{"id":22980,"date":"2020-06-04T17:33:07","date_gmt":"2020-06-04T15:33:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/06\/africa-diritti-umani-e-corsa-al-vaccino-parla-la-viceministra-del-re-formiche-net\/"},"modified":"2020-06-04T17:33:07","modified_gmt":"2020-06-04T15:33:07","slug":"africa-diritti-umani-e-corsa-al-vaccino-parla-la-viceministra-del-re-formiche-net","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2020\/06\/africa-diritti-umani-e-corsa-al-vaccino-parla-la-viceministra-del-re-formiche-net\/","title":{"rendered":"Africa, diritti umani e corsa al vaccino. Parla la viceministra Del Re (Formiche.net)"},"content":{"rendered":"<p><i>Conversazione a tutto campo con la viceministra degli Esteri, Emanuela Del Re. Che sulla Libia dice: &#8220;\u00c8 necessario ragionare in ottica europea perch\u00e9 nessun Paese pu\u00f2 risolvere la crisi da solo&#8221;<\/i><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019Africa, i suoi rischi e le sue opportunit\u00e0, gli sforzi italiani e internazionali, l\u2019impegno per la difesa dei diritti umani e la sfida della cooperazione emersa dopo il caso che ha riguarda Silvia Aisha Romano. Ne ha parlato in una lunga intervista con Formiche.net Emanuela Del Re, viceministra \u00a0agli Affari esteri e cooperazione internazionale oltre che deputata del Movimento 5 stelle.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Viceministra, oggi l\u2019Italia presiede assieme agli Stati Uniti una riunione virtuale dei 32 membri del Gruppo ristretto della Coalizione globale anti-Daesh. Lo Stato islamico sta risorgendo?<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi due mesi lo Stato islamico ha incrementato i suoi attacchi in Siria e in Iraq. Destano preoccupazione le modalit\u00e0 degli attacchi condotti contro le forze regolari perch\u00e9 questo fa pensare a una ritrovata capacit\u00e0 di raccolta di informazioni da parte del gruppo. Il parziale ritiro americano dalla Siria cos\u00ec come la stagnazione politica in Iraq \u00e8 un terreno fertile per consentire all\u2019Isis di recuperare uno spazio di manovra, sfruttando cos\u00ec il vuoto di sicurezza. La riunione di oggi serve per fare il punto sullo stato delle attivit\u00e0 della Coalizione e aggiornare la strategia di contrasto all\u2019organizzazione terroristica \u2013 anche alla luce dell\u2019emergenza sanitaria globale \u2013 in attesa di poter ospitare in Italia la plenaria, che sar\u00e0 programmata non appena le circostanze lo consentiranno.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Oggi si parla di Iraq e Siria ma anche di Africa occidentale e Sahel. Qual \u00e8 l\u2019impostazione italiana?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia, coerentemente con il suo impegno multidimensionale nell\u2019area, promuove un maggiore coinvolgimento della Coalizione in questo quadrante, in un\u2019ottica di rafforzamento della sicurezza dell\u2019intero bacino del Mediterraneo. Il Sahel rappresenta un\u2019area di interesse strategico per l\u2019Italia, un\u2019area del mondo caratterizzata da un impetuoso sviluppo demografico, che si giova di una componente umana giovane ed entusiasta.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quali sono le sfide e le opportunit\u00e0 di quell\u2019area?<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono numerosi problemi che affliggono la regione tra cui le condizioni climatiche che sono e saranno in futuro determinanti: nella regione vi \u00e8 il pi\u00f9 alto numero di persone vittime del riscaldamento globale, che ha un enorme impatto sull\u2019agricoltura, sull\u2019allevamento. La mancanza di opzioni e la sopravvivenza a rischio offre un humus fertile per gruppi jihadisti che reclutano membri di comunit\u00e0 nomadiche che attraversano crisi economiche come i Tuareg, i Peul e i Dossak. Un altro problema serissimo \u00e8 costituito dall\u2019alto numero di sfollati sia interni sia trans-border causato dalla violenza organizzata e dai conflitti locali.\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Esistono soluzioni?<\/strong><\/p>\n<p>Dovremmo riuscire a creare opzioni alternative soprattutto per i giovani nella regione. L\u2019Italia partecipa allo sforzo condiviso della comunit\u00e0 internazionale per rafforzare gli stati della regione nel settore della sicurezza, del capacity building civile e con iniziative di cooperazione allo sviluppo. Sul piano securitario nella regione proliferano purtroppo gruppi armati ribelli affiliati alle principali sigle terroristiche (Al Qaeda e Stato Islamico). In risposta a tali fenomeni, accanto alla tradizionale presenza militare francese e a quella pi\u00f9 recente degli Usa, i Paesi della regione hanno costituito le coalizioni G5 Sahel, cui fanno capo forze militari congiunte cui \u00e8 andato il sostegno della comunit\u00e0 internazionale. Operano in loco anche missioni di capacity building dell\u2019Unione europea e dell\u2019Onu che vedono anche una presenza italiana.