{"id":22982,"date":"2020-06-03T09:49:44","date_gmt":"2020-06-03T07:49:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/06\/del-re-maurer-solidarieta-globale-anti-covid-le-6-azioni-che-dobbiamo-fare-avvenire\/"},"modified":"2020-06-03T09:49:44","modified_gmt":"2020-06-03T07:49:44","slug":"del-re-maurer-solidarieta-globale-anti-covid-le-6-azioni-che-dobbiamo-fare-avvenire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2020\/06\/del-re-maurer-solidarieta-globale-anti-covid-le-6-azioni-che-dobbiamo-fare-avvenire\/","title":{"rendered":"Del Re \u2013 Maurer: Solidariet\u00e0 globale anti-Covid le 6 azioni che dobbiamo fare (Avvenire)"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><em>Del Re \u00e8 viceministra degli Esteri e della Cooperazione internazionale <\/em><\/p>\n<p align=\"left\"><em>Maurer \u00e8 presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa nazionale<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"justify\">Caro direttore,<\/p>\n<p align=\"left\">non v&#8217;\u00e8 dubbio che per combattere i nuovi fronti del contagio nei Paesi fragili si debba estendere la solidariet\u00e0 oltre le frontiere: se non agissimo nell&#8217;ambito della cooperazione globale, rischieremmo ondate ricorrenti di Covid-19 nei vari Stati del mondo, con imprevedibili conseguenze che potrebbero imporre l&#8217;adozione di misure di ricontenimento, e potrebbero avviare una recessione economica permanente. Per questo motivo il concetto di &#8220;solidariet\u00e0&#8221; viene evocato spesso nella sua accezione soprattutto politica, in risposta alla pandemia in atto.<\/p>\n<p align=\"left\">In Africa, Medio Oriente, Centro e Sud America, la curva delle infezioni \u00e8 in aumento soprattutto nei contesti fragili. Siamo ormai consapevoli che, come ha affermato il direttore generale dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, Tedros Adhanom Ghebreyesus, il virus rester\u00e0 in circolazione per molto tempo, e questo ci impone di agire subito e con coerenza. Guardando alla situazione da un punto di vista globale, emerge, stando ai dati dell&#8217;Oms, che un terzo dei Paesi nel mondo non dispone di un sistema di riferimento clinico per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19, e che solo il 48% dei Paesi dispone di un programma di prevenzione e controllo delle infezioni, di procedure igieniche standard e di trattamento dell&#8217;acqua nei centri sanitari. Il quadro umanitario \u00e8 gi\u00e0 devastante, e questa pandemia in molti luoghi inasprisce le condizioni di vita delle famiglie che da sempre lottano per soddisfare bisogni fondamentali, dall&#8217;alloggio al cibo, all&#8217;acqua, alle cure mediche.<\/p>\n<p align=\"left\">Nei territori dove la guerra ha imperversato per anni, peraltro, la possibilit\u00e0 di rispondere adeguatamente al virus \u00e8 scarsa o nulla. Negli ultimi mesi, i combattimenti in molte aree sono addirittura aumentati: basta guardare al Sahel o alla Libia dove assistiamo a un&#8217;intensificazione della violenza, all&#8217;aumento degli sfollati e all&#8217;indebolimento dei sistemi sanitari, con un conseguente innalzamento del rischio di diffusione del Covid-19. Sono pi\u00f9 di 70 milioni le persone costrette alla fuga a causa dei conflitti. Appare evidente che la diffusione della pandemia nei campi ipercongestionati dei rifugiati e degli sfollati, dove \u00e8 forte la promiscuit\u00e0, avrebbe effetti rovinosi. Un effetto gravissimo dei combattimenti sul terreno e dei bombardamenti nelle aree abitate \u00e8 la distruzione delle infrastrutture urbane: in alcuni luoghi gli ospedali vengono attaccati e diventano inaccessibili, in altri funzionano a malapena; la distruzione o il malfunzionamento dei sistemi idrici e fognari comporta che le malattie infettive -colera, morbillo, tifo o altro-possono diffondersi di nuovo. La risposta della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa \u00e8 aumentata al fine di proteggere le comunit\u00e0 vulnerabili, attraverso diverse azioni: pre-posizionando medicinali e attrezzature, riabilitando i sistemi idrici e igienico-sanitari nei campi e nelle strutture detentive, assistendo le autorit\u00e0 locali nella predisposizione di piani di emergenza nel caso di un alto numero di vittime, per garantire che malati e vittime siano trattati con dignit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">Misure, queste, che a breve termine possono salvare vite umane. Ma quello che nel lungo termine far\u00e0 la differenza \u00e8 la prevenzione di future ondate pandemiche, che si pu\u00f2 mettere in atto consolidando le infrastrutture essenziali nei Paesi fragili. Se il consolidamento delle infrastrutture essenziali appare azione ovvia in Paesi come l&#8217;Italia o la Svizzera, non lo \u00e8 nei contesti fragili, dove non esistono reti di protezione, n\u00e9 di tipo sanitario n\u00e9 di tipo economico. Si stima peraltro che le misure di lockdown potrebbero avere un forte impatto negativo su coloro che lavorano nell&#8217;economia informale, perch\u00e9 la restrizione del movimento comporta l&#8217;impossibilit\u00e0 di guadagnarsi da vivere. Non esiste un&#8217;opzione sussistenza contro salute: se queste popolazioni, gi\u00e0 rese fragili dai conflitti, sprofondassero ulteriormente nella miseria, sarebbero ancora pi\u00f9 esposte alle malattie. Emerge una ulteriore preoccupazione: la sicurezza alimentare. E\u2019 una questione che merita una risposta forte e immediata, perch\u00e9 mette ulteriormente in pericolo la salute e i mezzi di sussistenza di centinaia di milioni di persone, soprattutto in contesti fragili: i segnali di un&#8217;interruzione delle catene di approvvigionamento alimentare sono gi\u00e0 visibili man mano che i Paesi moltiplicano le misure per arrestare la pandemia. Quandanche l&#8217;Africa registrasse un minor impatto del Covid-19, il continente dovr\u00e0 affrontare un disastro economico, per non parlare del forte calo degli investimenti esteri diretti, delle rimesse, dell&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime di base e della volatilit\u00e0 dei tassi di cambio.