{"id":23048,"date":"2020-03-31T14:19:44","date_gmt":"2020-03-31T12:19:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/03\/la-viceministra-del-re-a-fanpage-it-per-emergenza-coronavirus-rimpatriati-gia-30mila-italiani\/"},"modified":"2020-03-31T14:19:44","modified_gmt":"2020-03-31T12:19:44","slug":"la-viceministra-del-re-a-fanpage-it-per-emergenza-coronavirus-rimpatriati-gia-30mila-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2020\/03\/la-viceministra-del-re-a-fanpage-it-per-emergenza-coronavirus-rimpatriati-gia-30mila-italiani\/","title":{"rendered":"Del Re: \u201cPer emergenza Coronavirus rimpatriati gi\u00e0 30mila italiani\u201d (fanpage.it)"},"content":{"rendered":"<p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza Coronavirus pi\u00f9 di 30mila connazionali sono gi\u00e0 rientrati in Italia da oltre 30 diversi Paesi e le operazioni di rimpatrio proseguono, con voli che riporteranno molti connazionali in Italia dall&#8217;Asia, dall&#8217;America Latina e dagli Stati Uniti. La viceministra degli Esteri, Emanuela Del Re, fa il punto della situazione sul lavoro della Farnesina per fronteggiare l&#8217;epidemia in un&#8217;intervista rilasciata a Fanpage.it. La viceministra fornisce tutte le istruzioni utili per gli italiani che vogliono rientrare nel Paese e si sofferma anche sull&#8217;attivit\u00e0 dei cooperanti in tutto il mondo in relazione all&#8217;emergenza in corso. Del Re, inoltre, esprime preoccupazione per l&#8217;impatto del Coronavirus in &#8220;contesti di conflitto come la Siria, lo Yemen e la Libia&#8221;. Infine, altro timore \u00e8 quello legato alla diffusione nel continente africano: &#8220;Sappiamo gi\u00e0 che la maggior parte dei Paesi colpiti non dispone di strutture sanitarie adeguate e di solidi sistemi di pianificazione nazionale per affrontare tale sfida&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Quanti sono, a oggi, gli italiani ancora all\u2019estero che sono rimasti bloccati a causa del Coronavirus?<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 facile fare una stima precisa degli italiani rimasti bloccati all\u2019estero. Le nostre rappresentanze consolari hanno avviato gi\u00e0 da alcune settimane un \u2018censimento\u2019 degli italiani presenti nei paesi di rispettivo accreditamento, ma le liste sono in continuo aggiornamento e cambiano di ora in ora. All\u2019inizio della pandemia le persone che si trovavano temporaneamente all\u2019estero per motivi di studio, lavoro, turismo e che non erano iscritti all\u2019AIRE erano decine di migliaia. Pi\u00f9 di 30mila connazionali sono gi\u00e0 rientrati da oltre 30 Paesi con voli, navi e altri mezzi di trasporto messi a disposizione da compagnie private grazie all\u2019azione diplomatica della Farnesina e delle nostre Ambasciate. Non si pu\u00f2 sapere chi si trova all\u2019estero temporaneamente e dove, se non lo ha segnalato. Per questo l\u2019Unit\u00e0 di Crisi funziona in base alle segnalazioni che arrivano. La sala operativa dell\u2019Unit\u00e0 di Crisi \u00e8 stata rafforzata ed \u00e8 operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Vorrei aggiungere per\u00f2, che in questo momento di crisi che gli italiani all\u2019estero che desiderano rientrare in qualche caso vivono con estrema apprensione, non dimentichiamo che ogni singolo caso \u00e8 importante, e che si tratta di persone, non di numeri.<\/p>\n<p><strong>Sono previste nuove operazioni di rimpatri? Quanti italiani dovrebbero tornare nei prossimi giorni\/settimane?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente. Le operazioni di rimpatrio sono tuttora in corso e non si fermano. La nostra rete percepisce le richieste che arrivano dai vari Paesi e la Farnesina consulta le compagnie aeree per organizzare dei voli che partono vuoti e riportano in Italia i connazionali. Sono gi\u00e0 previsti altri voli per il rientro dei connazionali dal sud-est asiatico, dall\u2019America Latina, dagli Stati Uniti e giornalmente continuano ad atterrare aerei dalle principali capitali europee che oltre a rimpatriare i nostri connazionali che si trovavano a Londra, a Parigi, a Francoforte, Monaco, Bruxelles, fungono da hub e aeroporti di scalo per chi proviene dagli altri continenti da cui \u00e8 possibile rientrare, se le condizioni lo consentono, con combinazioni di voli operati da compagnie straniere.