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>E l\u2019Italia, invece?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia fornisce un contributo crescente alla stabilizzazione del Sahel con un approccio multidimensionale, che prevede un costante dialogo politico, accompagnato da un concreto sostegno sul piano della sicurezza e dello sviluppo sostenibile. Abbiamo aperto negli scorsi anni nuove ambasciate nell\u2019area e altre seguiranno; abbiamo anche intensificato le visite in loco di nostri esponenti di governo. Sul piano della sicurezza, inoltre, abbiamo stabilito accordi di cooperazione nel settore della difesa con i principali paesi del Sahel e opera in Niger la missione bilaterale di supporto Misin per dare assistenza e supporto. Rafforzeremo il nostro impegno militare, in coordinamento con i nostri principali partner internazionali. Infine, nel corso di quest\u2019anno l\u2019Italia consolider\u00e0 l\u2019impegno sul piano della cooperazione allo sviluppo e migratoria: nel biennio 2017-2019, la Cooperazione Italiana ha destinato ai paesi G5 Sahel risorse a dono complessive pari a circa 120 milioni di euro, cui si aggiungono i progetti finanziati nel Sahel attraverso il Fondo Migrazioni, del valore di circa 120 milioni di euro, destinati a rafforzare le capacit\u00e0 operative dei Paesi del G5 nella gestione del fenomeno migratorio.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il Sahel \u00e8 fondamentale per l\u2019Italia anche in chiave libica.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il confine meridionale della Libia, e per tale ragione \u00e8 per noi cruciale. Si tratta di un vasto territorio desertico privo di controlli, ci\u00f2 che ha storicamente contribuito a rendere la vasta regione sudooccidentale libica del Fezzan il crocevia di un articolato sistema di traffici di esseri umani, stupefacenti, armi, sigarette, carburante. La porosit\u00e0 del confine libico con la regione saheliana ha contribuito all\u2019immissione nelle dinamiche del conflitto militare di mercenari provenienti da paesi della regione inquadrati a sostegno di entrambi gli schieramenti.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come agire?<\/strong><\/p>\n<p>In prospettiva \u00e8 necessario un ulteriore rafforzamento del profilo internazionale a sostegno della stabilizzazione del Sahel, nella direzione di un maggiore coordinamento. Si sta profilando l\u2019istituzione di una Coalizione internazionale per il Sahel per facilitare il dialogo tra le varie strutture di sostegno al Sahel nei qauttro pilastri di intervento: contrasto militare al terrorismo, capacity building in materia di sicurezza, capacity building in materia civile, cooperazione allo sviluppo. \u00c8 stato parimenti prospettato un maggior coinvolgimento della Coalizione anti Daesh e della Nato nel Sahel. L\u2019Italia contribuisce attivamente alla riflessione internazionale in corso su questi temi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Arriviamo dunque al Nord Africa. Parliamo di Libia. Dati i recenti sviluppi sul campo, quale strada intende percorre il governo italiano?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che sul dossier libico sia necessario ragionare in ottica europea e non nazionale perch\u00e9 nessun Paese, da solo, pu\u00f2 risolvere la complessit\u00e0 della crisi libica. L\u2019escalation degli ultimi giorni impone un maggiore sforzo da parte dei paesi dell\u2019Unione europea nel sostenere, attraverso adeguati assetti, l\u2019Operazione Eunavfor Med Irini, a comando italiano. Una operazione che presenta vari assetti, che deve attuarsi sul piano navale ma anche aereo per garantire la neutralit\u00e0 dell\u2019intervento. La crisi libica e la stabilizzazione dell\u2019area devono essere una priorit\u00e0 dell\u2019Europa e un\u2019area di attenzione anche per il fianco Sud della Nato. In questa cornice si colloca l\u2019azione dell\u2019Italia. Nell\u2019ambito della Conferenza di Berlino sulla Libia l\u2019Italia si \u00e8 fatta attiva promotrice della valorizzazione del ruolo dei Paesi vicini della Libia, pi\u00f9 direttamente esposti alle conseguenze dell\u2019instabilit\u00e0 libica, attraverso una loro partecipazione attiva nei processi internazionali, a partire dal Processo di Berlino e dai suoi meccanismi di attuazione.