedicate a porre rimedio al drammatico impatto della crisi siriana. Grandissimo ed eccellente il lavoro delle OSC italiane in Libano, coordinate dall\u2019AICS, che ormai costituiscono una presenza apprezzata nel paese da decenni. In questi anni sono state numerose le iniziative finanziate attraverso il canale bilaterale a favore del rafforzamento istituzionale nelle politiche di sviluppo sociale (tra cui supporto ai minori, alle donne e alle questioni di genere, miglioramento del servizio sanitario), della protezione ambientale, delle infrastrutture (soprattutto legate alla rete idrica e allo smaltimento dei rifiuti), dello sviluppo agricolo e rurale, della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Negli ultimi anni sono stati anche avviati studi di settore per intervenire con progetti di sviluppo finanziati a credito di aiuto in aree innovative per la Cooperazione Italiana in Libano. Un\u2019attivit\u00e0 propedeutica all\u2019avvio di programmi per lo sviluppo dei distretti industriali, del turismo ecosostenibile e della gestione delle aree costiere marginali.<\/p>\n<p><strong>Spicca inoltre la responsabilit\u00e0 preminente che l\u2019Italia si \u00e8 assunta con la missione bilaterale MIBIL di addestramento delle Forze armate libanesi,<\/strong>\u00a0che rappresentano un simbolo di unit\u00e0 nazionale al di l\u00e0 delle divisioni politico confessionali. Spicca soprattutto la leadership italiana della missione UNIFIL, guidata dal Gen. Stefano Del Col nella veste di Force Commander. Si tratta di un ruolo di particolare rilievo e delicatezza, tenuto conto dei rischi di un conflitto nella regione, che proprio lungo la linea blu potrebbe avere uno dei suoi epicentri. Sotto questa prospettiva, l\u2019Italia ha saputo accumulare un capitale riconosciuto di affidabilit\u00e0 ed esperienza nel condurre la missione, e ha un interesse chiaro a preservare la stabilit\u00e0 regionale. Ne \u00e8 la prova quanto dichiarato su Facebook dall\u2019Ambasciatore israeliano in Italia Dror Eydar, secondo il quale l\u2019offerta di aiuti israeliana al governo libanese sarebbe stata formalizzata dalle Forze armate israeliane per il tramite del Comandante di UNIFIL Stefano Del Col. Un segnale che conferma quanto la missione internazionale riesca, anche in un momento come questo, a far dialogare due paesi formalmente in guerra e in un contesto regionale molto pi\u00f9 deteriorato del 2006. La capacit\u00e0 di interagire con tutti gli attori della politica e della societ\u00e0 libanese, grazie all\u2019impegno svolto in questi anni per sostenere tutte le comunit\u00e0 anche attraverso progetti di cooperazione civile-militare (CIMIC), ci consente di essere un interlocutore credibile, capace di parlare con tutti.<\/p>\n<p><strong>Siamo presenti in Libano e al fianco del Libano, una vicinanza che ci viene riconosciuta da sempre<\/strong> e che si esplicita con le nostre attivit\u00e0 che si collocano al centro pulsante delle questioni fondamentali nel paese e nell\u2019area. Siamo presenti con il nostro stile, con il nostro linguaggio, con la nostra incisivit\u00e0. La risposta all\u2019equazione dei simboli del disegno del bimbo la possono dare solo i libanesi, con noi pronti ad aiutarli a creare le condizioni perch\u00e9 la bandiera garrisca senza carrarmati per le strade e la colomba sia simbolo di unit\u00e0 e cittadinanza piena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Libano distrutto dalla spaventosa esplosione nell\u2019Hangar 12 del porto di Beirut.\u00a0Ma non sono solo le tristissime cifre della tragedia \u2013 centosessanta morti, oltre seimila feriti, oltre trecentomila sfollati \u2013 nonch\u00e9 la distruzione delle infrastrutture portuali e del patrimonio abitativo della citt\u00e0 ad addolorare il mondo. \u00c8 la situazione nel suo complesso che preoccupa, soprattutto [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[29,6,399],"class_list":["post-22935","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-cooperazione-sviluppo","tag-mediterraneo-e-medio-oriente","tag-vice-ministri-e-sottosegretari-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22935"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22935\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}