<\/p>\n<p><strong>A quali procedure dovranno sottoporsi gli italiani che tornano dall\u2019estero?<\/strong><\/p>\n<p>Chiariamo innanzitutto che possono rientrare dall\u2019estero i cittadini italiani non residenti all\u2019estero e i cittadini stranieri residenti in Italia che abbiano una \u2018assoluta urgenza\u2019. \u00c8 quindi consentito il rientro dei cittadini italiani o degli stranieri residenti in Italia che si trovano all\u2019estero in via temporanea (per turismo, affari, studio o altro). \u00c8 ugualmente consentito il rientro in Italia dei cittadini italiani costretti a lasciare definitivamente il Paese estero dove lavoravano o studiavano (perch\u00e9, ad esempio, sono stati licenziati, hanno perso la casa, il loro corso di studi \u00e8 stato definitivamente interrotto). Una volta entrati nel territorio nazionale dovranno raggiungere la propria casa nel minore tempo possibile. Secondo l\u2019ultimo decreto dei ministeri di Infrastrutture e Salute, possono fare rientro solo con mezzi privati e non con mezzi pubblici. In caso di particolare disagio \u00e8 possibile noleggiare un\u2019auto. \u00c8 possibile per un convivente andare a prendere chi rientra dall\u2019estero. Ribadiamo che chiunque entri in Italia deve porsi in auto-quarantena. Una volta rientrati, bisogna avvisare l\u2019Azienda Sanitaria Locale competente e l\u2019isolamento pu\u00f2 essere trascorso anche in un luogo diverso dalla propria abitazione. Se qualcuno, arrivando in Italia, non ha un luogo dove trascorrere la quarantena o non riesce a raggiungerlo, allora deve trascorrere il periodo di isolamento in un luogo deciso dalla Protezione Civile, con spese a carico dell\u2019interessato.<\/p>\n<p><strong>Lei ha la delega alla cooperazione internazionale: qual \u00e8 la situazione dei cooperanti italiani nel mondo? Sono ancora tanti quelli all\u2019estero?<\/strong><\/p>\n<p>Secondo le stime delle stesse Reti delle Organizzazioni della Societ\u00e0 Civile (OSC), sarebbero circa 1.500 i cooperanti attivi in varie parti del mondo. Tuttavia, devo dire che parlare di numeri in questo contesto non \u00e8 sempre facile. Peraltro, non tutti i cooperanti sono contemporaneamente all\u2019estero, poich\u00e9 vi \u00e8 una rotazione: alcuni sono rientrati, molti hanno scelto di restare, altri\u00a0sono rimasti nei Paesi d\u2019intervento per le limitazioni ai voli.\u00a0Laddove necessario il MAECI fornir\u00e0 assistenza agli operatori del settore umanitario e della cooperazione come a tutti gli altri connazionali. A tal riguardo vorrei segnalare che \u00e8 stata avviata una intensa opera di sensibilizzazione sia con i Paesi che hanno gi\u00e0 chiuso le frontiere e gli spazi aerei sia con le compagnie aeree italiane per organizzare voli speciali su base commerciale per il rientro dei nostri connazionali.<\/p>\n<p><strong>Ci sono attivit\u00e0 dei cooperanti legate anche all\u2019emergenza Coronavirus?<\/strong><\/p>\n<p>Le Nazioni Unite e il movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa si sono mobilitati per mettere in campo azioni di prevenzione del contagio, rafforzamento dei servizi sanitari nei Paesi fragili, e di continuit\u00e0 e rafforzamento delle operazioni di assistenza umanitaria gi\u00e0 programmate.\u00a0Sono particolarmente preoccupata per l\u2019impatto che il coronavirus potr\u00e0 avere in contesti di conflitto, penso alla Siria, allo Yemen, o alla Libia, dove la tregua umanitaria stenta ad affermarsi e le strutture sanitarie sono state fortemente compromesse da anni di conflitto. Ancora, in alcuni Paesi dell\u2019Africa Sub-Sahariana, come nel caso del Sahel, dove gi\u00e0 persistono epidemie e malnutrizione cronica e dove le condizioni di sicurezza ancora precarie mettono a dura prova la capacit\u00e0 di risposta sanitaria di molti Paesi. E, pi\u00f9 in generale, sono preoccupata per tutte le crisi umanitarie che hanno prodotto ingenti flussi di