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Oggi giugno anche si tiene il summit del Gavi, la coalizione globale per i vaccini e l\u2019immunizzazione, che vede il Regno Unito tra i principali contributi. L\u2019Italia si \u00e8 impegnata recentemente con uno stanziamento di 120 milioni di euro per il quinquennio 2021-2025. Anche pensando al coronavirus, come si possono unire l\u2019universalit\u00e0 e l\u2019equit\u00e0 del vaccino?<\/strong><\/p>\n<p>Quella del coronavirus \u00e8 una crisi globale di proporzioni e con modalit\u00e0 inedite, che necessita di una risposta globale e coordinata. L\u2019Italia ha promosso a tutti i livelli \u2014 in particolare in ambito Onu, G20, G7 e nell\u2019Unione europea \u2014 la costruzione di una strategia globale, concertata, multilaterale e multi-dimensionale per fronteggiare tale crisi, anche per sostenere i Paesi con sistemi sanitari particolarmente fragili. Gli effetti negativi di questa crisi potrebbero essere non solo sulla salute ma anche sulla sicurezza alimentare, sul benessere e prosperit\u00e0 delle popolazioni e in ultima analisi sulla sicurezza e stabilit\u00e0 di questi Paesi. Anche per questo motivo, l\u2019Italia \u00e8 stato il primo Paese \u2014 con ferma volont\u00e0 in primis del ministro Luigi Di Maio \u2014 a promuovere apertamente la costituzione di un\u2019alleanza internazionale per il vaccino Covid-19, per accelerare la ricerca, lo sviluppo e l\u2019equa distribuzione di un vaccino e la risposta sanitaria e multi-dimensionale alla pandemia. Il tutto con un convinto approccio multilaterale mettendo a disposizione risorse multilaterali in favore della Coalizione Cepi sulla ricerca del vaccino, dell\u2019Alleanza Gavi sulla sua equa distribuzione e sull\u2019immunizzazione globale e dell\u2019Oms per il sostegno ai Paesi pi\u00f9 fragili. Inoltre, l\u2019Italia sta promuovendo una iniziativa innovativa in ambito Fao, la costituzione di una Food Coalition, un meccanismo multilaterale e multisettoriale che mira a creare una rete di solidariet\u00e0 internazionale per rispondere alle nuove criticit\u00e0 emerse con la pandemia sul sistema di approvvigionamento alimentare, rafforzando la lotta contro la fame e la malnutrizione.\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E in vista del G20 del 2021 che l\u2019Italia presidier\u00e0?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro Paese assicurer\u00e0 il massimo impegno nella risposta agli effetti di lungo termine della pandemia. Come ha scritto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una recente lettera aperta congiunta con altri quattro capi di Stato e di governo: \u201cLa posta in gioco \u00e8 alta per tutti: nessuno \u00e8 immune, nessuno pu\u00f2 sconfiggere il virus da solo e nessuno sar\u00e0 davvero al sicuro finch\u00e9 non lo saremo tutti, in ogni quartiere, in ogni citt\u00e0, in ogni regione, in ogni Paese del mondo. In questo mondo cosi interconnesso, la forza del sistema sanitario globale \u00e8 pari a quella del suo anello pi\u00f9 debole. Per proteggere ciascuno di noi, dobbiamo proteggerci a vicenda\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Esistono i rischi del continente africano legati alla pandemia di Covid-19? A quali contromisure sta lavorando la Farnesina.<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante i rischi e le preoccupazioni che suscita l\u2019impatto del Covid-19 in Africa, va detto che alcuni Paesi stanno rispondendo in modo efficace. Penso al Senegal che ora sta sviluppando un kit per effettuare il test per il Covid-19 che potrebbe costare 1 dollaro a paziente. O al Ghana, che ha sviluppato un innovativo sistema di tracciamento, oggi allo studio dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il maggiore problema in Africa sembrano essere gli effetti collaterali, giusto?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, come quelli legati all\u2019interruzione delle catene alimentari che secondo diversi studi potrebbe portare a una grande carestia nel futuro prossimo. Inoltre, i sistemi sanitari di numerosi Paesi africani sono fragili, e si sovraccaricano per questa pandemia: il rischio che ne deriva \u00e8 di non poter seguire adeguatamente altre patologie che in Africa mietono costantemente vittime. Covid-19, shock nel mercato petrolifero, questioni ambientali molto serie: \u00e8 evidente che siamo di fronte a una profonda instabilit\u00e0 sistemica che richiede risposte strutturali molto serie, con prospettiva a breve, medio e lungo termine.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00c8 un dovere occidentale intervenire secondo lei?