{"id":23030,"date":"2020-04-20T13:36:37","date_gmt":"2020-04-20T11:36:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/04\/del-re-coronavirus-ci-salvera-la-cooperazione-internazionale-agenzia-dire\/"},"modified":"2020-04-20T13:36:37","modified_gmt":"2020-04-20T11:36:37","slug":"del-re-coronavirus-ci-salvera-la-cooperazione-internazionale-agenzia-dire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2020\/04\/del-re-coronavirus-ci-salvera-la-cooperazione-internazionale-agenzia-dire\/","title":{"rendered":"Del Re: \u201cCoronavirus, ci salver\u00e0 la cooperazione internazionale\u201d (Agenzia Dire)"},"content":{"rendered":"<p>Garantire la continuit\u00e0 di quanti pi\u00f9 progetti possibile ma anche una maggiore flessibilit\u00e0,\u00a0puntando in particolare sul comparto sanitario e \u2018wash\u2019 e scongiurando \u2018contagi di ritorno\u2019: questo l\u2019impegno della viceministra\u00a0Emanuela Del Re\u00a0per rafforzare, ai tempi della pandemia di Covid-19, gli interventi della Cooperazione italiana nel mondo.<\/p>\n<p>In un\u2019intervista con l\u2019agenzia Dire si evidenziano la necessit\u00e0 del multilateralismo e di un\u00a0\u2018approccio globale\u2019\u00a0ma anche la prospettiva di \u2018mesi complicati\u2019. Del Re, ricercatrice e sociologa, esperta di Medio Oriente e di Africa, coordina un tavolo operativo al quale, insieme con il ministero degli Esteri, parteciperanno l\u2019Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), le organizzazioni della societ\u00e0 civile (osc) e il settore privato.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019occasione, spiega la viceministra, per ascoltare e mettere a fuoco \u2018necessit\u00e0, bisogni e proposte\u2019. Decisi a guardare anche oltre il Covid-19, magari pure con una crescita degli investimenti dell\u2019Italia nella Cooperazione, colmando il ritardo con i principali Paesi europei.<\/p>\n<p><strong>Viceministra, la lotta per il contenimento del Covid-19 rilancia la necessit\u00e0 di uno sviluppo condiviso e di una cooperazione che oltrepassi barriere e confini nazionali? Su quali iniziative puntare subito, in un\u2019ottica multilaterale?<\/strong><\/p>\n<p>\u2018Non v\u2019\u00e8 dubbio che quello che stiamo vivendo sia un momento storico eccezionale, unico nel suo genere in epoca contemporanea. Siamo di fronte alla pi\u00f9 grave emergenza sanitaria dal Dopoguerra ad oggi. E non c\u2019\u00e8 dubbio che si tratti di un fenomeno veramente globale, perch\u00e9 coinvolge tutti, ad ogni latitudine. E\u2019 fondamentale adottare una visione prismatica, che permetta di individuare risposte adeguate alle sfide, a tutto campo, che investano tutti i settori, da quello sanitario a quello economico, sociale, e anche valoriale. L\u2019approccio che deve caratterizzare il nostro sforzo in questo momento, deve essere basato su un\u2019azione combinata, se si vogliono davvero trovare strategie efficaci. E\u2019 una forma di consapevolezza, quella della necessit\u00e0 di agire sinergicamente, che l\u2019Italia possiede, e infatti si muove sul piano multilaterale insieme ai propri partner e a tutte le agenzie delle Nazioni Unite. La prospettiva multilaterale \u00e8 fondamentale in questo momento, perch\u00e9 consente di partecipare a tutti i processi decisionali, e consente di mettere in campo la nostra grande esperienza in campo sanitario nel mondo. Un mondo che ora si muove proprio per raccordarsi. Il dialogo \u00e8 molto aperto. Ad esempio, ho partecipato insieme ai principali donatori delle agenzie delle Nazioni Unite alle video-conferenze presiedute da Mark Lowcock, capo dell\u2019Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) e con l\u2019Organizzazione mondiale per la sanit\u00e0 (Oms) il 26 marzo e il 15 aprile. Il nuovo Covid-19 Global Humanitarian Response Plan (Ghrp), il piano di risposta umanitaria globale che dovrebbe aggregare i piani di risposta delle singole agenzie dell\u2019Onu (Oms, Unhcr, Oim, Unicef, Undp, Fao, Wfp, Unfpa, Un-Habitat) del valore di 2 miliardi di dollari, \u00e8 stato presentato nel dettaglio. Il Ghrp \u00e8 uno strumento che si aggiunge allo Strategic Preparedeness and Response Plan lanciato dall\u2019Oms il 3 