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019Italia sostiene i meccanismi per facilitare il contrasto alla prevista crisi alimentare. La comunit\u00e0 internazionale, con una collaborazione attiva e stretta delle agenzie delle Nazioni Unite con sede a Roma (Fao, Ifad e Pam), sta creando una vera e propria \u00abfood coalition\u00bb (alleanza del cibo), una piattaforma concreta e dinamica che consente lo scambio di buone pratiche per mitigare l&#8217;effetto nefasto sul piano socio-economico del Covid-19 sulla disponibilit\u00e0 e la distribuzione del cibo. Senza un&#8217;azione concertata e coordinata, molti Paesi rischiano di vanificare decenni di progresso e sviluppo. Per evitare questo scenario, \u00e8 essenziale che i governi agiscano in stretta collaborazione con il settore privato, le organizzazioni umanitarie e della societ\u00e0 civile, le comunit\u00e0 locali e le diaspore. Tutti possono svolgere un ruolo fondamentale nel generare nuove opportunit\u00e0 di sostentamento e nell&#8217;adattare le risposte socio-economiche al contesto comunitario.<\/p>\n<p align=\"left\">I governi stanno agendo in chiave nazionale, ma abbiamo bisogno di una risposta globale che affronti i punti chiave. 1) <strong>Approntare<\/strong> una risposta globale che affronti da un lato l&#8217;emergenza e dall&#8217;altro rafforzi i paesi fragili nel ridurre le tensioni tra la risposta sanitaria e le esigenze economiche. 2) <strong>Garantire<\/strong>-ove possibile-che i finanziamenti che sostengono la risposta Covid-19 vadano oltre la riallocazione di fondi esistenti per gli aiuti. Abbiamo visto che trascurare il sostegno ad altri servizi sanitari oltre al COVID pu\u00f2 comportare molti pi\u00f9 morti del coronavirus a causa di impatti secondari. 3) <strong>Adottare <\/strong>un approccio coordinato multi-stakeholder che mobilita capitali pubblici e privati, attori istituzionali (Stati, Organizzazioni internazionali, Istituzioni finanziarie internazionali). 4) <strong>Rafforzare<\/strong> la cooperazione tra Stati consentendo la produzione e la libera circolazione di beni e attrezzature mediche, compresi i dispositivi di protezione individuale, affinch\u00e9 vadano dove \u00e8 pi\u00f9 necessario. Le catene globali di approvvigionamento alimentare devono essere tenute aperte. 5) <strong>Fare<\/strong> in modo che l&#8217;assistenza e la protezione umanitaria non si fermino di fronte alla pandemia. L&#8217;accesso umanitario \u00e8 una priorit\u00e0 assoluta, come ripetutamente affermato dal Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu. Ove in grado di rispettare tutte le precauzioni sanitarie, gli operatori umanitari devono avere accesso sicuro alle popolazioni in stato di bisogno. 6) <strong>Assicurare<\/strong> equit\u00e0 e che nessun Paese venga discriminato. \u00abIl mondo deve essere unito di fronte a questa sfida e dobbiamo assicurarci che il vaccino, quando arriver\u00e0, sia per tutti, non solo per i pochi\u00bb, ha affermato il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio nel suo appello a favore di un&#8217;alleanza internazionale per il vaccino.<\/p>\n<p align=\"left\">Un appello che indica la stessa direzione &#8211; \u00abvaccini Covid-19 di dominio pubblico\u00bb &#8211; proposta dall&#8217;appello di illustri intellettuali guidati dal premio Nobel Muhammad Yunus e dal presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali Stefano Zamagni sostenuto e lanciato da &#8220;Avvenire&#8221;, &#8220;La Croix&#8221; e &#8220;Nederlands Dagblad&#8221;. Chiediamo agli Stati, alle organizzazioni pubbliche, private e umanitarie di essere unite. E\u2019 nostro dovere aiutare i Paesi che gi\u00e0 combattono per fornire assistenza sanitaria alle proprie comunit\u00e0, in particolare a quelle pi\u00f9 vulnerabili. Ma \u00e8 anche evidentemente nostro interesse. Nessuno di noi \u00e8 al sicuro finch\u00e9 non siamo tutti al sicuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Del Re \u00e8 viceministra degli Esteri e della Cooperazione internazionale Maurer \u00e8 presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa nazionale \u00a0 Caro direttore, non v&#8217;\u00e8 dubbio che per combattere i nuovi fronti del contagio nei Paesi fragili si debba estendere la solidariet\u00e0 oltre le frontiere: se non agissimo nell&#8217;ambito della cooperazione globale, rischieremmo ondate ricorrenti [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[37,399],"class_list":["post-22982","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-covid-19","tag-vice-ministri-e-sottosegretari-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22982","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22982"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22982\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22982"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22982"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22982"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}