<\/strong><\/p>\n<p>Non v\u2019\u00e8 dubbio che si debba intervenire in Africa perch\u00e9 \u00e8 la frontiera principale della lotta globale al coronavirus. \u00c8 nostro interesse. Per fortuna l\u2019attenzione nei confronti del continente \u00e8 aumentata, con programmi di intervento articolati anche da parte dell\u2019Ue, per esempio, cui partecipa attivamente l\u2019Italia, che \u00e8 sempre in prima linea di fronte a queste sfide. La nostra azione diplomatica nei consessi globali in favore di una risposta globale al Covid-19 continua su tutti i fronti, anche giovandosi di un tavolo operativo nazionale che sar\u00e0 convocato a breve.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dopo il caso di Silvia Aisha Romano. Pensa sia necessario una riforma del sistema della cooperazione per garantire nuovi standard di sicurezza?<\/strong><\/p>\n<p>La vicenda di Silvia Romano ha portato nuovamente all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica il tema della sicurezza dei nostri cooperanti all\u2019estero. Il tema \u00e8 stato sempre curato con il massimo impegno dalla Farnesina ed \u00e8 stato molte volte oggetto di dialogo tra le Osc e l\u2019Unit\u00e0 di Crisi del ministero, sviluppatosi particolarmente negli ultimi anni. Il contesto attuale, caratterizzato da grande complessit\u00e0, richiede certamente una pi\u00f9 generalizzata presa di coscienza dei rischi. Il problema sicurezza va affrontato dotandosi di regole precise, anche attraverso la formazione degli operatori, e va vissuto e interpretato nella diversit\u00e0 delle realt\u00e0 in cui ci si trova. L\u2019osservanza delle regole e la maggiore attenzione non possono assicurare l\u2019incolumit\u00e0, ma sono validi strumenti per minimizzare i rischi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ma esistono Osc non sono iscritte nell\u2019elenco delle idonee che operano egualmente sul terreno senza rapporti con la cooperazione italiana. Come fare in questi casi?<\/strong><\/p>\n<p>Va stabilito un contatto pi\u00f9 informato con queste realt\u00e0, se possibile avviando percorsi preventivi di sensibilizzazione sui rischi nonch\u00e9 di formazione.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Lei ha fatto pi\u00f9 volte riferimento alla prospettiva multilaterale. Un tema diventato se possibile ancora pi\u00f9 urgente in questa fase \u00e8 quello dei diritti umani. In che modo l\u2019Italia \u00e8 impegnata nella loro difesa?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019azione italiana a tutela dei diritti umani nel mondo si concentra da anni su alcune battaglie simbolo che vanno dalla moratoria universale della pena di morte alla promozione dei diritti delle donne e delle bambine (incluse le campagne contro le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci e forzati). Si tratta dei temi cardine del nostro mandato nel Consiglio dei Diritti Umani dell\u2019Onu 2019-2021: dalla tutela della libert\u00e0 di religione e credo e dei diritti degli appartenenti alle minoranze religiose alla lotta contro il traffico di esseri umani; dalla protezione del patrimonio culturale contro ogni oscurantismo alla lotta contro il razzismo, la xenofobia e tutte le forme di intolleranza, antisemitismo; discriminazioni, incluse quelle basate sull\u2019orientamento sessuale e l\u2019identit\u00e0 di genere. Battaglie che il nostro Paese conduce da tempo, che sono perdurate nonostante i cambi di governo. Come tali fanno parte del nostro bagaglio identitario nazionale, forti della consapevolezza che la promozione nel mondo dei nostri valori costituzionali e civili costituisce un preciso interesse nazionale oltrech\u00e9 un imperativo etico.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Promuoverli \u00e8 l\u2019obiettivo e l\u2019imperativo, ma in che modo?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Attraverso un pieno e convinto ancoraggio dell\u2019Italia a un multilateralismo efficace. Pi\u00f9 l\u2019Italia partecipa ai fori multilaterali, maggiore \u00e8 la nostra possibilit\u00e0 di incidere nelle dinamiche globali. Non vi \u00e8 contraddizione, tutt\u2019altro, tra perseguimento dell\u2019interesse nazionale e multilateralismo. Le pi\u00f9 difficili crisi del mondo si risolvono solo se vi \u00e8 coordinamento e cooperazione tra Stati, in seno alle organizzazioni multilaterali. La Pandemia da Covid-19 lo sta drammaticamente confermando. Se vi sono delle deficienze o ritardi nella risposta delle organizzazioni internazionali, queste sono perlopi\u00f9 da addebitare agli stati membri che ne fanno parte, e non alle istituzioni multilaterali in s\u00e9.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/06\/intervista-del-re\/\" title=\"Versione originale dell'articolo online >>&#8221;>Versione originale dell&#8217;articolo online >><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Conversazione a tutto campo con la viceministra degli Esteri, Emanuela Del Re. 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