febbraio, del valore di 675 milioni per il trimestre febbraio-aprile 2020. Si tratta di un piano strutturato in attivit\u00e0 di assistenza alle amministrazioni, definizione ed attuazione di piani terapeutici, effettuazione di test e promozione di campagne di sensibilizzazione, mappatura e monitoraggio dei contagi e fornitura di materiale medico-sanitario di protezione personale, tenendo conto delle difficolt\u00e0 legate al quadro di scarsit\u00e0 del mercato globale. A oggi, in risposta all\u2019emergenza Covid-19, il nostro Paese ha gi\u00e0 intrapreso diverse iniziative sia sul piano multilaterale sia sul piano bilaterale, con contributi all\u2019Oms nel quadro dello Strategic Preparedeness and Response Plan e alla Federazione Internazionale della Croce Rossa nel quadro dell\u2019Appello globale Covid-19 e di forniture di materiale medico-sanitario a Paesi cosiddetti \u2018fragili\u2019 nostri partner. L\u2019esperienza maturata nella lotta a ebola e altre epidemie, ad esempio, ci insegna che bisogna intervenire con decisione per scongiurare contagi di ritorno. E\u2019 necessario comprendere che mai come in questo momento dobbiamo agire secondo un\u2019ottica condivisa. Le azioni italiane infatti, sin dai primi giorni dell\u2019epidemia sono incentrate sull\u2019attivazione di una risposta rapida, sinergica, coordinata e quanto pi\u00f9 efficace possibile. Una risposta condivisa, appunto\u2019.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia sapr\u00e0 investire su questo pi\u00f9 di quanto non abbia fatto finora (magari in un mondo in cui i 17 target dell\u2019Agenda per lo sviluppo sostenibile sono pi\u00f9 lontani)?<\/strong><\/p>\n<p>\u2018L\u2019emergenza che stiamo vivendo, pur nella sua drammaticit\u00e0 e nella dolorosissima conta dei morti, ci invita ad una spinta aggressiva nell\u2019impegno per realizzare l\u2019Agenda 2030, perch\u00e9 essa costituisce la sintesi dell\u2019approccio olistico secondo me assolutamente fondamentale, in cui emerge il legame inestricabile tra salute pubblica, benessere, clima, energia e sviluppo sostenibile e soprattutto il meccanismo di causa-effetto tra questi settori. L\u2019Italia in questo investe, e investe tanto. Siamo tra i principali Paesi donatori delle Nazioni Unite. Siamo \u2018champions\u2019 in questo campo, come amo ripetere. Siamo uno dei paesi che pi\u00f9 cooperano in Africa, uno dei maggiori contributori delle iniziative sanitarie globali, ad esempio dei pi\u00f9 importanti fondi per debellare le malattie prevenibili, le malattie infantili e la fame. Si tratta di investimenti che hanno un importante ritorno per il nostro paese, perch\u00e9 come dimostra la pandemia da Covid-19, investire per la salute a livello globale vuol dire investire nella nostra salute, nel nostro futuro. Infatti, dinanzi a questa sfida l\u2019Italia far\u00e0 la sua parte, come ho ribadito ad Ocha e Oms. In questo senso \u00e8 importante avere ben chiaro l\u2019obiettivo del Governo volto a proseguire il percorso di rafforzamento della Cooperazione italiana e il suo riallineamento agli standard internazionali \u2013 i principali Paesi europei investono molto di pi\u00f9 di noi nella cooperazione. Seppure negli ultimi due anni abbiamo assistito a una flessione della percentuale dell\u2019Aiuto pubblico allo sviluppo rispetto al Reddito nazionale lordo, il nostro obiettivo rimane il raggiungimento dello 0,7 per cento entro il 2030, cos\u00ec come previsto dall\u2019Agenda per lo sviluppo sostenibile. Sono peraltro convinta che occorrer\u00e0 assicurare una crescita graduale e costante degli stanziamenti destinati al settore della cooperazione allo sviluppo, perch\u00e9 esso in questa emergenza \u00e8 fondamentale per il settore sanitario e Wash in Paesi con sistemi sanitari fragili, per prevenire un pericoloso contagio di ritorno. Per questo sarebbe saggio accrescere le risorse finanziarie destinate al ministero degli Esteri per gli interventi di cooperazione, tenuto conto del ruolo qualificato che il dicastero, attraverso Aics, svolge sul piano internazionale nel settore dello sviluppo, in particolare nei progetti sanitari. \u00c8 vero, siamo uno dei Paesi pi\u00f9 colpiti dall\u2019emergenza Covid-19, ma proprio per questo non ci tiriamo indietro e continuiamo ad essere in prima linea per sconfiggere questo terribile virus sul piano globale, per garantirci un futuro senza pandemie\u2019.