rifugiati, da quella venezuelana, a quella siriana, a quella del popolo Rohingya, ancora nei campi profughi in Bangladesh. In questi giorni la cooperazione italiana sta mettendo a punto un pacchetto di misure di interventi umanitari in risposta agli appelli delle Nazioni Unite e della Croce Rossa e a sostegno dell\u2019azione delle OSC, adattando progetti in corso alla nuova emergenza Coronavirus, convertendo progetti che non si possono realizzare nelle circostanze attuali e identificando alcune mirate misure di emergenza per rafforzare le campagne di prevenzione e comunicazione nel settore dell\u2019igiene. Per quanto riguarda l\u2019operativit\u00e0 dei progetti, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 ragionevolmente e in assoluta sicurezza proseguire, verr\u00e0 continuato.\u00a0La cooperazione italiana conduce gi\u00e0 da tempo interventi che sono utili anche alla gestione anche di questa pandemia. Non va dimenticato, ad esempio, che in Africa epidemie molto pi\u00f9 letali del Coronavirus sono all\u2019ordine del giorno: dalla malaria alla febbre gialla,\u00a0alla esplosione di Ebola in Congo e Cameroon. Nel caso specifico, quando si parla di interventi ad hoc per il Coronavirus\u00a0ci si riferisce anche alla riprogrammazione di fondi gi\u00e0 esistenti, i quali in questa circostanza vengono orientati sulle emergenze sanitarie.<\/p>\n<p><strong>Uno dei timori, anche dell\u2019Oms, \u00e8 quello di un contagio sempre pi\u00f9 esteso in Africa: qual \u00e8 la situazione nel continente e ci sono i mezzi per affrontare un\u2019eventuale epidemia?<\/strong><\/p>\n<p>Gli ultimi dati dell\u2019ufficio regionale dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 per l\u2019Africa mostrano che l\u2019epidemia di Coronavirus inizia a diffondersi in maniera preoccupante anche nel continente africano. Ad oggi risultano oltre 4.500 casi confermati in 46 Paesi del continente, tra cui i\u00a0pi\u00f9 colpiti\u00a0sono al momento il Sud Africa, l\u2019Egitto, l\u2019Algeria, il Marocco, la Tunisia e diversi paesi dell\u2019Africa Occidentale, in particolare Burkina Faso, Costa d\u2019Avorio, Ghana e Senegal.\u00a0Il numero totale delle persone decedute a causa del virus \u00e8 di 131, dato che corrisponde a un tasso di mortalit\u00e0 del 2,8% sul totale dei casi confermati. La quantificazione dei mezzi necessari per fare fronte ad una eventuale epidemia dipender\u00e0 dall\u2019evoluzione dei contagi nei prossimi giorni, ma sappiamo gi\u00e0 che la maggior parte dei Paesi colpiti non dispone di strutture sanitarie adeguate e di solidi sistemi di pianificazione nazionale per affrontare tale sfida.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia da quali paesi sta ricevendo pi\u00f9 supporto a livello sanitario e di invio dei dispositivi come nel caso delle mascherine?<\/strong><\/p>\n<p>Lasciatemi dire che non si tratta di una gara a chi dona di pi\u00f9, e non stiamo creando una graduatoria degli aiuti che riceviamo da ogni Paese. Quella che stiamo vivendo \u00e8 una pandemia globale, un problema di tutti. L\u2019Italia, anche in virt\u00f9 di una politica estera da sempre dialogante e inclusiva, ha ricevuto grande solidariet\u00e0 dall\u2019Europa, da tutto il mondo, raccogliendo i frutti dell\u2019amicizia che noi stessi abbiamo dimostrato in altri momenti. Ma questa solidariet\u00e0 globale, che deve coinvolgere tutti viaggiando a livello sia multilaterale sia bilaterale, dovr\u00e0 continuare ancora a lungo. Il mondo \u00e8 interconnesso e interdipendente, e mai come ora ne abbiamo la prova. Solo uniti e senza coltivare nuove divisioni, il mondo superer\u00e0 questa crisi e le sue conseguenze. Noi stessi saremo ancor chiamati a dare aiuti, per il bene di tutti, e non ci tireremo indietro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza Coronavirus pi\u00f9 di 30mila connazionali sono gi\u00e0 rientrati in Italia da oltre 30 diversi Paesi e le operazioni di rimpatrio proseguono, con voli che riporteranno molti connazionali in Italia dall&#8217;Asia, dall&#8217;America Latina e dagli Stati Uniti. 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