<\/p>\n<p><strong>Rispetto all\u2019emergenza coronavirus, Lei ha evidenziato la necessit\u00e0 di \u2018una ridefinizione delle iniziative e dell\u2019intera programmazione dell\u2019attivit\u00e0 della Cooperazione allo sviluppo\u2019, parlando di \u2018priorit\u00e0 nuove\u2019. Quali potrebbero essere le direttrici chiave di questo intervento?<\/strong><\/p>\n<p>\u2018Il mio lavoro al ministero continua incessantemente. Nei giorni scorsi ho tenuto una serie di video-conferenze con i principali componenti del sistema italiano della cooperazione internazionale, e ci siamo confrontati sulle principali problematiche che le attivit\u00e0 di cooperazione stanno affrontando a causa dell\u2019emergenza pandemica. Ci attendono mesi complicati che comporteranno verosimilmente anche una ridefinizione delle iniziative e dell\u2019intera programmazione dell\u2019attivit\u00e0 della cooperazione allo sviluppo, alla luce dell\u2019emergenza in corso. Tutto sar\u00e0 modulato in base all\u2019evolversi delle circostanze. Ci stiamo interrogando sul futuro insieme alla Direzione generale della cooperazione allo sviluppo della Farnesina, ad Aics e a tutti gli attori del sistema-cooperazione, raccogliendo necessit\u00e0, bisogni, proposte. Tra le nuove priorit\u00e0 dettate dalla necessit\u00e0 di combattere il Covid-19 stiamo definendo linee guida ad hoc: programmi ancor pi\u00f9 mirati nel settore della sanit\u00e0 e della prevenzione; iniziative di \u2018awareness\u2019 specifiche soprattutto per i gruppi pi\u00f9 vulnerabili, quindi pi\u00f9 esposti al contagio; maggior sostegno alle comunit\u00e0 locali per rafforzarne la resilienza e la capacit\u00e0 di prevenzione e reazione alla pandemia. Si tratta di settori di intervento nei quali siamo gi\u00e0 impegnati da tempo con successo, ma che necessitano di un ripensamento in questa emergenza, per massimizzare risorse, sforzi e bisogni, sempre ascoltando quanto ci arriva \u2018dal campo\u2019, in collaborazione e partnership con le comunit\u00e0 locali e sempre con gli stessi grandi valori \u2018italiani\u2019 che ci ispirano e che guidano la nostra azione. L\u2019approccio deve essere pi\u00f9 che mai multi-stakeholder, per cui anche il settore privato \u00e8 chiamato a partecipare in forma nuova e ancora pi\u00f9 incisiva alla strategia di risposta alla pandemia nel quadro pi\u00f9 generale della cooperazione allo sviluppo. Per questo abbiamo istituito un Tavolo operativo sulla prevenzione e sul contributo italiano alla risposta globale alla pandemia, da me coordinato, cui parteciperanno tutti gli attori: oltre a Dgcs e Aics, le organizzazioni della societ\u00e0 civile, il settore privato, le organizzazioni internazionali e altri\u2019.<\/p>\n<p><strong>In tempi di coronavirus, lei ha definito \u2018encomiabile\u2019 l\u2019impegno dell\u2019Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo per continuare a proiettare e a realizzare nel mondo l\u2019impegno italiano a sostegno di uno sviluppo equo e sostenibile. In questa fase, ci saranno misure di supporto o linee di indirizzo politico specifiche per Aics, magari sul tipo di progetti prioritari?<\/strong><\/p>\n<p>\u2018Credo che sia lodevole che le sedi dell\u2019Agenzia sia a Roma sia all\u2019estero proseguano, nei limiti del possibile, le loro preziose attivit\u00e0 nonostante l\u2019apprensione per le condizioni dei propri congiunti e amici in Italia. \u00c8 una scelta nobile e generosa da parte di chi lavora lontano da casa in contesti spesso difficili, in un momento in cui l\u2019emergenza colpisce duramente il nostro Paese. Ci\u00f2 contribuisce una volta di pi\u00f9 a testimoniare l\u2019empatia dell\u2019Italia nei confronti del mondo, nella piena consapevolezza che questa terribile guerra contro il virus vada affrontata con un approccio globale, in diversi luoghi, su diversi fronti ma con la medesima efficacia. Abbiamo contatti costanti con il direttore generale della Dgcs e il direttore di Aics, con tutti gli esperti, i funzionari, i diplomatici a Roma e all\u2019estero e i rappresentanti delle organizzazioni della societ\u00e0 civile. Stiamo lavorando innanzitutto per far fronte all\u2019emergenza e garantire che la \u2018macchina\u2019 della cooperazione continui ad andare a pieno regime. Abbiamo gi\u00e0 scongiurato questo pericolo grazie al lavoro instancabile di tutti noi. Il nostro obiettivo principale \u00e8 quello di garantire il prosieguo di quante pi\u00f9 attivit\u00e0 e progetti possibili, nel rispetto di tutte le misure precauzionali, assicurando il raggiungimento degli obiettivi e, contestualmente, salvaguardando la salute di tutti gli attori coinvolti. Stiamo ascoltando le esigenze delle organizzazioni della societ\u00e0 civile e tanto Aics quanto la Dgcs, in coordinamento con me e la mia segreteria, cercheranno di venire incontro alle loro necessit\u00e0 e richieste sul piano burocratico-amministrativo. Stiamo lavorando, per esempio, al ri-orientamento dei programmi, alle proroghe dei progetti gi\u00e0 in essere, alla ridefinizione di varianti e rendiconti, tutte azioni che nel breve-medio termine garantiranno alle osc maggiore flessibilit\u00e0 e margini pi\u00f9 ampi di movimento. Tutto nel quadro dell\u2019attuale emergenza Covid-19. Non mi stancher\u00f2 mai di ripetere che il sistema della cooperazione \u00e8 uno straordinario braccio operativo della politica estera italiana, che ci permette di avere rapporti diretti, franchi e durevoli con tanti paesi e con le loro societ\u00e0, aprendo cos\u00ec le porte anche alle attivit\u00e0 di cooperazione economica, a vantaggio, ad esempio, delle nostre imprese\u2019.<\/p>\n<p><strong>In un\u2019intervista all\u2019agenzia Dire, la portavoce dell\u2019Associazione delle ong italiane, Silvia Stilli, ha parlato di \u2018sofferenza dei progetti\u2019 e di \u2018costi non previsti\u2019 per le ong. Quello del Terzo settore \u00e8 un comparto che vale migliaia di posti di lavoro. Ci saranno iniziative di sostegno da parte del governo?<\/strong><\/p>\n<p>\u2018Dall\u2019inizio della pandemia \u00e8 attivo un Tavolo tecnico emergenza Covid-19 con le organizzazioni della societ\u00e0 civile con l\u2019obiettivo di garantire tutto il sostegno necessario e di \u2018scrivere\u2019 insieme a tutti gli attori del sistema cooperazione italiana alcune regole necessarie per affrontare a meglio l\u2019emergenza. Siamo ben consapevoli del fatto che molte attivit\u00e0 saranno sospese per vari mesi e che le osc dovranno far fronte anche ad altri costi fissi non previsti per una durata imprecisata. Abbiamo garantito la massima collaborazione e flessibilit\u00e0 per far fronte all\u2019emergenza. Stiamo elaborando soluzioni procedurali: quella che stiamo vivendo \u00e8 una situazione straordinaria e quindi bisogna trovare dei meccanismi nuovi per affrontarla. Stiamo lavorando, per esempio, all\u2019estensione delle proroghe extra-contrattuali e alla gestione eccezionale delle iniziative finanziate\/co-finanziate dalla cooperazione italiana. Le organizzazioni della societ\u00e0 civile hanno chiesto fondi aggiuntivi per sostenere i progetti: \u00e8 in atto una profonda e puntuale riflessione, di concerto con gli altri ministeri, quello dell\u2019Economia e delle finanze e quello del Lavoro e delle politiche sociali in primis. Nel decreto Cura Italia sono gi\u00e0 previste delle azioni per il Terzo settore. E\u2019 un momento di grande crisi ma anche di grande trasformazione, che sono sicura porter\u00e0 a grandi opportunit\u00e0 di rinnovamento. Noi cercheremo, insieme a tutti gli attori della cooperazione, di preparare il terreno per un futuro ancor maggiore efficacia e incisivit\u00e0, a beneficio degli italiani e del mondo\u2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Garantire la continuit\u00e0 di quanti pi\u00f9 progetti possibile ma anche una maggiore flessibilit\u00e0,\u00a0puntando in particolare sul comparto sanitario e \u2018wash\u2019 e scongiurando \u2018contagi di ritorno\u2019: questo l\u2019impegno della viceministra\u00a0Emanuela Del Re\u00a0per rafforzare, ai tempi della pandemia di Covid-19, gli interventi della Cooperazione italiana nel mondo. 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